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Note del tema

Virtù e caratteristiche umane di Gesù Cristo

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EMR 171

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù è ancora sui Corni di Hattin, continuando il Discorso della Montagna. Innanzitutto, il Signore ci ricorda che non cambia una virgola della Legge, perché è stato lui stesso a darla con la Santissima Trinità. Tuttavia, Cristo la completa, senza sovraccaricarla come fanno gli uomini.

Dopo aver definito l'uomo santo, Cristo prosegue dicendo che chi segue uno dei minimi comandamenti sarà grande nel Regno dei Cieli e che chi viola uno dei Comandamenti sarà uno dei minimi nel Regno celeste. Il Maestro mette in guardia dalla rettitudine dei farisei e degli scribi e avverte anche di guardarsi dai falsi profeti.

Nella seconda parte, Gesù torna sul tema dell'amore per il prossimo e fornisce alcune delle caratteristiche che troviamo nel Vangelo: amare e perdonare, porgere l'altra guancia, pensando che è meglio essere colpiti che aggredire qualcuno che non lo sopporta, e così via. Ci invita a essere generosi, a dare la nostra tunica perché il nostro fratello non commetta un doppio furto se qualcuno cerca di rubarci qualcosa. Infine, Cristo torna sul detto: "Occhio per occhio, dente per dente" e lo sostituisce con l'amore, e ci incoraggia a essere perfetti come il nostro Padre celeste, a non arrabbiarci o serbare rancore verso il nostro prossimo, ma a riconciliarci con lui.

Quando il Maestro termina il suo discorso, Gesù parla di qualcuno che lo odia e non osa chiedere un miracolo. Ma quando i suoi apostoli lo interrogarono, egli disse loro che le scaglie erano cadute dai suoi occhi, non dal suo cuore.

EMR 173.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Guardate: Io ho amici potenti fra i ricchi e amici fra i miseri della Terra. E in verità vi dico che non sono gli amici potenti i più amati. Vado da quelli non per amore di Me e per mio utile. Ma perché da essi posso avere molto per chi non ha nulla. Io sono povero. Non ho nulla. Vorrei avere tutti i tesori del mondo e mutarli in pane per chi ha fame, in tetto per chi è senza tetto, in vesti per chi è ignudo, in medicine per chi è malato. Voi direte: “Tu puoi guarire”. Sì. Questo ed altro posso. Ma non sempre è la fede negli altri, ed Io non posso fare ciò che farei e che vorrei fare se trovassi della fede nei cuori per Me. Io vorrei beneficare anche questi che non hanno fede. E posto che non chiedono il miracolo al Figlio dell’uomo vorrei, da uomo ad uomo, dar loro soccorso. Ma non ho nulla. Per questo Io tendo la mano a chi ha e chiedo: “Fammi la carità, in nome di Dio”.

Ecco perché Io ho amicizie in alto. Domani, quando Io non sarò più sulla Terra, ancora vi saranno i poveri, ed Io non ci sarò né a compiere miracolo per chi ha fede, né a fare elemosina per portare alla fede. Ma allora i miei amici ricchi avranno imparato, al mio contatto, come si fa a beneficare, e i miei apostoli avranno, pure dal mio contatto, imparato a elemosinare per amore dei fratelli. E i poveri avranno sempre un soccorso.

EMR 174.12

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

[22 maggio 1945] 169.4 Gesù parla piano, gestendo pacato, col viso che pare più bianco, emergente come è dall’abito azzurro cupo e al raggio della luna novella che scende proprio dove è Lui, una piccola virgola di luna nel cielo, una lama di luce che carezza il Padrone del Cielo e della Terra.

[12 agosto 1944.] 174.12 Molto movimento avviene fra la folla che si assiepa verso il sentiero che sale al pianoro. Le teste dei più prossimi a Gesù si voltano. L’attenzione si svia. Gesù sospende di parlare e volge lo sguardo nella direzione degli altri. È serio e bello nel suo abito azzurro cupo, con le braccia conserte sul petto e il sole che lo sfiora sul capo col primo raggio che sormonta il picco orientale del colle.

Dettaglio

Confronto tra EMV 169,4 e EMV 174,12 a proposito della veste di Gesù. Si veda l'annotazione.

Annotazione

Notevole coerenza: lo stesso indumento è descritto all'inizio di questo capitolo, in una visione ricevuta il 22 maggio 1945, dieci mesi dopo questa.

Inoltre, l'osservazione sul "fianco orientale della collina" è coerente, perché le due cime dei corni di Hattin sono rivolte a nord-est/sud-est.

EMR 175.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« Andate fra i soffici fieni e dormite. Io vado a pregare il Padre perché vi apra i cuori e a ringraziarlo per la sua bontà. La pace a voi».

E se ne va alle prime pendici del monte. Là si siede e si raccoglie nella sua orazione. Alzando gli occhi vede il gregge delle stelle che gremiscono il cielo, abbassandoli vede il gregge dei dormienti stesi sui prati. Nient’altro. Ma è tale la gioia che ha nel cuore, che pare trasfigurarsi in luce…

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Gesù disse ai Dodici:

EMR 176.1-2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù nella notte si è alquanto dilungato risalendo il monte, di modo che l’aurora lo mostra ritto su uno scrimolo. Pietro, che lo vede, lo accenna ai compagni ed essi salgono verso di Lui.

«Maestro, perché non sei venuto con noi?», chiedono in diversi.

«Avevo bisogno di pregare».

«Ma hai anche tanto bisogno di riposare».

«Amici, nella notte una voce è venuta dai Cieli chiedendo preghiera per i buoni e per i malvagi, ed anche per Me stesso».

«Perché? Che ne hai bisogno Tu?».

«Come gli altri. La mia forza si nutre di preghiera e la mia gioia di fare ciò che vuole il Padre mio. Il Padre mi ha detto due nomi di persone, e un dolore per Me. Queste tre cose dette hanno tanto bisogno di preghiera».

Gesù è molto triste e guarda i suoi con occhio che pare supplichi chiedendo qualcosa, o che interroghi. Si posa su questo e su quello e in ultimo si posa su Giuda Iscariota fermandovisi.

L’apostolo lo nota e chiede: «Perché mi guardi così?».

«Non vedevo te. Il mio occhio contemplava un’altra cosa…».

«Ed è?».

«Ed è la natura del discepolo. Tutto il bene e tutto il male che un discepolo può dare, può fare per il suo maestro. Pensavo ai discepoli dei Profeti e a quelli di Giovanni. E pensavo ai miei propri. E pregavo per Giovanni, per i discepoli e per Me…».

«Sei triste e stanco questa mattina, Maestro. Di’ a chi ti ama il tuo affanno», invita Giacomo di Zebedeo.

«Sì, dillo, e se c’è cosa che si possa fare per sollevarlo noi lo faremo», dice il cugino Giuda.

Pietro parla con Bartolomeo e Filippo, ma non capisco ciò che dicono.

Gesù risponde: «Essere buoni, sforzatevi ad essere buoni e fedeli. Ecco il sollievo. Non ce ne è nessun altro, Pietro. Hai inteso? Deponi il sospetto. Vogliatemi e vogliatevi bene, non vi fate sedurre da chi mi odia, vogliate soprattutto bene alla volontà di Dio».

«Eh! ma se tutto viene da quella, anche i nostri errori verranno da quella!», esclama Tommaso con aria di filosofo.

«Lo credi? Non è così.

176.2

Ma molta gente si è destata e guarda qui. Scendiamo. E santifichiamo il giorno santo con la parola di Dio».

EMR 177.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ho un servo malato, Signore. Egli giace nella mia casa, nel suo letto, paralizzato da un male nelle ossa, e soffre terribilmente. I nostri medici non lo guariscono. I vostri, che ho invitato a venire perché sono mali che vengono dalle arie corrotte di queste regioni, e voi li sapete curare con le erbe del suolo febbricoso della sponda dove stagnano le acque prima di esser bevute dalle arene del mare, si sono rifiutati di venire. Ne ho dolore perché è un servo fedele».

«Io verrò e te lo guarirò».

«No, Signore. Non chiedo che Tu faccia tanto. Sono pagano, sudiciume per voi. Se i medici ebrei temono contaminarsi col porre piede nella mia casa, con più ragione essa è contaminazione a Te che sei divino. Io non sono degno che Tu entri sotto il mio tetto. Ma se Tu dici da qui una sola parola il mio servo guarirà, perché Tu comandi a tutto quanto è. Ora se io che sono un uomo sottoposto a tante autorità, la prima delle quali è Cesare, per cui devo fare, pensare, agire come mi è comandato, posso a mia volta comandare ai soldati che ho sotto il mio comando, e se dico ad uno: “Va’”, all’altro: “Vieni”, e al servo: “Fa’ questo”, uno va dove lo mando, l’altro viene perché lo chiamo, il terzo fa quello che dico, Tu, che sei Chi sei, sarai tosto ubbidito dalla malattia ed essa se ne andrà».

«Non è un uomo la malattia…», obbietta Gesù.

«Neppur Tu sei un uomo, ma sei l’Uomo. Puoi dunque comandare anche agli elementi e alle febbri perché tutto è soggetto al tuo potere».

Annotazione

Si tratta di malattie che derivano dall'aria corrotta di queste regioni: Le febbri di palude (febbre gialla o malaria) hanno causato gravi epidemie nell'antichità. Sono citate più volte nell'opera. Per secoli queste febbri sono state attribuite all'aria malsana (aria cattiva, da cui deriva la parola italiana mala aria), senza mai fare un collegamento con le zanzare. Maria Valtorta riporta un'opinione perfettamente in linea con le credenze romane e non legata alle sue conoscenze di infermiera.

Si sa come curarle con le erbe del terreno febbrile della riva, dove le acque ristagnano prima di essere assorbite dalla sabbia del mare. Si tratta senza dubbio dell'agrimonia (agrimonia eupatoria), che cresce nelle paludi. Plinio la cita. Un infuso di questa pianta è usato per combattere la malaria (da palus = palude, in latino). La palude balneare menzionata dal centurione potrebbe essere Dor (oggi Al Tantura), a sud del Monte Carmelo. Fu prosciugata solo nel 1892. La malaria era molto diffusa.

EMR 178.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sono già in vista della riva quando, dopo un’accanita lotta, un uomo di media età e di civile condizione si accosta al Maestro e per attirare la sua attenzione lo tocca sulla spalla.

Gesù si volge e si ferma chiedendo: «Che vuoi?».

«Sono scriba. Ma ciò che c’è nelle tue parole non è paragonabile a quanto è nei nostri precetti. Ed io ne sono conquistato. Maestro, io più non ti lascio. Ti seguirò dovunque andrai.

Quale è la tua via?».

«Quella del Cielo».

«Non dico quella. Ti chiedo: dove vai? Dopo questa, quali sono le tue case perché io ti possa sempre trovare?».

«Le volpi hanno delle tane e gli uccelli i nidi. Ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. Mia casa è il mondo, là dovunque vi sono spiriti da istruire, miserie da sollevare, peccatori da redimere».

«Da per tutto, allora».

«Lo hai detto. Potresti tu fare ciò che questi minimi fanno per amor mio, tu, il dottore d’Israele? Qui ci vuole sacrificio e ubbidienza, e carità verso tutti, spirito d’adattamento, su tutto, con tutti. Perché la condiscendenza attira. Perché chi vuol curare deve curvarsi su ogni piaga. Dopo ci sarà la purezza del Cielo. Ma qui siamo nel fango e occorre strappare al fango, su cui posiamo i piedi, le vittime già sommerse. Non rialzare le vesti e scostarsi perché lì è più alto il fango. La purezza deve essere in noi. Saturi di essa in modo che nulla più possa entrare. Puoi tutto questo?».

«Lasciami provare, almeno».

«Prova. Io pregherò perché tu ne sia capace».

Annotazione

Vangelo di Matteo 8, 18-22

Mt 8, 18-22 : Quando Gesù vide una folla intorno a sé, diede ordine di passare dall'altra parte. Si avvicinò uno scriba e gli disse: "Maestro, ti seguirò dovunque tu vada". Ma Gesù gli disse: "Le volpi hanno delle tane, gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".

Vangelo di Luca 9, 57-58

Lc 9, 57-58 : Lungo la strada, un uomo disse a Gesù: "Ti seguirò dovunque tu vada". Gesù gli disse: "Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".