EMR 207.9 · Volume 3
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Sei contento, Simone di Giona, che non parli e quasi non respiri?».
«Tanto… tanto che mi pare di essere fuori del mondo, in un luogo ancor più santo che se fossi oltre il Velario del Tempio… Tanto che… che ora che ti ho vista in questo luogo e con la luce di allora, io tremo di averti trattata, con rispetto, sì, ma come una grande donna, sempre donna. Ora… ora io non oserò più dirti come prima: “Maria”. Prima eri per me la Mamma del mio Maestro. Ora, ora ti ho vista sulla cima di quelle onde celesti, Regina ti ho vista, e io, miserabile, faccio così, da quello schiavo che sono», e si butta a terra baciando i piedi di Maria.
Gesù parla, ora: «Simone, alzati. Vieni qui, ben vicino a Me». Pietro va alla sinistra di Gesù, perché Maria è a destra.
«Che siamo ora noi?», chiede Gesù.
«Noi? Ma siamo Gesù, Maria e Simone».
«Va bene. Ma quanti siamo?».
«Tre, Maestro».
«Una trinità, allora. Un giorno[3] in Cielo, nella divina Trinità * venne un pensiero: “Ora è tempo che il Verbo vada sulla Terra”, e in un palpito d’amore il Verbo venne sulla Terra. Si separò perciò dal Padre e dallo Spirito santo. Venne ad operare sulla Terra. In Cielo i Due rimasti contemplarono le opere del Verbo, rimanendo più uniti che mai per fondere Pensiero e Amore in aiuto della Parola operante sulla Terra. Verrà un giorno che dal Cielo verrà un ordine: “È tempo che Tu torni perché tutto è compiuto”, e allora il Verbo tornerà ai Cieli, così… (e Gesù si ritira un passo indietro lasciando Maria e Pietro dove erano) e dall’alto dei Cieli contemplerà le opere dei due rimasti sulla Terra, i quali, per movimento santo, si uniranno più che mai, per fondere potere e amore e farne mezzo per compiere il desiderio del Verbo: la redenzione del mondo attraverso il perpetuo insegnamento della sua Chiesa. E il Padre, il Figlio e lo Spirito santo faranno dei loro raggi una catena per stringere, stringere sempre più i due rimasti sulla Terra: mia Madre, l’amore; tu, il potere. Dovrai bene, perciò, trattare Maria da regina, sì, ma non da schiavo. Non ti pare?».
«Mi pare tutto quello che Tu vuoi. Sono annichilito! Io il potere? Oh! se devo essere il potere, allora sì che mi devo appoggiare a Lei! Oh! Madre del mio Signore, non mi abbandonare, mai, mai, mai…».
«Non avere paura. Ti terrò sempre per mano così, come facevo col mio Bambino finché non fu capace di andare da solo».
«E dopo?».
«E dopo ti sorreggerò con la preghiera. Su, Simone. Non dubitare mai del potere di Dio. Non ne dubitai io, e non Giuseppe. Neppure tu devi dubitare. Dio dà gli aiuti ora per ora, se rimaniamo umili e fedeli…»
Dettaglio
La Vergine ha appena raccontato la Natività con le sue parole.
Annotazione
Trinità celeste - Trinità terrestre: Per stabilire un parallelo tra la Trinità celeste (Padre, Figlio e Spirito Santo) e la Trinità terrena (Gesù, Maria e Pietro), la spiegazione deve ricorrere all'espediente di attribuire a Dio pensieri e comportamenti umani, stabilendo separazioni e ricongiungimenti tra le Persone divine.
Tuttavia", annota Maria Valtorta in una copia dattiloscritta, "non si può negare l'unione ipostatica (= unione delle due nature, divina e umana) per la quale il Verbo, essendo veramente nella carne del Figlio di Dio e di Maria, non cessò di essere una cosa sola con il Padre e quindi con l'Amore; non cessò di essere il Santo dei Santi, perché lo era per la sua natura divina e lo era nella sua natura umana, per grazia e per volontà perfettissima".
Questa nota, accompagnata dai testi diEMV 207,11 | EMV324,3 | EMV 567,17 | EMV 630,21 e EMV 634,11 e dalle note diEMV 54,5 | EMV 68,1 | EMV 342,5 e EMV 346,5, può essere utilizzata anche per interpretare correttamente le espressioni che si trovano in EMV 62.2 (per unirmi al Padre) | EMV 62,4 (ero nel Padre) | EMV 123,5 (ho lasciato il cielo) | EMV 126,1 (non a me, ma a Colui che mi ha mandato) | EMV 126,10 | EMV 128,2 (non io. Dio) | EMV 129,3 (Dio è in cielo. Si adora e si va a Lui) | EMV 249,4 | EMV 254.3 (Dovresti chiedere a colui che li ha fatti) | EMV 272,2 | EMV 287,6 (A Dio, non al suo servo) | EMV 298,6 (Non da me, ma dal Padre) | EMV 317,5 | EMV 371,6 | EMV 399,4 (Ha lasciato il Padre) | EMV 452,11 | EMV 479,2 (Ritorna al Padre) | EMV 487.9 | EMV 517,2 (Una parte dell'unione ho lasciato) | EMV 534,8 (La sapienza ha lasciato il cielo) | EMV600,21 (Ho lasciato il Padre) | EMV 618,5 (Non sono più separato dal Padre) | EMV 632,34 (Ha lasciato il cielo) | EMV 637,6 (Ho lasciato il cielo) | EMV 642,9, ecc.
Infine, va notato il concetto espresso da Maria Valtorta nel testo di EMV 474,2/3: la divinità, sempre unita ipostaticamente all'Uomo Gesù, non era in ogni momento sensibile all'Uomo Redentore, che doveva arrivare a sperimentare questo dolore.