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Note del tema

Gerusalemme

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EMR 197

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : Nel Tempio con Giuseppe d'Arimatea. L'ora dell'incenso.

Data della visione: venerdì 22 giugno 1945

Calendario: sabato 25 marzo 28

(12 Nissan 3788)

Luogo (mappa) : Tempio di Gerusalemme

Ciclo: Il secondo viaggio pasquale

Sommario: Il gruppo apostolico si reca al Tempio con Yabeç e Giovanni di Endor. Pietro funge da tutore del bambino, il quale ammette candidamente di non ricordare l'ultima volta che è venuto al Tempio, poiché era un bambino. Gesù è preoccupato per Giovanni di Endor, che è intimorito dalla prospettiva di tornare alla casa del Padre. Cristo lo rassicura e lo assolve da tutto, il che commuove il nuovo convertito.

Si recano al tesoro per fare la loro offerta quando incontrano Giuseppe d'Arimatea. Egli è sorpreso di vedere un ragazzino con loro e Pietro gli spiega che il ragazzo sta per sostenere l'esame di maturità. Il fratello di Andrea chiese al fariseo di venire dalla sua parte, affinché i dottori della Legge non creassero problemi. Giuseppe salutò quindi il Maestro e questi gli propose di venire a Betania per incontrarlo. L'uomo accettò volentieri e si congedò.

Gesù spiega poi a Yabeç cosa sia l'ora dell'incenso e perché debba pregare; gli spiega anche quanto sia grande il ministero del sacerdote. Infine, si recano ad adorare il Signore.

Contenuto del capitolo: 197,1: Pietro prende per mano Yabeç. 197,2: Gesù conforta Giovanni di En-Dor. 197,3: Pietro spiega a Yabeç le cose del Tempio. 197,4: Gesù invita Giuseppe d'Arimatea a Betania. 197,5: La preghiera della sera.

Edizione precedente: Volume 3, capitolo 58

EMR 197.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Pietro è proprio solenne mentre entra in veste di padre nel recinto del Tempio, tenendo per mano Jabé. Sembra persino più alto tanto procede impettito.

Dietro, in gruppo, tutti gli altri. Gesù è l’ultimo, occupato in una conversazione serrata con Giovanni di Endor, che pare vergognarsi di entrare nel Tempio.

Pietro chiede al suo protetto: «Ci sei mai stato?», avendo per risposta la frase: «Quando sono nato, padre. Ma non me ne ricordo», cosa che fa ridere di gusto Pietro, che la ripete ai compagni, che ridono loro pure dicendo bonari e arguti: «Forse dormivi e perciò…», oppure: «Siamo tutti come te. Non ci ricordiamo di quando siamo venuti qui di nascita».

Annotazione

Pietro chiese al suo piccolo protetto: "Non ci sei mai stato?" e lui rispose: "Quando sono nato, padre, ma non me lo ricordo". Per la cerimonia della sua presentazione al Tempio e la purificazione di sua madre.

EMR 197.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Oh! Maestro! Dàmmi la tua benedizione!».

«La pace a te, Giuseppe. Ho piacere di vederti e in buona salute».

«Io pure, Maestro, e anche gli amici ti vedranno con gioia.

Sei al Getsemani?».

«Ero. Dopo la preghiera vado a Betania».

«Da Lazzaro?».

«No, da Simone. Ho anche la Madre mia e la madre dei miei fratelli e quella di Giovanni e Giacomo. Verrai a trovarmi?».

«Lo chiedi? Grande gioia e grande onore. Te ne ringrazio.

Verrò con diversi amici…».

«Va’ piano, Giuseppe, con gli amici!…», consiglia Simone Zelote.

«Oh! li conoscete già. Prudenza dice: “L’aria non oda”. Ma quando li vedrete capirete che sono amici».

«Allora…».

«Maestro, Simone di Giona mi diceva della cerimonia del piccolo. Sei venuto mentre chiedevo quando intendete farla. Ci voglio essere io pure».

«Il mercoledì avanti Pasqua. Voglio che faccia la sua Pasqua da figlio della Legge».

«Molto bene. È inteso. Verrò a prendervi a Betania. Ma lunedì verrò con gli amici».

«È detto».

«Maestro, ti lascio. La pace sia con Te. È l’ora dell’incenso».

«Addio, Giuseppe. La pace sia con te.»

Dettaglio

Gesù incontra Giuseppe d'Arimatea.

EMR 198

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Gesù incontra sua madre a Betania. Yabeç (Jabé) cambia il suo nome in Marziam.

Data della visione: sabato 23 giugno 1945.

Calendario: sabato 25 marzo 28 (12 Nissan 3788).

Luogo (mappa) : Betania

Ciclo: Il secondo viaggio pasquale

Riassunto: A venire

Contenuto del capitolo: 198,1: Molti vengono da Betania per incontrare Gesù che va incontro a sua Madre. 198,2: Maria asciuga le lacrime di Yabeç. 198,3: E augura la pace a Giovanni di En-Dor. 198.4: Nella casa di Simone lo Zelota. Le donne sono intente ad accogliere tutti. 198.5: Perché Yabeç, orfano, è stato accolto. 198.6: Pietro non vuole che Yabeç, che Lazzaro propone di adottare, gli venga tolto. 198.7: Potrà provvedere a tutti i suoi bisogni materiali. 198,8: Maria cambia il nome di Yabeç in Marziam (Margziam). 198,9: Si ha notizia in particolare dell'arresto del Battista. 198,10: Yabeç appare con una veste nuova donatagli da Marta. 198,11: Gesù e Maria parlano della visita di Aglaia.

Vecchia edizione: Volume 3, capitolo 59.

EMR 198.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Attraverso alla ombrosa strada che congiunge il monte degli Ulivi a Betania – e potrei dire che il monte giunge con le sue propaggini verdi sino alle campagne di Betania – Gesù coi suoi cammina sollecito verso la città di Lazzaro.

E non vi è ancora entrato che viene riconosciuto, e volontarie staffette corrono in tutti i sensi ad avvertire della sua venuta. Per cui ecco accorrere Lazzaro e Massimino da un lato, Isacco con Timoneo e Giuseppe dall’altro, terza viene Marta con Marcella che alza il suo velo per curvarsi a baciare la veste di Gesù, e subito dopo accorrono Maria d’Alfeo e Maria Salome che venerano il Maestro e poi si abbracciano i figli; e mentre il piccolo Jabé, sempre per mano di Gesù, sballottato da tutti questi irruenti arrivi, osserva stupefatto, e Giovanni di Endor, sentendosi estraneo, si ritira in fondo al gruppo, in disparte, ecco farsi avanti, sul sentiero che conduce alla casa di Simone, la Madre.

EMR 199.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

La mattinata splendida invita veramente a passeggiare lasciando i letti e le case, e gli abitanti della casa dello Zelote, come tante api al primo sole, sorgono molto presto ed escono a respirare l’aria pura nel frutteto di Lazzaro che circonda la casetta ospitale. Presto si aggiungono anche quelli che sono ospitati da Lazzaro, ossia Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Andrea e Giacomo di Zebedeo. Il sole entra festoso per tutte le finestre e porte spalancate, e le stanze, semplici e linde, si ve stono di una tinta d’oro che avviva i colori delle vesti e fa più lucenti i colori dei capelli e delle pupille.

Maria d’Alfeo e Salome sono intente a servire questi uomini dal gagliardo appetito. Maria invece sta sorvegliando un servo di Lazzaro che mette in ordine i capellucci di Margziam pareggiandoli con più sapienza di quanto non avesse fatto il suo primo parrucchiere.

EMR 199.3-4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Fino alle vicinanze di Gerusalemme stanno tutti uniti. Poi si separano, andando l’Iscariota per conto suo, entrando in città probabilmente da quella porta che è verso la torre Antonia; mentre Tommaso, con Filippo e Natanaele, fanno ancora qualche decina di metri con Gesù e i compagni e poi entrano in città dal sobborgo di Ofel, insieme a Maria e al bambino.

199.4

«E ora andiamo da questi infelici!», dice Gesù e volgendo le spalle alla città va verso un luogo desolato, situato sulle pendici di un colle roccioso che è fra le due strade che da Gerico portano a Gerusalemme. Uno strano luogo fatto come a gradinate, dopo la prima salita sulla quale si inerpica un sentiero, di modo che il primo balzo è sopraelevato a picco per almeno tre metri sul sentiero, e così il secondo. Arido, morto… Tristissimo.

«Maestro», grida Simone lo Zelote, «sono qui. Fermati che ti insegno la via…»; e lo Zelote, che si era addossato alla roccia per avere un poco d’ombra, viene avanti e conduce Gesù per un sentiero a gradini diretto verso il Getsemani, ma separato da questo dalla strada che dal monte Uliveto va a Betania.

«Eccoci. Fra i sepolcri di Siloan io vissi, e qui ci sono i miei amici. Parte di essi. Gli altri sono a Ben Innom, ma non possono venire… Dovrebbero traversare la strada e sarebbero visti».

«Andremo anche da loro».

«Grazie! Per loro e per me».

EMR 199.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ed ora andiamo a Ben Hinnom», dice Gesù.

(...)

Passano il Cedron, costeggiano il lato sud del monte Tofêt e entrano nella valletta tutta sparsa di sepolcri e di lordure, senza un albero, senza uno schermo al sole, che su questo lato meridionale si abbatte con tutti i suoi fuochi e arroventa il pietrame di questi nuovi scaglioni d’inferno, alla base dei quali fumano incendi puteolenti che aumentano il calore. E dentro a questi sepolcri, simili a forni crematori, vi sono dei poveri corpi che si consumano… Siloan sarà brutto nell’inverno, umido come è, e volto quasi a settentrione. Ma questo deve essere tremendo in estate…

Annotazione

Esso [il sole] irrompe e brucia le pietre di queste nuove terrazze dell'inferno, alla cui base divampano fuochi pestilenziali che aumentano ancora di più il calore. È nella Valle di Hinnom, altrimenti nota come Gehenna, che vengono bruciati i rifiuti di Gerusalemme.

EMR 200

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Titolo del capitolo : Aglaé e il profumo della sua gioia per la salvezza.

Data della visione: lunedì 25 giugno 1945.

Calendario: lunedì 27 marzo 28 (14 Nisan 3788).

Luogo (mappa) : Betania

Ciclo: Il secondo viaggio di Pasqua

Riassunto: Gesù torna da solo nella casa di Simone lo Zelota ed è preoccupato. Sta evidentemente aspettando qualcuno e Maria, sua Madre, gli porta finalmente Aglaia. Chiede alla Vergine di non disturbarli e Cristo parla finalmente con l'ex peccatore. Ella si inginocchia in adorazione e piange. Rivela che non osava sperare di ottenere l'amore del Signore dopo aver tanto peccato. Il Maestro la consola e le spiega che questo desiderio di amare viene da Dio stesso. Quando la convertita si stupisce che l'Altissimo ami una persona come Aglaia, Gesù risponde di nuovo che Dio è un abisso di misericordia incomprensibile alla mente umana e conferma che la donna è stata perdonata.

Sorge allora una domanda legittima: cosa deve fare? Cristo le dice di andare in un luogo deserto e la informa che non si vedranno mai più sulla terra e che lui morirà per ottenere la sua redenzione. Lei, da parte sua, si dedicherà alla penitenza e un altro apostolo verrà a dirle tutto ciò che deve sapere: non sarà Andrea, però, che l'ha portata a Gesù.

L'ex peccatrice gli dona quindi i suoi gioielli e svuota un'anfora di profumo. Infine, si congeda e Gesù la benedice da dove si trova mentre lei si allontana. Poi chiede alla Madre di portare Andrea da lui e le dice che è salva. Il fratello di Pietro, però, non deve dire nulla e presto arrivano gli altri apostoli. Si chiedono chi abbia risposto al profumo e Giuda si lamenta, irritando Lazzaro e gli altri compagni. Gesù allora porta via l'Iscariota e nel frattempo la visione cessa.

Contenuto del capitolo: 200,1: Gesù sembra preoccupato. 200,2: Maria annuncia l'arrivo di Aglaia e gliela porta. 200.3: Gesù conferma ad Aglaia il perdono di Dio. 200.4: La manda nel deserto dove uno dei suoi apostoli la visiterà. 200.5: Ella svuota un'anfora di profumo ai suoi piedi. 200.6: Gesù ringrazia Andrea per il suo lavoro apostolico con Aglaia. 200,7: Discussione sul profumo versato.

Edizione precedente: Volume 3, capitolo 61

EMR 201

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : L'esame di maggioranza di Marziam.

Data della visione: martedì 26 giugno 1945.

Calendario: mercoledì 29 marzo 28 (16 Nissan 3788).

Luogo (mappa) : Tempio di Gerusalemme

Ciclo: Il secondo viaggio pasquale

Sintesi: il gruppo apostolico è con le donne e Giuseppe d'Arimatea. Vicino al Tempio, aspettano Giuda, Tommaso e Bartolomeo, ma solo gli ultimi due si presentano. Iscariota non c'è. Vanno ad aspettarlo in un altro luogo, ma l'apostolo non si presenta. Giuseppe d'Arimatea si spazientisce e finalmente si recano nel luogo santo, dove Marziam sta per sostenere l'esame. Gesù non può andare con lei perché sarebbe un disservizio per lui. Pietro è rattristato, ma capisce. Invece, Giuseppe accompagna Simone e il suo figlio adottivo. Vengono accolti da Azraele e Giacobbe, due rabbini o capi sinagoga che mostrano disprezzo per Pietro e sorvolano sull'esame. Ma Marziam viene accettato e il bambino torna con suo padre, molto felice. Anche Gesù è felice, ma è addolorato, come gli altri, per la defezione di Giuda, e Pietro se ne rende conto solo in ritardo. Tuttavia, il Maestro lo rassicura e si recano da Giuseppe d'Arimatea. A questo punto la visione termina.

Contenuto del capitolo: 201,1: Entrano nel Tempio tra gli insulti che volano tra i soldati e la folla. 201,2: Si incontrano con gli apostoli, ma Giuda è assente. 201,3: Lo cercano invano e Pietro entra con Marziam, senza Gesù. 201,4: Giuseppe d'Arimatea fa valere il suo prestigio. Prime domande. 201,5: Marziam supera l'esame e Pietro fa il suo piccolo discorso. 201,6: Giuseppe d'Arimatea invita a un banchetto. Pietro sacrificherà un agnello. 201.7: Giuda è stato un piantagrane.

Edizione precedente: Volume 3, capitolo 62