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Note del tema

Fatti legati alla risurrezione di Gesù Cristo

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Comfort di lettura

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EMR 180.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

In verità vi dico che molti profeti e molti giusti desiderarono vedere ciò che voi vedete e non lo videro, e udire ciò che voi udite e non l’udirono. Si consumarono nel desiderio di comprendere il mistero delle parole, ma spenta la luce della profezia ecco le parole rimanere come carboni spenti, anche per il santo che le aveva avute.

Solo Dio disvela Se stesso. Quando la sua luce si ritrae, terminato il suo scopo di illuminare il mistero, l’incapacità di intendere fascia, come le bende di una mummia, la regale verità della parola ricevuta. Per questo Io ti ho detto stamane: “Verrà un giorno che ritroverai tutto quanto ti ho dato”. Ora non puoi ritenere. Ma dopo la luce verrà su te, e non per un attimo ma per un inseparabile connubio dello Spirito eterno col tuo, onde infallibile sarà il tuo ammaestramento in ciò che è cosa del Regno di Dio. E, così come in te, nei tuoi successori, se vivranno di Dio come di unico pane.

Dettaglio

Sull'infallibilità papale e la dettatura di Gesù, si veda l'annotazione sottostante.

Annotazione

Molti profeti e uomini giusti hanno voluto vedere ciò che voi vedete e non l'hanno visto, ascoltare ciò che voi ascoltate e non l'hanno ascoltato. Nella continuità del testo riportato da Matteo.

Mt 13, 16-17 : Ma benedetti i vostri occhi, perché vedono, e le vostre orecchie, perché ascoltano. In verità vi dico che molti profeti e uomini giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete e non l'hanno visto, ascoltare ciò che voi ascoltate e non l'hanno ascoltato.

Luca lo riporta in un altro contesto (Lc 10, 24).

Lc 10, 23-24 : Poi si rivolse ai suoi discepoli e disse loro in particolare: "Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete! Perché vi dico che molti profeti e re volevano vedere ciò che voi vedete e non l'hanno visto, e ascoltare ciò che voi ascoltate e non l'hanno ascoltato.

Per questo vi ho detto stamattina: questo è il tipo di dettaglio che sembra insignificante, ma è molto utile per stabilire la cronologia.

Più tardi, la luce verrà su di voi, non per un istante, ma per un'unione indissolubile dello Spirito eterno con la vostra anima, che renderà il vostro insegnamento infallibile nelle questioni riguardanti il Regno di Dio. Sarà così anche per i vostri successori, se vivranno di Dio come unico pane.

Nota da maria-valtorta.org :

Questa condizione posta all'infallibilità papale deve aver suscitato un'obiezione da parte di padre Migliorini. Maria Valtorta osserva che:

"Avendo sottoposto a Gesù P. M(igliorini) l'obiezione all'infallibilità papale, contraria alla sentenza di p. ... fascicolo ... riga ... di ..., Gesù risponde: "Rispondo alla sua domanda come segue:

È vero che l'infallibilità del Papa in materia spirituale è una verità certa. Essa esiste in ciascuno dei miei vicari, indipendentemente dalla sua forma di vita e dal suo grado di virtù. Ma è altrettanto vero che non troverete un dogma definito e proclamato da papi che sono - notoriamente o meno - privi della mia grazia. L'anima che non è in stato di grazia non può essere nell'amicizia dello Spirito Santo.

Chiunque pensi che una cosa del genere sia possibile, pensa davvero come un eretico!

Dio è giusto: come tratta i poveri, tratta i ricchi. come tratta i laici, tratta il Sovrano Pontefice. Purtroppo ci sono zone d'ombra nella storia della mia Chiesa. Voler chiudere gli occhi e non vedere queste zone d'ombra significa vivere nelle tenebre su tutta la Chiesa, anche sui tantissimi tempi angelicamente luminosi, divinamente luminosi, gloriosi della mia Chiesa.

Perché anche noi dobbiamo essere sinceri in queste cose, come lo sono stato io con i miei apostoli, i miei discepoli e quelli che mi hanno seguito. Molte folle, non tutte sante, non tutte tiepide, non tutte malvagie. Ho riconosciuto il merito o il demerito di ciascuno, ho dato a ciascuno ciò che meritava, senza tener conto di particolari ragioni emotive. La verità è verità, in tutte le cose.

Questo vale anche per lo studio della storia. E nello studio della storia della mia Chiesa. La storia, se vuole essere storia e non favola, deve essere imparziale. Le epoche buie, inoltre, sono quelle preannunciate dalle allusioni profetiche al pastore-idolo e a questo Sebna, prefetto del Tempio (questo personaggio sarà solennemente ripetuto nel messaggio a Pio XII del 23 dicembre 1948). Che bruci e bruci, lo ammetto. Ma non si può dire "Anatema" a una verità.

Affidatevi a questa certezza: i dogmi sono veri e l'infallibilità esiste perché non concedo dogmi a chi non li merita. Questo è ciò che era contenuto nella frase che ha dato origine all'obiezione.

Siete soddisfatti. Vada in pace. Le ho dato subito questo chiarimento perché sono l'autore di queste parole, e quindi le conosco e le ricordo, anche se il dettato non è presente".

30-6-45, ore 8 del mattino".

Troviamo la stessa idea nelle parole di Gesù all'apostolo Giacomo, figlio di Alfeo, in EMV 258,6: "Dio darà la sua luce secondo il grado che avete raggiunto. Dio non lascerà che la luce ti venga meno, a meno che il peccato non venga a spegnere la grazia in te".

Questa dottrina dell'infallibilità, voluta da Cristo, è stata riaffermata 20 anni dopo nella Costituzione apostolica sulla Chiesa, Lumen gentium, § 25: "Questa infallibilità, di cui il divino Redentore ha voluto che la sua Chiesa fosse dotata nella definizione della dottrina riguardante la fede o i costumi, si estende fino al contenuto della divina Rivelazione, che deve essere custodita con venerazione ed esposta fedelmente. Il Romano Pontefice, Capo del Collegio episcopale, possiede questa infallibilità in virtù del suo ufficio...".

Nota della seconda edizione:

Se vivono di Dio come unico pane: questa condizione posta all'infallibilità papale deve aver suscitato un'obiezione da parte di padre Migliorini, al quale Maria Valtorta ha trasmesso questa risposta di Gesù (datata 30 giugno 1945). Ne riportiamo i passaggi principali: [...] Gesù mi rispose: "È vero che l'infallibilità del Papa in materia spirituale è una verità certa. Essa esiste in ciascuno dei miei vicari, indipendentemente dalla sua forma di vita e dal suo grado di virtù. Ma è altrettanto vero che non troverete un dogma definito e proclamato da papi che sono - notoriamente o meno - privi della mia grazia. L'anima che non è in stato di grazia non può essere nell'amicizia dello Spirito Santo. [...] Affidatevi dunque a questa certezza: i dogmi sono veri e l'infallibilità esiste perché non concedo dogmi a chi non li merita". Questo è quanto contenuto nella frase che ha dato origine all'obiezione [...]. "La stessa idea si ritrova nelle parole di Gesù all'apostolo Giacomo, figlio di Alfeo, in 258,6: "Dio darà la sua luce secondo il grado che avete raggiunto. Dio non lascerà che la luce ti venga meno, a meno che il peccato non spenga la grazia in te". "

EMR 195.3-4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’apparizione della Città, ormai vicina, visibile in tutta la sua bellezza di colli, di uliveti, di case e del Tempio in specie, questa vista che doveva essere sempre fonte di emozione e d’orgoglio per gli israeliti, finisce di distrarlo del tutto.

Il sole ben caldo dell’aprile di Giudea ha presto asciugato le pietre della via consolare. Ora le pozze d’acqua bisogna proprio cercarle. Gli apostoli si rassettano sul bordo della via, riabbassano le vesti che si erano rimborsate, si lavano i piedi fangosi in un chiaro ruscello, si aggiustano i capelli, si drappeggiano nei mantelli. E così fa Gesù. Vedo che tutti fanno così.

195.4

L’entrata a Gerusalemme doveva essere una cosa importante. Presentarsi alle mura in questo tempo di festa era come presentarsi ad un sovrano. La Città santa era la «vera» regina degli israeliti. Lo capisco bene quest’anno che posso notare, su questa via consolare, le turbe e il loro comportamento. Qui i cortei delle diverse famiglie si ordinano, le donne tutte da loro, gli uomini in altro gruppo, i bambini o con questo o con quello, ma tutti seri e nello stesso tempo sereni. Alcuni ripiegano il mantello più usato ed estraggono un altro, nuovo, dalle sacche da viaggio, o cambiano i sandali. E poi l’andatura diviene solenne, già ieratica. In ogni gruppo c’è il solista che dà tono, e gli inni vengono intonati, i vecchi, gloriosi inni di Davide. E la gente si guarda con occhi più buoni, come raddolciti dall’aver visto la Casa di Dio, e guarda questa Casa santa, enorme cubo di marmo sormontato dalle cupole d’oro, messo come perla al centro del recinto imponente del Tempio.

Qui – nella comitiva apostolica che si forma così: davanti Gesù e Pietro, aventi in mezzo il bambino; dietro Simone, l’Iscariota e Giovanni; poi Andrea, che ha forzato Giovanni di Endor a mettersi fra lui e Giacomo di Zebedeo; in quarta fila i due cugini del Signore con Matteo; ultimi Tommaso con Filippo e Bartolomeo – qui è Gesù che intona con la sua potente e bellissima voce di un leggero tono baritonale[3], fuso, a renderlo più prezioso, a vibrazioni tenorili; e risponde Giuda Iscariota, uno schietto tenore, e Giovanni dalla voce limpida di chi è molto giovane ancora, e le due voci baritonali dei cugini di Gesù e il quasi basso di Tommaso che è un baritono talmente profondo da non essere quasi più tale. Gli altri, dotati di voci meno belle, seguono in sordina il coro-pieno di quelli che sono virtuosi fra di loro. (I salmi sono quelli noti, detti graduali[4]).

Il piccolo Jabé, voce d’angelo fra le voci robuste degli uomini, canta molto bene, forse perché lo conosce meglio degli altri, il salmo 121: «Mi sono rallegrato per quello che mi è stato detto: “Andremo alla casa del Signore”». E veramente è tutto luminoso di gioia nel visetto solo pochi giorni prima tanto triste.

Ecco le mura ormai prossime. Ecco la porta dei Pesci. Ecco le vie sopraffollate.

Subito al Tempio per una prima preghiera. E poi la pace nella pace del Getsemani, la cena, il riposo.

Il viaggio verso Gerusalemme è compiuto.

Dettaglio

Pietro è distratto dall'apparizione della Città Santa.

Annotazione

I salmi sono quelli noti, chiamati graduali. Questi sono i salmi dal 120 al 134, noti anche come "cantici dell'ascesa", secondo la nuova numerazione. Il Sal 121, citato sotto, è diventato il Sal 122.

Nota aggiuntiva da maria-valtorta.org :

I 15 GRADUALI: sono i Salmi dal 119 (ebraico 120) al 133 (ebraico 134), conosciuti anche come CANTICHE DEI MONTI. Venivano cantati nelle tre feste di pellegrinaggio dai pellegrini o dai sacerdoti sui quindici gradini che salivano al Tempio di Gerusalemme.

Il piccolo Yabeç, con la sua voce d'angelo in mezzo alle voci robuste degli uomini, canta molto bene il Salmo 121 - forse perché lo conosce meglio degli altri: "Mi sono rallegrato perché mi hanno detto: "Andremo alla casa del Signore". Salmo 121 (ebraico 122): "Come mi sono rallegrato quando mi hanno detto: "Andremo alla casa del Signore!" ...".

Questa è la Porta dei Pesci. A nord di Gerusalemme, proprio accanto al Tempio.

EMR 207.7 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Maria, che è andata e venuta nella sua rievocazione, accennando i posti, affannata d’amore, con un bagliore di pianto nell’occhio azzurro e un sorriso di gioia sulla bocca, si curva realmente sul suo Gesù, che si è seduto su un grosso sasso mentre Lei rievoca, e lo bacia fra i capelli, piangendo, adorando come allora… «E poi i pastori… essi dentro, qui, ad adorare col loro animo buono e col gran sospiro della Terra che entrava con loro, nel loro odore di umanità, di greggi, di fieni; e fuori, e ovunque, gli angeli, ad adorarti col loro amore, i loro canti non ripetibili da creatura umana, e con l’amore dei Cieli, con l’aere dei Cieli che entrava con essi, che portavano essi, fra i loro fulgori… La tua nascita, benedetto!…».

Maria si è inginocchiata a fianco del Figlio e piange di emozione col capo piegato sui ginocchi di Lui. Nessuno osa parlare per qualche tempo. Più o meno emozionati i presenti si guardano intorno, come se fra le ragnatele e le pietre scabre sperassero vedere dipinta la scena descritta…

Dettaglio

Maria racconta la Natività di suo Figlio nella mangiatoia di Betlemme. Parla poi degli angeli e dei pastori.