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Note del tema

Dio

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Comfort di lettura

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EMR 204.1-2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Che vuoi, Madre?».

«Figlio mio, sono arrivati dei gentili con delle donne. Dicono di avere saputo da Giovanna che Tu sei qui. Dicono anche che ti hanno atteso per tutti questi giorni presso l’Antonia…».

«Ah! ho capito! Vengo subito. Dove sono?».

«In casa di Lazzaro, nel suo giardino. Egli è amato dai romani e non ne ha il ribrezzo che ne abbiamo noi. Li ha fatti entrare, coi loro carri, nell’ampio giardino per non dare scandalo a nessuno».

«Va bene, Madre.

204.2

Sono soldati e dame romane. Lo so».

«E che vogliono da Te?».

«Quello che molti in Israele non vogliono: Luce».

«Ma come e cosa ti credono? Dio, forse?».

«A modo loro sì. Per loro è facile accogliere l’idea di una incarnazione di un dio in carne mortale, più che fra di noi».

«Allora sono giunti a credere nella tua fede…».

«Non ancora, Mamma. Prima devo distruggere la loro. Per adesso Io sono per loro un sapiente, un filosofo, come loro dicono. Ma, sia questa brama di conoscere dottrine filosofiche, sia la loro tendenza a credere possibile la incarnazione di un dio, mi aiutano molto[1] nel portarli alla vera fede. Credilo, sono più ingenui, nel loro pensiero, di molti d’Israele».

«Ma saranno sinceri? Si dice che il Battista…».

«No. Fosse stato per loro, Giovanni sarebbe libero e sicuro.

Chi non è ribelle è lasciato stare. Anzi, ti dico, presso di loro l’essere profeti – loro dicono filosofi, perché l’elevatezza della sapienza soprannaturale per loro è sempre filosofia – è una garanzia per essere rispettati. Non essere preoccupata, Mamma. Non mi verrà da lì il male…».

«Ma i farisei… se sanno, che diranno anche di Lazzaro?

Tu… sei Tu e devi portare la Parola al mondo. Ma Lazzaro!… È già tanto offeso da loro…».

«Ma è intoccabile. Lo sanno protetto da Roma».

«Ti lascio, Figlio mio. Ecco Massimino per condurti ai gentili»; e Maria, che aveva camminato al fianco di Gesù per tutto questo tempo, si ritira svelta, andando verso la casa dello Zelote, mentre Gesù entra da una porticina di ferro, aperta nella cinta del giardino, in una parte remota di esso, là dove il giardino si muta in frutteto, presso cioè al luogo dove, in futuro, sarebbe stato sepolto Lazzaro.

EMR 204.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« (...) Non è così?».

«Così è, Maestro. Li hai visti e studiati molto bene», conferma e loda Plautina.

«Ma se ci consta che non è mai uscito dalla Palestina!?», esclama Quintilliano.

«Non sono mai uscito per andare a Roma o ad Atene. Ma non ignoro l’architettura di Grecia e di Roma, e nel genio dell’uomo che ha decorato il Partenone Io ero presente, perché Io sono dovunque è vita e manifestazione di vita. Là dove un saggio pensa, uno scultore scolpisce, un poeta compone, una madre canta su una cuna, un uomo fatica sui solchi, un medico lotta con i morbi, un vivente respira, un animale vive, un albero vegeta, là Io sono insieme a Colui da cui vengo. Nel boato del terremoto o nel fragore dei fulmini, nella luce delle stelle o nel flusso delle maree, nel volo dell’aquila o nel sibilo della zanzara, Io sono col Creatore altissimo».

«Sicché… Tu… Tu sai tutto? E il pensiero e le opere umane?», chiede ancora Quintilliano.

«Io so».

I romani si guardano stupiti.

Dettaglio

Gesù descrive a lungo i templi costruiti dai Romani e dai Greci.

EMR 204.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« (...) Vi è un unico e vero Dio».

«Allora… Egli è lassù, solo, nel suo Olimpo? E che fa se è solo?».

«Basta a Se stesso e si occupa di ogni cosa che è nel creato. Ti ho detto prima: anche al sibilo della zanzara è presente Dio. Non si annoia, non dubitare. Non è un povero uomo, padrone di un immenso impero in cui si sente odiato e in cui vive tremando. È l’Amore, e vive amando. La sua Vita è Amore continuo. Basta a Se stesso perché è infinito e potentissimo, è la Perfezione. Ma tante sono le cose create, che vivono per il suo continuo volere, che Egli non ha tempo di annoiarsi. La noia è frutto dell’ozio e del vizio. Nel Cielo del vero Dio non vi è ozio e non vi è vizio. Ma presto Egli avrà, oltre agli angeli che ora lo servono, un popolo di giusti giubilanti in Lui, e sempre più questo popolo si accrescerà per i credenti futuri nel vero Dio».

«Gli angeli sarebbero i geni?», chiede Lidia.

«No. Sono esseri spirituali, come lo è Dio che li ha creati».

«E i geni che sono allora?».

«Quali voi li immaginate sono menzogna. Non esistono, così come voi li immaginate. Ma per quell’istintivo bisogno dell’uomo di cercare la verità – e questo per pungolo dell’anima che è viva e presente anche nei pagani, e sofferente in essi, perché è delusa nel suo desiderio, perché è affamata nella sua nostalgia del Dio vero che essa sola ricorda, in quel corpo in cui ella abita e che è retto da una mente pagana – anche voi avete sentito che l’uomo non è solo carne, e che al suo peribile corpo è unito un che di immortale. E così lo hanno le città e le nazioni. Ecco allora che credete, che sentite il bisogno di credere ai “geni”. E vi date il genio individuale, quello della famiglia, della città, delle nazioni. Voi avete il “genio di Roma”. Avete il “genio dell’imperatore”. E li adorate come divinità minori. Entrate nella vera fede. Avrete conoscenza ed amicizia dell’angelo vostro, al quale darete venerazione, non adorazione. Solo Dio va adorato».

EMR 204.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Per quell'istintivo bisogno dell’uomo di cercare la verità – e questo per pungolo dell’anima che è viva e presente anche nei pagani, e sofferente in essi, perché è delusa nel suo desiderio, perché è affamata nella sua nostalgia del Dio vero che essa sola ricorda, in quel corpo in cui ella abita e che è retto da una mente pagana – anche voi avete sentito che l’uomo non è solo carne, e che al suo peribile corpo è unito un che di immortale.

EMR 204.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il peccato è quando uno scientemente si ribella all’ordine dato da Dio e dice: “So che ciò che faccio è male. Ma lo voglio fare ugualmente”. Dio è giusto. Non può punire uno che fa il male credendo di fare il bene. Punisce chi, avendo avuto modo di conoscere Bene e Male, sceglie quest’ultimo e vi persiste.

EMR 204.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Allora in noi l’anima è, e viva e presente?».

«Sì».

«E sofferente? Credi proprio che essa si ricordi di Dio? Noi non ci ricordiamo del seno che ci ha portati. Non potremmo dire come era fatto nel suo interno. L’anima, se ho ben capito, viene spiritualmente generata da Dio. Può mai ricordarsi di questo se il corpo non ricorda la lunga sosta nel seno?».

«L’anima non è bruta, Plautina. L’embrione sì. Tanto vero che l’anima viene data quando il feto è già formato[2]. L’anima è, a somiglianza di Dio, eterna e spirituale. Eterna dal momento che viene creata, mentre Dio è il perfettissimo Eterno e perciò non ha principio nel tempo come non avrà fine. L’anima, lucida, intelligente, spirituale, opera di Dio, si ricorda[3]. E soffre perché desidera Dio, il vero Dio da cui viene, e ha fame di Dio. Ecco perché pungola il corpo, torpido a cercare di accostarsi a Dio».

Annotazione

- L'anima non è materia prima, Plautina. Lo è l'embrione. È proprio vero che l'anima si dà solo quando il feto è già formato.

INFUSIONE DELL'ANIMA: L'embrione, sì, invece di:il feto, sì, è una correzione di Maria Valtorta al manoscritto originale, dove inserisce: "Tanto è vero che l'anima è data quando il feto è già formato". Questa frase è presente nella traduzione francese di Felix Sauvage del 1985, ma è stata tolta perché sarebbe in contraddizione con altre affermazioni del capitolo, ma questa affermazione, che è in linea con quella di San Tommaso d'Aquino (vedi sotto), è confermata da altre affermazioni come in EMV 118: L 'uomo è prima di tutto solo un embrione animale, non diverso da quello di una pecora.

L'anima è, a somiglianza di Dio, eterna e spirituale. Questa posizione è stata sostenuta da San Tommaso d'Aquino, Dottore della Chiesa, nella tradizione di Aristotele. Egli stimava il tempo di insufflazione a 40 giorni (circa 6 settimane). Oggi, con il progredire della scienza, Giovanni Paolo II, senza pronunciarsi sul momento esatto dell'insufflazione, ci ricorda che fin dall'origine dell'embrione c'è una definizione personale da rispettare (siamo tutti nati da esso). Lo studio antropologico ci porta a riconoscere che, in virtù dell'unità sostanziale del corpo con lo spirito, il genoma umano non ha solo un significato biologico; è portatore di una dignità antropologica che ha la sua fonte nell'anima spirituale che lo penetra e gli dà vita"(Discorso ai membri della Pontificia Accademia per la Vita, 24 febbraio 1998 {it}). Da parte sua, San Tommaso d'Aquino affermava: "L'anima preesiste nell'embrione; lì è prima nutritiva, poi sensibile e infine intellettiva"(Summa Theologica, Parte I, Domanda 118, da dove viene l'anima dell'uomo, Articolo 2, Risposta).

L'anima, lucida, intelligente, spirituale, opera di Dio, lo ricorda. Se ne è già parlato sopra, in EMV 204.5, così come in EMV 94.7, EMV 121.7, EMV 154.7 (con una nota), EMV 157.5, EMV 169.5, EMV 344.7 (in bocca a un bambino), EMV 428.4 (con una nota), EMV 534.6 (in bocca a un vecchio), EMV 554.10, EMV 556.8.

Il ricordo che le anime hanno di Dio è trattato in modo più specifico in : EMV 10,9 | EMV 286,7 | EMV 290,9. Inoltre, Maria "non fu mai priva del ricordo di Dio", come si legge in EMV 4,6; ciò è illustrato in EMV 10,8/10 e nelle ultime righe diEMV 11,4. L'anima di Maria è menzionata anche in EMV 136,6 e in EMV 348,9/10.

EMR 205.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’intelligenza è un grande dono di Dio. Ma è un dono che va usato saggiamente. Altrimenti è come certi farmachi i quali, usati in mal modo, non sanano ma uccidono.

EMR 205.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Credi tu che io non ti ami perché non ti do un premio visibile? Ma mattina e sera e in ogni mio alito e pensiero tu sei presente al mio cuore, e ad ogni attimo io ti benedico. Tu hai il premio continuo di essere sempre con me, e tutto quanto è mio è tuo.

Dettaglio

Al suo figlio che è giusto e retto e agisce in modo santo, il Padre potrebbe dire:

EMR 205.8 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

…Gli apostoli, insieme alla Madre e alle donne, vanno verso casa preceduti da Marjziam che saltella correndo avanti. Ma presto ritorna e prende Maria per mano dicendole: «Vieni con me. Ti devo dire una cosa, da soli». E Maria lo accontenta.

Torcono verso il pozzo, sito in un angolo del cortiletto, tutto velato da una pergola folta che da terra sale con un arco verso la terrazza. Là dietro è l’Iscariota.

«Giuda, che vuoi? Vai, Marjziam… Parla, che vuoi?».

«Io sono in colpa… Non oso andare dal Maestro né affrontare i compagni… Aiutami…».

«Ti aiuterò. Ma non pensi quanto dolore dài? Mio Figlio ha pianto per causa tua. E i compagni ne hanno sofferto. Ma vieni. Nessuno ti dirà niente. E, se puoi, non ricadere più in queste colpe. È indegno di un uomo, ed è sacrilego verso il Verbo di Dio».

«E tu, Madre, mi perdoni?».

«Io? Io non conto presso te che ti senti tanto grande. Io sono la più piccola delle serve del Signore. Come ti puoi preoccupare di me se non hai pietà di mio Figlio?».

«Perché ho anche io una madre e, se ho il tuo perdono, mi pare di avere il suo».

«Ella non sa questa tua colpa».

«Ma ella mi aveva fatto giurare di essere buono col Maestro.

Sono spergiuro. Sento il rimprovero dell’anima di mia madre».

«Senti questo? E il lamento e il rimprovero del Padre e del Verbo non lo senti? Sei un disgraziato, Giuda! Semini, in te e in chi ti ama, il dolore».

Maria è molto seria e mesta. Senza acredine parla, ma con molta serietà. Giuda piange.

«Non piangere. Ma migliorati. Vieni», e lo prende per mano entrando così nella cucina.

Lo stupore di tutti è vivissimo. Ma Maria previene ogni uscita poco pietosa. Dice: «Giuda è ritornato. Fate come il primogenito dopo il discorso del padre. Giovanni, va’ ad avvisare Gesù».

Giovanni di Zebedeo parte di corsa.

Un silenzio grava nella cucina… Poi Giuda dice: «Perdonatemi, tu Simone per il primo. Hai un cuore tanto paterno. Sono un orfano io pure».

«Sì, sì, ti perdono. Per favore, non parlarne più. Siamo fratelli… e non mi piacciono questi alti e bassi di perdoni chiesti e di ricadute fatte. Avviliscono chi li fa e chi li dà. Ecco Gesù. Vai da Lui. E basta».

Giuda va mentre Pietro, non potendo fare altro, si dà a spezzare con foga delle legna secche…