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Note della parola chiave

Giovanni di Zebedeo (apostolo)

Tema: Chi sono gli apostoli? · Pagina 17 di 26

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EMR 159

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Discorso a Guerguesa (Gerghesa) sulla sincerità della fede. La risposta sul digiuno ai discepoli di Giovanni Battista.

Data della visione: mercoledì 9 maggio 1945

Calendario: lunedì 24 gennaio 28 (9 Scébat 3788).

Luogo (mappa): Guerguesa

Ciclo: L'apostolato femminile

Riassunto: Gesù parla a Guerguesa. Vede i pensieri sinceri degli abitanti, ma dice loro anche che il pensiero umano è molto mutevole. Dopo aver tenuto un discorso basato sul libro di Giosuè, il Maestro afferma di essere la Pietra Angolare e invita le anime a venire a lui. Ha tenuto una lezione sulla fede. Poi i discepoli di Giovanni Battista gli pongono delle domande, in particolare sulla sua frequentazione con i Romani. Volevano capire sinceramente cosa lo spingesse ad avvicinarsi ai Gentili, e Gesù rispose che non si approfittava di loro, ma voleva portarli al Signore Dio. Infine, gli chiesero perché i suoi apostoli non digiunassero, e Gesù rispose che non si mette il vino nuovo in otri vecchi.

Contenuti del capitolo: 159.1: Discorso: Il pensiero umano è mutevole. 159.2 : Professioni di fede ipocrite o miste. 159.3 : Voglio il miracolo della vostra santificazione. 159.4 : Dialogo sull'associazione dei Gentili (pagani) con i discepoli di Giovanni Battista. 159.5: Risposta sull'opportunità del digiuno. 159.6 : Nessuno mette vino nuovo in otri vecchi. 159.7: Più tardi verrete a Me.

Vecchia edizione: Volume 3, capitolo 19.

EMR 160.1-6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù si trova sulla strada da Neftali a Giscala. I suoi discepoli gli dicono che Gamaliele è lì e Gesù decide di andargli incontro, nonostante alcuni degli apostoli non siano molto convinti. Il rabbino è sorpreso, ma non ostile al Signore, che saluta con molto rispetto. Fa notare che la strada è faticosa, ma Gesù dice che se lo si accoglie, se lo si ascolta, ogni stanchezza scompare.

Gamaliele si offre di mangiare con lui e parla con Cristo. Dopo aver parlato del Precursore, gli fa notare che Gesù è sempre errante, e Gesù risponde che questo sconcerta coloro che lo odiano, ma che il bene gli viene lo stesso. Gamaliele precisa che non lo odia, che la sua intelligenza ammira Gesù di Nazareth. Tuttavia, la sua anima è appesantita da troppe cose e il Salvatore lo incoraggia a non aspettare le sue ultime parole prima di convertirsi.

I due uomini fanno qualche passo avanti insieme e arrivano a parlare dell'amore di Gesù per gli animali e degli insegnamenti che trae dalla Creazione. Poi parlano di Hillel, poiché stanno andando a pregare sulla sua tomba. Gamaliele si stupisce che il Messia conosca i pensieri di questo rabbino, ormai defunto, e Gesù afferma che i suoi pensieri non gli sono sconosciuti, perché egli "non conosce i pensieri degli uomini". Poi afferma di essere il Verbo e parla molto chiaramente della Santa Trinità.