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Note della parola chiave

Giacomo di Alfeo (apostolo)

Tema: Apostoli · Pagina 7 di 16

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EMR 138

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Addio alle anime di Belle-Eau. L'amministratore spiega cosa è successo con Aglaé e il Maestro benedice la sua rettitudine. Gesù parla poi agli apostoli lungo la strada: dice loro che non vuole un regno umano e che non lo conquisterà con la violenza. Infine, Gesù va a consolare il capo della sinagoga di Belle-Eau. Stava per essere maledetto dal Sinedrio, quindi stava per essere rimosso dall'incarico. L'uomo, nella sua umiltà, crede che non potrà più guardare a Dio e si rammarica, non per la perdita della sua posizione di prestigio, ma per la perdita della sua amicizia con Dio. Per questo si fa prendere dagli scrupoli e Gesù lo rassicura che non ha peccato. La condanna del Sinedrio cadrà, ma Cristo lo invita invece a seguire le sue orme, e Timone è felice.

EMR 139

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Il gruppo apostolico supera i monti di Emmaus. Stanno facendo buoni progressi verso la Galilea. Giuda, di buon umore, chiede se possono tornare a Kerioth più tardi, e Giovanni chiede se può portare Giacomo di Zebedeo e Andrea a Betlemme. L'Iscariota chiede poi a Gesù un consiglio sulla sua anima e Gesù lo fa con carità, dicendo che la sua mente è disordinata e che tutto crolla al minimo segno di vento. Le consiglia di agire con ordine e di stare con i buoni per combattere le tentazioni. Nel frattempo arrivò Pietro e volle sapere di cosa stessero parlando. Gesù parla di ordine e santità evocando l'immagine del lato destro di una mappa. Pietro lodò Andrea, ma Gesù gli assicurò che i Dodici stavano lavorando per diventare buoni e migliori.

EMR 140

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Cleofa di Emmaus, un uomo anziano giunto a Belle-Eau, accolse Gesù nella sua casa. Era un uomo anziano, ma davvero disponibile. In questa occasione, Gesù incontra un certo Timone ed Erma, veri israeliti, che gli chiedono di spiegare la sua dottrina. Gesù risponde che dobbiamo seguire il Decalogo, praticare l'amore e la misericordia. Il Signore dice che la Misericordia ha ormai preso il sopravvento sulla Giustizia, ma sottolinea anche che è sempre stata presente, fin dal Principio. D'ora in poi, essa riconcilierà l'uomo con il Padre. Poi, Cleofa presenta un caso di incesto, che viene giudicato dalle autorità farisaiche. In questo caso, il caso di incesto è sfortunato: il fratello e la sorella non sapevano davvero di appartenere alla stessa stirpe. Per seguire la Legge, l'uomo la allontanò (con il cuore spezzato) e la donna morì di dolore. Ora l'uomo, di nome Giuseppe, è condannato ed emarginato da Israele. È un reietto. Gesù dichiara che, materialmente, si trattava di una colpa involontaria, ma che non c'era l'intenzione di peccare. Non appena viene a sapere che si trova per strada, esce e gli fa sapere che è Misericordia. Lo invita a seguirlo e lo assolve dal suo peccato involontario, lui che è l'Agnello senza macchia e il Giudice divino.