EMR 171.6
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Traduzione in corso
Note della parola chiave
Comfort di lettura
EMR 171.6
Traduzione in corso
EMR 173.1.5 · Volume 3
Pietro dice qualcosa a Gesù, che gli fa un cenno come dire:
«Non importa». Ma non capisco quello che dice l’apostolo, che però resta vicino a Gesù e al quale si uniscono poi Giuda Taddeo e Matteo. Gli altri si perdono fra la moltitudine.
[Gesù insegna alla folla ad agire in segreto, per non ricevere lodi dagli uomini. Vuole che compiamo i nostri atti di carità e di elemosina e poi dimentichiamo di averli compiuti, per non gonfiarci di orgoglio].
« (...) Dimenticatevene. Dell’atto in se stesso dimenticatevene. Vi resterà sempre presente una luce, una voce, un miele, e vi farà luminoso il giorno, dolce il giorno, beato il giorno. Perché quella luce sarà il sorriso di Dio, quel miele la pace spirituale che è ancora Dio, quella voce la voce del Padre-Dio che vi dirà: “Grazie”. Egli vede il male occulto e vede il bene nascosto, e ve ne darà ricompensa. Io ve lo…».
L’insulto, astioso e improvviso, viene dal centro della folla. Tutti si volgono in direzione della voce. Vi è della confusione.
Pietro dice: «Te lo avevo detto! Eh! quando c’è uno di quelli lì… non va più bene niente!».
EMR 174.3 · Volume 3
Passa Simone Zelote col suo aspetto severo; passa Pietro indaffarato che arringa una diecina di frugoli, ai quali promette delle ulive se staranno buoni fino alla fine e delle busse se faranno baccano mentre parla il Maestro; passa Bartolomeo anziano e serio; passa Matteo con Filippo, che portano a braccia uno storpiato che troppa fatica avrebbe fatto a fendere la folla fitta; passano i cugini del Signore dando braccio ad un mendicante quasi cieco e ad una poverella di chissà quanti mai anni, che piange narrando a Giacomo tutti i suoi guai; passa Giacomo di Zebedeo con in braccio una povera bambina, certo malata, che egli ha preso alla madre, che lo segue affannosa, per impedire che la folla le faccia del male; ultimi a passare sono gli, potrei dire, indivisibili Andrea e Giovanni, perché se Giovanni, nella sua serena naturalezza di fanciullo santo, va ugualmente con tutti i compagni, Andrea, per la sua grande ritenutezza, preferisce andare con l’antico compagno di pesca e di fede nel Battista. Questi erano rimasti presso l’imbocco dei due sentieri principali, per dirigere ancora la folla ai suoi posti, ma ora il monte non presenta altri pellegrini sulle sue vie sassose, e i due si riuniscono per andare dal Maestro con le ultime offerte ricevute.
Tommaso e Giuda non sono nominati qui, ma si occupano dei pellegrini in MTS 174,2. Li dividono in tre gruppi: i malati, i poveri e coloro che attendono un insegnamento da Gesù.
EMR 174.11 · Volume 3
La folla è seduta chi sull’erba chi su dei pietroni, altra folla è in piedi. Il collegio apostolico non è completo. Vedo Pietro e Andrea, Giovanni e Giacomo, e sento chiamare gli altri due Natanaele e Filippo. Poi ve ne è un altro che è e non è nel gruppo. Forse l’ultimo arrivato: lo chiamano Simone. Gli altri non ci sono. A meno che io non li veda fra la gran folla.
Contrariamente alle apparenze, questo commento è perfettamente coerente: Giovanni, Giacomo, Pietro e Andrea furono "visti" il 25 febbraio 1944. La visione dell'incontro con Natanaele e Filippo avvenne il 13 ottobre 1944, due mesi dopo la scena qui descritta, e quella con Simone lo Zelota il 26 ottobre 1944.
EMR 174.15 · Volume 3
Gesù dice intanto a Pietro di smontare la sua tettoia.
«Ma… ce ne andiamo proprio?».
«Sì».
«Perché è venuta lei?…».
«Sì. Ma non lo dire ad alcuno e specie allo Zelote. Ne rimarrebbe afflitto per Lazzaro. Non posso permettere che la parola di Dio sia fatta scherno di pagani…».
«Capisco, capisco…».
«Allora però capisci anche un’altra cosa».
«Quale, Maestro?».
«La necessità di tacere in certi casi. Mi raccomando. Tu sei tanto caro, ma sei anche talmente impulsivo da uscire in osservazioni pungenti».
«Capisco… non vuoi per Lazzaro e Simone…».
«E per altri ancora».
«Pensi che ce ne saranno oggi?».
«Oggi, domani e dopodomani e sempre. E sempre sarà necessario sorvegliare l’impulsività del mio Simone di Giona. Vai, vai a fare quanto ti ho detto».
Pietro se ne va, chiamando in suo aiuto i compagni.
Dopo l'arrivo di Maria Maddalena, allora grande peccatrice, Gesù annunciò la loro partenza dai Corni di Hattin, dove si erano fermati per qualche giorno.
- Pensi che ci sarà oggi?
- Oggi, domani e dopodomani, sempre.
Gesù si riferisce senza dubbio ai farisei, che cercano di fare osservazioni poco caritatevoli.
EMR 174.17 · Volume 3
«Ecco il pane, Maestro. E un uovo. Me lo sono fatto dare da quel ricco là, vestito di rosso. Gli ho detto: “Tu ascolti e sei beato. Lui parla ed è sfinito. Dàmmi uno dei tuoi ovetti. Farà meglio a Lui che a te”».
«Ma Pietro!».
«No, Signore! Sei pallido come un bambino attaccato a un petto vuoto e stai divenendo esile come un pesce dopo gli amori. Lascia fare a me. Non voglio avere rimproveri da farmi. Ora lo metto in questa cenere calda, sono le fascine che ho arrostite, e Tu te lo bevi. Non lo sai che sono… quanti sono? settimane certo, che non si mangia che pane e ulive e un poco di latticello… Uhm! Sembriamo in purga. E Tu mangi meno di tutti e parli per tutti. Ecco l’uovo. Bevilo tiepido, che fa bene».
Gesù ubbidisce e, vedendo che Pietro mangia solo pane, chiede: «E tu? Le ulive?».
«Sss! Mi servono per dopo. Le ho promesse».
«A chi?».
«A dei bambini. Però se non stanno zitti fino alla fine io mi mangio le ulive e a loro do i noccioli, ossia schiaffi».
«Ma benissimo!».
«Eh! non li darò mai. Ma se non si fa così! Ne ho presi tanti anche io, e se mi avessero dovuto dare tutti quelli che meritavo per le mie monellerie ne avrei dovuto prendere dieci volte di più! Ma fanno bene. Sono così perché le ho prese».
Ridono tutti della sincerità dell’apostolo.
In EMV 174.3, leggiamo che Pietro "arringa una dozzina di diavoli ai quali promette olive se staranno zitti fino alla fine e schiaffi se faranno baccano mentre il Maestro parla". L'argomento ritorna poco dopo.
Non so quanto tempo fa... quanti giorni? Sicuramente settimane, da quando non mangiamo altro che pane e olive e un po' di latte. Sono passati 14 giorni da quando hanno lasciato Capharnaum.
EMR 175.3.5 · Volume 3
La gente si stringe al Maestro, un cerchio che non si vuole aprire a nessun costo. Ma intanto il sole è calato e si inizia il riposo del sabato. I paesi sono lontani. Ma la gente non rimpiange paesi, non cibi, nulla. Se ne preoccupano però gli apostoli e lo dicono a Gesù. Anche i discepoli anziani sono in pensiero. Ci sono le donne e i bambini, e se la notte è tiepida, e soffice è l’erba dei prati, le stelle non sono pane, né si fanno cibarie i sassi delle prode.
Gesù è l’unico che non se la prende. La gente intanto mangia i suoi avanzi come nulla fosse, e Gesù lo fa notare ai suoi:
«In verità vi dico che costoro sono da più di voi! Guardate con che spensieratezza dànno fine a tutto. Ho detto loro: “Chi non può credere che domani Dio darà cibo ai suoi figli si ritiri”, ed essi sono rimasti. Dio non smentirà il suo Messia e non deluderà chi spera in Lui».
Gli apostoli si stringono nelle spalle e non si occupano d’altro.
(...) [Lo scriba Giovanni venne in loro aiuto e Gesù disse:]
«Ed ora che vi devo dire per la vostra incredulità? Non ha messo il Padre un pane per noi tutti nelle mani di uno che, per casta, mi è nemico? Oh! uomini di poca fede!… Ma andate fra i soffici fieni e dormite. Io vado a pregare il Padre perché vi apra i cuori e a ringraziarlo per la sua bontà. La pace a voi».
Anche se nessuno di loro viene nominato in modo specifico, i Dodici sono presenti in questo capitolo. Di fronte alla loro mancanza di fede e di fiducia nella Provvidenza del Padre per sfamare la folla, Gesù dice loro questo in EMV 175,5, dopo che lo scriba Giovanni è venuto in loro aiuto.
EMR 176.1-2 · Volume 3
Gesù nella notte si è alquanto dilungato risalendo il monte, di modo che l’aurora lo mostra ritto su uno scrimolo. Pietro, che lo vede, lo accenna ai compagni ed essi salgono verso di Lui.
«Maestro, perché non sei venuto con noi?», chiedono in diversi.
«Avevo bisogno di pregare».
«Ma hai anche tanto bisogno di riposare».
«Amici, nella notte una voce è venuta dai Cieli chiedendo preghiera per i buoni e per i malvagi, ed anche per Me stesso».
«Perché? Che ne hai bisogno Tu?».
«Come gli altri. La mia forza si nutre di preghiera e la mia gioia di fare ciò che vuole il Padre mio. Il Padre mi ha detto due nomi di persone, e un dolore per Me. Queste tre cose dette hanno tanto bisogno di preghiera».
Gesù è molto triste e guarda i suoi con occhio che pare supplichi chiedendo qualcosa, o che interroghi. Si posa su questo e su quello e in ultimo si posa su Giuda Iscariota fermandovisi.
L’apostolo lo nota e chiede: «Perché mi guardi così?».
«Non vedevo te. Il mio occhio contemplava un’altra cosa…».
«Ed è?».
«Ed è la natura del discepolo. Tutto il bene e tutto il male che un discepolo può dare, può fare per il suo maestro. Pensavo ai discepoli dei Profeti e a quelli di Giovanni. E pensavo ai miei propri. E pregavo per Giovanni, per i discepoli e per Me…».
«Sei triste e stanco questa mattina, Maestro. Di’ a chi ti ama il tuo affanno», invita Giacomo di Zebedeo.
«Sì, dillo, e se c’è cosa che si possa fare per sollevarlo noi lo faremo», dice il cugino Giuda.
Pietro parla con Bartolomeo e Filippo, ma non capisco ciò che dicono.
Gesù risponde: «Essere buoni, sforzatevi ad essere buoni e fedeli. Ecco il sollievo. Non ce ne è nessun altro, Pietro. Hai inteso? Deponi il sospetto. Vogliatemi e vogliatevi bene, non vi fate sedurre da chi mi odia, vogliate soprattutto bene alla volontà di Dio».
«Eh! ma se tutto viene da quella, anche i nostri errori verranno da quella!», esclama Tommaso con aria di filosofo.
«Lo credi? Non è così.
176.2
Ma molta gente si è destata e guarda qui. Scendiamo. E santifichiamo il giorno santo con la parola di Dio».
EMR 177.1 · Volume 3
Venendo dalla campagna Gesù entra in Cafarnao. Sono con Lui solo i dodici, anzi gli undici apostoli, perché non c’è Giovanni.
Apprendiamo da Pietro, a Betsaida, che Gesù lo mandò "avanti" con Isacco per condurre Maria dal Battista(EMV 180,7).
EMR 178.1 · Volume 3
Vedo Gesù che si dirige coi suoi undici, perché manca sempre Giovanni, verso la riva del lago. Molta gente gli si affolla intorno: fra questi sono molti che erano sul Monte, per lo più uomini, che lo hanno raggiunto a Cafarnao per sentire ancora la sua parola. Vorrebbero trattenerlo.
Ma Egli dice: «Io sono di tutti. E vi sono molti che mi devono avere. Tornerò. Mi raggiungerete. Ma ora lasciatemi andare».
Stenta molto a camminare fra la folla che si pigia per la vietta stretta. Gli apostoli lavorano di spalle a fargli largo. Ma è come urtare in una sostanza molliccia che subito si riforma come era. Ci si inquietano anche, ma inutilmente.