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Note della parola chiave

Sadoq o Sadoc (scriba - Sinedrio - Fariseo)

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EMR 123.6-8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

EMR 137

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù torna a La Belle-Eau. Manda Giuda a fare alcuni acquisti urgenti. Andrea parla al Maestro, confidandogli la sua sofferenza: la donna velata, Aglaia, non c'è più, perché i farisei l'hanno aggredita. Teme che non si salvi, ma Cristo gli assicura che non è morta e che si salverà. Il Signore gli chiede se vuole sapere come questo avverrà, e Andrea non vuole saperlo: si accontenta delle parole e della promessa di Cristo. Il suo Maestro è contento e dice che questo è il privilegio del vero apostolo, che non deve cercare di scoprire come salva le anime. In questo modo, Gesù dà una lezione sui sacerdoti. Poi Gesù chiede di Aglaia, così Andrea spiega cosa è successo. I farisei la aggredirono in loro assenza e lei fuggì. Giuda tornò nel frattempo e rivelò che i farisei avevano teso una trappola. Interruppe uno scriba che stava insultando Gesù, poi si ricordò che la violenza non era buona e lo lasciò andare. Pietro era molto contento del suo atteggiamento e lo avrebbe aiutato, ma l'atteggiamento vendicativo dei Dodici non piacque al Maestro, che li rimproverò. Dice loro che sta per affrontare i farisei, cosa che effettivamente avviene. Chiede loro di non combattere contro di lui, il Verbo di Dio, ma il gruppo preferisce maledirli e gli ordina di andarsene. Così Gesù se ne va domani, dopo aver salutato le persone buone che sono qui.

EMR 201.2-3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Eccoci, Maestro!», saluta Tommaso che è con Filippo e Bartolomeo al di là della porta.

«Giuda non c’è?», «Perché qui?», chiedono in diversi.

«No. Noi siamo qui dal primo mattino per tema che Tu anticipassi la venuta. Ma lui non si è visto. Io ieri l’ho incontrato, era con Sadoc lo scriba, sai, Giuseppe? Quello vecchio, magro, con la verruca sotto l’occhio. E c’erano anche altri… giovani, questi. Gli ho gridato: “Ti saluto, Giuda”. Ma non mi ha risposto fingendo di non conoscermi. Ho detto: “Ma che ha costui?” e gli sono andato dietro per qualche metro. Si è separato da Sadoc, col quale pareva un levita, e se ne è andato con gli altri della sua età che… non erano certo dei leviti… E ora non c’è… E lo sapeva che avevamo deciso di venire qui!».

Filippo non dice nulla. Bartolomeo stringe le labbra fino ad annullarle quasi per fare barriera al giudizio che gli sale dal cuore.

«Bene, bene! Andiamo lo stesso! Non piangerò di certo per la sua assenza», dice Pietro.

«Attendiamo ancora per un poco. Può essere stato trattenuto per via», dice serio Gesù.

Si addossano al muro dalla parte dell’ombra, le donne in gruppo, gli uomini in un altro gruppo.

Sono tutti in vesti solenni. Pietro, poi, è proprio di lusso. Sfoggia un copricapo nuovissimo, candido come neve e tenuto da un gallone ricamato in rosso e oro. Ha la sua migliore veste color granata scurissimo, abbellita da una cintura nuova come è il gallone del copricapo, e da essa pende il coltello a guaina come un pugnale, dalla impugnatura bulinata e il fodero di ottone tutto traforato, attraverso al quale luccica il ferro tersissimo della lama. Anche gli altri sono su per giù tutti così armati. Solo Gesù è senza armi, in veste di lino candidissima e col mantello azzurro fiordaliso, che certo Maria gli ha tessuto nell’inverno. Marjziam è vestito di un rosso pallido con un gallone in tinta più scura al collo, alla balza e ai polsi, e uguale gallone ricamato è all’altezza della cintura e ai bordi del mantello, che però il bambino tiene piegato sul braccio, e se lo carezza contento, alzando di tanto in tanto un visetto per metà ridente e per metà preoccupato… Anche Pietro ha in mano un involto che tiene con cura.

201.3

Passa del tempo… e Giuda non viene.

«Non si è degnato…», brontola Pietro e forse direbbe di più, ma l’apostolo Giovanni dice: «Forse ci aspetta alla porta Dorata…».

Vanno al Tempio. Ma Giuda non c’è.

Giuseppe d’Arimatea non pazienta oltre. Dice: «Andiamo». Marjziam diventa un poco pallido e bacia Maria dicendo:

«Prega!… prega!…».

«Sì, caro. Non avere paura. Sai tanto bene…».

Marjziam si attacca allora a Pietro. Stringe nervosamente la mano di Pietro e, non sentendosi ancora sicuro, vorrebbe la mano di Gesù.

«Io non vengo, Marjziam. Vado a pregare per te. Ci vedremo dopo».

«Non vieni? Perché, Maestro?», dice stupito Pietro.

«Perché è meglio così…». Gesù è molto serio, direi triste. E termina: «Giuseppe, che è giusto, non può che approvare il mio atto».

Infatti Giuseppe non ribatte parola e col suo silenzio, e con un sospiro eloquente, conferma.

«Allora… andiamo…». Pietro è un poco afflitto.

Marjziam si attacca allora a Giovanni. E vanno, preceduti da Giuseppe che è di continuo salutato con profondi inchini. Con loro vanno Simone e Tommaso. Gli altri restano con Gesù.

EMR 206.15-17 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Lazzaro si felicita con Gesù. Dice: «Oh! mi duole di vederti partire. Ma sono più contento che se ti avessi visto andare via ieri l’altro!».

«Perché, Lazzaro?».

«Perché mi parevi tanto triste e stanco… Non parlavi, poco sorridevi… Ieri e oggi sei tornato il mio santo e dolce Maestro, e ciò mi dà tanta gioia…».

«Lo ero anche se tacevo…».

«Lo eri. Ma Tu sei serenità e parola. Noi vogliamo questo da Te. Beviamo a queste fonti la nostra forza. Ed ora queste fonti parevano disseccate. Era penosa la nostra sete… Tu vedi che anche i gentili se ne sono stupiti, e sono venuti a cercarle…».

L’Iscariota, a cui si era accostato Giovanni di Zebedeo, osa parlare: «Già, avevano domandato anche a me… Perché io stavo molto presso l’Antonia, sperando di vederti».

«Sapevi dove ero», risponde Gesù brevemente.

«Lo sapevo. Ma speravo che non avresti deluso chi ti attendeva. Anche i romani furono delusi. Non so perché hai agito così…».

«E sei tu che me lo chiedi? Non sei al corrente degli umori del Sinedrio, dei farisei, degli altri ancora, per Me?».

«Che? Avresti avuto paura?».

«No. Nausea.

206.16

Lo scorso anno, quando ero solo – uno solo contro tutto un mondo che neppur sapeva se ero profeta – ho mostrato di non avere paura. E tu sei un acquisto di quella mia audacia. Ho fatto sentire la mia voce contro tutto un mondo di urlatori; ho fatto sentire la voce di Dio ad un popolo che se l’era dimenticata; ho purificato la Casa di Dio dalle sozzure materiali che erano in essa, non sperando di ripulirla delle ben più gravi sozzure morali che in essa hanno nido, perché non ignoro il futuro degli uomini, ma per fare il mio dovere, per lo zelo della Casa del Signore eterno tramutata in una piazza vociante di barattieri, usurai e di ladri, e per scuotere dal torpore quelli che secoli di trascuratezza sacerdotale avevano fatto cadere in letargo spirituale. È stato lo squillo di raccolta al mio popolo per portarlo a Dio… Quest’anno sono tornato… E ho visto che il Tempio è sempre lo stesso… Che è peggio ancora. Non più spelonca di ladri, ma posto di congiura, e poi diverrà sede del Delitto, e poi lupanare, e poi, finalmente, sarà distrutto da una forza più potente di quella di Sansone, schiacciando una casta indegna di chiamarsi santa. Inutile parlare in quel luogo, nel quale, te lo ricordo, mi fu proibito di parlare. Popolo fedifrago! Popolo avvelenato nei suoi capi, che osa interdire che la Parola di Dio parli nella sua Casa! Mi fu proibito. Ho taciuto per amore dei minimi. Non è ancora l’ora di uccidermi. Troppi hanno bisogno di Me, e i miei apostoli non sono ancora forti per ricevere sulle loro braccia la mia prole: il Mondo. Non piangere, Madre; perdona, tu buona, al bisogno di tuo Figlio di dire, a chi vuole o può illudersi, la verità che Io so… Taccio… Ma guai a coloro per i quali Dio tace!… Madre, Marjziam, non piangete!… Ve ne prego. Nessuno pianga».

Ma in realtà piangono tutti più o meno dolorosamente.

Giuda, pallido come un morto nella sua veste gialla e rossa a righe, osa ancora parlare, con una voce piagnucolosa e ridicola: «Credi, Maestro, che io sono stupito e addolorato… Non so che vuoi dire… Io non so nulla… È vero che io non ho visto nessuno del Tempio. Ho rotto i contatti con tutti… Ma se Tu lo dici sarà vero…».

«Giuda!… Anche Sadoc non hai visto?».

Giuda china il capo borbottando: «È un amico… Come tale l’ho visto. Non come uno del Tempio…».

Gesù non gli risponde. Si volge a Isacco e a Giovanni di Endor, a cui fa ancora raccomandazioni inerenti al loro lavoro. Intanto le donne confortano Maria che piange e il bambino che piange nel vedere piangere Maria. Anche Lazzaro e gli apostoli sono rattristati.