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Note della parola chiave

Giuda di Kerioth (apostolo)

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EMR 35.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ed Io non risparmiai parola, se era da dire, atta ad attirarmi l’astio degli ebrei e il malanimo di Giuda. Sapevo, e avrei potuto farlo, che sarebbe bastato del denaro per asservirlo a Me. Non a Me Redentore; a Me ricco. Io che ho moltiplicato i pani potevo moltiplicare anche il denaro, se volevo. Ma non ero venuto per procurare soddisfazioni umane. A nessuno. Tanto meno ai miei chiamati. Avevo predicato sacrificio, distacco, vita casta, umili posti. Che Maestro sarei stato e che Giusto, se ad uno, solo perché era quello il mezzo di tenerlo, avessi dato denaro per il suo sensualismo mentale e fisico?

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Gesù disse:

EMR 53

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù, Giacomo, Giovanni, Andrea, Pietro, Filippo e Bartolomeo si recano al Tempio. Ma è una vera e propria fiera, dove i mercanti del Tempio sono usurai dei più poveri. Una coppia di anziani viene maltrattata da un negoziante e Gesù dice loro che il loro comportamento non è corretto: il negoziante deve dare loro un agnello migliore. L'uomo non ascolta e Gesù, di fronte a tutto il trambusto del Tempio, diventa terribile. Costruisce una frusta e rovescia i tavoli e il denaro su di essi. Arrivano i sacerdoti e gli chiedono chi sia e perché stia facendo questo. Gesù risponde che lui è Colui che può e che se il vero Tempio viene distrutto, lui lo farà risorgere. Promette che lo conosceranno e che conosceranno la sua provenienza. Poi il Maestro tiene un discorso nel Tempio, ricordando le parole del Deuteronomio. Ci ricorda che dobbiamo essere giusti con i poveri e che i sacerdoti devono avere come ricchezza la purezza e la carità, non la ricchezza puramente materiale. Dio Padre è la loro eredità. Infine, invita tutti a seguirlo, perché è giunta l'ora della grazia.

EMR 53

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Anche se non viene nominato, Giuda è presente durante la purificazione del Tempio e arriverà a Cristo grazie a questo episodio.

EMR 54

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù si trova nell'oliveto del Getsemani. Il padrone di casa - Giona - dice a Cristo che tre uomini lo stanno aspettando, tra cui uno probabilmente malato e un lebbroso. Gesù si reca per primo da quest'ultimo: è Simone lo Zelota che gli chiede la guarigione. Il Salvatore esaudisce il suo desiderio e il futuro apostolo guarisce completamente. Poi si rivolge ai due nuovi arrivati: Giuda di Keroth e Tommaso. Il primo voleva ardentemente seguire il Salvatore, per partecipare alla sua gloria "secondo il cielo". Ma Gesù gli chiede di pensarci bene e rifiuta di prenderlo subito con sé. Pensava di essere impulsivo e non credeva alla sua costanza. Allora Gesù lo invita a discernere con attenzione e gli dice che sarà nel Tempio per la Pentecoste. Anche Tommaso, da parte sua, vuole seguirlo, ma è spaventato dalle parole dette a Giuda. Gesù lo rassicura, dicendo che la presunzione porta alla rovina, ma che la paura unita all'umiltà può essere un aiuto. Gli suggerisce di riflettere e poi, quando il discepolo se n'è andato, Gesù spiega a Giovanni e agli altri perché ha fatto la differenza tra i due discepoli. In questo senso, Tommaso è più perfetto, perché vuole seguirlo per amore e non per desiderio di gloria umana. Tutti i discepoli presenti affermano poi di amare Gesù e, alla domanda se sono perfetti, Gesù spiega che solo Dio è perfetto, ma che loro lo diventeranno se persevereranno nella loro volontà di amare.

Dopo aver parlato della sua natura di Verbo di Dio e della sua perfezione di Uomo-Dio, Gesù si descrive come Figlio dell'uomo. Poi risponde alla domanda di Pietro sull'assenza di Giuda e risponde alla domanda di Andrea sul perché abbia compiuto un miracolo a Cana e non nella sua patria. Il Signore menziona anche sua Madre.

Infine, Cristo accoglie Didimo, che è tornato sui suoi passi, e quindi accoglie Tommaso tra i suoi discepoli.

EMR 54.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Devono ancora essere le feste pasquali, perché c’è sempre molta folla per la città. È verso sera, e molti si affrettano alle case.

Anche Gesù va verso la casa dove è ospitato. Non è la casa del Cenacolo. Quella è più nella città, per quanto prossima ai confini di essa. Questa è una vera casa già di campagna, fra folti ulivi. Dal rustico piazzaletto che ha sul davanti si vedono le piante scendere a balzi giù dal colle, fermandosi là dove è un torrentello poco ricco d’acque, che se ne va fra l’insenatura che è fra due colli, poco alti: sulla cima di un colle è il Tempio, sull’altro colle solo ulivi e ulivi. Gesù è alle prime pendici di questo morbido colle, che sale senza asprezza, tutto mite di piante pacifiche.

«Giovanni, vi sono due uomini che aspettano il tuo amico», dice un uomo anziano, che deve essere il contadino o il proprietario dell’uliveto. Direi che Giovanni lo conosce.

«Dove sono? Chi sono?».

«Non so. Uno certo è giudeo. L’altro… non saprei. Non gliel’ho chiesto».

«Dove sono?».

«Nella cucina in attesa e… e… sì… ecco… c’è anche uno tutto piaghe… Là l’ho fatto stare, perché… non vorrei fosse lebbroso… Dice che vuole vedere il Profeta che ha parlato al Tempio».

Gesù, che sino a quel momento aveva taciuto, dice: «Andiamo prima da questo. Di’ agli altri di venire, se vogliono. Parlerò qui, nell’uliveto, con loro». E si dirige verso il punto indicato dall’uomo.

«E noi? Che facciamo?», chiede Pietro.

«Venite, se volete».

EMR 54.3-5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« (...) Siete voi che mi volete?», dice ai due sconosciuti. «Eccomi. Chi siete?».

«Ti abbiamo udito l’altra sera… nel Tempio. Ti abbiamo cercato per la città. Un che si dice tuo parente ci ha detto che qui stai».

«Perché mi cercate?».

«Per seguirti, se ci vuoi, perché Tu hai parole di verità».

«Seguirmi? Ma sapete dove sono diretto?».

«No, Maestro, ma certo alla gloria».

«Sì. Ma ad una gloria non della Terra. Ad una gloria che ha sua sede nel Cielo e che si conquista con virtù e sacrificio. Perché volete seguirmi?», torna a chiedere.

«Per avere parte della tua gloria».

«Secondo il Cielo?».

«Sì, secondo il Cielo».

«Non tutti possono arrivarvi. Perché Mammona insidia i desiderosi di Cielo più degli altri. E solo chi sa fortemente volere resiste. Perché seguirmi, se seguire Me vuole dire lotta continua con il nemico che è in noi, col mondo nemico, e col Nemico che è Satana?».

«Perché così vuole il nostro spirito, che è rimasto conquistato da Te. Tu sei santo e potente. Noi vogliamo esser tuoi amici ».

«Amici!!!». Gesù tace e sospira. Poi guarda fisso quello che ha sempre parlato e che ora ha lasciato cadere il mantello dal capo, apparendo a testa nuda. È Giuda di Keriot. «Chi sei, tu che parli meglio di un popolano?».

«Giuda sono, di Simone. Di Keriot sono. Ma son del Tempio (o nel Tempio). Attendo e sogno il Re dei giudei. Re ti ho sentito nella parola. Re ti ho visto nel gesto. Prendimi con Te».

«Prenderti? Ora? Subito? No».

«Perché, Maestro?».

«Perché è meglio pesare sé stessi prima di prendere vie molto erte».

«Non credi alla mia sincerità?».

«L’hai detto. Credo al tuo impulso. Ma non credo alla tua costanza. Pensaci, Giuda. Io ora andrò via e tornerò per la Pentecoste. Se stai nel Tempio, mi vedrai. Pesa te stesso.

54.4

E tu chi sei?».

«Un altro che ti vide. Vorrei esser teco. Ma ora ne ho sgomento».

«No. La presunzione è rovina. Il timore può esser ostacolo, ma se viene da umiltà è aiuto. Non temere. Anche tu pensa, e quando verrò…».

«Maestro, sei tanto santo! Ho paura di non esser degno. Non d’altro. Perché sul mio amore non temo…».

«Come ti chiami?».

«Tommaso, detto Didimo».

«Ricorderò il tuo nome. Va’ in pace».

Gesù li congeda e si ritira nella casa ospitale per la cena.

54.5

I sei che sono con Lui vogliono sapere molte cose. «Perché, Maestro, hai fatto differenza fra i due?… Perché una differenza ci fu. Tutti e due avevano lo stesso impulso…», chiede Giovanni.

«Amico, anche lo stesso impulso può avere diverso succo e fare diverso effetto. Certo che i due hanno lo stesso impulso. Ma uno non è uguale all’altro nel fine. E quello che pare il meno perfetto è il più perfetto, perché non ha fomite di gloria umana. Mi ama perché mi ama».

EMR 54.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

54.6 «Maestro… perché tuo cugino, pur sapendo dove Tu abiti, non è venuto?».

«Pietro mio!… Tu sarai una delle mie pietre, la prima. Ma non tutte le pietre sono facili ad usarsi. Hai visto i marmi del palazzo Pretorio? Strappati a fatica al seno montano, ora sono parte del Pretorio. Guarda invece quei sassi che splendono là, al raggio di luna, fra le acque del Cedron. Da loro sono venuti nell’alveo e, se uno li vuole, ecco, subito si lasciano prendere. Il cugino mio è come le prime pietre di cui parlo… Il seno del monte, la famiglia, lo contende a Me».

«Ma io voglio essere in tutto come i sassi del torrente. Per Te sono pronto a lasciare tutto: casa, sposa, pesca, fratelli. Tutto, Rabbomi, per Te».

«Lo so, Pietro. Per questo ti amo. Ma anche Giuda verrà».

«Chi? Giuda di Keriot? Non ci tengo. È un bel signorino, ma… preferisco… me stesso preferisco…». Ridono tutti del­l’uscita di Pietro. «Non c’è niente da ridere. Voglio dire che preferisco un galileo schietto, rozzo, pescatore, ma senza frode a… ai cittadini che… non so… Ecco, il Maestro capisce ciò che mi intendo».

«Sì, capisco. Ma non giudicare. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro sulla Terra, e i buoni sono mescolati ai malvagi come i fiori su un campo. La cicuta è a fianco della salutifera malva».

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Pietro chiese a Gesù di Giuda, che era assente, e la conversazione si spostò su Giuda, che si era presentato al Maestro per la prima volta.

EMR 55.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Alzati, amico. Hai già cenato?».

«No, Maestro. Ho fatto pochi metri con l’altro che era meco e poi l’ho lasciato e sono tornato indietro, dicendogli che volevo parlare al lebbroso guarito… Ma ho detto così perché pensavo che egli avrebbe sdegnato di accostarsi ad un impuro. Ho indovinato. Ma io cercavo Te, non il lebbroso… Volevo dirti: “Prendimi!”… ».

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Tommaso parla a Cristo del momento in cui si è voltato indietro per raggiungere Gesù.

EMR 55.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ascolta. Domani alle prime luci il lebbroso si partirà dai sepolcri per trovare chi avverta il sacerdote. Tu andrai ai sepolcri per primo. È carità. E dirai forte: “O tu che ieri sei stato mondato, vieni fuori. Mi manda a te Gesù di Nazaret, il Messia d’Israele, Colui che ti ha sanato”. Fa’ che il mondo dei “morti viventi” conosca il mio Nome e frema di speranza, e chi alla speranza unisce la fede venga a Me, che Io lo guarisca. È la prima forma della mondezza che Io porto, della risurrezione di cui sono padrone. Un giorno ben più fonda mondezza Io darò… Un giorno i sepolcri sigillati erutteranno i morti veri, che appariranno per ridere, dalle loro occhiaie vuote, dalle mandibole scoperte, per il giubilo lontano, e pur sentito dagli scheletri, degli spiriti liberati dal Limbo d’attesa. Appariranno per ridere a questa liberazione e per fremere sapendo a che la devono… Tu va’. Egli verrà a te. Tu farai ciò che egli ti prega di fare. Lo aiuterai in tutto, come ti fosse fratello. E gli dirai anche: “Quando sarai del tutto purificato, andremo insieme sulla strada del fiume, oltre Doco e Efraim. Là il Maestro Gesù ti attende e mi attende per dirci in che lo dobbiamo servire”».

«Farò così. E l’altro?».

«Chi? L’Iscariota?».

«Sì, Maestro».

«Per lui dura il mio consiglio. Lascialo decidere da sé, e per lungo tempo. Evita anzi di incontrarlo».

«Starò presso il lebbroso. Nella valle dei sepolcri solo gli immondi si aggirano o chi ha contatti di pietà con loro».

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Gesù parla a Tommaso:

EMR 66

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù è solo. Giuda viene a raggiungerlo. L'uomo di Kerioth vuole seguirlo e Gesù è molto triste per questo. Conoscendo il suo stato d'animo, Gesù gli rivela che il suo Regno non è di questo mondo, che la sua Regalità non è terrena. Gli dice anche che Cristo sarà tradito e Giuda gli assicura che non farà mai una cosa del genere. Lo dice sul suo onore, ma il Salvatore gli fa notare che non c'è nulla di più fragile. Gesù insiste allora sul fatto che egli è mite, povero e pacifico: non otterrà nulla di terreno seguendolo. Ma a prescindere dalle sue argomentazioni, Giuda vuole seguirlo. Dice persino che Gesù deve prenderlo se è un peccatore e sta per perdersi. Gesù accetta e la visione finisce lì.