EMR 3.4
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Vinceremo Dio col nostro fedele amore
Dettaglio
Gioacchino e Anna chiedono al Signore misericordia e il futuro padre di Maria dichiara:
Note della parola chiave
Comfort di lettura
EMR 3.4
Vinceremo Dio col nostro fedele amore
Gioacchino e Anna chiedono al Signore misericordia e il futuro padre di Maria dichiara:
EMR 9.5
“La retta coscienza dà morte serena e le preghiere dei santi vi ottengono tal morte”.
EMR 20.6-7
20.6 Dice Maria:
«Poco parlerò perché sei molto stanca, povera figlia.
Richiamo unicamente la tua attenzione e quella di chi legge sulla abitudine costante di Giuseppe e mia di dare sempre il primo posto alla preghiera. Stanchezza, fretta, crucci, occupazioni erano cose che non impedivano la preghiera, ma anzi la aiutavano. Essa era sempre la regina delle nostre occupazioni. Il nostro ristoro, la nostra luce, la nostra speranza. Se nelle ore tristi era conforto, nelle ore felici era canto. Ma era sempre l’amica costante dell’anima nostra. Quella che ci staccava dalla Terra, dall’esilio, e che ci librava in alto verso il Cielo, la Patria.
Non io sola, che ormai avevo dentro a me Dio e non avevo che guardare il mio seno per adorare il Santo dei santi, ma anche Giuseppe si sentiva unito a Dio quando pregava, perché la nostra preghiera era adorazione vera di tutto l’essere, che si fondeva con Dio adorandolo ed essendone abbracciato.
E, guardate, neppure io, ormai avente in me l’Eterno, mi sono sentita esente dal riverente ossequio al Tempio. La santità più alta non esime dal sentirsi un nulla rispetto a Dio e dall’umiliare questo nulla, poiché Egli ce lo permette, in un continuo osanna alla sua gloria.
20.7 Siete deboli, poveri, difettosi? Invocate la santità del Signore: “Santo, Santo, Santo!”. Chiamatelo, questo Santo benedetto, sulla vostra miseria. Egli verrà trasfondendovi la sua santità. Siete santi e ricchi di meriti ai suoi occhi? Invocate ugualmente la santità del Signore. Essa, infinita, accrescerà sempre più la vostra. Gli angeli, esseri superiori alle debolezze dell’umanità, non cessano un istante di cantare il loro “Sanctus”, e la loro bellezza soprannaturale si aumenta ad ogni invocare la santità del nostro Dio. Imitate gli angeli.
Non spogliatevi mai della protezione della preghiera, contro la quale si spuntano le armi di Satana, le malizie del mondo e gli appetiti della carne e le superbie della mente. Non deponete mai quest’arma, per la quale i Cieli si aprono e ne piovono grazie e benedizioni.
La Terra ha bisogno di un lavacro di preghiere per mondarsi dalle colpe che attirano i castighi di Dio. E, posto che pochi pregano, quei pochi devono pregare come fossero tanti. Moltiplicare le loro preghiere vive per fare di esse quella somma necessaria per ottenere grazia. Sono vive le preghiere quando sono condite di vero amore e di sacrificio.
EMR 20.7
Non spogliatevi mai della protezione della preghiera, contro la quale si spuntano le armi di Satana, le malizie del mondo e gli appetiti della carne e le superbie della mente. Non deponete mai quest’arma, per la quale i Cieli si aprono e ne piovono grazie e benedizioni.
EMR 20.7
La Terra ha bisogno di un lavacro di preghiere per mondarsi dalle colpe che attirano i castighi di Dio. E, posto che pochi pregano, quei pochi devono pregare come fossero tanti. Moltiplicare le loro preghiere vive per fare di esse quella somma necessaria per ottenere grazia. Sono vive le preghiere quando sono condite di vero amore e di sacrificio.
EMR 22.11
Ma pregare in due è più dolce che dire da sole la nostra preghiera.
EMR 24.9
Il grande mistero del Venerdì santo si approssima. Tutto nei templi lo ricorda e celebra. Ma occorre celebrarlo e ricordarlo nei vostri cuori e battersi il petto, come coloro che scendevano dal Golgota, e dire: “Costui è realmente il Figlio di Dio, il Salvatore”, e dire: “Gesù, per il tuo Nome, salvaci”, e dire: “Padre, perdonaci”. E dire infine: “Signore, io non son degno. Ma se Tu mi perdoni e vieni a me, la mia anima sarà guarita, ed io non voglio, no, non voglio più peccare, per non tornare ammalato e in odio a Te”.
Pregate, figli, con le parole del Figlio mio. Dite al Padre pei vostri nemici: “Padre, perdona loro”. Chiamate il Padre che si è ritirato sdegnato dei vostri errori: “Padre, Padre, perché mi hai Tu abbandonato? Io sono peccatore. Ma se Tu mi abbandoni, perirò. Torna, Padre santo, che io mi salvi”. Affidate, all’Unico che lo può conservare illeso dal demonio, il vostro eterno bene, lo spirito vostro: “Padre, nelle tue mani confido lo spirito mio”. Oh! che se umilmente e amorosamente cedete il vostro spirito a Dio, Egli ve lo conduce come un padre il suo piccino, né permette che nulla allo spirito vostro faccia male.
Gesù, nelle sue agonie, ha pregato per insegnarvi a pregare. Io ve lo ricordo in questi giorni di Passione.
Quando Maria diede questo dettato, si avvicinava il Venerdì Santo.
EMR 24.9
Pregate, figli, con le parole del Figlio mio.
EMR 24.9
“Signore, io non son degno. Ma se Tu mi perdoni e vieni a me, la mia anima sarà guarita, ed io non voglio, no, non voglio più peccare, per non tornare ammalato e in odio a Te”.
EMR 25.11
Figli, occorre sperare, pregare, perdonare per ottenere che Dio intervenga in nostro favore. Vivete anche voi la vostra passione. Meritata per le vostre colpe. Io vi insegno come superarla e mutarla in gioia. Sperate oltre misura. Pregate senza sfiducia. Perdonate per esser perdonati. Il perdono di Dio sarà la pace che desiderate, o figli.