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Note del tema

Personaggi principali e secondari

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Comfort di lettura

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EMR 211.3-4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Si alzano e vanno verso Ebron, verso la casa del Battista.

Mentre stanno per raggiungerla, ecco dei cittadini in gruppo serrato. Si fanno avanti un poco incerti, curiosi e impacciati. Ma Gesù li saluta con un sorriso. Si rinfrancano, si dividono, e dal gruppo viene fuori il sinagogo scortese dello scorso anno.

«La pace a te!», saluta subito Gesù. «Ci permetti di sostare nella tua città? Sono con tutti i miei discepoli prediletti e con le madri di alcuni di essi».

«Maestro, ma Tu non hai rancore per noi, per me?».

«Rancore? Non lo conosco, né so perché lo dovrei avere».

«L’anno scorso io ti ho offeso…».

«Hai offeso lo Sconosciuto, credendoti in diritto di farlo.

Poi hai compreso e te ne sei doluto di averlo fatto. Ma questo è il passato. E come il pentimento annulla la colpa così il presente annulla il passato. Ora per te Io non sono più lo Sconosciuto. Che sentimenti hai dunque per Me?».

«Di rispetto, Signore. Di… desiderio…».

«Desiderio? Che vuoi da Me?».

«Conoscerti più che io non ti conosca».

«Come? In che modo?».

«Attraverso la tua parola e la tua opera. Qui è giunta notizia di Te, della tua dottrina, del tuo potere, ed è stato detto che Tu non sei estraneo nella liberazione del Battista. Tu non lo odiavi dunque, non cercavi di soppiantarlo il nostro Giovanni!… Egli stesso non ha negato che è per Te che egli rivide la valle del santo Giordano. Noi siamo stati da lui, parlandogli di Te, e ci ha detto: “Voi non sapete ciò che avete respinto. Dovrei maledirvi, ma vi perdono perché Egli mi ha insegnato a perdonare e ad essere mite. Però, se non volete essere anatema al Signore e a me suo servo, amate il Messia. E non abbiate dubbi. La sua testimonianza è questa: spirito di pace, amore perfetto, sapienza superiore a qualsiasi altra, dottrina celeste, mitezza assoluta, potenza su ogni cosa, umiltà totale, castità angelica. Non vi potete sbagliare. Quando respirerete pace presso un uomo che si dice Messia, quando beverete amore, l’amore che da Lui emana, quando passerete dalle vostre tenebre nella Luce, quando vedrete redimersi i peccatori e sanarsi le carni, allora dite: ‘Questo è veramente l’Agnello di Dio!’”. Noi sappiamo che le tue opere sono quelle che dice il nostro Giovanni. Perciò perdonaci, amaci, dàcci ciò che il mondo aspetta da Te».

«Sono qui per questo. Vengo da tanto lontano per dare anche alla città di Giovanni ciò che do ad ogni luogo che mi accoglie. Dite ciò che desiderate da Me».

«Abbiamo noi pure malati, e ignoranti siamo. Specie in ciò che è amore e bontà siamo ignoranti. Giovanni, nel suo amore totale di Dio, ha mano di ferro e parola di fuoco, e vuole piegare tutti come un gigante piega uno stelo d’erba. Molti cadono in sconforto perché l’uomo è più peccatore che santo. È difficile essere santi!… Tu… si dice che non pieghi ma sollevi, che non cauterizzi ma metti balsami, che non stritoli ma carezzi. Si sa che sei paterno coi peccatori e che sei potente sulle malattie, quali che siano, anche e soprattutto quelle del cuore. I rabbi non lo sanno più fare».

211.4

«Portatemi i vostri malati e poi radunatevi in questo giardino abbandonato e profanato dal peccato dopo che fu fatto tempio per la Grazia che vi abitò».

Gli ebroniti partono in tutte le direzioni come rondini e resta il sinagogo, che entra con Gesù e i discepoli oltre la cinta del giardino, andando all’ombra di un pergolato intricato di rose e di viti, cresciute a loro beneplacito. Fanno presto a ritornare gli ebroniti. E con loro è un paralitico in barella, una giovane cieca, un mutolino e due malati di non so che, che vengono accompagnati sorreggendoli.

EMR 211.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Se non volete essere anatema al Signore e a me suo servo, amate il Messia. E non abbiate dubbi. La sua testimonianza è questa: spirito di pace, amore perfetto, sapienza superiore a qualsiasi altra, dottrina celeste, mitezza assoluta, potenza su ogni cosa, umiltà totale, castità angelica. Non vi potete sbagliare. Quando respirerete pace presso un uomo che si dice Messia, quando beverete amore, l’amore che da Lui emana, quando passerete dalle vostre tenebre nella Luce, quando vedrete redimersi i peccatori e sanarsi le carni, allora dite: ‘Questo è veramente l’Agnello di Dio!’”

Dettaglio

Giovanni Battista parla alla gente di Ebron e dice loro di amare il Messia.

EMR 211.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Giovanni, nel suo amore totale di Dio, ha mano di ferro e parola di fuoco, e vuole piegare tutti come un gigante piega uno stelo d’erba. Molti cadono in sconforto perché l’uomo è più peccatore che santo. È difficile essere santi!… Tu… si dice che non pieghi ma sollevi, che non cauterizzi ma metti balsami, che non stritoli ma carezzi. Si sa che sei paterno coi peccatori e che sei potente sulle malattie, quali che siano, anche e soprattutto quelle del cuore.

Dettaglio

Confronto tra Giovanni Battista e Gesù Cristo.

EMR 211.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Portatemi i vostri malati e poi radunatevi in questo giardino abbandonato e profanato dal peccato dopo che fu fatto tempio per la Grazia che vi abitò».

Gli ebroniti partono in tutte le direzioni come rondini e resta il sinagogo, che entra con Gesù e i discepoli oltre la cinta del giardino, andando all’ombra di un pergolato intricato di rose e di viti, cresciute a loro beneplacito. Fanno presto a ritornare gli ebroniti. E con loro è un paralitico in barella, una giovane cieca, un mutolino e due malati di non so che, che vengono accompagnati sorreggendoli.

«La pace a te», saluta Gesù ad ogni malato che viene. E poi la dolce domanda: «Che volete che vi faccia?». E il coro dei lamenti di questi infelici, in cui ognuno vuole dire la storia propria.

Gesù, che era seduto, si alza e va dal mutolino, a cui bagna le labbra con la sua saliva e dice la grande parola: «Apriti». E così la dice bagnando le palpebre senza taglio della cieca con il dito bagnato di saliva. E poi dà la mano al paralitico e gli dice:

«Sorgi!»; infine impone le mani ai due malati dicendo: «Guarite, nel nome del Signore!».

E il mutolino, che prima mugolava, dice nettamente: «Mamma!», mentre la giovane sbatte le dissigillate palpebre alla luce e fa solecchio delle dita allo sconosciuto sole, e piange e ride, e guarda ancora, stringendo gli occhi perché è non abituata alla luce, le fronde, la terra, le persone, specie Gesù. Il paralitico scende sicuro dalla barella, e i suoi pietosi portatori sollevano la stessa vuota per fare capire ai lontani che la grazia è fatta, mentre i due malati piangono di gioia e si inginocchiano a venerare il Salvatore loro. La folla è in un urlio frenetico di osanna.

Tommaso, che è vicino a Giuda, lo guarda così intensamente e con una così chiara espressione che quello gli risponde: «Ero stolto, perdona».

Annotazione

Tommaso, che si trova accanto a Giuda, lo guarda così intensamente e con un'espressione così chiara che Giuda risponde: "Sono stato uno sciocco, perdonami". Questo segue una discussione tra Tommaso e Giuda, in cui l'Iscariota accusa Gesù di non fare più miracoli. Cfr. EMV 210.

EMR 211.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Non è lecito accusare se non si conosce, né giudicare se non si è udito l’accusato. Ma oggi alle accuse e alle condanne per le colpe solite o per le credute colpe se ne è aggiunta una nuova serie: quella che si rivolge e che si fa contro coloro che vengono in nome di Dio. Nei secoli si è ripetuta contro i Profeti, ora si torna a ripetere contro il Precursore del Cristo e contro il Cristo.

Voi lo vedete. Attirato con inganno fuori dal territorio di Sichem, il Battista attende la morte nelle prigioni di Erode, perché egli mai si piegherà alla menzogna e al compromesso, e potrà essere spezzata la sua vita e recisa la sua testa ma non si potrà spezzargli la sua onestà e recidere la sua anima dalla Verità, servita fedelmente in tutte le sue diverse forme, divine, soprannaturali o morali che siano. E ugualmente si perseguita il Cristo, con doppia e decupla furia, perché Egli non si limita a dire: “Non ti è lecito” ad Erode, ma tuona questo: “Non ti è lecito” là dovunque Egli entrando trova peccato o sa che è peccato, senza escludere nessuna categoria, in nome di Dio e per l’onore di Dio.

EMR 211.7 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Noi pure abbiamo degli idoli, non più dei santi, nelle file del Signore. Per questo può il male erigersi contro il bene. Il male che svirgola di sterco l’intelletto e il cuore dei non più santi, e fa nido sulle loro false vesti di bontà.

Non sanno parlare più le parole di Dio. È naturale! Hanno una lingua fatta dall’uomo e parlano parole di uomo, quando non parlano parole di Satana, e non sanno che fare rimproveri folli agli innocenti e ai poveri, tacendo però là dove vedono corruzione potente. Perché tutti corrotti sono, e non possono l’un l’altro accusarsi delle stesse colpe. Avidi, non per il Signore, ma per Mammona, lavorano accettando l’oro della lussuria e del delitto, barattandolo, derubando, presi da una frenesia che travolge ogni limite e ogni cosa. Ogni polvere si annida su loro, fermenta su loro, e se mostrano faccia pulita, l’occhio di Dio vede un ben sporco cuore. La ruggine dell’odio e il verme del peccato li rode, né loro sanno intervenire per salvarsi. Agitano le maledizioni come scettri e scuri, ma non sanno di essere maledetti. Chiusi nel loro pensiero e nel loro livore, come cadaveri in un sepolcro o prigionieri in carcere, vi stanno, aggrappandosi alle sbarre per tema che una mano li levi di là, perché là questi morti sono ancora qualcosa: mummie, non più di mummie dall’aspetto umano ma dal corpo ridotto a legno arido, mentre fuori sarebbero oggetti sorpassati dal mondo che cerca la Vita, che ha bisogno della Vita come il bambino della mammella, e che vuole chi gli dà Vita e non fetori di morte.

Stanno nel Tempio, sì, e il fumo delle lampade – degli onori – li affumica, ma la luce non scende in essi; e tutte le passioni si annidano in loro come uccelli e gatti, mentre il fuoco della missione non dà loro il mistico tormento di essere arsi dal fuoco di Dio. Sono refrattari all’Amore. Il fuoco della carità non li accende, così come la carità non li veste dei suoi aurei splendori. La carità duplice nella forma e nella sorgente: carità di Dio e di prossimo la forma; carità da Dio e da uomo la sorgente. Perché Dio si allontana dall’uomo che non ama, e perciò questa prima sorgente cessa; e si allontana l’uomo dall’uomo malvagio, e cessa anche la seconda sorgente. Tutto è levato dalla Carità all’uomo senza amore. Si lasciano comperare con prezzo maledetto e si lasciano portare dove l’utile e il potere vuole.

No. Non è lecito! Non vi è moneta per comperare la coscienza, e specie quella dei sacerdoti e dei maestri. Non è lecito avere acquiescenza con le cose forti della Terra quando esse vogliono portare in atti contrari alle cose ordinate da Dio. Questa è impotenza spirituale, ed è detto[4]: “L’eunuco non entrerà nell’assemblea del Signore”. Se dunque non può essere del popolo di Dio l’impotente di natura, può mai essere suo ministro l’impotente di spirito? Perché in verità vi dico che molti sacerdoti e maestri sono ormai afflitti da colpevole eunuchismo, essendo mutilati della loro virilità spirituale. Molti. Troppi!

Dettaglio

Sui sacerdoti che perdono di vista la loro missione, dimenticano la carità e diventano corrotti.

Annotazione

Si dice: "Un eunuco non entrerà nella comunità del Signore". "In Deuteronomio 23,2.

Libro del Deuteronomio 23, 2

Deut 23,2: Chi ha i testicoli schiacciati o l'uretra tagliata non entrerà nell'assemblea di Jahvè.

EMR 211.8 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Io vi invito: “Venite!”. Io vi chiamo in nome del vostro Giovanni che langue perché fu santo, che è colpito perché mi precede e perché ha tentato di levare le sozzure dalle vie dell’Agnello. Venite a servire Iddio. Il tempo è vicino. Non siate impreparati alla Redenzione. Fate che la pioggia cada sopra il terreno seminato. Altrimenti per nulla sarà effusa. Voi, voi di Ebron, alla testa dovete essere! Qui siete convissuti con Zaccaria e Elisa: i santi che hanno meritato dal Cielo Giovanni; e qui Giovanni ha sparso il profumo della Grazia con la sua vera innocenza di pargolo, e dal suo deserto vi ha inviato gli incensi anticorruttori della sua Grazia divenuta prodigio di penitenza. Non deludete il vostro Giovanni. Egli ha portato l’amore del prossimo ad un livello quasi divino, onde ama l’ultimo abitatore del deserto come ama voi suoi concittadini; ma certo che egli per voi impetra la Salute. E la Salute è seguire la Voce del Signore e credere nella sua Parola. Da questa città sacerdotale venite in massa al servizio di Dio. Io passo e vi chiamo. Non siate inferiori alle meretrici, alle quali basta una parola di misericordia per lasciare la via percorsa prima e venire sulla via del Bene.

Dettaglio

Gesù parla alla gente di Ebron, la città dove è cresciuto Giovanni Battista.

EMR 212.1.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Tutta Jutta è corsa incontro a Gesù con i fiori selvaggi delle sue pendici e con le primizie delle sue colture, oltre che col sorriso dei suoi bambini e le benedizioni dei suoi cittadini. E prima ancora che Gesù possa mettere piede nel paese, è circondato da questi buoni che, avvisati da Giuda di Keriot e da Giovanni mandati avanti, sono corsi con quanto hanno trovato di meglio per fare onore al Salvatore, e soprattutto col loro amore.

Gesù non fa che benedire col gesto e con la parola questa gente adulta o fanciulla, che gli si stringe addosso baciandogli la veste e le mani e che gli pone sulle braccia i poppanti perché Egli li benedica con un bacio. La prima a farlo è Sara, che gli mette sul cuore quello splendido puttino di dieci mesi che è ormai Jesai.

L’amore ostacola l’andare tanto è irruente, eppure è come un’onda che solleva. Io credo che Gesù proceda più portato da quest’onda che dai propri piedi, e certo il suo Cuore è portato ben in alto, nel sereno, dalla gioia che gli dà questo amore. Ha il volto rifulgente dei momenti di più viva gioia d’Uomo-Dio. Non il potente volto dallo sguardo magnetico delle ore di miracolo, né il volto maestoso di quando manifesta la sua unione continua col Padre, e neppure quello severo di quando reprime una colpa. Tutti rifulgenti di diverse luci, ma questa d’ora è la luce delle ore di distensione di tutto il suo io, assalito da tante parti, costretto a sorvegliare sempre ogni minimo gesto o parola sua o di altri, avvolto in tutti i tranelli del mondo che, come una malefica ragnatela, gettano i loro fili satanici intorno alla divina Farfalla dell’Uomo-Dio, sperando paralizzarne il volo e imprigionarne lo spirito perché non salvi il mondo; imbavagliarne la parola perché non ammaestri le supreme e colpevoli ignoranze della Terra; legarne le mani perché non santifichino, le sue mani di Sacerdote eterno, gli uomini che demonio e carne hanno depravati; velarne gli occhi perché la perfezione del suo sguardo, che è calamita, che è perdono, che è amore, che è fascino che vince ogni resistenza che non sia una resistenza di perfetto satana, non attirino a Sé i cuori. (...)

212.4 Gesù entra a Jutta e viene condotto nella piazza del mercato e, da questa, alla povera casuccia dove Isacco languì per trent’anni. Gli spiegano: «Qui veniamo a parlare di Te e a pregare come in una sinagoga, la più vera. Perché qui ti abbiamo cominciato a conoscere, e qui le preghiere di un santo ti hanno chiamato a noi. Entra. Vedi come abbiamo disposto».

La casetta, solo l’anno prima fatta di tre buchetti di stanze – la prima quella in cui Isacco infermo mendicava, la seconda un ripostiglio e la terza una cucinetta che dava sul cortile – sono divenute un unico ambiente e in esso sono panche per chi si raduna in esso. Nel cortile, in una baracchetta, sono state messe le poche masserizie di Isacco come tante reliquie; e il rispetto di quelli di Jutta ha reso meno desolato il cortile, mettendovi delle piante arrampicanti che ora, coi loro fiori, coprono la rustica staccionata e fanno un principio di pergolato, camminando su corde stese a rete sul cortile, all’altezza del tetto basso.

Gesù li elogia e dice: «Qui possiamo sostare. Vi prego solo di ospitare le donne e il bambino».

«Oh! Maestro nostro! Questo non sarà mai! Qui verremo con Te, e Tu ci parlerai, ma Tu e i tuoi siete ospiti nostri. Concedici la benedizione di ospitare Te e i servi di Dio. Solo ci spiace che essi non siano quante sono le case…».

Gesù acconsente ed esce dalla casetta andando nella casa di Sara, che non cede a nessuno il suo diritto di ospitare per il pasto Gesù e i suoi…

Annotazione

Sarah (...) mette sul suo cuore questo splendido amorino di dieci mesi, che ora è Jesai. Cfr. EMV 76,9-11.

EMR 212.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Veramente i nostri grandi di Israele sembrano le asine selvagge di cui parla il Profeta. Avvezzi al deserto del loro cuore, perché, credetelo, finché uno è con Dio, anche se povero come Giobbe, anche se solo, anche se nudo, non è mai solo, non è mai povero, non è mai spoglio, non è mai un deserto; ma essi hanno levato Dio dal loro cuore e perciò sono in un arido deserto. Come selvagge asine fiutano nel vento l’odore dei maschi che qui, nel nostro caso, per la loro libidine, ha nome potere, denaro, oltre che lussuria vera e propria, e quell’odore seguono, fino al delitto. Sì. Lo seguono e più lo seguiranno. Non sanno di avere non il piede ma il cuore nudo agli strali di Dio, che vendicherà il loro delitto. Come allora resteranno confusi re e principi, sacerdoti e scribi, che in verità hanno detto e dicono a ciò che è nulla, o peggio, è peccato: “Tu mi sei padre. Tu mi hai generato”!

Dettaglio

Gesù parla del libro di Geremia.

Annotazione

Libro di Geremia 2, 19.32.34

Ger 2,19: La vostra empietà vi castiga e le vostre ribellioni vi puniscono! Sappiate dunque e vedete quanto sia malvagio e amaro il fatto che abbiate abbandonato Jahvè, il vostro Dio, e non abbiate timore di me, - dichiara il Signore Jahvè degli eserciti.