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Note del tema

Luoghi del Vangelo come mi è stato rivelato

Pagina 40 di 51

Comfort di lettura

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EMR 181.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Entrano in Corozim che l’aurora è già finita in giorno pieno. Non vi è stelo che non brilli per gemme di rugiada. Gli uccelli cantano per ogni dove. Vi è un’aria pura, fresca, che pare sappia persino di latte, di un latte più vegetale che animale. L’odore dei grani che si formano nelle spighe, dei mandorleti carichi di frutti… un odore che ho sentito nelle fresche mattine nei campi opimi della pianura padana.

La casa di Elia è presto raggiunta. Ma già molti in Corozim sanno che è giunto il Maestro e, mentre Gesù sta per porre piede sulla soglia, una madre accorre gridando: «Gesù, Figlio di Davide, pietà della mia creatura!».

Annotazione

Quando entrarono a Chorazeïn, l'alba lasciò il posto alla luce del giorno. Dal lago, Hanno percorso 6 km, impiegando circa un'ora e mezza.

EMR 181.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ma la gente si affolla già nell’orticello della casa di Elia e reclama la parola del Maestro. E per quanto Gesù non abbia molta voglia di farlo, addolorato come è per la cattura, e per il modo come è avvenuta, del Battista, pure si arrende e all’ombra degli alberi inizia a parlare.

Dettaglio

A casa di Elie de Chorazeïn.

Annotazione

Sebbene Gesù abbia poca voglia di parlare, angosciato dalla cattura di Giovanni Battista e dal modo in cui è avvenuta, cede. Aveva sentito la notizia il giorno prima.

EMR 181.7 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Andiamo nella casa. Il sole è già forte, troppo. Come per inizio di temporale. E voi siete stanchi della notte insonne».

«La casa ha la stanza alta, ampia e fresca. Potrete riposare», dice Elia.

Salgono per la scala esterna. Ma solo gli apostoli si stendono sulle stuoie per riposare. Gesù esce sulla terrazza, ombreggiata in un angolo da un altissimo rovere, e si assorbe nei suoi pensieri.

Dettaglio

A casa di Elie de Chorazeïn.

Annotazione

Siete stanchi per una notte insonne. Dopo l'arresto di Jean-Baptiste.

Un angolo è ombreggiato da una quercia molto alta. La quercia di Palestina (Quercus calliprinos) è un albero sempreverde del Mediterraneo orientale, strettamente imparentato con la quercia di Kermes.

EMR 182

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Discorso ai pastori, in presenza di Zaccaria, il piccolo orfano.

Data della visione: sabato 9 giugno 1945.

Calendario: venerdì 3 marzo 28

Luogo (mappa) : A Chorazeïn, poi nella campagna, in direzione di Magdala.

Ciclo: Apostolato in Galilea

Sommario: Pietro torna da Cafarnao e racconta ciò che ha imparato. Probabilmente dietro al complotto ci sono i farisei Elia e Gioacchino, che erano fuori città. Il fariseo Simone gli parla con discrezione, dando consigli al Maestro, e Pietro va persino a trovare il centurione il cui servo Gesù aveva guarito. Ottenne la sua protezione, prima di tornare a Chorazeïn. Gesù si congeda da Elia e riparte con i Dodici.

Camminando per la campagna, incontrarono alcuni pastori, tra cui l'orfano Zaccaria. Zaccaria espresse il suo dolore per la perdita del padre e, poiché i pastori volevano ascoltare il Maestro, Gesù parlò loro e disse alcune parole. I pastori si rammaricano di essere tagliati fuori da tutto, così Gesù li esorta a vedere le cose in modo spirituale e spiega loro che in questo modo sono lontani dalla corruzione del mondo. Poi il Signore li incoraggia a essere buoni con questo piccolo bambino, essendo come un padre sostitutivo per lui. Poi il gruppo apostolico riparte...

Contenuti del capitolo: 182,1: Pietro dà una buona notizia da Cafarnao. 182,2: Gesù parla al giovane Zaccaria, un pastorello sfortunato. 182.3: I pastori cercano di vedere Gesù. 182.4: Catechesi adatta a coloro che sono tagliati fuori da tutto. 182.5: Aiuto e protezione per il bambino. Addio. 182.6 : Dove andiamo?" chiede l'Iscariota.

Vecchia edizione: Volume 3, capitolo 42.

EMR 182.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sono di nuovo soli, il Maestro con gli apostoli, e vanno per la campagna fresca, per una via che ha preso Gesù con stupore di Pietro che voleva prenderne un’altra.

«Ci si allontana dal lago…».

«Arriveremo sempre in tempo per ciò che devo fare».

Gli apostoli non parlano più e vanno verso un piccolo villaggio, un pugno di case, sperso per la campagna.

Annotazione

Camminavano nella fresca campagna, su una strada che Gesù aveva preso, tra lo stupore di Pietro, che voleva prenderne un'altra. Gesù ha evitato Cafarnao andando più all'interno.

"Questo ci porterà lontano dal lago...", dice. "Arriveremo in tempo per quello che devo fare". Da diversi giorni Gesù si stava preparando a venire a Magdala... "Il Padre (Dio) mi ha dato due nomi di persone...": cfr. EMV 176,1.

EMR 182.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Hai detto che andiamo a levare da un altro ardore i cuori… Dove andiamo?», chiede l’Iscariota.

«Per ora fino a quel punto più ombroso e dove è quel rio. Ivi mangeremo e poi saprete dove andiamo».

Gesù dice: «Qui inserirete il secondo momento della conversione di Maria di Magdala avuto lo scorso anno, il 12 agosto 1944 (B 964) (titolo: “Pietro, non la insultare. Prega per i peccatori”)».

EMR 183

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Guarigione di un uomo ferito nella casa di Maria di Magdala.

Data della visione: sabato 12 agosto 1944

Calendario: mercoledì 23 febbraio 28 (10 Adar I 3788) secondo maria-valtorta.org; venerdì 3 marzo 28 secondo Valtorta.fr

Luogo (mappa): Magdala. Il bivio che Gesù prende è probabilmente su questa mappa.

Ciclo: Apostolato in Galilea

Riassunto: Gesù continua il suo cammino Pietro si chiede se stanno andando a Cafarnao, e viene a sapere da Gesù che stanno andando a Magdala. Questo lo scandalizza un po' e Gesù lo informa che per amore di Lui dovrà andare in veri bordelli. Ma né Giovanni, né lui, né gli altri saranno contaminati finché ci rifiuteremo di permettere all'impurità di entrare nei nostri cuori. Giuda brontola interiormente e il Maestro gli ingiunge di non calunniare interiormente e di non fidarsi di se stesso. Dopo aver chiesto a Matteo un consiglio sul cammino, il gruppo apostolico si reca nel quartiere più ricco di Madgala e sente un grido. C'era stata una rissa tra un romano e un ebreo che stava morendo a causa di Maria di Magdala. La madre del moribondo è disperata e accusa Maria di averlo ridotto in questo stato. Gesù prende nota della sorella di Lazzaro, ma è più interessato al moribondo e chiede che venga portato a casa di sua madre per poter compiere il miracolo. Infine, chiede alla madre di perdonare Maria Maddalena e guarisce l'adultero a causa di sua moglie e dei suoi figli.

Poi se ne va senza dire una parola a Maria Maddalena e rimprovera Pietro quando parla male di lei.

Contenuto del capitolo: 183,1: La decisione sorprendente di andare a Magdala. 183,2: È stato commesso un omicidio. 183,3: È avvenuto nella casa di Maria Maddalena. 183.4: Gesù guarisce la vittima per motivi di parentela, ma fuori dalla casa del peccato. 183.5: Pietro! Non insultare. Prega per i peccatori.

Vecchia edizione: Volume 3, capitolo 43

EMR 183.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il collegio apostolico al completo è intorno a Gesù. Seduti sull’erba, al fresco di un ciuffo d’alberi, presso un rio, tutti mangiano pane e formaggio e bevono dell’acqua del rio che è fresca e limpida. I sandali polverosi dicono che già molta strada è stata fatta e forse i discepoli non chiederebbero che di riposare nell’erba alta e fresca.

Ma l’instancabile Camminatore non è di questo parere. Non appena giudica passata l’ora più calda, si alza in piedi e si fa sulla via e guarda… Poi si volge e dice: «Andiamo». Semplicemente.

EMR 183.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Giunti ad un bivio, anzi ad un quadrivio perché quattro vie polverose si uniscono in quel punto, Gesù prende risolutamente quella che va in direzione nord-est.

«Torniamo a Cafarnao?», chiede Pietro.

Gesù risponde: «No». Unicamente: no.

«Allora a Tiberiade», insiste Pietro che vuole sapere.

«Neppure».

«Ma questa via va al mar di Galilea… e lì vi è Tiberiade e Cafarnao…».

«E vi è anche Magdala», dice Gesù con un volto semiserio per far calmare la curiosità di Pietro.

«Magdala? Oh!…». Pietro è un poco scandalizzato, il che mi fa pensare che questa città abbia cattiva fama.

«A Magdala. Sì. A Magdala. Reputi di esser troppo onesto per entrarvi? Pietro, Pietro!… Per amor mio dovrai entrare non in città di diletto, ma in veri lupanari… Non è venuto il Cristo per salvare i salvati ma per salvare i perduti… e tu… tu sarai Pietro o Cefa[1], e non Simone, per questo. Hai paura di contaminarti? No! Neppur questo, vedi? (e accenna al giovanissimo Giovanni) neppur questo ne avrà danno. Lui no perché non vuole. Come non vuoi tu, come non vuole tuo fratello e il fratello di Giovanni… come nessuno di voi, per ora, vuole. Finché non si vuole non avviene male. Ma occorre non volere fortemente e costantemente. Forza e costanza si acquistano dal Padre, pregando con sincerità di intenti. Non tutti saprete, in seguito, sempre pregare così… Che dici Giuda? Non ti fidare troppo di te stesso. Io, che sono il Cristo, prego costantemente per avere forza contro Satana. Sei tu da più di Me? L’orgoglio è fessura per cui Satana penetra. Sii vigilante e umile, Giuda. Matteo, tu che sei molto pratico del luogo, dimmi: è meglio entrare da questa via o ve ne è un’altra?».

«Secondo, Maestro. Se vuoi andare nella Magdala dei pescatori e dei poveri questa è la via. Da qui si entra nel sobborgo popolare. Ma – non lo credo ma lo dico per darti ampia risposta – ma se vuoi andare dove sono i ricchi, allora bisogna lasciare fra qualche cento metri questa strada e prenderne un’altra, perché le case ricche sono quasi a quest’altezza e bisogna tornare indietro…».

«Torneremo indietro perché è nella Magdala dei ricchi che voglio andare. Che hai detto, Giuda?».

«Nulla, Maestro. È la seconda volta che me lo chiedi in poco tempo. Ma io non ho mai parlato».

«Con le labbra no. Ma hai parlato, mormorando, col tuo cuore. Hai fatto della mormorazione col tuo ospite: il cuore. Non è necessario avere un’altra creatura per interlocutrice, per parlare. Molte parole le diciamo noi a noi… Ma non bisogna commettere mormorazione o calunnia neppure col proprio io».

EMR 183.1-5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il collegio apostolico al completo è intorno a Gesù. Seduti sull’erba, al fresco di un ciuffo d’alberi, presso un rio, tutti mangiano pane e formaggio e bevono dell’acqua del rio che è fresca e limpida. I sandali polverosi dicono che già molta strada è stata fatta e forse i discepoli non chiederebbero che di riposare nell’erba alta e fresca.

Ma l’instancabile Camminatore non è di questo parere. Non appena giudica passata l’ora più calda, si alza in piedi e si fa sulla via e guarda… Poi si volge e dice: «Andiamo». Semplicemente.

Giunti ad un bivio, anzi ad un quadrivio perché quattro vie polverose si uniscono in quel punto, Gesù prende risolutamente quella che va in direzione nord-est.

«Torniamo a Cafarnao?», chiede Pietro.

Gesù risponde: «No». Unicamente: no.

«Allora a Tiberiade», insiste Pietro che vuole sapere.

«Neppure».

«Ma questa via va al mar di Galilea… e lì vi è Tiberiade e Cafarnao…».

«E vi è anche Magdala», dice Gesù con un volto semiserio per far calmare la curiosità di Pietro.

«Magdala? Oh!…». Pietro è un poco scandalizzato, il che mi fa pensare che questa città abbia cattiva fama.

«A Magdala. Sì. A Magdala. Reputi di esser troppo onesto per entrarvi? Pietro, Pietro!… Per amor mio dovrai entrare non in città di diletto, ma in veri lupanari… Non è venuto il Cristo per salvare i salvati ma per salvare i perduti… e tu… tu sarai Pietro o Cefa[1], e non Simone, per questo. Hai paura di contaminarti? No! Neppur questo, vedi? (e accenna al giovanissimo Giovanni) neppur questo ne avrà danno. Lui no perché non vuole. Come non vuoi tu, come non vuole tuo fratello e il fratello di Giovanni… come nessuno di voi, per ora, vuole. Finché non si vuole non avviene male. Ma occorre non volere fortemente e costantemente. Forza e costanza si acquistano dal Padre, pregando con sincerità di intenti. Non tutti saprete, in seguito, sempre pregare così… Che dici Giuda? Non ti fidare troppo di te stesso. Io, che sono il Cristo, prego costantemente per avere forza contro Satana. Sei tu da più di Me? L’orgoglio è fessura per cui Satana penetra. Sii vigilante e umile, Giuda. Matteo, tu che sei molto pratico del luogo, dimmi: è meglio entrare da questa via o ve ne è un’altra?».

«Secondo, Maestro. Se vuoi andare nella Magdala dei pescatori e dei poveri questa è la via. Da qui si entra nel sobborgo popolare. Ma – non lo credo ma lo dico per darti ampia risposta – ma se vuoi andare dove sono i ricchi, allora bisogna lasciare fra qualche cento metri questa strada e prenderne un’altra, perché le case ricche sono quasi a quest’altezza e bisogna tornare indietro…».

«Torneremo indietro perché è nella Magdala dei ricchi che voglio andare. Che hai detto, Giuda?».

«Nulla, Maestro. È la seconda volta che me lo chiedi in poco tempo. Ma io non ho mai parlato».

«Con le labbra no. Ma hai parlato, mormorando, col tuo cuore. Hai fatto della mormorazione col tuo ospite: il cuore. Non è necessario avere un’altra creatura per interlocutrice, per parlare. Molte parole le diciamo noi a noi… Ma non bisogna commettere mormorazione o calunnia neppure col proprio io».

183.2

Il gruppo cammina, in silenzio adesso. La strada, da maestra, si fa cittadina, con una pavimentazione a pietre larghe un palmo quadrato. Le case sono sempre più ricche e belle fra orti e giardini rigogliosi e fioriti. Ho l’impressione che la Magdala elegante fosse per i palestinesi una specie di luogo di piacere come certe cittadine dei nostri laghi lombardi: Stresa, Gardone, Pallanza, Bellagio, ecc. ecc. Ai ricchi palestinesi sono mescolati romani, certo venuti da altri luoghi come Tiberiade o Cesarea, dove intorno al Governatore saranno certo stati dei funzionari e dei negozianti per esportare a Roma le cose più belle prodotte dalla colonia palestinese.

Gesù si inoltra, sicuro come sapesse dove andare. Costeggia il lago al cui limite si affacciano le case coi loro giardini.

Un grande coro di pianti esce da una ricca dimora. Son voci di donne e bambini e, acutissima, una femminile che grida:

«Figlio! Figlio!».

Gesù si volge e guarda i suoi apostoli. Giuda si fa avanti.

«Non tu», ordina Gesù. «Tu, Matteo. Va’ e domanda».

Matteo va e torna[2]: «Una rissa, Maestro. Un uomo è morente. Un giudeo. Il feritore è scappato, era romano. Sono corse la moglie e la madre e i piccoli bimbi… Ma muore».

«Andiamo».

«Maestro… Maestro… Il fatto è avvenuto in casa di una donna… che non è la moglie».

«Andiamo».

183.3

Entrano dalla porta aperta in un largo e lungo vestibolo che dà poi su un bel giardino. Pare che la casa sia divisa da questa specie di peristilio coperto e molto ricco di piante verdi in vasi e di statue e oggetti d’intarsio. Un misto fra la sala e la serra. In una stanza, la cui porta è spalancata sul vestibolo, sono donne piangenti. Gesù entra sicuro. Non dà però il suo solito saluto.

Fra gli uomini che sono presenti vi è un mercante che deve conoscere Gesù, perché appena lo vede dice: «Il Rabbi di Nazareth!», e lo saluta con rispetto.

«Giuseppe, che è stato?».

«Maestro, un colpo di pugnale, al cuore… Muore».

«Perché?».

Una donna grigia e spettinata si alza – era a ginocchi presso il morente al quale sorreggeva una mano già inerte – e con occhi da pazza stride: «Per lei, per lei… Me lo ha insatanassato… Più madre, più moglie, più figli c’erano per lui! L’inferno ti deve avere, satana!».

Gesù alza gli occhi, seguendo la mano che tremando accusa, e vede nell’angolo, contro la parete color rosso cupo, Maria di Magdala più procace che mai, direi vestita… di niente per metà corpo, perché è seminuda dalla vita in su, in una specie di reticella a maglie esagonali di cosine tonde che mi paiono perline. Ma è in penombra e non vedo bene.

Gesù riabassa gli occhi. Maria, sferzata dall’indifferenza, si erge, mentre prima era come accasciata, e si dà un contegno.

«Donna», dice Gesù alla madre. «Non imprecare. Rispondi.

Perché tuo figlio era in questa casa?».

«Te l’ho detto. Perché lei lo aveva reso pazzo. Lei».

«Silenzio. Lui pure era dunque in peccato perché adultero e padre indegno di questi innocenti. Merita dunque il suo castigo. In questa e nell’altra vita non c’è misericordia per colui che non si pente. Ma ho pietà del tuo dolore, donna, e di questi innocenti.

183.4

È lontana la tua casa?».

«Un cento metri».

«Sollevate l’uomo e portatelo là».

«Non è possibile, Maestro», dice il mercante Giuseppe. «Sta per morire».

«Fai quanto dico».

Passano una tavola sotto il corpo del moribondo e il corteo esce lentamente. Traversa la via e penetra in un giardino ombroso. Le donne continuano a piangere rumorosamente.

Appena dentro al giardino, Gesù si volge alla madre. «Puoi perdonare? Se tu perdoni, Dio perdona. Bisogna farsi il cuore buono per ottenere grazia. Costui ha peccato e peccherà ancora. Meglio per lui sarebbe morire, perché vivendo ricadrà nel peccato e dovrà rispondere anche della irriconoscenza verso Dio che lo salva. Ma tu e questi innocenti (e segna la moglie e i bambini) cadreste in disperazione. Io sono venuto per salvare e non perdere. Uomo, Io te lo dico: sorgi e guarisci».

L’uomo riprende vita e apre gli occhi, vede la madre, i figli, la moglie, china il capo vergognoso.

«Figlio, figlio», dice la madre. «Eri morto se Egli non ti salvava. Torna in te. Non delirare per una…».

Gesù interrompe la vecchia. «Donna, taci. Usa la misericordia che t’è stata usata. La tua casa è santificata dal miracolo, che è sempre prova della presenza di Dio. Per questo Io non l’ho potuto compiere dove era il peccato. Sappi, tu almeno, serbarla tale se anche costui non lo saprà. Curatelo ora. È giusto che soffra qualche poco. Sii buona, donna. E tu. E voi piccoli. Addio». Gesù ha posato la mano sul capo delle due donne e dei piccini.

183.5

Poi esce passando davanti alla Maddalena, che ha seguito sino al limite della via il corteo ed è rimasta addossata contro un albero. Gesù rallenta come per attendere i discepoli, ma credo lo faccia per dar modo a Maria di fare un gesto. Ma ella non lo fa.

I discepoli raggiungono Gesù, e Pietro non può trattenersi da dire fra i denti un epiteto appropriato a Maria. Questa, che vuol darsi un contegno, scoppia in una risata di ben povero trionfo.

Ma Gesù ha udito la parola di Pietro e si volta severo: «Pietro, Io non insulto. Non insultare. Prega per i peccatori. Null’altro».

Maria spezza il trillo della sua risata, china il capo e fugge come una gazzella in direzione della sua casa.

Dettaglio

Maria Maddalena appare in 183,3. Per completezza, riportiamo l'intero capitolo.

Annotazione

L'intero collegio apostolico è riunito attorno a Gesù. Seduti sull'erba, all'ombra di un gruppo di alberi, vicino a un ruscello, tutti mangiano pane e formaggio e bevono l'acqua del ruscello, fresca e limpida. È una perfetta continuazione della scena precedente, anche se è stata rappresentata un anno dopo! Si trovano sulle rive del Wadi Amud. I corsi d'acqua tra Cafarnao e Magdala (wadi Amud e wadi Zalmond) sono menzionati anche in EMV 460,3.

Giunto a un bivio, o meglio a un incrocio, perché in questo punto si intersecano quattro strade polverose, Gesù prende risolutamente quella diretta a nord-est. Dopo aver attraversato il Wadi Amud, tutto indica che si trovano all'incrocio tra la strada di Tiberiade/Magdala/Merone e la strada proveniente da Jotapata verso la pianura di Genezareth/Ginossar (vedi mappa).

Pietro, Pietro! Per amor mio, dovrai entrare non in una città di piacere, ma in veri e propri bordelli... Cristo non è venuto a salvare coloro che si salvano, ma coloro che si perdono... e tu... tu sarai "Pietro" o "Cefa" e non Simone, per questo motivo. Un annuncio poco velato del futuro soggiorno di Pietro a Roma, "la grande prostituta". Un altro accenno a questo soggiorno è fatto in EMV 310,5, poi in EMV 545,7. Le case di prostituzione (lupanaria) erano comuni nell'antica Grecia e a Roma già nel VI secolo a.C.. Nel gergo romano antico lupa, la lupa, è l'animale che simboleggia la prostituta.

Cristo non è venuto a salvare coloro che si salvano, ma coloro che si perdono... Ricordiamo la testimonianza data a Nicodemo in EMV 116,9. Confronta con EMV 335,5 | EMV 575,7 | EMV 598,19 | EMV 606,5.

Matteo, tu che conosci bene il luogo, dimmi: è meglio prendere questa strada o ce n'è un'altra? Matteo il pubblicano probabilmente frequentava Magdala e Tiberiade, quindi doveva conoscere bene la zona!

Non c'è bisogno di qualcuno con cui parlare per parlare. Parliamo molto con noi stessi... Ma non dobbiamo spettegolare o calunniare, nemmeno con noi stessi. Giuda fa riferimento a questo insegnamento di Gesù in EMV 195,2.

Il gruppo cammina, ora in silenzio. La strada principale diventa una via acciottolata con pietre di un palmo quadrato. Maria Valtorta aveva ragione: si trattava delle dimensioni classiche del selciato romano, 22,5x22,5 cm.

Ai ricchi palestinesi si aggiungevano i romani, probabilmente provenienti da altre località come Tiberiade o Cesarea, dove il governatore doveva essere circondato da ogni sorta di funzionari e mercanti che esportavano a Roma i migliori prodotti della colonia palestinese. Tiberiade e Magdala erano due città sul lago con grandi popolazioni romane e greche.

C'è un uomo morente, un ebreo. L'assassino è fuggito: era un romano. Probabilmente l'amante romano di Maria Maddalena. È stato intravisto durante il Discorso della montagna(EMV 174,12).

Entrano attraverso la porta aperta in un ampio e lungo vestibolo che si apre su un bel giardino. La casa sembra essere divisa da questa sorta di peristilio coperto che abbonda di piante verdi in vasi, statue e intarsi. Tutte queste statue furono rimosse da Maria Maddalena dopo la sua conversione (cfr. EMV 277.1).

Maria di Magdala, più provocante che mai, vestita, per così dire... da niente a metà corpo, perché è seminuda sopra la vita, avvolta in una specie di rete a maglie esagonali con palline che mi sembrano perle. Ma è in penombra e non riesco a vedere bene. Cfr. i commenti di Gesù su questa scena in EMV 234,4.

Sono venuto per salvare e non per perdere. Ricordiamo le parole pronunciate da Gesù poco prima, in EMV 183,1.

La vostra casa è santificata dal miracolo, che è sempre una prova della presenza di Dio. In EMV 234,4/5, Gesù torna a lungo su questo miracolo e sul suo contesto.

"Pietro, io non insulto. Quindi non insultare. Prega per i peccatori. Nient'altro. Questo rimprovero di Pietro è anche un insegnamento per Maria Maddalena, come Gesù spiega più avanti in EMV 234,5.

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