Vai al contenuto

Note del tema

Personaggi del Vangelo come mi è stato rivelato

Pagina 177 di 223

Comfort di lettura

Aa

EMR 179.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Mi dice Gesù mostrandomi il corso del Giordano, meglio, lo sbocco del Giordano nel lago di Tiberiade, là dove è stesa la città di Betsaida sulla riva destra del fiume, rispetto a chi guarda il nord: «Ora la città non sembra più sulle rive del lago, ma un poco in dentro nel retroterra. E ciò sconcerta gli studiosi. La spiegazione si deve cercare nell’interramento del lago da questa parte, dovuto a venti secoli di terriccio depositato dal fiume e ad alluvioni e frane scese dai colli di Betsaida. Allora la città era proprio all’imbocco del fiume nel lago, e anzi le barche più piccole, e nelle stagioni più ricche d’acque, risalivano per un buon tratto, fino a quasi l’altezza di Corozim, il fiume stesso, che serviva però sempre da porto e ricovero sulle sue rive alle barche di Betsaida nei giorni di burrasca del lago. Questo non per te, alla quale poco importa, ma per i dottori difficili. E ora va’ avanti».

EMR 179.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Le barche degli apostoli, fatto il breve tratto di lago che separa Cafarnao da Betsaida, ammarrano in questa città. Ma altre barche le hanno seguite e molti ne smontano unendosi subito a quelli di Betsaida venuti a salutare il Maestro, che entra nella casa di Pietro dove… è da capo la moglie, che suppongo abbia preferito la solitudine al vivere fra i continui lagni della madre verso suo marito.

La gente, fuori, reclama a gran voce il Maestro, cosa che fa inquietare non poco Pietro, che sale sulla terrazza e arringa cittadini o meno, dicendo che ci vuole rispetto ed educazione. Lui, il suo Maestro, se lo vorrebbe godere un poco in pace, ora che l’ha nella sua casa, e invece non ha tempo e soddisfazione di offrirgli neppure un poco di acqua e miele fra le molte cose che ha detto alla moglie di portare, e brontola.

EMR 179.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Le barche degli apostoli, fatto il breve tratto di lago che separa Cafarnao da Betsaida, ammarrano in questa città.

Dettaglio

In questo capitolo sono presenti gli Undici. Giovanni è andato a cercare Giovanni Battista a Hennon con la Vergine.

EMR 179.2-3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Le barche degli apostoli, fatto il breve tratto di lago che separa Cafarnao da Betsaida, ammarrano in questa città. Ma altre barche le hanno seguite e molti ne smontano unendosi subito a quelli di Betsaida venuti a salutare il Maestro, che entra nella casa di Pietro dove… è da capo la moglie, che suppongo abbia preferito la solitudine al vivere fra i continui lagni della madre verso suo marito.

La gente, fuori, reclama a gran voce il Maestro, cosa che fa inquietare non poco Pietro, che sale sulla terrazza e arringa cittadini o meno, dicendo che ci vuole rispetto ed educazione. Lui, il suo Maestro, se lo vorrebbe godere un poco in pace, ora che l’ha nella sua casa, e invece non ha tempo e soddisfazione di offrirgli neppure un poco di acqua e miele fra le molte cose che ha detto alla moglie di portare, e brontola.

Gesù lo guarda sorridendo e crolla il capo dicendo: «Sembra che tu non mi veda mai e che sia un caso essere insieme!».

«Ma è così! Quando siamo per il mondo siamo forse io e Te?

Nemmeno per sogno! Fra Te e me c’è il mondo coi suoi malati, coi suoi afflitti, coi suoi ascoltatori, coi suoi curiosi, coi suoi calunniatori, coi suoi nemici, e noi non siamo mai io e Te. Qui invece Tu sei con me, in casa mia, e dovrebbero capirlo!». È proprio inquieto.

«Ma non vedo diversità, Simone. Il mio amore è uguale, la mia parola è la stessa. Che Io te la dica a te in privato, o che la dica per tutti, non è lo stesso?».

179.3

Pietro confessa allora la sua grande pena: «È che io sono zuccone e mi distraggo con facilità. Quando Tu parli su una piazza, su un monte, fra tanta folla, io, non so perché, capisco tutto, ma poi non ricordo nulla. L’ho detto anche ai compagni e mi hanno dato ragione. Gli altri, voglio dire il popolo che ti ascolta, ti capisce e ricorda quello che dici. Quante volte abbiamo sentito confessare da uno: “Non ho più fatto questo perché Tu lo hai detto”, oppure: “Sono venuto perché una volta ti ho sentito dire quest’altro e mi ha ferito il pensiero”. Noi invece… uhm! è come un corso d’acqua che passa e non si ferma. La sponda non l’ha più quell’acqua che è passata. Ne viene dell’altra, sì, sempre altra, e sempre tanta. Ma passa, passa, passa… E io penso con terrore che, se come Tu dici sarà, che verrà il momento che Tu non sarai più a fare la parte del fiume e… e io… Che avrò da dare a chi ha sete, se non serbo neppure una goccia del tanto che mi dai?».

Anche gli altri appoggiano i lamenti di Pietro, lamentandosi di non ritrovare mai niente di tutto quello che sentono, quando vorrebbero trovarlo per rispondere ai molti che li interrogano.

Gesù sorride e risponde: «Ma non mi pare. La gente è molto contenta anche di voi…».

«Oh! sì! Per quello che facciamo! Farti largo, e dare delle gomitate per questo, portare i malati, raccogliere gli oboli, e dire: “Sì, il Maestro è quello!”. Bella roba, in verità!».

«Non ti denigrare troppo, Simone».

«Non mi denigro. Mi conosco».

«È la più difficile delle sapienze. Ma Io ti voglio levare questa grande paura. Quando Io ho parlato, e voi non avete potuto tutto comprendere e ritenere, domandate senza timore di apparire noiosi o di sconfortarmi. Abbiamo sempre delle ore di intimità. In queste apritemi il cuore. Do tanto a tanti. E che non darei a voi che amo come più non potrebbe Iddio? Hai parlato di onda che va e nulla resta alla riva. Verrà un giorno in cui ti accorgerai che ogni onda ti ha deposto un seme, e che ogni seme ha fatto pianta. Ti troverai davanti fiori e piante per tutti i casi, ti stupirai di te stesso dicendo: “Ma che mi ha fatto il Signore?”, perché tu allora sarai redento dalla schiavitù del peccato e le tue virtù attuali si saranno perfezionate a grande altezza».

«Tu lo dici, Signore, ed io mi riposo in questa tua parola».

EMR 179.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Da Cafarnao a qua Io ho pensato quale parola dirvi. E ho trovato indicazione nei fatti del mattino.

Voi avete visto tre uomini venire a Me. L’uno spontaneamente, l’altro perché da Me sollecitato, il terzo per subito entusiasmo. E avete anche visto che, di questi, due soli Io ne ho presi. Perché? Ho forse visto nel terzo un traditore? No, in verità. Ma un impreparato. All’apparenza pareva più imprepara to questo che ora è al mio fianco, diretto prima a seppellire suo padre. Invece il più impreparato era il terzo. Questo era tanto preparato, a sua stessa insaputa, che ha saputo compiere un ben eroico sacrificio.

L’eroismo nel seguire Iddio è sempre prova di forte preparazione spirituale. Questo spiega certi sorprendenti fatti che avvengono intorno a Me. I più preparati a ricevere il Cristo, quale che sia la loro casta e la loro cultura, vengono a Me con una prontezza e una fede assoluta. I meno preparati mi osservano come un uomo che esce dal consueto, oppure mi studiano con diffidenza e curiosità, oppure ancora mi attaccano e mi denigrano accusandomi in vari modi. Le diverse maniere di agire sono in proporzione della impreparazione degli spiriti.

EMR 179.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ora andiamo da chi ci attende. Venite. Pace a te, donna.

Sarò tuo ospite questa sera».

Escono e Gesù si dirige al lago per non essere oppresso dalla calca. Pietro è sollecito a staccare la barca di pochi metri dalla riva di modo che la voce di Gesù sia udita da tutti, ma che uno spazio sia fra Lui e gli ascoltatori.

Dettaglio

Gesù è in casa di Pietro e parla con Porfirio.

EMR 179.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Nel popolo eletto si dovrebbero trovare da per tutto spiriti pronti a ricevere questo Messia nella cui attesa si sono consumati d’ansia i Patriarchi e i Profeti, questo Messia venuto finalmente, preceduto e accompagnato da tutti i segni profetizzati, questo Messia la cui figura spirituale si delinea sempre più chiara attraverso i miracoli visibili sulle membra e sugli elementi, e i miracoli invisibili sulle coscienze che si convertono e sui gentili che si volgono al Dio vero. Invece così non è. E la prontezza nel seguire il Messia è fortemente ostacolata proprio nei figli di questo popolo e, doloroso a dirsi, lo è tanto più quanto più si sale nelle classi più alte di esso. Non dico questo per scandalizzarvi. È per indurvi a pregare ed a riflettere.

Perché avviene questo? Perché i gentili e i peccatori fanno più strada sulla via mia? Perché essi accolgono quanto Io dico, e gli altri no? Perché i figli d’Israele sono ancorati, anzi, sono incrostati come ostriche perlifere al banco su cui sono nate. Perché sono saturati, ricolmati, obesi della loro sapienza, e non sanno fare largo alla mia col gettare il superfluo per fare posto al necessario. Gli altri non hanno questa schiavitù. Sono poveri pagani, o poveri peccatori, disancorati come nave alla deriva, sono dei poveri che non hanno tesori propri ma solo fardelli di errori o di peccati, dei quali si spogliano con gioia non appena riescono a comprendere cosa è la Buona Novella e sentono il suo miele corroborante ben diverso dal disgustoso miscuglio dei loro peccati.

EMR 179.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

I figli d’Israele sono ancorati, anzi, sono incrostati come ostriche perlifere al banco su cui sono nate.

Annotazione

La pesca delle perle è stata praticata intorno al Golfo Persico fin dall'antichità. Le perle sono menzionate da Strabone (Libro XVI, 3 - Arabia - Golfo Persico).

EMR 179.7-9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

E poi, rivolgendosi a Pietro, dice: «Risali finché puoi e poi ammarra dall’altro lato».

E mentre le due barche fanno poca via sul fiume per poi fermarsi presso la sponda, Gesù si siede chiedendo al discepolo novello: «Chi resta, ora, a casa tua?».

«Mia madre col fratello maggiore, sposato da cinque anni. Le sorelle sono sparse per la regione. Mio padre era molto buono. E mia madre lo piange desolatamente». Il giovane si arresta bruscamente, perché sente che un singhiozzo gli monta dal cuore.

Gesù lo afferra per una mano e dice: «Ho conosciuto Io pure questo dolore ed ho visto piangere mia Madre. Ti capisco perciò…».

Lo sfregare della barca sul greto fa sì che il discorso si interrompa per permettere di scendere a terra. Qui non sono più i colli bassi di Betsaida che quasi tuffano il muso nel lago, ma una pianura ricca di messi si stende da questa sponda, opposta a Betsaida, verso il nord.

«Andiamo a Meron?», chiede Pietro.

«No. Prendiamo questo sentiero fra i campi».

I campi, belli e ben tenuti, mostrano le spighe ancora tenere ma già formate; tutte alla stessa altezza, e col lieve ondeggiare che imprime loro il vento fresco che viene dal nord, sembrano un altro piccolo lago al quale fanno da vele gli alberi che si drizzano qua e là, pieni di zirli d’uccelli.

«Questi campi non sono come quelli della parabola», osserva il cugino Giacomo.

«No, davvero! Gli uccelli non li hanno devastati, non ci sono spine e non sassi. Un bel grano! Fra un mese sarà già biondo… e fra due sarà pronto alla falce e al granaio», dice Giuda Iscariota.

«Maestro… io ti ricordo ciò che hai detto in casa mia. Tu hai parlato tanto bene. Ma io comincio ad avere nella testa delle nuvole scompigliate come quelle lassù…», dice Pietro.

«Questa sera te lo spiegherò.

179.8

Ora siamo in vista di Corozim». E Gesù guarda fisso il neo discepolo, dicendo: «A chi dà è dato. E l’avere non leva il merito del donativo. Conducimi al sepolcro vostro e alla casa di tua madre».

Il giovane si inginocchia baciando fra le lacrime la mano di Gesù.

«Alzati. Andiamo. Il mio spirito ha sentito il tuo pianto. Voglio fortificarti nell’eroismo con il mio amore».

«Mi aveva raccontato Isacco l’Adulto quanto Tu eri buono. Isacco, sai? Quello al quale Tu hai risanato la figlia. È stato il mio apostolo. Ma vedo che la tua bontà è ancora più grande di quanto mi era stato detto».

«Saluteremo anche l’Adulto per ringraziarlo di avermi dato un discepolo».

Corozim è raggiunta ed è proprio la casa di Isacco la prima che si trova. Il vecchio, che sta tornando in casa, quando vede il gruppo di Gesù coi suoi, e fra essi il giovane di Corozim, alza le braccia, col suo bastoncello in mano, e resta senza fiato, a bocca aperta. Gesù sorride e il suo sorriso rende voce al vecchione.

«Dio ti benedica, Maestro! Ma come a me quest’onore?».

«Per dirti “grazie”».

«Ma di che, mio Dio? Io devo dirtela questa parola. Entra, entra. Oh! che dolore che mia figlia sia lontana per assistere la suocera! Perché si è sposata, lo sai? Tutte le benedizioni dopo che ti ho incontrato! Lei guarita, e subito dopo quel ricco parente tornato da lontano, vedovo, con quei piccoli bisognosi di una madre… Oh! ma te le ho già dette queste cose! La mia testa è vecchia! Perdona».

«La tua testa è saggia e dimentica anche di gloriarsi del bene che fa per il suo Maestro. Dimenticarsi del bene fatto è saggezza. Dimostra umiltà e fiducia in Dio».

«Ma io… non saprei…».

«E questo discepolo non l’ho per te?».

«Oh!… Ma non ho fatto nulla, sai? Solo ho detto la verità… e sono contento che Elia sia con Te». Si volge a questo Elia e dice: «Tua madre, dopo il primo momento di stupore, ebbe rasciugato il pianto nel saperti del Maestro. Tuo padre ebbe un degno cordoglio, però. Da poco è nel sepolcro».

«E mio fratello?».

«Tace… Sai… gli è stato un po’ duro vederti assente… per il paese… Lui pensa ancora così…».

Il giovane si volge a Gesù: «Tu lo hai detto. Ma io non vorrei che egli fosse morto… Fa’ che divenga vivo come me, e al tuo servizio».

Gli altri non capiscono e guardano interrogativamente, ma Gesù risponde: «Non disperare e persevera». Poi benedice Isacco e se ne va, nonostante ogni pressione.

179.9

Sostano prima presso il sepolcro chiuso e pregano. Poi, attraverso un vigneto ancora semispoglio, vanno alla casa di Elia.

L’incontro fra fratelli è piuttosto sostenuto. Il maggiore si sente offeso e lo vuole far rilevare. Il minore si sente umanamente colpevole e non reagisce. Ma l’arrivo della madre, che senza parole si prostra e bacia l’orlo della veste di Gesù, rasserena l’ambiente e gli animi. Tanto che si vuole fare onore al Maestro.

Il quale però non accetta nulla, ma solo dice: «Siano giusti i vostri cuori, l’uno verso l’altro, come giusto era colui che piangete. Non date impronta umana al sovrumano: la morte e l’elezione ad una missione. L’anima del giusto non si è agitata nel vedere che il figlio mancava alla sepoltura del suo cadavere. Ma si è anzi messa quieta, nella sicurezza sul futuro del suo Elia. Il pensiero del mondo non turbi la grazia dell’elezione. Se il mondo ha potuto stupire di non vedere costui presso il feretro paterno, gli angeli hanno esultato nel vederlo a fianco del Messia. Siate giusti. E tu, madre, sii consolata da questo. Hai educato con saggezza, e tuo figlio è stato chiamato dalla Sapienza. Vi benedico tutti. La pace sia con voi ora e sempre».

Tornano sulla via che riprendono per andare al fiume e da qui a Betsaida. L’uomo, Elia, neppure si è attardato un istante sulla soglia paterna. Dopo il bacio di addio alla madre ha seguito il Maestro con la semplicità con cui un bambino segue il suo vero padre.

Dettaglio

Gesù va incontro alla famiglia di Elia, che è in lutto. Lungo la strada, in 179,8, saluta Isacco l'adulto, che aveva evangelizzato Elia.

Annotazione

Isacco, sai? Quello di cui hai guarito la figlia. Cfr. EMV 61,4/5.

Oh, ma ti ho già detto tutto questo! La mia testa è vecchia! Ti prego di perdonarmi. Coerente, visto che Gesù aveva indicato un mese prima (EMV 162,2) di essere andato a trovare "un vecchietto a Chorazeïn".

Sono contento che Elia sia con te. È così che apprendiamo il nome del giovane che nei Vangeli rimane anonimo.

Ritornano sulla strada che avevano preso per andare al fiume, e da lì a Betsaida. Coerente: nel capitolo successivo, scopriamo che trascorrono la sera a Betsaida. Per fare questo viaggio di andata e ritorno nel pomeriggio impiegano solo 2h30 / 3h00.

EMR 179.7-8.9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

E poi, rivolgendosi a Pietro, dice: «Risali finché puoi e poi ammarra dall’altro lato». (...)

Lo sfregare della barca sul greto fa sì che il discorso si interrompa per permettere di scendere a terra. Qui non sono più i colli bassi di Betsaida che quasi tuffano il muso nel lago, ma una pianura ricca di messi si stende da questa sponda, opposta a Betsaida, verso il nord.

«Andiamo a Meron?», chiede Pietro.

«No. Prendiamo questo sentiero fra i campi».

I campi, belli e ben tenuti, mostrano le spighe ancora tenere ma già formate; tutte alla stessa altezza, e col lieve ondeggiare che imprime loro il vento fresco che viene dal nord, sembrano un altro piccolo lago al quale fanno da vele gli alberi che si drizzano qua e là, pieni di zirli d’uccelli.

«Questi campi non sono come quelli della parabola», osserva il cugino Giacomo.

«No, davvero! Gli uccelli non li hanno devastati, non ci sono spine e non sassi. Un bel grano! Fra un mese sarà già biondo… e fra due sarà pronto alla falce e al granaio», dice Giuda Iscariota.

«Maestro… io ti ricordo ciò che hai detto in casa mia. Tu hai parlato tanto bene. Ma io comincio ad avere nella testa delle nuvole scompigliate come quelle lassù…», dice Pietro.

«Questa sera te lo spiegherò. 179.8 Ora siamo in vista di Corozim». E Gesù guarda fisso il neo discepolo, dicendo: «A chi dà è dato. E l’avere non leva il merito del donativo. Conducimi al sepolcro vostro e alla casa di tua madre».

Il giovane si inginocchia baciando fra le lacrime la mano di Gesù.

«Alzati. Andiamo. Il mio spirito ha sentito il tuo pianto. Voglio fortificarti nell’eroismo con il mio amore».

«Mi aveva raccontato Isacco l’Adulto quanto Tu eri buono. Isacco, sai? Quello al quale Tu hai risanato la figlia. È stato il mio apostolo. Ma vedo che la tua bontà è ancora più grande di quanto mi era stato detto».

«Saluteremo anche l’Adulto per ringraziarlo di avermi dato un discepolo».

Corozim è raggiunta ed è proprio la casa di Isacco la prima che si trova.

(...) Sostano prima presso il sepolcro chiuso e pregano. Poi, attraverso un vigneto ancora semispoglio, vanno alla casa di Elia.

(...) Tornano sulla via che riprendono per andare al fiume e da qui a Betsaida.

Dettaglio

Gesù ha appena finito di predicare a Betsaida. È sul lago, con il giovane discepolo che non è andato al funerale del padre, e parla a Simone di Giona.

Annotazione

"Sali più in alto che puoi e ormeggia la barca dall'altra parte". Il primo ponte romano conosciuto su questo tratto del Giordano si trova 11/12 km più a nord(Ponte delle Figlie di Giacobbe). Questo ponte è stato distrutto nel 1918.

Le basse colline di Betsaida, che si immergono per così dire nel lago, non sono più visibili qui, ma una pianura ricca di raccolti si estende lungo questa riva di fronte a Betsaida verso nord. Corretto: la pianura a nord-ovest di Betsaida è larga circa 500 m e lunga 1 o 2 km, poi sale costantemente verso ovest.

"Stiamo andando a Merom ? Prendiamo questo sentiero attraverso i campi. Merom dista circa 17 km, a nord-ovest, 4 ore di cammino... Chorazeïn è a soli 4 km, in direzione ovest, in linea retta, da Betsaida. Quando era possibile, Gesù prendeva naturalmente la strada più breve.

I campi erano belli e ben curati, e le spighe erano ancora tenere ma già formate. Questo era coerente: 15 giorni dopo, Maria Valtorta osservava che erano "ben formate"(EMV 190,1).

Un bel grano! Tra un mese sarà già biondo... e tra due mesi sarà pronto per essere falciato e immagazzinato. Esatto: il raccolto avviene a fine aprile, inizio maggio (secondo la cronologia di Jean-François Lavère, siamo a fine febbraio e inizio marzo). Tra 2 mesi, è l'episodio delle spighe rubate il sabato(EMV 217,3).

Siamo arrivati in vista di Chorazeïn. Esattamente: venendo dal nord di Betsaida, è solo all'ultimo momento, dopo aver girato intorno alla collina, che possiamo vedere Chorazen, sul versante meridionale.

- Maestro... Ti ricordo quello che hai detto a casa mia. Hai parlato così bene! Ma comincio ad avere le nuvole in testa, confuse come quelle che ci sono lassù. Gesù raccomandò agli apostoli di chiedergli informazioni sulla sua Parola, in modo che potesse spiegarla loro, in EMV 179,3.

Quando arrivarono a Chorazeïn, la casa di Isacco fu la prima che videro. Si tratta di Isacco l'adulto, un anziano di Chorazeïn la cui figlia era stata guarita da Gesù.

Ritornano sulla strada che avevano preso per andare al fiume e da lì a Betsaida. Coerente: nel capitolo successivo, scopriamo che trascorrono la sera a Betsaida. Per fare questo viaggio di andata e ritorno nel pomeriggio impiegano solo 2h30 / 3h00.