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Note del tema

L'entourage di Gesù

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Comfort di lettura

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EMR 190.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il tramonto si inizia con un arrossar di cielo quando Gesù giunge in vista dei campi di Giocana.

«Affrettiamo il passo, amici, prima che cali il sole. E tu, Pietro, va’ con tuo fratello ad avvisare i nostri amici, quelli di Doras».

«Ci vado, sì, anche per vedere se il figlio è proprio via». Pietro dice quella parola: figlio, in un modo tale che vale per un lungo discorso. E se ne va.

Annotazione

Gesù aveva avvertito inEMV 187,3 che il figlio di Doras era già a Gerusalemme.

EMR 190.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Quando torna al crocicchio vi sono tutti i contadini di Giocana, festosi, felici, e si circondano il loro Messia portandolo alle povere case.

«Hai visto di là?».

«Ho visto. Domani verranno i contadini di Doras».

«Già, mentre le iene sono alla preghiera… Facciamo così ogni sabato… e parliamo di Te, con quello che sappiamo da Giona, da Isacco che viene a trovarci spesso, e col tuo discorso di tisri. Come sappiamo parliamo. Perché non si può non parlare di Te. E tanto più se ne parla quanto più si soffre ed è proibito farlo. Quei poveri… bevono la vita ogni sabato… Ma in questa pianura quanti ce ne sono che hanno bisogno di sapere, almeno sapere di Te, e che non possono venire fin qui…».

«Penserò anche a loro. E voi siate benedetti per ciò che fate».

Dettaglio

Gesù incontra i contadini di Yokhanan.

Annotazione

Stiamo parlando di Te, con quello che abbiamo imparato da Giona, da Isacco che viene spesso da noi e dal tuo discorso a Tisri. Cfr. EMV 109,5.

EMR 191.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Consegna a Michea tanto denaro che domani egli possa ricompensare quanto oggi si è fatto prestare dai contadini di questa zona», dice Gesù a Giuda Iscariota, che generalmente amministra le… sostanze comuni.

E poi Gesù chiama Andrea e Giovanni e li manda in due punti in cui si può vedere la strada o le strade che vengono da Jezrael. Chiama poi Pietro e Simone e li manda incontro ai contadini di Doras con l’ordine di fermarli presso il confine fra le due proprietà.

Infine dice a Giacomo e Giuda: «Prendete le cibarie e venite».

EMR 191.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Pace a voi, amici. Venite. Oggi la sinagoga è qui ed Io sono il vostro sinagogo. Ma prima voglio essere il vostro padre di famiglia. Sedete in cerchio, che vi dia un cibo. Oggi avete lo Sposo, e facciamo convito di nozze».

E Gesù scopre una cesta e ne trae pani che dà agli stupiti contadini di Doras, e dall’altra leva quelle cibarie che ha potuto trovare: formaggi, verdure che ha fatto cucinare e un piccolo caprettino o agnellino, cotto intero, che spartisce ai poveri disgraziati, poi versa il vino e fa circolare il rozzo calice perché tutti bevano.

«Ma perché? Ma perché? E loro?», dicono quelli di Doras accennando a quelli di Giocana.

«Loro hanno già avuto».

«Ma che spesa! Come hai potuto?».

«Ci sono ancora dei buoni in Israele», dice Gesù sorridendo.

«Ma oggi è sabato…».

«Ringraziate quest’uomo», dice Gesù accennando all’uomo di Endor. «È lui che ha procurato l’agnello. Il resto fu facile averlo».

Quei poveretti divorano – è la parola – il cibo da tanto sconosciuto.

Dettaglio

Gesù incontra i contadini di Doras e Yokhanan.

EMR 191.3-4.9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vi è uno, piuttosto vecchio, che si stringe al fianco un fanciullo di un dieci anni circa; mangia e piange.

«Perché, padre, fai così?…», chiede Gesù.

«Perché la tua bontà è troppa…».

L’uomo di Endor dice con la sua voce gutturale: «È vero… e fa piangere. Ma il pianto è senza amaro…».

«È senza amaro. È vero. E poi… io vorrei una cosa. È anche desiderio questo pianto».

«Che vuoi, padre?».

«Questo fanciullo lo vedi? È mio nipote. Mi è rimasto dopo la frana di questo inverno. Doras neppure sa che mi ha raggiunto, perché lo faccio vivere come una bestia selvatica nel bosco e solo al sabato lo vedo. Se me lo scopre, o lo caccia o lo mette al lavoro… e sarà peggio di un animale da soma questo tenero mio sangue… A Pasqua lo manderò con Michea a Gerusalemme per divenire figlio della Legge… e poi?… È il figlio di mia figlia…».

«Lo daresti a Me, invece? Non piangere. Ho tanti amici che sono onesti, santi e senza figli. Lo alleveranno santamente, nella mia via…».

«Oh! Signore! Da quando ho saputo di Te l’ho desiderato. E pregavo il santo Giona, lui che sa cosa è essere di questo padrone, di salvare il mio nipote da questa morte…».

«Fanciullo, verresti con Me?».

«Sì, mio Signore. E non ti darò dolore».

«È detto».

191.4

«Ma… a chi lo vuoi dare?», chiede Pietro tirando Gesù per una manica. «A Lazzaro anche questo?».

«No, Simone. Ma ce ne sono tanti senza figli…».

«Ci sono anche io…». Il viso di Pietro pare fino affilarsi nel desiderio.

«Simone, te l’ho detto[1]. Tu devi essere il “padre” di tutti i figli che Io ti lascerò in eredità. Ma non devi avere la catena di nessun figlio tuo proprio. Non ti mortificare. Tu sei troppo necessario al Maestro perché il Maestro possa staccarti da Sé per un affetto. Sono esigente, Simone. Sono esigente più di uno sposo gelosissimo. Ti amo con ogni predilezione e ti voglio tutto per Me e di Me».

«Va bene, Signore… Va bene… Sia fatto come Tu vuoi». Il povero Pietro è eroico nel suo aderire a questa volontà di Gesù.

«Sarà il figlio della mia nascente Chiesa. Va bene? Di tutti e di nessuno. Sarà il “nostro” bambino. Ci seguirà quando lo permetteranno le distanze, o ci raggiungerà, e suoi tutori saranno i pastori, loro che amano nei bambini tutti il “loro” bambino Gesù. Vieni qui, fanciullo. Come ti chiami?».

«Jabé di Giovanni, e son di Giuda», dice sicuro il ragazzo.

«Sì. Siamo giudei noi», conferma il vecchio. «Io lavoravo nelle terre di Doras in Giudea, e mia figlia si è sposata con un di quelle parti. Lavorava ai boschi presso Arimatea e quest’inverno…».

«Ho visto la sventura[2]».

«Il fanciullo si è salvato perché quella notte era da un parente lontano… Veramente si è portato il nome, Signore! L’ho detto subito a mia figlia: “Perché? Non ricordi l’antico[3]?”. Ma il marito volle chiamarlo così, e Jabé fu».

«“Il fanciullo invocherà il Signore e il Signore lo benedirà e dilaterà i suoi confini, e la mano del Signore è sulla sua mano, ed egli non sarà più oppresso dal male”. Questo gli concederà il Signore per consolare te, padre, gli spiriti dei morti, e confortare l’orfano.

(...) Io vi benedico, ora. Ma per voi pregherò ogni nuova aurora.

E tu, padre, non avere più affanno per l’agnello che mi affidi. Te lo riporterò ogni tanto perché tu possa giubilare vedendolo crescere in sapienza e bontà sulla via di Dio. Sarà il tuo agnello di questa tua povera Pasqua, il più gradito degli agnelli presentati all’altare di Geové. Jabé, saluta il vecchio padre e poi vieni al tuo Salvatore, al tuo Pastore buono. La pace sia con voi!».

«Oh! Maestro! Maestro buono! Lasciarti!…».

«Sì. È penoso. Ma non è bene che il sorvegliante qui vi trovi. Sono venuto apposta qui per evitarvi punizioni. Ubbidite per amore all’Amore che vi consiglia».

I disgraziati si alzano con le lacrime agli occhi e vanno alla loro croce. Gesù li benedice ancora e poi, con la mano del fanciullo nella sua, e con l’uomo di Endor dall’altro lato, torna per la via già fatta alla casa di Michea, raggiunto da Andrea e da Giovanni che, finito il loro turno di guardia, si ricongiungono ai confratelli.

Dettaglio

Gesù è con i contadini di Doras e offre loro qualcosa da mangiare per la Pasqua. Uno degli uomini gli presenta il nipote.

Annotazione

"Simone, te l'ho detto", in EMV 104,5. L'ultima menzione di Lazzaro è in relazione all'evento riportato in EMV 172,11.

"Ho visto la catastrofe", in EMV 139,2.

"Perché questo nome? Non ricordi quello vecchio? "(...) "Il bambino invocherà il Signore e il Signore lo benedirà e allargherà i suoi confini; la mano del Signore è nella sua mano ed egli non sarà più oppresso dalla sventura". " La citazione è tratta da 1 Cronache 4, 9-10.

Primo libro delle Cronache 4, 9-10

1 Cap. 4, 9-10 : Yabesh era più onorato dei suoi fratelli. Sua madre gli diede il nome di Yabesh (cioè "Nel dolore"), dicendo: "Yabesh invocò il Dio d'Israele dicendo: "Se tu mi benedici, allargherai il mio territorio, la tua mano sarà con me e allontanerai da me la sventura, così che la mia angoscia finisca" e Dio gli concesse ciò che aveva chiesto.

EMR 191.3-4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vi è uno, piuttosto vecchio, che si stringe al fianco un fanciullo di un dieci anni circa; mangia e piange.

«Perché, padre, fai così?…», chiede Gesù.

«Perché la tua bontà è troppa…».

L’uomo di Endor dice con la sua voce gutturale: «È vero… e fa piangere. Ma il pianto è senza amaro…».

«È senza amaro. È vero. E poi… io vorrei una cosa. È anche desiderio questo pianto».

«Che vuoi, padre?».

«Questo fanciullo lo vedi? È mio nipote. Mi è rimasto dopo la frana di questo inverno. Doras neppure sa che mi ha raggiunto, perché lo faccio vivere come una bestia selvatica nel bosco e solo al sabato lo vedo. Se me lo scopre, o lo caccia o lo mette al lavoro… e sarà peggio di un animale da soma questo tenero mio sangue… A Pasqua lo manderò con Michea a Gerusalemme per divenire figlio della Legge… e poi?… È il figlio di mia figlia…».

«Lo daresti a Me, invece? Non piangere. Ho tanti amici che sono onesti, santi e senza figli. Lo alleveranno santamente, nella mia via…».

«Oh! Signore! Da quando ho saputo di Te l’ho desiderato. E pregavo il santo Giona, lui che sa cosa è essere di questo padrone, di salvare il mio nipote da questa morte…».

«Fanciullo, verresti con Me?».

«Sì, mio Signore. E non ti darò dolore».

«È detto».

191.4 «Ma… a chi lo vuoi dare?», chiede Pietro tirando Gesù per una manica. «A Lazzaro anche questo?».

«No, Simone. Ma ce ne sono tanti senza figli…».

«Ci sono anche io…». Il viso di Pietro pare fino affilarsi nel desiderio.

«Simone, te l’ho detto[1]. Tu devi essere il “padre” di tutti i figli che Io ti lascerò in eredità. Ma non devi avere la catena di nessun figlio tuo proprio. Non ti mortificare. Tu sei troppo necessario al Maestro perché il Maestro possa staccarti da Sé per un affetto. Sono esigente, Simone. Sono esigente più di uno sposo gelosissimo. Ti amo con ogni predilezione e ti voglio tutto per Me e di Me».

«Va bene, Signore… Va bene… Sia fatto come Tu vuoi». Il povero Pietro è eroico nel suo aderire a questa volontà di Gesù.

«Sarà il figlio della mia nascente Chiesa. Va bene? Di tutti e di nessuno. Sarà il “nostro” bambino. Ci seguirà quando lo permetteranno le distanze, o ci raggiungerà, e suoi tutori saranno i pastori, loro che amano nei bambini tutti il “loro” bambino Gesù. Vieni qui, fanciullo. Come ti chiami?».

«Jabé di Giovanni, e son di Giuda», dice sicuro il ragazzo.

«Sì. Siamo giudei noi», conferma il vecchio. «Io lavoravo nelle terre di Doras in Giudea, e mia figlia si è sposata con un di quelle parti. Lavorava ai boschi presso Arimatea e quest’inverno…».

«Ho visto la sventura[2]».

«Il fanciullo si è salvato perché quella notte era da un parente lontano… Veramente si è portato il nome, Signore! L’ho detto subito a mia figlia: “Perché? Non ricordi l’antico[3]?”. Ma il marito volle chiamarlo così, e é fu».

«“Il fanciullo invocherà il Signore e il Signore lo benedirà e dilaterà i suoi confini, e la mano del Signore è sulla sua mano, ed egli non sarà più oppresso dal male”. Questo gli concederà il Signore per consolare te, padre, gli spiriti dei morti, e confortare l’orfano.

Annotazione

"Simone, te l'ho detto", in EMV 104,5. L'ultima menzione di Lazzaro è in relazione all'evento riportato in EMV 172,11.

"Ho visto la catastrofe", in EMV 139,2.

"Perché questo nome? Non ricordi quello vecchio? "(...) "Il bambino invocherà il Signore e il Signore lo benedirà e allargherà i suoi confini; la mano del Signore è nella sua mano ed egli non sarà più oppresso dalla sventura". " La citazione è tratta da 1 Cronache 4, 9-10.

Primo libro delle Cronache 4, 9-10

1 Cap. 4, 9-10 : Yabesh era più onorato dei suoi fratelli. Sua madre gli diede il nome di Yabesh (cioè "Nel dolore"), dicendo: "Yabesh invocò il Dio d'Israele dicendo: "Se tu mi benedici, allargherai il mio territorio, la tua mano sarà con me e allontanerai da me la sventura, così che la mia angoscia finisca" e Dio gli concesse ciò che aveva chiesto.

EMR 191.8 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Non sentite nel castigo di questi campi una parola d’odio, anche se i fatti lo potevano giustificare. Non leggete male nel miracolo. Io sono l’Amore e non avrei colpito. Ma, visto che l’Amore non poteva piegare l’Epulone crudele, l’ho abbandonato alla Giustizia, ed essa ha fatto le vendette del martire Giona e dei suoi fratelli. Voi imparate questo dal miracolo. Che la Giustizia è sempre vigile anche se pare assente e che, essendo Dio Padrone di tutto il creato, si può servire, per l’applicazione di essa, dei minimi quali i bruchi e le formiche per mordere il cuore del crudele e dell’avido e farlo morire in un rigurgito di veleno che lo strozza.

Dettaglio

A proposito dell'anatema sulle terre di Doras.

EMR 191.9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

I disgraziati si alzano con le lacrime agli occhi e vanno alla loro croce. Gesù li benedice ancora e poi, con la mano del fanciullo nella sua, e con l’uomo di Endor dall’altro lato, torna per la via già fatta alla casa di Michea, raggiunto da Andrea e da Giovanni che, finito il loro turno di guardia, si ricongiungono ai confratelli.

Dettaglio

Gesù lascia i contadini di Doras e Yokhanan.