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Note della parola chiave

Andrea (apostolo)

Tema: Personaggi principali e secondari · Pagina 12 di 18

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EMR 168.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Traduzione in corso

Parole chiave

EMR 169

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù sale sui Corni di Hattin. Lì raggiunge un villaggio dove lo attendono i suoi discepoli e apostoli. Essi gli danno un giudizio sulla loro prima predicazione. Pietro mise in evidenza i suoi due cugini e soprattutto Giovanni; l'amato, da parte sua, disse che Pietro aveva parlato bene.

Dopo averne discusso un po', Gesù disse loro che voleva parlare da solo con loro. Si decise allora di aspettare che la gente fosse andata a casa prima che Cristo insegnasse ai Dodici e agli altri discepoli. Nel frattempo, il Maestro si allontanò per pregare e, quando giunse la sera, si riunirono tutti intorno a lui.

Gesù riprese allora la predicazione degli altri e dichiarò che coloro che avevano dato di più erano quelli che avevano dimenticato di più se stessi, grazie soprattutto alla loro unione con Dio. Altri avevano scrupoli e avevano paura di fare la cosa sbagliata. Così Gesù parla delle condizioni per essere il discepolo perfetto. Spiega che gli apostoli e coloro che lo seguono sono il sale della terra e la luce del mondo. Infine, il Salvatore insegna che la luce di Dio deve risplendere in loro e avverte i sacerdoti che non devono perdere di vista la loro missione. Guai a chi perde la carità, guai a chi rifiuta la Sapienza, guai a chi diventa spiritualmente morto, guai a chi corrompe il piccolo gregge di Cristo.

Il discorso di Gesù termina qui.

EMR 171

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù è ancora sui Corni di Hattin, continuando il Discorso della Montagna. Innanzitutto, il Signore ci ricorda che non cambia una virgola della Legge, perché è stato lui stesso a darla con la Santissima Trinità. Tuttavia, Cristo la completa, senza sovraccaricarla come fanno gli uomini.

Dopo aver definito l'uomo santo, Cristo prosegue dicendo che chi segue uno dei minimi comandamenti sarà grande nel Regno dei Cieli e che chi viola uno dei Comandamenti sarà uno dei minimi nel Regno celeste. Il Maestro mette in guardia dalla rettitudine dei farisei e degli scribi e avverte anche di guardarsi dai falsi profeti.

Nella seconda parte, Gesù torna sul tema dell'amore per il prossimo e fornisce alcune delle caratteristiche che troviamo nel Vangelo: amare e perdonare, porgere l'altra guancia, pensando che è meglio essere colpiti che aggredire qualcuno che non lo sopporta, e così via. Ci invita a essere generosi, a dare la nostra tunica perché il nostro fratello non commetta un doppio furto se qualcuno cerca di rubarci qualcosa. Infine, Cristo torna sul detto: "Occhio per occhio, dente per dente" e lo sostituisce con l'amore, e ci incoraggia a essere perfetti come il nostro Padre celeste, a non arrabbiarci o serbare rancore verso il nostro prossimo, ma a riconciliarci con lui.

Quando il Maestro termina il suo discorso, Gesù parla di qualcuno che lo odia e non osa chiedere un miracolo. Ma quando i suoi apostoli lo interrogarono, egli disse loro che le scaglie erano cadute dai suoi occhi, non dal suo cuore.

EMR 172

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù parla di giuramenti, digiuno e preghiera. Nel suo sermone si sofferma sulla difficoltà dell'uomo ad essere onesto e sui suoi falsi giuramenti: troppo spesso l'uomo è uno spergiuro, e chi chiede un giuramento non ha lui stesso molta fiducia nel prossimo. Quando giuriamo su qualcosa, invocando ciò che ci è più caro, inganniamo il nostro prossimo: siamo ladri, sacrileghi, traditori e assassini. Ma non inganniamo Dio, che è la Verità stessa. Perciò Gesù incoraggia a non fare giuramenti falsi, come nel Vangelo, e ingiunge agli altri di non giurare sui morti, o sul capo famiglia, o sul nostro corpo, che appartiene a Dio. Che il nostro sì sia un sì e il no un no.

Poi, Cristo insiste sulla preghiera del cuore, dove cerchiamo di non farci notare e dove non siamo sopraffatti dagli scrupoli. Dobbiamo smettere di contare il numero di ore che passiamo in preghiera: non contano tanto le preghiere senz'anima, quanto le azioni e le parole dette con amore. Gesù ha detto che pregando possiamo fare qualsiasi cosa: che si tratti di fare una pagnotta o di svolgere il nostro lavoro, purché cerchiamo di amare in tutto. Inoltre, non dobbiamo avere paura di chiedere, perché Dio è un Padre che veglia su di noi e sulle nostre necessità.

Poi il Maestro ha spiegato perché Dio può non rispondere alla nostra preghiera. Può rifiutarci un favore perché ci farebbe male in futuro. A volte, quindi, Dio dice: "Non posso", perché nella sua Sapienza vede che quella grazia, che ci sembra buona ora, ci danneggerebbe in seguito.

Infine, Gesù applica al digiuno ciò che dice sulla preghiera: non dobbiamo metterci in mostra in pubblico o essere tristi, ma essere gioiosi e comportarci come se avessimo mangiato bene. Nascondere questo digiuno agli altri sarà un atto di eroismo e Dio ci ricompenserà per non aver cercato la lode degli uomini. Inoltre, chi digiuna per amore si nutre di amore.

Il Salvatore manda via la gente che sta ascoltando e accoglie due poveri. Uno è Ismaele, un uomo rifiutato dalla figlia che vuole fare la sua ultima Pasqua; l'altro è una donna di nome Sarath che è malata. Egli guarisce Sarath e Gesù le chiede di prendersi cura del vecchio. Cristo chiede poi a Simone lo Zelota se può affidarli a Lazzaro, visto che sono due poveri che non hanno nulla, e Lazzaro gli assicura che può farlo. L'episodio si conclude con il vecchio che adotta felicemente una nuova figlia e trova un nuovo protettore.

EMR 174.2-5.8 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

La folla si agita per separarsi così in tre parti: chi è malato, chi è povero, chi è solo desideroso di dottrina.

Ma fra questi ultimi, due, poi tre, sembrano aver bisogno di qualche cosa che non è salute e non è denaro, ma che è più necessario di queste cose. Una donna e due uomini. Guardano, guardano gli apostoli e non osano parlare. (...)

Gesù è già curvo sui malati, e gli osanna della folla punteggiano i singoli miracoli.

La donna, che pare tutta in pena, osa tirare per la veste Giovanni che parla con Andrea e sorride.

Egli si china e le chiede: «Che vuoi, donna?».

«Vorrei parlare col Maestro…».

«Hai del male? Povera non sei…».

«Non ho male e non sono povera. Ma ho bisogno di Lui… perché vi sono mali senza febbre e vi sono miserie senza povertà, e la mia… e la mia…», e piange.

«Senti, Andrea. Questa donna ha una pena nel cuore e vorrebbe dirla al Maestro. Come facciamo?».

Andrea guarda la donna e dice: «Certo è cosa che addolora farla conoscere…». La donna assente col capo. Andrea riprende: «Non piangere… Giovanni, fa’ di portarla dietro la nostra tettoia. Io porterò il Maestro».

E Giovanni, col suo sorriso, prega di far largo per poter passare, mentre Andrea va in direzione opposta verso Gesù.

Ma la mossa è osservata dai due uomini afflitti, e uno ferma Giovanni ed uno Andrea, e dopo poco, ecco, che tanto l’uno che l’altro sono insieme a Giovanni e alla donna dietro il riparo di frasche che fa da parete alla tenda.

Andrea raggiunge Gesù nel momento che Questo guarisce lo storpiato, che alza le grucce come due trofei, arzillo come un ballerino, gridando la sua benedizione. Andrea sussurra:

«Maestro, dietro la nostra tettoia vi sono tre che piangono. Ma il loro affanno è di cuore e non può essere noto…».

«Va bene. Ho ancora questa bambina e questa donna. Poi verrò. Va’ a dire loro che abbiano fede».

Andrea se ne va (...).

I malati sono esauditi tutti e sono quelli che più urlano fra la molta folla che applaude al «Figlio di Davide, gloria di Dio e nostra».

Gesù va verso la tettoia.

Giuda di Keriot grida: «Maestro! E questi?».

Gesù si volge e dice: «Attendano dove sono. Saranno essi pure consolati», e va lesto dietro le frasche, là dove sono, con Andrea e Giovanni, i tre in pena. [Cristo ascolta queste tre persone, che se ne vanno soddisfatte].

Gesù torna verso la folla, verso i poverelli e dà, secondo sue proprie misure, gli oboli. Ora tutti sono contenti e Gesù può parlare.

EMR 174.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Passa Simone Zelote col suo aspetto severo; passa Pietro indaffarato che arringa una diecina di frugoli, ai quali promette delle ulive se staranno buoni fino alla fine e delle busse se faranno baccano mentre parla il Maestro; passa Bartolomeo anziano e serio; passa Matteo con Filippo, che portano a braccia uno storpiato che troppa fatica avrebbe fatto a fendere la folla fitta; passano i cugini del Signore dando braccio ad un mendicante quasi cieco e ad una poverella di chissà quanti mai anni, che piange narrando a Giacomo tutti i suoi guai; passa Giacomo di Zebedeo con in braccio una povera bambina, certo malata, che egli ha preso alla madre, che lo segue affannosa, per impedire che la folla le faccia del male; ultimi a passare sono gli, potrei dire, indivisibili Andrea e Giovanni, perché se Giovanni, nella sua serena naturalezza di fanciullo santo, va ugualmente con tutti i compagni, Andrea, per la sua grande ritenutezza, preferisce andare con l’antico compagno di pesca e di fede nel Battista. Questi erano rimasti presso l’imbocco dei due sentieri principali, per dirigere ancora la folla ai suoi posti, ma ora il monte non presenta altri pellegrini sulle sue vie sassose, e i due si riuniscono per andare dal Maestro con le ultime offerte ricevute.

Dettaglio

Tommaso e Giuda non sono nominati qui, ma si occupano dei pellegrini in MTS 174,2. Li dividono in tre gruppi: i malati, i poveri e coloro che attendono un insegnamento da Gesù.

EMR 174.11 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

La folla è seduta chi sull’erba chi su dei pietroni, altra folla è in piedi. Il collegio apostolico non è completo. Vedo Pietro e Andrea, Giovanni e Giacomo, e sento chiamare gli altri due Natanaele e Filippo. Poi ve ne è un altro che è e non è nel gruppo. Forse l’ultimo arrivato: lo chiamano Simone. Gli altri non ci sono. A meno che io non li veda fra la gran folla.

Annotazione

Contrariamente alle apparenze, questo commento è perfettamente coerente: Giovanni, Giacomo, Pietro e Andrea furono "visti" il 25 febbraio 1944. La visione dell'incontro con Natanaele e Filippo avvenne il 13 ottobre 1944, due mesi dopo la scena qui descritta, e quella con Simone lo Zelota il 26 ottobre 1944.

EMR 175.3.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

La gente si stringe al Maestro, un cerchio che non si vuole aprire a nessun costo. Ma intanto il sole è calato e si inizia il riposo del sabato. I paesi sono lontani. Ma la gente non rimpiange paesi, non cibi, nulla. Se ne preoccupano però gli apostoli e lo dicono a Gesù. Anche i discepoli anziani sono in pensiero. Ci sono le donne e i bambini, e se la notte è tiepida, e soffice è l’erba dei prati, le stelle non sono pane, né si fanno cibarie i sassi delle prode.

Gesù è l’unico che non se la prende. La gente intanto mangia i suoi avanzi come nulla fosse, e Gesù lo fa notare ai suoi:

«In verità vi dico che costoro sono da più di voi! Guardate con che spensieratezza dànno fine a tutto. Ho detto loro: “Chi non può credere che domani Dio darà cibo ai suoi figli si ritiri”, ed essi sono rimasti. Dio non smentirà il suo Messia e non deluderà chi spera in Lui».

Gli apostoli si stringono nelle spalle e non si occupano d’altro.

(...) [Lo scriba Giovanni venne in loro aiuto e Gesù disse:]

«Ed ora che vi devo dire per la vostra incredulità? Non ha messo il Padre un pane per noi tutti nelle mani di uno che, per casta, mi è nemico? Oh! uomini di poca fede!… Ma andate fra i soffici fieni e dormite. Io vado a pregare il Padre perché vi apra i cuori e a ringraziarlo per la sua bontà. La pace a voi».

Dettaglio

Anche se nessuno di loro viene nominato in modo specifico, i Dodici sono presenti in questo capitolo. Di fronte alla loro mancanza di fede e di fiducia nella Provvidenza del Padre per sfamare la folla, Gesù dice loro questo in EMV 175,5, dopo che lo scriba Giovanni è venuto in loro aiuto.