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Note del tema

Attributi di Dio

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Comfort di lettura

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EMR 175.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« Andate fra i soffici fieni e dormite. Io vado a pregare il Padre perché vi apra i cuori e a ringraziarlo per la sua bontà. La pace a voi».

E se ne va alle prime pendici del monte. Là si siede e si raccoglie nella sua orazione. Alzando gli occhi vede il gregge delle stelle che gremiscono il cielo, abbassandoli vede il gregge dei dormienti stesi sui prati. Nient’altro. Ma è tale la gioia che ha nel cuore, che pare trasfigurarsi in luce…

Dettaglio

Gesù disse ai Dodici:

EMR 176.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù nella notte si è alquanto dilungato risalendo il monte, di modo che l’aurora lo mostra ritto su uno scrimolo. Pietro, che lo vede, lo accenna ai compagni ed essi salgono verso di Lui.

«Maestro, perché non sei venuto con noi?», chiedono in diversi.

«Avevo bisogno di pregare».

«Ma hai anche tanto bisogno di riposare».

«Amici, nella notte una voce è venuta dai Cieli chiedendo preghiera per i buoni e per i malvagi, ed anche per Me stesso».

«Perché? Che ne hai bisogno Tu?».

«Come gli altri. La mia forza si nutre di preghiera e la mia gioia di fare ciò che vuole il Padre mio. »

EMR 176.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Verrà un giorno in cui Io che vi parlo, dopo essere stato Pastore, sarò Giudice. Non vi lusinghi l’aspetto attuale. Ora il mio vincastro aduna tutte le anime disperse ed è dolce per invitarvi a venire ai pascoli della Verità. Allora il vincastro sarà sostituito dallo scettro del Giudice Re e ben altra sarà la mia potenza. Non con dolcezza ma con giustizia inesorabile Io allora separerò le pecore pasciute di Verità da quelle che mescolarono Verità ad Errore o si nutrirono solo di Errore. Una prima volta e poi una ancora Io farò questo. E guai a coloro che fra la prima e la seconda apparizione davanti al Giudice non si saranno purgati, non potranno purgarsi dai veleni. La terza categoria non si purgherà. Nessuna pena potrebbe purgarla. Ha voluto solo l’Errore e nell’Errore stia.

Eppure allora fra questi vi sarà chi gemerà: “Ma come, Signore? Non abbiamo noi profetato in tuo nome, e in tuo nome cacciato i demoni, e fatto in tuo nome molti prodigi?”. Ed Io allora molto chiaramente dirò ad essi: “Sì. Avete osato rivestirvi del mio Nome per apparire quali non siete. Il vostro satanismo[3] lo avete voluto far passare per vita in Gesù. Ma il frutto delle vostre opere vi accusa. Dove sono i vostri salvati? Le vostre profezie dove si sono compiute? I vostri esorcismi a che hanno concluso? I vostri prodigi che compare ebbero? Oh! ben egli è potente il Nemico mio! Ma non è da più di Me. Vi ha aiutati ma per fare maggior preda, e per opera vostra il cerchio dei travolti nell’eresia si è allargato. Sì, avete fatto prodigi. Ancor più apparentemente grandi di quelli dei veri servi di Dio, i quali non sono istrioni che sbalordiscono le folle, ma umiltà e ubbidienze che sbalordiscono gli angeli. Essi, i miei servi veri, con le loro immolazioni non creano i fantasmi, ma li debellano dai cuori; essi, i miei servi veri, non si impongono agli uomini, ma agli animi degli uomini mostrano Iddio. Essi non fanno che fare la volontà del Padre e portano altri a farla, così come l’onda sospinge e attira l’onda che la precede e quella che la segue, senza mettersi su un trono per dire: ‘Guardate’. Essi, i miei servi veri, fanno ciò che Io dico, senza pensare che a fare, e le loro opere hanno il mio segno di pace inconfondibile, di mitezza, di ordine. Perciò posso dirvi: questi sono i miei servi; voi non vi conosco. Andatevene lungi da Me voi tutti, operatori di iniquità”.

Questo dirò Io allora. E sarà tremenda parola. Badate di non meritarvela e venite per la via sicura, benché penosa, dell’ubbidienza verso la gloria del Regno dei Cieli.

Annotazione

Vangelo di Matteo 7, 21-23

Mt 7, 21-23 : Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: "Signore, Signore, non abbiamo forse profetizzato nel tuo nome, scacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Allora io dirò loro: Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, operatori di iniquità".

Vangelo di Luca 13, 26-27

Lc 13, 26-27 : Allora comincerete a dire: "Abbiamo mangiato e bevuto davanti a te, e tu hai insegnato nei nostri luoghi pubblici". Ed egli risponderà: Io vi dico che non so da dove venite; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità.

Non è con dolcezza, ma con inesorabile giustizia che io, allora, separerò le pecore nutrite di Verità da quelle che hanno mescolato Verità ed Errore o si sono nutrite solo di Errore. Una volta e un'altra volta avrò questo ruolo. Affermazione dei due giudizi: il giudizio particolare e il giudizio universale. ( Cfr. CCC n. 1021 e n. 1038).

Il vostro satanismo: Maria Valtorta annota su una copia dattiloscritta: Si rivolge in particolare a coloro che si dedicano alle scienze occulte o che appartengono a sette anticristiane, ecc.

EMR 177.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ho un servo malato, Signore. Egli giace nella mia casa, nel suo letto, paralizzato da un male nelle ossa, e soffre terribilmente. I nostri medici non lo guariscono. I vostri, che ho invitato a venire perché sono mali che vengono dalle arie corrotte di queste regioni, e voi li sapete curare con le erbe del suolo febbricoso della sponda dove stagnano le acque prima di esser bevute dalle arene del mare, si sono rifiutati di venire. Ne ho dolore perché è un servo fedele».

«Io verrò e te lo guarirò».

«No, Signore. Non chiedo che Tu faccia tanto. Sono pagano, sudiciume per voi. Se i medici ebrei temono contaminarsi col porre piede nella mia casa, con più ragione essa è contaminazione a Te che sei divino. Io non sono degno che Tu entri sotto il mio tetto. Ma se Tu dici da qui una sola parola il mio servo guarirà, perché Tu comandi a tutto quanto è. Ora se io che sono un uomo sottoposto a tante autorità, la prima delle quali è Cesare, per cui devo fare, pensare, agire come mi è comandato, posso a mia volta comandare ai soldati che ho sotto il mio comando, e se dico ad uno: “Va’”, all’altro: “Vieni”, e al servo: “Fa’ questo”, uno va dove lo mando, l’altro viene perché lo chiamo, il terzo fa quello che dico, Tu, che sei Chi sei, sarai tosto ubbidito dalla malattia ed essa se ne andrà».

«Non è un uomo la malattia…», obbietta Gesù.

«Neppur Tu sei un uomo, ma sei l’Uomo. Puoi dunque comandare anche agli elementi e alle febbri perché tutto è soggetto al tuo potere».

Annotazione

Si tratta di malattie che derivano dall'aria corrotta di queste regioni: Le febbri di palude (febbre gialla o malaria) hanno causato gravi epidemie nell'antichità. Sono citate più volte nell'opera. Per secoli queste febbri sono state attribuite all'aria malsana (aria cattiva, da cui deriva la parola italiana mala aria), senza mai fare un collegamento con le zanzare. Maria Valtorta riporta un'opinione perfettamente in linea con le credenze romane e non legata alle sue conoscenze di infermiera.

Si sa come curarle con le erbe del terreno febbrile della riva, dove le acque ristagnano prima di essere assorbite dalla sabbia del mare. Si tratta senza dubbio dell'agrimonia (agrimonia eupatoria), che cresce nelle paludi. Plinio la cita. Un infuso di questa pianta è usato per combattere la malaria (da palus = palude, in latino). La palude balneare menzionata dal centurione potrebbe essere Dor (oggi Al Tantura), a sud del Monte Carmelo. Fu prosciugata solo nel 1892. La malaria era molto diffusa.

EMR 177.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù lo guarda andare e poi si rivolge ai presenti e dice:

«In verità vi dico che non ho trovato tanta fede in Israele. Oh! è pur vero[1]! “Il popolo che camminava nelle tenebre vide * una gran luce. Sopra coloro che abitavano nell’oscura regione di morte la Luce è spuntata”, e ancora: “Il Messia, alzata la sua bandiera sulle nazioni, le riunirà”. Oh! Regno mio! Veramente a te affluiranno in numero sterminato! Più che tutti i cammelli e i dromedari di Madian e di Efa, e i portatori d’oro e incenso di Saba, più che tutti i greggi di Cedar e gli arieti di Nabaiot saranno numerosi coloro che verranno a te, ed il mio cuore si dilaterà di gioia vedendo venire a Me i popoli del mare e le potenze delle nazioni. Me aspettano le isole per adorarmi, e i figli degli stranieri edificheranno le mura della mia Chiesa della quale sempre staranno aperte le porte ad accogliere i re e la forza delle nazioni ed a santificarli in Me. Questo che Isaia ha visto, ecco si compirà! Io vi dico che molti verranno da oriente e occidente e sederanno con Abramo, Isacco e Giacobbe nel Regno dei Cieli, mentre i figli del Regno saranno gettati nelle tenebre esteriori, dove sarà pianto e stridor di denti».

«Tu dunque profetizzi che i gentili saranno pari ai figli d’Abramo?».

«Non pari: superiori. Non vi rincresca che perché ciò è vostra colpa. Non Io, ma i Profeti lo dicono, ed i segni già lo confermano.

Dettaglio

Gesù ha appena guarito il servo del centurione romano, come riportato nel Vangelo.

Annotazione

Libro di Isaia, 9, 1

Is 9, 1 : Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce e la luce ha illuminato coloro che vivevano nella terra dell'ombra della morte.

Libro di Isaia 11, 10-12

Is 11, 10-12 : In quel giorno avverrà che la radice di Iesse, innalzata come vessillo per i popoli, sarà cercata dalle nazioni e la sua dimora sarà gloriosa. In quel giorno il Signore stenderà una seconda volta la mano per riscattare il resto del suo popolo, il resto delle terre di Assiria e di Egitto, di Patros, Etiopia, Elam, Sennaar, Hamath e delle isole del mare. Innalzerà uno stendardo per le nazioni, radunerà i reietti d'Israele, riunirà i dispersi di Giuda dalle quattro estremità della terra.

Libro di Isaia 60, 5-10

Is 60, 5-10 : Allora lo vedrai e sarai raggiante; il tuo cuore sussulterà e si dilaterà, perché le ricchezze del mare verranno a te, i tesori delle nazioni verranno a te. Moltitudini di cammelli ti copriranno, i dromedari di Madian e di Efa; verranno tutti quelli di Saba, portando oro e incenso, e proclameranno le lodi di Jahvè. Tutte le greggi di Cedar saranno riunite a te; i montoni di Nabaioth ti serviranno; saliranno sul mio altare come offerta gradita e io glorificherò la casa della mia gloria.

Chi sono questi che volano come nuvole, come colombe verso la loro colombaia? Perché le isole sperano in me e le navi di Tarshish verranno per prime, per riportare i tuoi figli da lontano, con il loro argento e il loro oro, per onorare il nome di Jahvé, il tuo Dio, e il Santo d'Israele, perché ti ha glorificato. I figli degli stranieri costruiranno le tue mura e i loro re saranno tuoi servi, perché ti ho colpito nella mia ira, ma nella mia benevolenza ho avuto compassione di te.

EMR 178.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sono già in vista della riva quando, dopo un’accanita lotta, un uomo di media età e di civile condizione si accosta al Maestro e per attirare la sua attenzione lo tocca sulla spalla.

Gesù si volge e si ferma chiedendo: «Che vuoi?».

«Sono scriba. Ma ciò che c’è nelle tue parole non è paragonabile a quanto è nei nostri precetti. Ed io ne sono conquistato. Maestro, io più non ti lascio. Ti seguirò dovunque andrai.

Quale è la tua via?».

«Quella del Cielo».

«Non dico quella. Ti chiedo: dove vai? Dopo questa, quali sono le tue case perché io ti possa sempre trovare?».

«Le volpi hanno delle tane e gli uccelli i nidi. Ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. Mia casa è il mondo, là dovunque vi sono spiriti da istruire, miserie da sollevare, peccatori da redimere».

«Da per tutto, allora».

«Lo hai detto. Potresti tu fare ciò che questi minimi fanno per amor mio, tu, il dottore d’Israele? Qui ci vuole sacrificio e ubbidienza, e carità verso tutti, spirito d’adattamento, su tutto, con tutti. Perché la condiscendenza attira. Perché chi vuol curare deve curvarsi su ogni piaga. Dopo ci sarà la purezza del Cielo. Ma qui siamo nel fango e occorre strappare al fango, su cui posiamo i piedi, le vittime già sommerse. Non rialzare le vesti e scostarsi perché lì è più alto il fango. La purezza deve essere in noi. Saturi di essa in modo che nulla più possa entrare. Puoi tutto questo?».

«Lasciami provare, almeno».

«Prova. Io pregherò perché tu ne sia capace».

Annotazione

Vangelo di Matteo 8, 18-22

Mt 8, 18-22 : Quando Gesù vide una folla intorno a sé, diede ordine di passare dall'altra parte. Si avvicinò uno scriba e gli disse: "Maestro, ti seguirò dovunque tu vada". Ma Gesù gli disse: "Le volpi hanno delle tane, gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".

Vangelo di Luca 9, 57-58

Lc 9, 57-58 : Lungo la strada, un uomo disse a Gesù: "Ti seguirò dovunque tu vada". Gesù gli disse: "Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".

EMR 178.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Di’ con Me: “Io ti benedico, o Padre, ed invoco la tua luce per coloro che piangono fra le nebbie della vita. Io ti benedico, o Padre, ed invoco la tua forza per chi è come pargolo bisognoso di chi lo sostenga. Io ti benedico, o Padre, e invoco il tuo amore perché smemori da ogni altra cosa, che non sia Te, tutti coloro che in Te troverebbero, e non sanno crederlo, ogni loro bene, qui e nel Cielo”».

EMR 178.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Dio è esigente così come è infinitamente generoso nel premiare. Se vuoi essere discepolo, bisogna abbracciare la croce e venire. Altrimenti si sta nel numero dei semplici fedeli. Non è una via di petali di rose la via del servo di Dio. Ed è assoluta nelle sue esigenze. Nessuno che abbia messo la mano all’aratro, per arare i campi dei cuori e spargervi il seme della dottrina di Dio, può più volgersi indietro per osservare ciò che ha lasciato e ciò che ha perduto, ciò che poteva avere seguendo altra via comune. Chi così fa non è adatto al Regno di Dio. Lavora te stesso. Virilizza te stesso e poi vieni.

EMR 180.1-2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Vedere nel suo contesto

Citazione

Non so quale osservazione di un compagno abbia originato la risposta scultorea di Pietro che dice: «Avverrà loro come ai fondatori della torre di Babele[1]. La loro stessa superbia provocherà il crollo delle loro teorie e rimarranno schiacciati».

Al fratello obbietta Andrea: «Ma Dio è Misericordia. Impedirà il crollo per dare loro tempo di ravvedersi».

«Non te lo pensare. A coronamento della loro superbia metteranno calunnia e persecuzione. Oh! io già me lo sento. Persecuzioni su noi per disperderci come testimoni odiosi. E, posto che attaccheranno con insidia la Verità, Dio farà le vendette ed essi periranno».

«Avremo noi forza di resistenza?», chiede Tommaso.

«Ecco… per me non l’avrei. Ma fido in Lui», e Pietro accenna il Maestro, che ascolta e tace stando un poco a capo chino come per tenere nascosto il suo viso espressivo.

«Io penso che Dio non ci darà prove superiori alle nostre forze», dice Matteo.

«O per lo meno aumenterà le forze in proporzione delle prove», termina Giacomo d’Alfeo.

«Egli lo fa già.»

Annotazione

Ciò che è accaduto ai costruttori della Torre di Babele accadrà anche a loro. Allusione a Genesi 11,1-9.

Lo ha già fatto: è Simone lo Zelota a parlare. La conversazione poi continua. Si veda la nota seguente.

Libro della Genesi 11, 1-9

Gen 11, 1-9 : Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Quando gli uomini partirono da oriente, trovarono una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: "Su, facciamo dei mattoni e cuociamoli al fuoco". "E usarono i mattoni al posto delle pietre e il bitume al posto del cemento. Poi dissero: "Su, costruiamoci una città e una torre con la cima nel cielo e facciamoci un monumento, per non essere dispersi sulla faccia di tutta la terra". "Ma Yahweh scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. E Yahweh disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una sola lingua; e quest'opera è l'inizio delle loro imprese; ora nulla impedirà loro di portare a termine i loro progetti. Scendiamo e confondiamo la loro lingua, in modo che non sentano più la lingua degli altri". "Così Yahweh li disperse da lì sulla faccia di tutta la terra ed essi smisero di costruire la città. Per questo fu chiamata Babele, perché lì Yahweh confuse la lingua di tutta la terra, e lì Yahweh li disperse sulla faccia di tutta la terra.

EMR 180.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ai nostri sensi occorre sempre un termine per afferrare un’idea. Ognuno di noi, parlo di noi credenti, crede per forza di fede all’Altissimo, Signore e Creatore, eterno Iddio che sta nel Cielo. Ma anche ogni essere ha bisogno di più di questa nuda fede, vergine, incorporea, atta e sufficiente agli angeli che vedono e amano Dio spiritualmente, condividendo con Lui la natura spirituale e avendo capacità di vedere Dio. Noi abbiamo bisogno di crearci una “figura” di Dio, la quale figura è fatta delle qualità essenziali che doniamo a Dio per dare un nome alla sua perfezione assoluta, infinita. Più l’anima si concentra e più riesce a raggiungere l’esattezza nella cognizione di Dio. Ecco ciò che io dico: il Dio immanente. Io non sono un filosofo. Forse avrò applicato male la parola. Ma insomma per me il Dio immanente è il sentire, il percepire Dio sul nostro spirito, e sentirlo e percepirlo non più come idea astratta ma come reale presenza datrice di una fortezza e di una pace nuova».

«Va bene. Ma insomma come lo sentivi? Quale differenza c’è fra il sentire per fede e sentire per immanenza?», chiede un poco ironico l’Iscariota.

«Dio è sicurezza, ragazzo. Quando tu lo senti come dice Simone, con quella parola che io non capisco alla lettera ma della quale capisco lo spirito – e credi che il nostro male è di capire solo la lettera e non lo spirito delle parole di Dio – vuol dire che riesci ad afferrare non solo il concetto della maestà terribile, ma della paternità dolcissima di Dio. Vuol dire che senti che, quando tutto il mondo ti giudicasse e condannasse con ingiustizia, Uno solo, Lui, l’Eterno che ti è padre, non ti giudica ma ti assolve e consola. Vuol dire che senti che quando tutto il mondo ti odiasse tu sentiresti su te un amore più grande di tutto il mondo. Vuol dire che segregato in una carcere o in un deserto tu sentiresti sempre che Uno ti parla e dice: “Sii santo per essere come il Padre tuo”. Vuol dire che per l’amore vero a questo Padre Dio, che finalmente si arriva a sentire tale, si accetta, si opera, si prende o si lascia senza misure umane, pensando solo a rendere amore per amore, a copiare il più possibile Dio nelle proprie azioni», dice Pietro.

«Sei superbo! Copiare Dio! Non ti è concesso», giudica l’Iscariota.

«Non è superbia. L’amore porta all’ubbidienza. Copiare Dio mi sembra ancora una forma di ubbidienza, perché Dio dice di averci fatto a sua immagine e somiglianza», replica Pietro.

«Ci ha fatto. Noi non dobbiamo andare più su».

«Ma sei un disgraziato se pensi così, caro ragazzo! Tu dimentichi che noi siamo decaduti e che Dio ci vuole riportare a ciò che eravamo».

180.4

Gesù prende la parola: «Più ancora, Pietro, Giuda e voi tutti. Più ancora. La perfezione di Adamo era ancora suscettibile di aumento mediante l’amore che lo avrebbe portato ad una immagine sempre più esatta del suo Creatore. Adamo senza la macchia del peccato sarebbe stato un tersissimo specchio di Dio. Per questo Io dico: “Siate perfetti come è perfetto il Padre che è nei Cieli”. Come il Padre. Perciò come Dio. Pietro ha detto molto bene. E molto bene Simone. Vi prego ricordare le loro parole e applicarle alle vostre anime».

Dettaglio

Simone lo Zelota esprime una delle sue riflessioni su Dio. L'amore, l'orgoglio, l'obbedienza e la redenzione sono discussi alla fine della nota.