Vai al contenuto

Note del tema

Gerusalemme

Pagina 1 di 11

Comfort di lettura

Aa

EMR 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: À la fête des Tentes. Anne e Joachim possiedono la Sapienza.

Data della visione e della dettatura: mercoledì 23 agosto 1944

Calendario: lunedì 1 ottobre dell'anno 22 a.C.

Vecchio calendario giuliano: lunedì 3 ottobre 22 a.C.

Calendario ebraico: 24 Tishri 3740.

Luogo (mappa): Gerusalemme

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sommario: Maria vede la periferia di Gerusalemme durante la Festa delle Tende. Descrive l'atmosfera che la circonda, poi vede Anna che consola un bambino caduto. Sua madre viene a prenderlo e le dice che ha già sei figli. La madre di Maria torna poi da Gioacchino e gli racconta del suo incontro con la madre felice. Gli racconta di aver sognato che l'anno prossimo sarebbe tornata qui con il suo bambino. Gioacchino lo esorta a sperare ancora.

In seguito, Gesù fa un discorso sui suoi nonni che possedevano la saggezza. Parla del loro amore rispettivo, del loro amore casto e dignitoso, delle loro virtù interiori e applica loro parole del Libro della Sapienza.

Contenuto del capitolo: 3.1: La casa di Anna si differenzia da quella che Maria erediterà. 3.2: L'accampamento delle tende di rami piantate fuori dalle mura di Gerusalemme. 3.3: Anna, la sterile, parla con una madre di famiglia numerosa. 3.4: Gioacchino ribadisce la sua speranza di una maternità miracolosa e Anna gli confida il suo sogno profetico. 3.5: I giusti sono sempre saggi. 3.6: Ad Anna mancava solo una corona di figli. 3.7 : Erano innamorati come il primo giorno. 3.8 : Volevano un figlio e hanno avuto la madre di Dio. 3.9 : La castità degli sposi. 3.10 : Oggi l'amore e la camera nuziale sono profanati.

Edizione precedente: Volume 1, capitoli 3 e 4

EMR 3.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

3.1Prima che venga il seguito, faccio una nota.

La casa non mi è parsa quella ben nota di Nazaret. Almeno l’ambiente è molto diverso. Anche l’orto-giardino è più vasto, e oltre si vedono i campi. Non molti, ma insomma ci sono. Dopo, quando Maria è sposa, vi è solo l’orto, vasto ma limitato a orto, e questa stanza, che ho visto, non l’ho vista mai nelle altre visioni. Non so se pensare che per motivi pecuniari i genitori di Maria si disfecero[5] di parte del loro avere o se Maria, uscendo dal Tempio, passò in un’altra casa, forse datale da Giuseppe. Non ricordo se nelle passate visioni e lezioni ebbi mai accenno sicuro che la casa di Nazareth era la casa natìa.

EMR 3.2.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

3.2Comincio a vedere e scrivo.

Fuori delle mura di Gerusalemme, sui colli e fra gli ulivi, vi è gran folla. Pare un enorme mercato. Ma non ci sono banchi e baracconi. Non vocio di ciarlatani e venditori. Non giuochi. Vi sono tante tende di lana ruvida, certo impermeabili all’acqua, stese su pioli confitti al suolo, e legate ai pioli sono frasche verdi che fanno ornamento e frescura. Altre, invece, sono tutte di frasche confitte al suolo e legate, che fanno come delle piccole gallerie verdi. Sotto ognuna, gente di ogni età e condizione, e un parlare pacato e raccolto, rotto solo da qualche strillo di bambino.

Scende la sera e già le luci di lucernette a olio splendono qua e là per l’accampamento strano. Intorno alle luci qualche famiglia consuma la cena stando seduta per terra, le madri coi più piccoli in grembo, e molti di questi, stanchi, si addormentano con ancora il pezzo di pane nelle ditine rosee e cadono col capino sul petto materno come pulcini sotto la chioccia, e le madri finiscono di mangiare come possono, con una sola mano libera, mentre l’altra tiene contro il cuore il figliolino. Altre famiglie, invece, non sono ancora a cena e parlano nel semibuio del crepuscolo, attendendo che il cibo sia pronto. Dei focherelli sono accesi qua e là, e intorno ad essi si affannano le donne. Qualche ninna nanna lenta lenta, direi quasi lamentosa, culla un infante che stenta ad addormentarsi.

In alto un bel cielo sereno, che diviene sempre più azzurro cupo sino a parere un enorme velario di velluto pastoso d’un nero azzurro, su cui, piano piano, invisibili artefici e decoratori appuntino gemme e lumini, quali isolati, quali in bizzarre linee geometriche, fra le quali primeggia l’Orsa maggiore e minore con la sua forma di carro dalla stanga appoggiata al suolo, poi che i buoi furono staccati dal giogo. La stella polare ride con tutti i suoi bagliori.

Comprendo che è ottobre perché una grossa voce d’uomo lo dice: «Bello questo ottobre[6] come pochi ci furono!».

3.4La notte è sempre più gremita di stelle e i lumi sempre più numerosi nel campo. Poi piano piano molti lumi si spengono. Sono di quelli che hanno cenato per primi e che ora si mettono a dormire. Anche il brusio diminuisce lentamente. Voci di bimbo non se ne odono più. Solo qualche lattante fa sentire la sua vocina di agnellino che cerca il latte della mamma. La notte soffia il suo alito sulle cose e le persone, e annulla pene e ricordi, speranze e rancori. Anzi, forse questi due sopravvivono, per quanto attutiti, anche nel sonno, nel sogno.

Dettaglio

Il Festival della Tenda sembrava svolgersi in ottobre. Maria descrive l'atmosfera del festival.

Annotazione

Fuori dalle mura di Gerusalemme, una grande folla si trova sulle colline e tra gli ulivi. Il "Campo dei Galilei" sul Monte degli Ulivi. È qui che i Galilei si riuniscono per le feste (cfr. Volume 4, capitolo 143 /vo 279.1).

Ci sono molte tende di lana grezza, certamente impermeabili, stese su pali fissati al suolo. Nella festa di Sukkot, chiamata anche Festa delle Tende o Festa dei Tabernacoli, ogni famiglia costruisce una capanna (o sukkha) fatta di quattro tipi di rami legati insieme. Il nome evoca le capanne sotto le quali ci si accampava durante il raccolto.

Mi rendo conto che è ottobre, perché la voce di un omone dice: "Un bel mese di ottobre, come se ne vedono pochi! Ottobre: la Festa delle Tende (Sukkot) si celebra all'inizio dell'autunno dal 15 al 21 Tishri (dal 24/9 al 2/10 nel 22 a.C.). A volte", scrive Maria Valtorta in un dattiloscritto, "i nomi sono espressi in italiano perché il lettore capisca meglio".

Il nostro mese di ottobre si trova a cavallo dei mesi ebraici di Tisri (o Etanim) e Marchesvan (o Bul). Il calendario ebraico era infatti basato sull'anno lunare, che inizia in primavera (come si può vedere in 68.4), e il nostro sull'anno solare, per cui le corrispondenze sono approssimative.

EMR 4.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

4.3Speravo perché l’ultimo giorno, mentre pregavo nel Tempio, il più possibile che sia per una donna presso la Casa di Dio, ed era già sera… ricordi che dicevo: “Ancora, ancora un poco”. Non sapevo staccarmi di là senza aver avuto grazia! Ebbene, nell’ombra che già scendeva, dall’interno del luogo sacro, che io guardavo con attrazione d’anima per strappare un assenso dal Dio presente, ho visto partire una luce, una scintilla di luce bellissima. Era candida come luna, eppure aveva in sé tutte le luci di tutte le perle e gemme che sono sulla Terra. Pareva che una delle stelle preziose del Velo, le stelle poste sotto ai piedi dei cherubini, si staccasse e divenisse splendida di una luce soprannaturale… pareva che da oltre il Velo sacro, dalla Gloria stessa, partisse un fuoco e venisse a me veloce, e nel tagliare l’aria cantasse con voce celeste dicendo: “Ciò che hai chiesto ti venga”. È per quello che io canto: “Una stella a te verrà”. Che figlio sarà mai il nostro, che si manifesta come luce di stella nel Tempio e che dice: “Io sono” nella festa delle Luci? Che tu abbia visto giusto pensandomi una nuova Anna d’Elcana?

Dettaglio

Concepimento di Maria. Anna, la madre di Maria, racconta quando il suo desiderio fu esaudito:

Annotazione

Avevi ragione nel vedere in me una nuova Anna di Elkanah? Gioacchino aveva infatti parlato della madre del profeta Samuele in EMV 3.

Sotto i piedi dei cherubini: i cherubini (Kerubim) abbondavano nella decorazione del Tempio di Salomone (per esempio: 1 Re 6,23-35). Le stelle sono probabilmente le stelle di Davide o il sigillo di Salomone.

Ho avuto l'impressione che un fuoco partisse da dietro il sacro Velo, dalla Gloria stessa, che venisse rapidamente verso di me e che, mentre passava nell'aria, cantasse con voce celeste: "Possa accadere a te ciò che hai chiesto! "Questa è la voce del Redentore, come leggiamo in EMV 4.5: "La Sapienza stessa scese (...) e divenne parola alla donna sterile" (p. 31).

Che tipo di bambino sarà dunque il nostro, che apparirà come la luce di una stella nel Tempio e dirà: "Io sono" durante la Festa delle Luci? La stella fa parte della profezia di Balaam. Num 24, 17-19. Lo vedo, ma non come presente; lo vedo, ma non da vicino. Una stella esce da Giacobbe, uno scettro si leva da Israele. Spezzerà i due lati di Moab; taglierà tutti i figli del tumulto. Edom è il suo possesso; Seir, il suo nemico, è il suo possesso e Israele mostra il suo valore. Da Giacobbe esce un dominatore; egli distrugge nelle città ciò che resta di Edom".

"Io sono" : il nome stesso di Dio come definito a Mosè, secondoEsodo 3,14-15. Questo è ciò che dirai ai figli di Israele: "Colui che mi ha mandato a voi è IO SONO". Vedi la scheda sul Nome divino.

EMR 5.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

5.2«Soffri?».

«No. Ma sento quella gran pace che ho sentito nel Tempio quando mi fu fatta grazia, e che ho sentito ancora quando seppi d’esser madre. È come un’estasi. Un dolce sonno del corpo, mentre lo spirito giubila e si placa in una pace senza paragone umano. Ti ho amato, Gioacchino, e quando sono entrata nella tua casa e mi sono detta: “Sono sposa di un giusto”, ho avuto pace, e così tutte le volte che il tuo provvido amore aveva cure per la tua Anna. Ma questa pace è diversa. Vedi, io credo che è una pace come quella che dovette invadere, come olio che si spande e molce, lo spirito di Giacobbe, nostro padre, dopo il suo sogno[13] d’angeli; e, meglio ancora, simile alla pace gioiosa dei Tobia dopo che Raffaele si manifestò loro. Se mi vi sprofondo, nel gustarla essa sempre più cresce. È come io salissi per gli spazi azzurri del cielo… e, non so perché, da quando io ho in me questa gioia pacifica, io ho un cantico in cuore, quello del vecchio Tobia. Mi pare sia stato scritto per quest’ora… per questa gioia… per la terra d’Israele che la riceve… per Gerusalemme peccatrice e ora perdonata… ma… — ma non ridete dei deliri di una madre… — ma quando dico: “Ringrazia il Signore per i tuoi beni e benedici il Dio dei secoli, affinché riedifichi in te il suo Tabernacolo”, io penso che colui che riedificherà nella Gerusalemme il Tabernacolo del Dio vero sarà questo che sta per nascere…, e penso ancora che non più della Città santa, ma della mia creatura sia profetizzata la sorte quando il cantico dice: “Tu brillerai di luce splendida, tutti i popoli della Terra a te si prostreranno, le nazioni verranno a te portando doni, adoreranno in te il Signore e terranno come santa la tua terra, perché dentro di te invocheranno il Grande Nome. Tu sarai felice nei tuoi figli, perché tutti saranno benedetti e si riuniranno presso il Signore. Beati quelli che ti amano e gioiscono della tua pace!…”

Dettaglio

Anne sta per partorire.

Annotazione

Libro della Genesi 28, 12

Gen 28, 12: Sognò un sogno ed ecco che una scala era posta sulla terra e la sua cima arrivava fino al cielo; ed ecco che su di essa salivano e scendevano gli angeli di Dio e in cima ad essa stava Yahweh.

Libro di Tobit 12, 15-21

Tob 12, 15-21 : "Io sono l'angelo Raffaele, uno dei sette che stanno davanti al Signore. "Quando udirono queste parole, furono terrorizzati e caddero a terra con il volto tremante. E l'angelo disse loro: "La pace sia con voi! Non abbiate paura. Perché quando ero con voi, ero lì per volontà di Dio; perciò beneditelo e cantate le sue lodi. Vi è sembrato che io abbia mangiato e bevuto con voi, ma mi sono nutrito di un cibo invisibile e di una bevanda che l'occhio dell'uomo non può raggiungere. È giunta dunque l'ora che io ritorni a colui che mi ha mandato; ma voi, benedite Dio e proclamate tutte le sue meraviglie". "Quando ebbe detto questo, fu nascosto alla loro vista e non lo videro più. Allora si prostrarono con la faccia a terra per tre ore e benedissero Dio, poi si alzarono e raccontarono tutte le sue meraviglie".

Libro di Tobit 13, 1-18

Tb 13, 1-18 : Il vecchio Tobia aprì la bocca e benedisse il Signore, dicendo: "Tu sei grande, o Signore, in tutta l'eternità e il tuo regno si estende per tutti i secoli. Perché tu punisci e salvi, conduci alla tomba e ne riporti indietro, e non c'è nessuno che possa sfuggire alla tua mano. Rendete grazie al Signore, figli di Israele, e lodatelo davanti alle nazioni. Perché vi ha dispersi tra le nazioni che non lo conoscono, perché raccontiate loro le sue meraviglie e facciate loro conoscere che non c'è altro Dio che lui solo, Dio onnipotente. Egli ci ha puniti a causa delle nostre iniquità e ci salverà a causa della sua misericordia. Considerate come ci ha trattato, beneditelo con timore e tremore e glorificate il Re dei secoli con le vostre azioni.

Quanto a me, voglio benedirlo in questo Paese dove sono prigioniero, perché ha fatto risplendere la sua gloria su una nazione criminale. Pentitevi dunque, peccatori, e fate giustizia davanti a Dio, confidando che egli avrà misericordia di voi! Quanto a me, mi rallegrerò in lui con tutta l'anima. Benedite il Signore, popolo eletto, celebrate giorni di gioia e cantate le sue lodi!

Gerusalemme, città di Dio, il Signore ti ha punito per le opere delle tue mani. Glorifica il Signore con le tue opere buone e benedici il Dio dei secoli, perché costruisca in te il suo santuario, perché richiami a te tutti i prigionieri e perché tu possa gioire nei secoli dei secoli. Risplenderai di una luce splendente e tutte le nazioni della terra ti adoreranno. Le nazioni verranno a te da terre lontane, portando doni; adoreranno il Signore tra le tue mura e considereranno la tua terra come un santuario, perché invocheranno il grande Nome che è in mezzo a te. Maledetti saranno quelli che ti disprezzano, condannati quelli che ti bestemmiano; benedetti quelli che ti edificano. E gioirete dei vostri figli, perché saranno tutti benedetti e riuniti al Signore. Beati tutti coloro che ti amano e si rallegrano della tua pace.

Benedici il Signore, o anima mia, perché egli, il Signore nostro Dio, ha liberato la sua città, Gerusalemme, da tutti i suoi problemi. Sarò felice se ci sarà ancora una discendenza della mia razza che vedrà lo splendore di Gerusalemme! Le porte di Gerusalemme saranno costruite con zaffiri e smeraldi, e tutto il muro delle sue mura con pietre preziose. Pietre bianche e immacolate formeranno il selciato delle sue piazze e nelle sue strade si canterà: Alleluia! Sia benedetto il Signore che ha dato a Gerusalemme questa gloria e che regni su di lei nei secoli dei secoli! Amen! "

EMR 6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : Purificazione di Anna e offerta di Maria, la bambina perfetta per il Regno dei Cieli.

Data della visione e del dettato: lunedì 28 agosto 1944

Calendario: martedì 25 novembre dell'anno 21 a.C.

Vecchio calendario giuliano: martedì 27 settembre dell'anno 21 d.C.

Calendario ebraico: 30 Kisleu 3741

Luogo (mappa) : Gerusalemme (Tempio di Gerusalemme)

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sommario: Anna si reca a presentare la figlia al Tempio, accompagnata da Gioacchino, Elisabetta e Zaccaria. I genitori, felici, si sono vestiti per l'occasione. Ben presto Anna parla con Elisabetta e la moglie di Gioacchino le confida che tra tre anni darà il suo Fiore al Signore. Per compiere questo eroico sacrificio, ricorderà che Dio le ha dato Maria. Si dirà anche che la sua bambina sta pregando per loro e che il Signore sarà suo Padre anche dopo la loro morte. Finalmente arrivano al Tempio e lì Anna si purifica. Il gruppo si reca nel luogo in cui Anna ha esaudito il suo desiderio e lì incontra Anna di Fanuel, che sarà la maestra di Maria al Tempio.

Gesù fa poi un dettato e spiega che la Vergine ardeva per venire a Dio. Torna sulla frase "Lasciate che i bambini piccoli vengano a me"; poi insiste sull'amore di Maria, che è stato costante per tutta la sua vita. I suoi occhi sono pacifici e gentili, e lo stesso vale per i santi che, come la loro Madre celeste, hanno uno sguardo che è "luce per l'anima".

Contenuti del capitolo: 6.1: Gioacchino, Anna, Zaccaria ed Elisabetta si recano al Tempio. 6.2: Anna darà a Dio ciò che viene da lui. 6.3: La purificazione di Anna. 6.4: La consacrazione di Maria e il primo contatto con Anna di Phanouel. 6.5: Fra tre anni sarai qui anche tu, mio Giglio. 6.6: Ecco il Bambino perfetto, dal cuore di colomba, semplice e puro. 6.7: L'occhio puro, pacifico e benevolo che possiedono i puri, i santi, coloro che sono innamorati di Dio.

Edizione precedente: Volume 1, capitoli 9 e 10

EMR 6.3.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

6.3 Le mura del Tempio sono raggiunte.

«Mentre andate alla porta di Nicanore, io vado ad avvertire il sacerdote. E poi verrò io pure», dice Zaccaria. E scompare dietro ad un arco che immette in un cortilone cinto da portici.

La comitiva continua ad inoltrare per le successive terrazze. Perché, non so se l’ho mai detto, il recinto del Tempio non è su terreno piano, ma sale, a scaglioni successivi, sempre più in alto. Ad ogni scaglione si accede mediante gradinate, ed in ogni scaglione sono cortili e portici e portali lavoratissimi, di marmo, bronzo e oro.

Prima di raggiungere il posto prefisso, si fermano per liberare dagli involti le cose portate, ossia delle focacce, mi pare, larghe e basse e molto unte, della farina bianca, due colombi in una gabbiuzza di vimini e delle grosse monete d’argento, certe patacche così pesanti che per fortuna allora non c’erano tasche. Le avrebbero sfondate.

Ecco la bella porta di Nicanore, tutta un lavoro di ricamo nel bronzo pesante laminato d’argento.

[...]

Ora Anna è purificata.

6.5 «Vorrei dare l’offerta al Tempio e andare là dove vidi la luce lo scorso anno».

Vanno, accompagnati da Anna di Fanuel. Non entrano nel Tempio vero e proprio; si capisce che, essendo donne e trattandosi di una bambina, non vanno neppure là dove andò Maria per offrire il Figlio. Ma, da ben presso alla porta spalancata, guardano nell’interno semiscuro, da cui vengono dolci canti di fanciulle e brillano lumi preziosi che spandono una luce d’oro su due aiuole di testoline velate di bianco, due vere aiuole di gigli.

«Fra tre anni anche tu sarai là, mio Giglio», promette Anna a Maria, che guarda come affascinata verso l’interno e sorride al canto lento.

EMR 8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo:Maria accolta nel Tempio. Nella sua umiltà, non sapeva di essere la donna piena di Sapienza.

Data della visione e della dettatura: 30 agosto 1944

Calendario: lunedì 3 ottobre dell'anno 18 a.C.

Vecchio calendario giuliano: lunedì 5 ottobre 18 a.C.

Calendario ebraico: 10 Tishri 3744.

Luogo (mappa) : Gerusalemme

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sommario: Anna, Gioacchino e Maria si trovano a Gerusalemme perché Maria deve entrare nel Tempio. Gioacchino e Anna sembrano aver pianto molto, ma cercano di mostrare il meno possibile le loro lacrime al bambino. Incontrano Elisabetta, che li invita in una casa amica. Anna le dice che non le dispiaceva consegnare Maria al Tempio e che non aveva cambiato idea, ma che il suo cuore di madre stava soffrendo. Lo stesso vale per Gioacchino. Zaccaria, che arriva, e sua moglie cercano di consolarli come possono. Poi si rimettono in cammino. Arriva il sommo sacerdote e Maria ha l'opportunità di fare il suo voto. Poi entra nel Tempio di Gerusalemme. Il capitolo si conclude con Gesù che dice che sua Madre possiede la Sapienza.

Contenuto del capitolo: 8,1: Cammino lento e triste per le strade di Gerusalemme. 8,2: Sosta. Anna confida il suo dolore a Elisabetta. 8.3: Zaccaria incoraggia Gioacchino e Anna. 8.4: Anna lascia alla giovane Maria il suo velo da sposa. 8.5: Maria chiede la benedizione dei suoi genitori. Arrivo al Tempio. 8.6: Il Sommo Sacerdote accoglie l'Agnello immacolato. 8.7: La preghiera dell'"umile ancella". 8.8: Anche tu, Maria, "cammina alla mia presenza e sii perfetta per questo".

Edizione precedente: Volume 1, capitoli 13 e 14

EMR 8.5-6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Valicano tre cortili e tre atri sovrapposti. Eccoli ai piedi del vasto cubo di marmo incoronato d’oro. Ogni cupola, convessa come una mezza arancia enorme, sfolgora al sole che ora, sul mezzodì, cade a perpendicolo sul vasto cortile che circonda il fabbricato solenne, ed empie il vasto piazzale e l’ampia scalinata che conduce al Tempio. Solo il portico che fronteggia la scalinata, lungo la facciata, è in ombra, e la porta altissima di bronzo e oro è ancor più scura e solenne in tanta luce.

Maria pare ancor più di neve fra il gran sole. Eccola ai piedi della scalinata. Fra padre e madre. Come deve battere il cuore a quei tre! Elisabetta è a fianco di Anna, ma un poco indietro, di un mezzo passo.

8.6 Uno squillo di trombe argentine e la porta gira sui cardini, che pare diano suono di cetra nel girare sulle sfere di bronzo. Appare l’interno con le sue lampade nel profondo, ed un corteo viene dall’interno verso l’esterno. Un pomposo corteo fra suoni di trombe argentee, nuvole d’incenso e luci.

Dettaglio

Maria, Anna e Gioacchino sono nel Tempio. L'Immacolata Concezione entrerà e diventerà una vergine consacrata.

Annotazione

Attraversano tre cortili e tre portici sovrapposti. Dal recinto esterno, si attraversano in realtà 3 porte per raggiungere il cortile delle donne. Sarà interessante vedere il sito dedicato a : "Il tempio Beth Hamikdach di Gerusalemme" e il capitolo 5 delle "Leggi della casa eletta" (Beth Habe'hirah) di Maimonide. Maimonide, di nome Rabbi Moshe ben Maimon (רבי משה בן מימון), noto come il Rambam (30 marzo 1135, Cordova - 13 dicembre 1204, Fostat), è stato un filosofo e teologo ebreo, Nagid (capo della comunità) degli ebrei d'Egitto e medico alla corte di Saladino. Fu una figura importante dell'ebraismo rabbinico ed ebbe una notevole influenza sulla filosofia medievale. I cristiani lo conoscono come Mosè Maimonide e i musulmani come Mussa bin Maimun ibn Abdallah al-Kurtubi al-Israili.

Qui si trovano ai piedi di un vasto cubo di marmo coronato d'oro. Il Tempio ha la forma di un grande cubo, raggiunto da una scalinata monumentale di 15 gradini circolari, circondati in cima da punte d'oro.

Ogni cupola, convessa come un'enorme metà arancione, brilla al sole di mezzogiorno. Maimoid descrive le cupole degli edifici annessi alla Corte d'Israele, ma i modelli recenti del Tempio non mostrano alcuna cupola. La presenza di cupole "splendenti" è citata più volte da Maria Valtorta in EMV 53,1 e EMV 169,7. Ciò è forse confermato dal "fuoco" in questa citazione di Maimoid: "A destra del Tempio, un grande padiglione, la Casa del Fuoco, è riconoscibile per la cupola che lo sovrasta".

La gigantesca porta di bronzo e oro appare ancora più cupa e solenne. La Porta di Nikanor, rivolta a est, è ben in ombra da mezzogiorno in poi. In EMV 6.3 Maria Valtorta descrive "un'opera di ricamo in bronzo massiccio laminato d'argento" e non d'oro. Queste porte di bronzo, realizzate ad Alessandria, erano un dono di Nicanor. Furono lasciate così com'erano quando tutte le altre porte di legno del Tempio furono successivamente ricoperte d'oro e d'argento (Flavio Giuseppe, Guerre Giudaiche, V, 5, 3). Ma il loro bronzo continuò a brillare "come l'oro".

EMR 10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : Il cantico di Maria. Ricordava ciò che la sua anima aveva visto in Dio.

Data della visione e della dettatura: sabato 2 settembre 1944

Calendario: estate del 9 a.C.

Luogo (mappa) : Gerusalemme

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sintesi: Maria deve avere circa dodici anni. Sta pregando e cantando un inno. Poi si immerge in una preghiera ancora più ardente e nel frattempo arriva Anna di Phanuel. L'Immacolata la saluta e inizia una conversazione tra le due donne. Parlano della sua verginità, della Legge che la obbliga a sposarsi e del suo voto di rimanere sempre vergine. Parlarono anche del Messia che doveva venire. Maria aveva già intuito che sarebbe stato il Martire e che era necessaria una grande purezza per prepararsi alla sua venuta. Ella rivela di essere vergine, non perché spera di essere la Madre del Signore, ma perché la purezza ha un valore immenso agli occhi dell'Altissimo.

Infine, Gesù fa un dettato e rivela che Maria si ricordò di Dio. Il Maestro spiega che lo spirito ha la capacità di ricordare, di vedere e di prevedere. Dio ha dato all'uomo l'intelligenza, ma non tutta la conoscenza è buona e, inoltre, le capacità umane sono limitate. Tuttavia, lo Spirito può parlarci e istruirci, ma per possedere lo Spirito Santo abbiamo bisogno della Grazia. Anche i santi si ricordano di Dio", disse Gesù, prima di continuare il suo dettato su Maria, che era piena di Grazia e che quindi viveva nello Spirito.

Contenuti del capitolo: 10.1: Maria cuce e canta un inno. 10.2: Anna di Fanuel sorpresa dall'apparizione di Maria. 10.3: La presenza di Dio in Maria. 10.4: Il suo desiderio di rimanere vergine. 10.5: L'attesa del Messia si abbrevia. Mi metterò totalmente al suo servizio. 10.6: Sarà l'Uomo dei dolori. 10.7: Tutti ubriachi della Presenza invisibile. 10.8: Maria si è ricordata di Dio. 10.9: Partecipazione all'Intelligenza Suprema. 10.10: Piena di Grazia. 10.11 : Tutto viene da un'altra fonte, osserva Maria Valtorta, che si rassicura.

Edizione precedente: Volume 1, capitolo 16