60.7 «È qui Gesù di Nazaret?», chiede un bambinello che si affaccia all’uscio.
«È qui. Entra».
Viene avanti un bambino, che riconosco per uno di quelli delle prime visioni di Cafarnao, e precisamente per quello che, ruzzolato fra i piedi di Gesù, ha promesso d’esser buono… per mangiare il miele del Paradiso.
«Piccolo amico, vieni avanti», dice Gesù.
Il bambino, un poco intimorito da tanta gente che lo guarda, si rinfranca e corre da Gesù, che lo abbraccia e se lo pone sulle ginocchia e gli dà un pezzetto del suo pesce su una fettina di pane.
«Ecco, Gesù. Questo è per Te. Anche oggi quella persona mi ha detto: “È sabato. Porta questo al Rabbi di Nazaret e di’ al tuo amico che preghi per me”. Lo sa che sei il mio amico!…». Il bambino ride felice e mangia il suo pane e pesce.
«Bravo, piccolo Giacomo! Dirai a quella persona che le mie preghiere salgono al Padre per lui».
«È per i poveri?», chiede Pietro.
«Sì».
«È sempre la solita offerta? Guardiamo».
Gesù consegna la borsa. Pietro rovescia le monete e conta. «Sempre la stessa forte somma! Ma chi è questa persona? Di’, bambino! Chi è?».
«Io non lo devo dire e non lo dirò».
«Che prepotente! Su, sii buono e ti darò delle frutta».
«Io non lo dirò né se mi insulti, né se mi carezzi».
«Ma sentite che lingua!».
«Giacomo ha ragione, Pietro. Mantiene la parola data; lascialo in pace».
«Tu, Maestro, sai chi è questa persona?».
Gesù non risponde. Si occupa del bambino, a cui dà un altro pezzetto di pesce arrostito, ben mondato dalle spine. Ma Pietro insiste e Gesù deve rispondere. «Io so tutto, Simone».
«E noi non lo possiamo sapere?».
«E tu non guarirai mai dal tuo difetto?». Gesù rimprovera ma sorride. E aggiunge: «Presto lo saprai. Perché, se il male occulto vorrebbe essere, e non sempre può rimanere tale, il bene, anche se occulto vuol essere per esser meritorio, viene un giorno scoperto per gloria di Dio, la cui natura risplende in un suo figlio. La natura di Dio: l’amore. E costui l’ha compreso, perché ama il suo prossimo. Va’, Giacomo. Porta a quella persona la mia benedizione».
La visione cessa così.