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Note del tema

Nuovo Testamento

Pagina 146 di 189

Comfort di lettura

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EMR 176.3-5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«La volontà di Dio ci ha trattenuti in questo luogo perché andare oltre, dopo il già fatto cammino, sarebbe stato ledere i precetti e dare scandalo. E ciò mai non sia finché il nuovo Patto non sarà scritto.

È giusto santificare le feste e lodare il Signore nei luoghi della preghiera. Ma tutto il creato può essere luogo di preghiera se la creatura sa farlo tale con la sua elevazione al Padre. Fu luogo di preghiera l’arca di Noè alla deriva sui flutti, e luogo di preghiera il ventre della balena di Giona. Fu luogo di preghiera la casa del Faraone quando Giuseppe vi visse[1] e la tenda di Oloferne per la casta Giuditta. E non era tanto sacro al Signore il luogo corrotto dove viveva schiavo il profeta Daniele, sacro per la santità del suo servo che santificava il luogo, da meritare le alte profezie[2] del Cristo e dell’Anticristo, chiave dei tempi d’ora e dei tempi ultimi? Con più ragione santo è questo luogo che coi colori, coi profumi, con la purezza dell’aria, la ricchezza dei grani, le perle delle rugiade, parla di Dio Padre e Creatore, e dice: “Credo. E voi vogliate credere perché noi testimoniamo Iddio”. Sia dunque la sinagoga di questo sabato, e leggiamovi le pagine eterne sopra le corolle e le spighe, avendo a lampada sacra il sole.

Vi ho nominato Daniele. Vi ho detto: “Sia questo luogo la nostra sinagoga”. Ciò richiama il gioioso “benedicite” dei tre santi fanciulli fra le fiamme della fornace: “Cieli ed acque, rugiade e brine, ghiacci e nevi, fuochi e colori, luci e tenebre, folgori e nuvole, monti e colline, tutte le cose germinate, uccelli, pesci e bestie, lodate e benedite il Signore, insieme agli uomini di umile e santo cuore”. Questo il riassunto del cantico santo che tanto insegna agli umili e santi. Possiamo pregare e possiamo meritare il Cielo in ogni luogo. Lo meritiamo quando facciamo la volontà del Padre.

176.4

Quando il giorno aveva inizio mi fu fatto osservare che, se tutto viene da volontà divina, anche gli errori degli uomini sono voluti da quella. Questo è errore, e errore molto diffuso. Può mai un padre volere che il figlio si renda riprovevole? Non lo può. Eppure noi vediamo anche nelle famiglie che alcuni figli si rendono riprovevoli, pur avendo un padre giusto che prospetta loro il bene da farsi e il male da sfuggire. E nessun che sia retto accusa il padre di avere spronato il figlio al male.

Dio è il Padre, gli uomini i figli. Dio indica il bene e dice: “Ecco, Io ti metto in questa contingenza per tuo bene”, oppure anche, quando il Maligno e gli uomini suoi servi procurano sventure agli uomini, Dio dice: “Ecco, in quest’ora penosa, tu agisci così; e così facendo, servirà questo male ad un eterno bene”. Vi consiglia. Ma non vi forza. E allora se uno, pur sapendo ciò che sarebbe la volontà di Dio, preferisce fare tutto l’opposto, si può dire che questo opposto sia volontà di Dio? Non si può.

Amate la volontà di Dio. Amatela più della vostra e seguitela contro le seduzioni e le potenze delle forze del mondo, della carne e del demonio. Anche queste cose hanno la loro volontà. Ma in verità vi dico che è ben infelice chi ad esse si piega. Voi mi chiamate “Messia” e “Signore”. Voi dite di amarmi e mi osannate. Voi mi seguite e ciò pare amore. Ma in verità vi dico che non tutti fra voi entreranno meco nel Regno dei Cieli. Anche fra i miei più antichi e prossimi discepoli vi saranno di quelli che non vi entreranno, perché molti faranno la loro volontà o la volontà della carne, del mondo e del demonio, ma non quella del Padre mio. Non chi mi dice: “Signore! Signore!” entrerà nel Regno dei Cieli, ma coloro che fanno la volontà del Padre mio. Questi soli entreranno nel Regno di Dio.

176.5

Verrà un giorno in cui Io che vi parlo, dopo essere stato Pastore, sarò Giudice. Non vi lusinghi l’aspetto attuale. Ora il mio vincastro aduna tutte le anime disperse ed è dolce per invitarvi a venire ai pascoli della Verità. Allora il vincastro sarà sostituito dallo scettro del Giudice Re e ben altra sarà la mia potenza. Non con dolcezza ma con giustizia inesorabile Io allora separerò le pecore pasciute di Verità da quelle che mescolarono Verità ad Errore o si nutrirono solo di Errore. Una prima volta e poi una ancora Io farò questo. E guai a coloro che fra la prima e la seconda apparizione davanti al Giudice non si saranno purgati, non potranno purgarsi dai veleni. La terza categoria non si purgherà. Nessuna pena potrebbe purgarla. Ha voluto solo l’Errore e nell’Errore stia.

Eppure allora fra questi vi sarà chi gemerà: “Ma come, Signore? Non abbiamo noi profetato in tuo nome, e in tuo nome cacciato i demoni, e fatto in tuo nome molti prodigi?”. Ed Io allora molto chiaramente dirò ad essi: “Sì. Avete osato rivestirvi del mio Nome per apparire quali non siete. Il vostro satanismo[3] lo avete voluto far passare per vita in Gesù. Ma il frutto delle vostre opere vi accusa. Dove sono i vostri salvati? Le vostre profezie dove si sono compiute? I vostri esorcismi a che hanno concluso? I vostri prodigi che compare ebbero? Oh! ben egli è potente il Nemico mio! Ma non è da più di Me. Vi ha aiutati ma per fare maggior preda, e per opera vostra il cerchio dei travolti nell’eresia si è allargato. Sì, avete fatto prodigi. Ancor più apparentemente grandi di quelli dei veri servi di Dio, i quali non sono istrioni che sbalordiscono le folle, ma umiltà e ubbidienze che sbalordiscono gli angeli. Essi, i miei servi veri, con le loro immolazioni non creano i fantasmi, ma li debellano dai cuori; essi, i miei servi veri, non si impongono agli uomini, ma agli animi degli uomini mostrano Iddio. Essi non fanno che fare la volontà del Padre e portano altri a farla, così come l’onda sospinge e attira l’onda che la precede e quella che la segue, senza mettersi su un trono per dire: ‘Guardate’. Essi, i miei servi veri, fanno ciò che Io dico, senza pensare che a fare, e le loro opere hanno il mio segno di pace inconfondibile, di mitezza, di ordine. Perciò posso dirvi: questi sono i miei servi; voi non vi conosco. Andatevene lungi da Me voi tutti, operatori di iniquità”.

Questo dirò Io allora. E sarà tremenda parola. Badate di non meritarvela e venite per la via sicura, benché penosa, dell’ubbidienza verso la gloria del Regno dei Cieli.

176.6

Ora godetevi il vostro riposo del sabato lodando Dio con tutti voi stessi. La pace sia con tutti voi».

E Gesù benedice la folla prima che questa si sparga in cerca di ombra, parlando fra gruppo e gruppo, commentando le parole udite.

Presso Gesù restano gli apostoli e lo scriba Giovanni, che non parla ma medita profondamente, studiando Gesù in ogni suo atto.

E il ciclo del Monte è finito.

EMR 176.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Non era tanto sacro al Signore il luogo corrotto dove viveva schiavo il profeta Daniele, sacro per la santità del suo servo che santificava il luogo, da meritare le alte profezie del Cristo e dell’Anticristo, chiave dei tempi d’ora e dei tempi ultimi?

Annotazione

Cfr. Daniele 1, 21 | Daniele 7, 2-14 | Daniele 9, 24-27 | Daniele 12, 5-12.

Dan 1, 21: Daniele rimase lì fino al primo anno del re Ciro.

Dan 7, 2-14: Daniele parlò e disse: "Vidi in visione di notte, ed ecco che i quattro venti del cielo si scioglievano sul grande mare, e quattro grandi bestie uscivano dal mare, diverse l'una dall'altra. La prima era simile a un leone e aveva ali d'aquila. Io vidi, finché non gli furono strappate le ali, fu sollevata da terra, si alzò in piedi come un uomo e gli fu dato un cuore d'uomo. Ed ecco un'altra bestia, una seconda bestia, simile a un orso, con uno dei fianchi eretto e tre costole nella bocca tra i denti; e le dissero: "Alzati, mangia molta carne". Dopo questo guardai, ed ecco un'altra bestia simile a un leopardo; aveva sul dorso quattro ali come un uccello, e la bestia aveva quattro teste; e le fu dato il dominio. Poi guardai nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, terribile e spaventosa e molto forte; aveva grandi denti di ferro; divorava e faceva a pezzi e il resto lo calpestava; era diversa da tutte le bestie che l'avevano preceduta e aveva dieci corna. Guardai le corna ed ecco che un altro piccolo corno sorse in mezzo a loro e tre delle prime corna furono strappate da esso; ed ecco che questo corno aveva occhi come quelli di un uomo e una bocca che diceva grandi cose.

Guardai finché non furono posti dei troni e si sedette un vecchio. La sua veste era bianca come la neve e i capelli del suo capo erano come lana pura. Il suo trono era di fiamme di fuoco; le ruote erano di fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva davanti a lui; migliaia di migliaia lo servivano e miriadi di miriadi stavano davanti a lui. Il Giudice si sedette e i libri furono aperti. Guardai finché la bestia fu uccisa e il suo corpo fu distrutto e dato alle fiamme del fuoco. Anche al resto delle bestie fu tolto il dominio e la durata della loro vita fu fissata a un tempo e a un momento.

Guardai nelle visioni notturne, ed ecco che venne come nelle nubi un Figlio d'uomo, che si avvicinò al vegliardo e lo condussero davanti a lui. Gli fu dato il dominio, la gloria e il regno, e tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano. Il suo dominio è un dominio eterno che non passerà e il suo regno non sarà mai distrutto.

Dn 9, 24-27: Settanta settimane sono state stabilite per il tuo popolo e per la tua città santa, per sigillare la prevaricazione, per sigillare i peccati e per espiare l'iniquità, per introdurre la giustizia eterna, per sigillare la visione e il profeta e per ungere il Santo dei Santi. Sappiate dunque e comprendete: dall'inizio della parola di costruire Gerusalemme fino a un unto, un sovrano, ci sono sette settimane e sessantadue settimane; ed essa sarà costruita, in piedi e incinta, nell'afflizione dei tempi. E dopo sessantadue settimane, un unto sarà tagliato fuori e non ci sarà nessuno per lui. E il popolo di un principe che verrà distruggerà la città e il santuario, e la sua fine sarà nel diluvio, e fino alla fine ci sarà la guerra, che è decretata per la devastazione. Egli stringerà un'alleanza solida con un gran numero di persone per una settimana, e a metà della settimana interromperà il sacrificio e l'oblazione, e un distruttore verrà sull'ala delle abominazioni, finché la distruzione e le cose decretate saranno riversate sui devastati.

Dan 12,5-12: Io, Daniele, guardai ed ecco che altri due uomini stavano in piedi, uno su una sponda del fiume e l'altro sull'altra sponda del fiume. 6Uno di loro parlò all'uomo vestito di lino, che stava sopra le acque del fiume: "Fino a quando finiranno queste cose meravigliose? "E udii che l'uomo vestito di lino, che stava sopra le acque, alzava la mano destra e la sinistra verso il cielo e giurava, per colui che vive in eterno, che sarà per un tempo e un tempo e mezzo, e che quando la forza del popolo santo sarà stata spezzata, allora tutte queste cose avverranno. Io udii, ma non capii e dissi: "Signore, quale sarà la fine di queste cose? "Ed egli disse: "Va', Daniele, perché le parole sono sigillate fino al tempo della fine. Ci saranno molti che saranno purificati, puliti e messi alla prova; i malvagi faranno il male e nessun malvagio capirà; ma gli intelligenti capiranno. Dal momento in cui il sacrificio continuo sarà interrotto e l'abominio del distruttore sarà eretto, ci saranno milleduecentonovanta giorni. Beato chi aspetta e arriva a milletrecentotrentacinque giorni!".

Parole chiave

EMR 176.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Voi mi chiamate “Messia” e “Signore”. Voi dite di amarmi e mi osannate. Voi mi seguite e ciò pare amore. Ma in verità vi dico che non tutti fra voi entreranno meco nel Regno dei Cieli. Anche fra i miei più antichi e prossimi discepoli vi saranno di quelli che non vi entreranno, perché molti faranno la loro volontà o la volontà della carne, del mondo e del demonio, ma non quella del Padre mio. Non chi mi dice: “Signore! Signore!” entrerà nel Regno dei Cieli, ma coloro che fanno la volontà del Padre mio. Questi soli entreranno nel Regno di Dio.

EMR 176.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Verrà un giorno in cui Io che vi parlo, dopo essere stato Pastore, sarò Giudice. Non vi lusinghi l’aspetto attuale. Ora il mio vincastro aduna tutte le anime disperse ed è dolce per invitarvi a venire ai pascoli della Verità. Allora il vincastro sarà sostituito dallo scettro del Giudice Re e ben altra sarà la mia potenza. Non con dolcezza ma con giustizia inesorabile Io allora separerò le pecore pasciute di Verità da quelle che mescolarono Verità ad Errore o si nutrirono solo di Errore. Una prima volta e poi una ancora Io farò questo. E guai a coloro che fra la prima e la seconda apparizione davanti al Giudice non si saranno purgati, non potranno purgarsi dai veleni. La terza categoria non si purgherà. Nessuna pena potrebbe purgarla. Ha voluto solo l’Errore e nell’Errore stia.

Eppure allora fra questi vi sarà chi gemerà: “Ma come, Signore? Non abbiamo noi profetato in tuo nome, e in tuo nome cacciato i demoni, e fatto in tuo nome molti prodigi?”. Ed Io allora molto chiaramente dirò ad essi: “Sì. Avete osato rivestirvi del mio Nome per apparire quali non siete. Il vostro satanismo[3] lo avete voluto far passare per vita in Gesù. Ma il frutto delle vostre opere vi accusa. Dove sono i vostri salvati? Le vostre profezie dove si sono compiute? I vostri esorcismi a che hanno concluso? I vostri prodigi che compare ebbero? Oh! ben egli è potente il Nemico mio! Ma non è da più di Me. Vi ha aiutati ma per fare maggior preda, e per opera vostra il cerchio dei travolti nell’eresia si è allargato. Sì, avete fatto prodigi. Ancor più apparentemente grandi di quelli dei veri servi di Dio, i quali non sono istrioni che sbalordiscono le folle, ma umiltà e ubbidienze che sbalordiscono gli angeli. Essi, i miei servi veri, con le loro immolazioni non creano i fantasmi, ma li debellano dai cuori; essi, i miei servi veri, non si impongono agli uomini, ma agli animi degli uomini mostrano Iddio. Essi non fanno che fare la volontà del Padre e portano altri a farla, così come l’onda sospinge e attira l’onda che la precede e quella che la segue, senza mettersi su un trono per dire: ‘Guardate’. Essi, i miei servi veri, fanno ciò che Io dico, senza pensare che a fare, e le loro opere hanno il mio segno di pace inconfondibile, di mitezza, di ordine. Perciò posso dirvi: questi sono i miei servi; voi non vi conosco. Andatevene lungi da Me voi tutti, operatori di iniquità”.

Questo dirò Io allora. E sarà tremenda parola. Badate di non meritarvela e venite per la via sicura, benché penosa, dell’ubbidienza verso la gloria del Regno dei Cieli.

Annotazione

Vangelo di Matteo 7, 21-23

Mt 7, 21-23 : Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: "Signore, Signore, non abbiamo forse profetizzato nel tuo nome, scacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Allora io dirò loro: Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, operatori di iniquità".

Vangelo di Luca 13, 26-27

Lc 13, 26-27 : Allora comincerete a dire: "Abbiamo mangiato e bevuto davanti a te, e tu hai insegnato nei nostri luoghi pubblici". Ed egli risponderà: Io vi dico che non so da dove venite; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità.

Non è con dolcezza, ma con inesorabile giustizia che io, allora, separerò le pecore nutrite di Verità da quelle che hanno mescolato Verità ed Errore o si sono nutrite solo di Errore. Una volta e un'altra volta avrò questo ruolo. Affermazione dei due giudizi: il giudizio particolare e il giudizio universale. ( Cfr. CCC n. 1021 e n. 1038).

Il vostro satanismo: Maria Valtorta annota su una copia dattiloscritta: Si rivolge in particolare a coloro che si dedicano alle scienze occulte o che appartengono a sette anticristiane, ecc.

EMR 177.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Venendo dalla campagna Gesù entra in Cafarnao. Sono con Lui solo i dodici, anzi gli undici apostoli, perché non c’è Giovanni.

Annotazione

Apprendiamo da Pietro, a Betsaida, che Gesù lo mandò "avanti" con Isacco per condurre Maria dal Battista(EMV 180,7).

EMR 177.1-5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Venendo dalla campagna Gesù entra in Cafarnao. Sono con Lui solo i dodici, anzi gli undici apostoli, perché non c’è Giovanni. I soliti saluti della gente su una gamma molto varia di espressioni, da quelli che sono tutta semplicità dei bambini, a quelli un poco timidi delle donne, a quelli estatici dei miracolati, fino a quelli curiosi o ironici. Ce ne sono per tutti i gusti. E Gesù risponde a tutti, a seconda di come è salutato: con carezze ai piccoli, benedizioni alle donne, sorrisi ai miracolati e rispetto profondo per gli altri.

Ma questa volta alla serie si unisce il saluto del centurione del luogo, credo. Lo saluta col suo: «Salve, Maestro!», al quale Gesù risponde col suo: «Dio venga a te».

Il romano prosegue, mentre la folla si accosta curiosa di vedere come va l’incontro: «Sono più giorni che ti aspetto. Tu non mi riconosci fra gli ascoltatori del Monte. Ero vestito da cittadino. Non mi chiedi perché ero venuto?».

«Non te lo chiedo. Che vuoi da Me?».

«L’ordine è di seguire coloro che tengono assembramenti, perché troppe volte Roma dovette pentirsi di avere concesso riunioni di apparenza onesta. Ma, vedendo e udendo, ho pensato a Te come a… come a…

177.2

Ho un servo malato, Signore. Egli giace nella mia casa, nel suo letto, paralizzato da un male nelle ossa, e soffre terribilmente. I nostri medici non lo guariscono. I vostri, che ho invitato a venire perché sono mali che vengono dalle arie corrotte di queste regioni, e voi li sapete curare con le erbe del suolo febbricoso della sponda dove stagnano le acque prima di esser bevute dalle arene del mare, si sono rifiutati di venire. Ne ho dolore perché è un servo fedele».

«Io verrò e te lo guarirò».

«No, Signore. Non chiedo che Tu faccia tanto. Sono pagano, sudiciume per voi. Se i medici ebrei temono contaminarsi col porre piede nella mia casa, con più ragione essa è contaminazione a Te che sei divino. Io non sono degno che Tu entri sotto il mio tetto. Ma se Tu dici da qui una sola parola il mio servo guarirà, perché Tu comandi a tutto quanto è. Ora se io che sono un uomo sottoposto a tante autorità, la prima delle quali è Cesare, per cui devo fare, pensare, agire come mi è comandato, posso a mia volta comandare ai soldati che ho sotto il mio comando, e se dico ad uno: “Va’”, all’altro: “Vieni”, e al servo: “Fa’ questo”, uno va dove lo mando, l’altro viene perché lo chiamo, il terzo fa quello che dico, Tu, che sei Chi sei, sarai tosto ubbidito dalla malattia ed essa se ne andrà».

«Non è un uomo la malattia…», obbietta Gesù.

«Neppur Tu sei un uomo, ma sei l’Uomo. Puoi dunque comandare anche agli elementi e alle febbri perché tutto è soggetto al tuo potere».

177.3

Dei maggiorenti di Cafarnao prendono in disparte Gesù e gli dicono: «Egli è romano, ma Tu ascoltalo perché è uomo dabbene che ci rispetta e ci aiuta. Pensa che ha fatto fabbricare proprio lui la nostra sinagoga e tiene in rispetto i suoi soldati perché non ci sbeffeggino nei sabati. Fàgli dunque grazia per amore della tua città, acciò egli non resti deluso ed irritato ed il suo amore non si volga in odio per noi».

E Gesù, ascoltati questi e quello, si volge sorridendo al centurione dicendo: «Va’ avanti che vengo».

Ma il centurione torna a dire: «No, Signore, io l’ho detto: molto onore sarebbe se Tu entrassi sotto il mio tetto, ma non merito tanto; di’ solo una parola e il mio servo sarà guarito».

«E sia. Va’ con fede. In questo istante la febbre lo lascia e la vita torna alle membra. Fa’ che alla tua anima pure venga la Vita. Va’».

Il centurione saluta militarmente, e poi si inchina e se ne va.

177.4

Gesù lo guarda andare e poi si rivolge ai presenti e dice:

«In verità vi dico che non ho trovato tanta fede in Israele. Oh! è pur vero[1]! “Il popolo che camminava nelle tenebre vide * una gran luce. Sopra coloro che abitavano nell’oscura regione di morte la Luce è spuntata”, e ancora: “Il Messia, alzata la sua bandiera sulle nazioni, le riunirà”. Oh! Regno mio! Veramente a te affluiranno in numero sterminato! Più che tutti i cammelli e i dromedari di Madian e di Efa, e i portatori d’oro e incenso di Saba, più che tutti i greggi di Cedar e gli arieti di Nabaiot saranno numerosi coloro che verranno a te, ed il mio cuore si dilaterà di gioia vedendo venire a Me i popoli del mare e le potenze delle nazioni. Me aspettano le isole per adorarmi, e i figli degli stranieri edificheranno le mura della mia Chiesa della quale sempre staranno aperte le porte ad accogliere i re e la forza delle nazioni ed a santificarli in Me. Questo che Isaia ha visto, ecco si compirà! Io vi dico che molti verranno da oriente e occidente e sederanno con Abramo, Isacco e Giacobbe nel Regno dei Cieli, mentre i figli del Regno saranno gettati nelle tenebre esteriori, dove sarà pianto e stridor di denti».

«Tu dunque profetizzi che i gentili saranno pari ai figli d’Abramo?».

«Non pari: superiori. Non vi rincresca che perché ciò è vostra colpa. Non Io, ma i Profeti lo dicono, ed i segni già lo confermano.

177.5

Ora alcuno di voi vada verso la casa del centurione per constatare che il suo servo è guarito come la fede del romano lo meritava. Venite. Forse nella casa vi sono malati che attendono la mia venuta».

E Gesù, con gli apostoli e qualche altro, perché i più si precipitano curiosi e schiamazzanti verso la casa del centurione, si dirige alla solita casa dove sosta nei giorni che è a Cafarnao.

Annotazione

Lo saluta con: "Ave, Maestro! Salve nell'originale italiano, come nella Salve Regina, non Ave come nell'Ave Maria.

La stavo aspettando da diversi giorni. Lei non mi riconosce, ma ero tra quelli che la stavano ascoltando sulla montagna. Ero vestita in abiti civili. In effetti, Maria Valtorta aveva notato la sua presenza martedì(EMV 171.1).

Sono malattie che provengono dall'aria corrotta di queste regioni: Le febbri di palude (febbre gialla o malaria) hanno causato gravi epidemie nell'antichità. Sono citate più volte nell'opera. Per secoli queste febbri sono state attribuite all'aria malsana (aria cattiva, da cui deriva la parola italiana mala aria), senza mai fare un collegamento con le zanzare. Maria Valtorta riporta un'opinione perfettamente in linea con le credenze romane e non legata alle sue conoscenze di infermiera.

Si sa come curarle con le erbe del terreno febbrile della riva, dove le acque ristagnano prima di essere assorbite dalla sabbia del mare. Si tratta senza dubbio dell'agrimonia (agrimonia eupatoria), che cresce nelle paludi. Plinio la cita. Un infuso di questa pianta è usato per combattere la malaria (da palus = palude, in latino). La palude balneare menzionata dal centurione potrebbe essere Dor (oggi Al Tantura), a sud del Monte Carmelo. Fu prosciugata solo nel 1892. La malaria era molto diffusa.

Si pensi che fu lui a far costruire la sinagoga. Solo Luca 7:5 menziona questo dettaglio.

Vi assicuro che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno con Abramo, Isacco e Giacobbe nel Regno dei Cieli, mentre i figli del Regno saranno gettati nelle tenebre esteriori, dove ci sarà pianto e stridore di denti". Questo è il finale del racconto di Matteo 8:11-12, mentre Luca lo cita altrove (Luca 13:28-29).

Gesù, accompagnato dagli apostoli e da altre persone, si recò nella casa in cui era solito soggiornare quando si trovava a Cafarnao. La casa di Tommaso di Cafarnao. Tommaso era probabilmente un lontano parente di Gesù.

Vangelo di Matteo 8, 5-13

Mt 8, 5-13 : Mentre Gesù entrava a Cafarnao, gli si avvicinò un centurione e lo pregò: "Signore, il mio servo giace paralizzato in casa e soffre terribilmente". Gesù gli disse: "Andrò io stesso a guarirlo". Il centurione rispose: "Signore, non sono degno che tu venga sotto il mio tetto, ma di' solo una parola e il mio servo sarà guarito. Io stesso, che ho l'autorità, ho dei soldati ai miei ordini; a uno dico: 'Vai', ed egli va; a un altro: 'Vieni', ed egli viene; e al mio servo: 'Fa' questo', ed egli lo fa". Gesù si meravigliò di queste parole e disse a quelli che lo seguivano: "Amen, vi dico che non ho trovato una fede simile in nessuno in Israele. Perciò vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e prenderanno posto con Abramo, Isacco e Giacobbe al banchetto del regno dei cieli, ma i figli del regno saranno gettati nelle tenebre esterne; ci sarà pianto e stridore di denti". E Gesù disse al centurione: "Va' a casa tua e ti sia fatto secondo la tua fede". E il servo fu guarito in quell'ora stessa.

Vangelo di Luca 7, 1-10

Lc 7, 1-10 : Quando Gesù ebbe finito di spiegare tutte le sue parole alla gente, entrò a Cafarnao. C'era un centurione il cui schiavo era malato e stava per morire, e il centurione gli era molto affezionato. Quando sentì parlare di Gesù, mandò alcuni notabili ebrei a chiedergli di venire a salvare il suo schiavo. Quando arrivarono da Gesù, lo supplicarono con forza: "Egli merita questo da te. Ama la nostra nazione: è stato lui a costruire la sinagoga per noi". Gesù era in cammino con loro e non era ancora lontano dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: "Signore, non disturbarti, perché non sono degno che tu venga sotto il mio tetto. Per questo non mi sono dato il permesso di venire da te. Ma di' una parola e lascia che il mio servo sia guarito! Io sono uno che è subordinato a un'autorità, ma ho dei soldati sotto il mio comando; a uno dico: 'Vai', ed egli va; a un altro: 'Vieni', ed egli viene; e al mio schiavo: 'Fai questo', ed egli lo fa". Sentendo questo, Gesù ebbe soggezione di lui. Si voltò e disse alla folla che lo seguiva: "Vi dico che nemmeno in Israele ho trovato una fede simile! Quando tornarono a casa, trovarono lo schiavo in buona salute.

Vangelo di Luca 13, 28-29

Lc 13, 28-29 : Allora ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, mentre voi sarete cacciati fuori. Verranno dall'Oriente e dall'Occidente, dall'Aquilone e dal Sud, e prenderanno posto al banchetto nel regno di Dio.

Libro di Isaia, 9, 1

Is 9, 1 : Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce e la luce ha illuminato coloro che vivevano nella terra dell'ombra della morte.

Libro di Isaia 11, 10-12

Is 11, 10-12 : In quel giorno avverrà che la radice di Iesse, innalzata come vessillo per i popoli, sarà ricercata dalle nazioni e la sua dimora sarà gloriosa. In quel giorno il Signore stenderà la mano una seconda volta per riscattare il resto del suo popolo, il resto delle terre di Assiria e di Egitto, di Patros, Etiopia, Elam, Sennaar, Hamath e delle isole del mare. Innalzerà uno stendardo per le nazioni, radunerà i reietti d'Israele, riunirà i dispersi di Giuda dalle quattro estremità della terra.

Libro di Isaia 60, 5-10

Is 60, 5-10: Allora lo vedrai e sarai raggiante; il tuo cuore sussulterà e si dilaterà, perché le ricchezze del mare verranno a te, i tesori delle nazioni verranno a te. Moltitudini di cammelli ti copriranno, i dromedari di Madian e di Efa; verranno tutti quelli di Saba, portando oro e incenso, e proclameranno le lodi di Jahvè. Tutte le greggi di Cedar saranno riunite a te; i montoni di Nabaioth ti serviranno; saliranno sul mio altare come offerta gradita e io glorificherò la casa della mia gloria.

Chi sono questi che volano come nuvole, come colombe verso la loro colombaia? Perché le isole sperano in me e le navi di Tarshish verranno per prime, per riportare i tuoi figli da lontano, con il loro argento e il loro oro, per onorare il nome di Jahvé, il tuo Dio, e il Santo d'Israele, perché ti ha glorificato. I figli degli stranieri costruiranno le tue mura e i loro re saranno tuoi servi, perché ti ho colpito nella mia ira, ma nella mia benevolenza ho avuto compassione di te.

EMR 177.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ho un servo malato, Signore. Egli giace nella mia casa, nel suo letto, paralizzato da un male nelle ossa, e soffre terribilmente. I nostri medici non lo guariscono. I vostri, che ho invitato a venire perché sono mali che vengono dalle arie corrotte di queste regioni, e voi li sapete curare con le erbe del suolo febbricoso della sponda dove stagnano le acque prima di esser bevute dalle arene del mare, si sono rifiutati di venire. Ne ho dolore perché è un servo fedele».

«Io verrò e te lo guarirò».

«No, Signore. Non chiedo che Tu faccia tanto. Sono pagano, sudiciume per voi. Se i medici ebrei temono contaminarsi col porre piede nella mia casa, con più ragione essa è contaminazione a Te che sei divino. Io non sono degno che Tu entri sotto il mio tetto. Ma se Tu dici da qui una sola parola il mio servo guarirà, perché Tu comandi a tutto quanto è. Ora se io che sono un uomo sottoposto a tante autorità, la prima delle quali è Cesare, per cui devo fare, pensare, agire come mi è comandato, posso a mia volta comandare ai soldati che ho sotto il mio comando, e se dico ad uno: “Va’”, all’altro: “Vieni”, e al servo: “Fa’ questo”, uno va dove lo mando, l’altro viene perché lo chiamo, il terzo fa quello che dico, Tu, che sei Chi sei, sarai tosto ubbidito dalla malattia ed essa se ne andrà».

«Non è un uomo la malattia…», obbietta Gesù.

«Neppur Tu sei un uomo, ma sei l’Uomo. Puoi dunque comandare anche agli elementi e alle febbri perché tutto è soggetto al tuo potere».

Annotazione

Si tratta di malattie che derivano dall'aria corrotta di queste regioni: Le febbri di palude (febbre gialla o malaria) hanno causato gravi epidemie nell'antichità. Sono citate più volte nell'opera. Per secoli queste febbri sono state attribuite all'aria malsana (aria cattiva, da cui deriva la parola italiana mala aria), senza mai fare un collegamento con le zanzare. Maria Valtorta riporta un'opinione perfettamente in linea con le credenze romane e non legata alle sue conoscenze di infermiera.

Si sa come curarle con le erbe del terreno febbrile della riva, dove le acque ristagnano prima di essere assorbite dalla sabbia del mare. Si tratta senza dubbio dell'agrimonia (agrimonia eupatoria), che cresce nelle paludi. Plinio la cita. Un infuso di questa pianta è usato per combattere la malaria (da palus = palude, in latino). La palude balneare menzionata dal centurione potrebbe essere Dor (oggi Al Tantura), a sud del Monte Carmelo. Fu prosciugata solo nel 1892. La malaria era molto diffusa.

EMR 177.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ho un servo malato, Signore. Egli giace nella mia casa, nel suo letto, paralizzato da un male nelle ossa, e soffre terribilmente. I nostri medici non lo guariscono. I vostri, che ho invitato a venire perché sono mali che vengono dalle arie corrotte di queste regioni, e voi li sapete curare con le erbe del suolo febbricoso della sponda dove stagnano le acque prima di esser bevute dalle arene del mare, si sono rifiutati di venire. Ne ho dolore perché è un servo fedele».

«Io verrò e te lo guarirò».

«No, Signore. Non chiedo che Tu faccia tanto. Sono pagano, sudiciume per voi. Se i medici ebrei temono contaminarsi col porre piede nella mia casa, con più ragione essa è contaminazione a Te che sei divino.»

Dettaglio

Farisaismo da parte dei medici ebrei, che temevano di infettarsi visitando un romano.

Parole chiave

EMR 177.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù lo guarda andare e poi si rivolge ai presenti e dice:

«In verità vi dico che non ho trovato tanta fede in Israele. Oh! è pur vero[1]! “Il popolo che camminava nelle tenebre vide * una gran luce. Sopra coloro che abitavano nell’oscura regione di morte la Luce è spuntata”, e ancora: “Il Messia, alzata la sua bandiera sulle nazioni, le riunirà”. Oh! Regno mio! Veramente a te affluiranno in numero sterminato! Più che tutti i cammelli e i dromedari di Madian e di Efa, e i portatori d’oro e incenso di Saba, più che tutti i greggi di Cedar e gli arieti di Nabaiot saranno numerosi coloro che verranno a te, ed il mio cuore si dilaterà di gioia vedendo venire a Me i popoli del mare e le potenze delle nazioni. Me aspettano le isole per adorarmi, e i figli degli stranieri edificheranno le mura della mia Chiesa della quale sempre staranno aperte le porte ad accogliere i re e la forza delle nazioni ed a santificarli in Me. Questo che Isaia ha visto, ecco si compirà! Io vi dico che molti verranno da oriente e occidente e sederanno con Abramo, Isacco e Giacobbe nel Regno dei Cieli, mentre i figli del Regno saranno gettati nelle tenebre esteriori, dove sarà pianto e stridor di denti».

«Tu dunque profetizzi che i gentili saranno pari ai figli d’Abramo?».

«Non pari: superiori. Non vi rincresca che perché ciò è vostra colpa. Non Io, ma i Profeti lo dicono, ed i segni già lo confermano.

Dettaglio

Gesù ha appena guarito il servo del centurione romano, come riportato nel Vangelo.

Annotazione

Libro di Isaia, 9, 1

Is 9, 1 : Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce e la luce ha illuminato coloro che vivevano nella terra dell'ombra della morte.

Libro di Isaia 11, 10-12

Is 11, 10-12 : In quel giorno avverrà che la radice di Iesse, innalzata come vessillo per i popoli, sarà cercata dalle nazioni e la sua dimora sarà gloriosa. In quel giorno il Signore stenderà una seconda volta la mano per riscattare il resto del suo popolo, il resto delle terre di Assiria e di Egitto, di Patros, Etiopia, Elam, Sennaar, Hamath e delle isole del mare. Innalzerà uno stendardo per le nazioni, radunerà i reietti d'Israele, riunirà i dispersi di Giuda dalle quattro estremità della terra.

Libro di Isaia 60, 5-10

Is 60, 5-10 : Allora lo vedrai e sarai raggiante; il tuo cuore sussulterà e si dilaterà, perché le ricchezze del mare verranno a te, i tesori delle nazioni verranno a te. Moltitudini di cammelli ti copriranno, i dromedari di Madian e di Efa; verranno tutti quelli di Saba, portando oro e incenso, e proclameranno le lodi di Jahvè. Tutte le greggi di Cedar saranno riunite a te; i montoni di Nabaioth ti serviranno; saliranno sul mio altare come offerta gradita e io glorificherò la casa della mia gloria.

Chi sono questi che volano come nuvole, come colombe verso la loro colombaia? Perché le isole sperano in me e le navi di Tarshish verranno per prime, per riportare i tuoi figli da lontano, con il loro argento e il loro oro, per onorare il nome di Jahvé, il tuo Dio, e il Santo d'Israele, perché ti ha glorificato. I figli degli stranieri costruiranno le tue mura e i loro re saranno tuoi servi, perché ti ho colpito nella mia ira, ma nella mia benevolenza ho avuto compassione di te.