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Note della parola chiave

Michea di Esdrelon (contadino di Yokhanan)

Tema: Personaggi del Vangelo come mi è stato rivelato · Pagina 1 di 2

Comfort di lettura

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EMR 190.1-3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il tramonto si inizia con un arrossar di cielo quando Gesù giunge in vista dei campi di Giocana.

«Affrettiamo il passo, amici, prima che cali il sole. E tu, Pietro, va’ con tuo fratello ad avvisare i nostri amici, quelli di Doras».

«Ci vado, sì, anche per vedere se il figlio è proprio via». Pietro dice quella parola: figlio, in un modo tale che vale per un lungo discorso. E se ne va.

Intanto Gesù procede più adagio, guardandosi intorno per vedere se vede qualche contadino di Giocana. Ma non ci sono che i campi fertili, con le spighe già ben formate.

Finalmente, tra il rameggiare del vigneto, sporge un viso sudato e viene un grido: «Oh! Signore benedetto!», e il contadino corre fuori dal vigneto per venire a prostrarsi davanti a Gesù.

«La pace sia a te, Isaia!».

«Oh! anche il mio nome ti ricordi?».

«L’ho scritto in cuore. Alzati. I compagni dove sono?».

«Là, nei pometi. Ma ora li avverto. Sei nostro ospite, vero?

Non c’è il padrone e possiamo farti festa. E poi… un poco la paura, un poco la gioia, è più buono. Pensa, ci ha concesso l’agnello quest’anno e di andare al Tempio! Ci ha dato sei giorni soli… ma correremo per la strada… Anche noi a Gerusalemme… Pensa!… E in grazia di Te». L’uomo è ai sette cieli dalla gioia di essere stato trattato da uomo e da israelita.

«Io non ho fatto nulla, che mi sappia…», dice Gesù sorridendo.

«Eh! no! Hai fatto. Doras, e poi i campi di Doras, e questi invece, così belli quest’anno… Giocana ha saputo della tua venuta, e non è sciocco. Ha paura e… e ha paura».

«Di che?».

«Paura che gli succeda come a Doras. Nella vita e nelle sostanze. Hai visto i campi di Doras?».

«Vengo da Naim…».

«Allora non li hai visti. Sono tutti rovinati. (L’uomo dice questo a voce bassa e pur marcata, come chi confida una cosa tremenda, in segreto). Tutti rovinati! Non fieni, non biade, non frutta. Viti seccate, pometi seccati… Morto… tutto morto… come a Sodoma e Gomorra… Vieni, vieni che te li mostro».

«Non occorre. Vado da quei contadini…».

«Ma non ci sono più! Non lo sai? Li ha sparsi o licenziati tutti Doras, figlio di Doras, e quelli che ha sparsi per i loro altri luoghi di campagna hanno l’obbligo di non parlare di Te, pena la frusta… Non parlare di Te! Sarà difficile! Lo ha detto anche Giocana a noi».

«Che ha detto?».

«Ha detto: “Io non sono così stolto come Doras, e non vi dico: ‘Non voglio che parliate del Nazareno’. Sarebbe inutile, perché lo fareste lo stesso e non vi voglio perdere uccidendovi come bestie riottose sotto la frusta. Anzi vi dico: ‘Siate buoni come certo il Nazareno vi insegna e diteglielo che io vi tratto bene’. Non voglio essere maledetto io pure”. Li vede bene che cosa sono questi campi dopo che Tu li hai benedetti, e cosa sono quelli dopo che li hai maledetti.

190.2

Oh! ecco quelli che mi hanno arato il campo[1]…», e l’uomo corre incontro a Pietro e Andrea.

Ma Pietro lo saluta brevemente e prosegue il suo andare, e già grida: «Oh! Maestro! Ma non c’è più nessuno! Tutti visi nuovi. E c’è tutto devastato! In verità potrebbe fare a meno di tenere contadini qui. È peggio che sul mar Salato!…».

«Lo so. Me lo ha detto Isaia».

«Ma vieni a vedere! Che vista!…».

Gesù lo accontenta, dicendo prima a Isaia: «Allora sarò con voi. Avverti i compagni. E non vi scomodate. Il cibo l’ho Io. Ci basta un fienile per dormire e il vostro amore. Verrò subito».

La vista dei campi di Doras è realmente desolante. Campi e prati aridi e nudi, secchi i vigneti, distrutto il fogliame e il frutto sugli alberi da milioni di insetti d’ogni genere. Anche presso la casa il giardino-frutteto mostra l’aspetto desolato di un bosco morente.

I contadini vagano qua e là strappando erbacce, schiacciando bruchi, lumache, lombrichi e simili, scuotendo i rami tenendovi sotto dei catini pieni d’acqua per affogarvi le farfalline, gli afidi e altri parassiti che coprono le superstiti foglie ed emungono la pianta fino a farla morire. Cercano un segno di vita nei tralci dei vigneti. Ma questi si spezzano aridi non appena sono toccati e talora piegano alla base come se una sega avesse reciso le radici.

Il contrasto coi campi di Giocana, coi vigneti e frutteti di questo, è vivissimo, e la desolazione dei campi maledetti sembra ancor più violenta se la si paragona alla fertilità degli altri.

«Ha la mano pesante il Dio del Sinai», mormora Simone Zelote.

Gesù fa un atto come dire: «Eccóme!», ma non dice nulla. Solo chiede: «Come è avvenuto?».

Un contadino risponde fra i denti: «Talpe, cavallette, vermi… ma va’ via! Il sorvegliante è fedele a Doras… Non ci fare delmale…».

Gesù ha un sospiro e se ne va.

Un altro contadino dice, rimanendo curvo a rincalzare un melo, nella speranza di salvarlo: «Ti raggiungeremo domani… quando il sorvegliante va a Jesrael per la preghiera… in casa di Michea verremo».

Gesù fa un gesto di benedizione e se ne va.

190.3

Quando torna al crocicchio vi sono tutti i contadini di Giocana, festosi, felici, e si circondano il loro Messia portandolo alle povere case.

«Hai visto di là?».

«Ho visto. Domani verranno i contadini di Doras».

«Già, mentre le iene sono alla preghiera… Facciamo così ogni sabato… e parliamo di Te, con quello che sappiamo da Giona, da Isacco che viene a trovarci spesso, e col tuo discorso di tisri. Come sappiamo parliamo. Perché non si può non parlare di Te. E tanto più se ne parla quanto più si soffre ed è proibito farlo. Quei poveri… bevono la vita ogni sabato… Ma in questa pianura quanti ce ne sono che hanno bisogno di sapere, almeno sapere di Te, e che non possono venire fin qui…».

«Penserò anche a loro. E voi siate benedetti per ciò che fate».

Il sole cade mentre Gesù entra in una affumicata cucina. Il riposo del sabato ha inizio.

Annotazione

"L'uomo corre incontro a Pietro e Andrea". Cfr. EMV 109,4: Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, che presero il posto degli aratori per poter ascoltare la parola di Gesù.

Il Dio del Sinai ha la mano pesante. Un riferimento diretto alle parole di Gesù in EMV 109,12.

Stiamo parlando di Te, con quello che abbiamo imparato da Giona, da Isacco che viene spesso da noi e dal tuo discorso a Tisri. Cfr. EMV 109,5.

EMR 191.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Consegna a Michea tanto denaro che domani egli possa ricompensare quanto oggi si è fatto prestare dai contadini di questa zona», dice Gesù a Giuda Iscariota, che generalmente amministra le… sostanze comuni.

E poi Gesù chiama Andrea e Giovanni e li manda in due punti in cui si può vedere la strada o le strade che vengono da Jezrael. Chiama poi Pietro e Simone e li manda incontro ai contadini di Doras con l’ordine di fermarli presso il confine fra le due proprietà.

Infine dice a Giacomo e Giuda: «Prendete le cibarie e venite».

EMR 191.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Questo fanciullo lo vedi? È mio nipote. Mi è rimasto dopo la frana di questo inverno. Doras neppure sa che mi ha raggiunto, perché lo faccio vivere come una bestia selvatica nel bosco e solo al sabato lo vedo. Se me lo scopre, o lo caccia o lo mette al lavoro… e sarà peggio di un animale da soma questo tenero mio sangue… A Pasqua lo manderò con Michea a Gerusalemme per divenire figlio della Legge… e poi?… È il figlio di mia figlia…».

«Lo daresti a Me, invece? Non piangere. Ho tanti amici che sono onesti, santi e senza figli. Lo alleveranno santamente, nella mia via…».

«Oh! Signore! Da quando ho saputo di Te l’ho desiderato. E pregavo il santo Giona, lui che sa cosa è essere di questo padrone, di salvare il mio nipote da questa morte…».

«Fanciullo, verresti con Me?».

«Sì, mio Signore. E non ti darò dolore».

«È detto».

EMR 191.9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

I disgraziati si alzano con le lacrime agli occhi e vanno alla loro croce. Gesù li benedice ancora e poi, con la mano del fanciullo nella sua, e con l’uomo di Endor dall’altro lato, torna per la via già fatta alla casa di Michea, raggiunto da Andrea e da Giovanni che, finito il loro turno di guardia, si ricongiungono ai confratelli.

Dettaglio

Gesù lascia i contadini di Doras e Yokhanan.

EMR 198.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ho visto Giuseppe d’Arimatea, Lazzaro. Lunedì viene qui con degli amici».

«Oh! allora quel giorno sei mio!».

«Sì. Viene per stare insieme, ma anche per combinare per una cerimonia che si riflette a Jabé. Giovanni, porta il bambino sulla terrazza. Si divertirà».

Giovanni di Zebedeo, ubbidiente sempre, si alza subito dal suo posto, e dopo poco si sente il cinguettio del bambino e le sue piccole pedate sulla terrazza che cinge la casa.

«Il bambino», spiega Gesù alla Madre, agli amici, alle donne, fra cui è Marta, che ha volato per non perdere un minuto di gioia presso il Maestro, «è nipote di un contadino di Doras. Sono passato da Esdrelon…».

«È vero che i campi sono una desolazione e che li vuole vendere?».

«Una desolazione lo sono. Della vendita non so. Un contadino di Giocana me ne ha accennato. Ma non so se è cosa sicura».

«Se li vendesse… li comprerei volentieri per avere un asilo per Te anche in mezzo a quel nido di serpenti».

«Non credo che ci riuscirai. Giocana è pronto a prenderli».

«Vedremo… Ma continua il racconto. Che contadini sono?

Quelli di prima li ha tutti sparsi».

«Sì. Questi vengono dalle sue terre di Giudea, almeno il vecchio che è parente del bambino. Il bambino era tenuto nel bosco, come un animale selvatico, perché Doras non lo scorgesse… e vi è dall’inverno…».

«Oh! povero bambino! Ma perché?». Le donne sono tutte commosse.

«Perché suo padre e sua madre sono rimasti sepolti dalla frana nei pressi di Emmaus. Tutti: padre, madre, fratellini. Lui è vissuto perché non era in casa. Lo hanno condotto dal vecchio padre. Ma che poteva un contadino di Doras? Tu, Isacco, hai parlato di Me come di un salvatore, anche per questo caso».

«Ho fatto male, Signore?», chiede umilmente Isacco.

«Hai fatto bene. Dio lo voleva. Il vecchio mi ha dato il bambino, che deve anche divenire maggiorenne in questi giorni».

«Oh! miserello! Così piccolo a dodici anni?! Il mio Giuda era alto quasi il doppio a quell’età… E Gesù? Che fiore!», dice Maria d’Alfeo.

E Salome: «Anche i miei figli erano ben più forti!».

Marta mormora: «Veramente è ben piccolino! Credevo non avesse ancora dieci anni».

«Eh! la fame è brutta! E la deve avere fatta da quando fu al mondo. Ora poi… Cosa gli doveva dare il vecchio, se là si muore tutti di fame?», dice Pietro.

«Sì, ha molto sofferto. Ma è molto buono e intelligente. L’ho preso per consolare il vecchio e il bambino».

EMR 202.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ecco mio padre!», grida Marjziam che scorge Pietro di ritorno col suo agnello sgozzato, sventrato, riavvolto nella pelle.

«Oh! con lui è Michea e gli altri! Vado, posso andare incontro a loro per sentire del vecchio padre?».

«Vai, figlio», dice Gesù accarezzandolo. E aggiunge, toccando Giovanni di Endor sulla spalla: «Ti prego, accompagnalo e… trattienili un poco».

Dettaglio

Gesù sta rimproverando Giuda quando Marziam vede Pietro e alcuni contadini di Doras.

EMR 202.4-5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù si volge e va verso i contadini che sono in estasi davanti al mutato Marjziam. (...)

«Oh! La pace a voi tutti. Isacco vi ha trovati. Ne sono lieto. Godete in pace la vostra Pasqua. I miei pastori saranno tanti fratelli buoni con voi. Isacco, prima che partano, accompagnameli. Li voglio benedire ancora. Avete visto il bambino?».

«Oh! Maestro! Come sta bene! È già più florido! Oh! lo diremo al vecchio. Come ne sarà felice! Ci ha detto questo giusto che ora Jabé è suo figlio… Una provvidenza! Diremo tutto, tutto».

«Anche che sono figlio della Legge. E che sono felice. E che lo ricordo sempre. E che non pianga per me né per la mamma. Io l’ho vicina e anche lui ce l’ha come un angelo, e ce l’avrà sempre anche nell’ora della morte, e se Gesù avrà già aperto le porte dei Cieli ecco allora che la mamma, più bella di un angelo, verrà incontro al vecchio padre e lo condurrà da Gesù. Lo ha detto Lui. Glielo direte? Lo saprete dire bene?».

«Sì, Jabé».

«No. Ora sono Marjziam. Mi ha dato questo nome la Mamma del Signore. È come se si dicesse il suo nome. Mi vuole tanto bene. Mi mette a letto Lei ogni sera e mi fa dire le preghiere che faceva dire al suo Bambino. E mi sveglia con un bacio, e mi veste, e mi insegna tante cose. Anche Lui però. Ma entrano dentro così piano che si sanno senza fatica. Il mio Maestro!!!».

Il bambino si stringe a Gesù con una tale adorazione di atto e di espressione che commuove.

«Sì, direte tutto questo e anche che non perda la speranza il vecchio. Quest’angelo prega per lui ed Io lo benedico. Anche voi benedico. Andate. La pace sia con voi».

I gruppi si separano andando ognuno per suo conto.

EMR 205.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Giovanni di Endor, vieni qui con Me. Ti devo parlare», dice Gesù affacciandosi sull’uscio.

L’uomo accorre lasciando il bambino al quale insegnava qualcosa. «Che mi vuoi dire, Maestro?», chiede.

«Vieni con Me qui sopra».

Salgono sulla terrazza e si siedono dalla parte più riparata perché, per quanto sia mattina, il sole è già forte. Gesù gira lo sguardo sulla campagna coltivata, in cui i grani di giorno in giorno divengono d’oro e gli alberi gonfiano le loro frutta. Pare volere attingere il pensiero da quella metamorfosi vegetale.

«Senti, Giovanni. Oggi Io credo che verrà Isacco per condurmi i contadini di Giocana prima della loro partenza. Ho detto a Lazzaro di prestare a Isacco un carro per fare loro accelerare il ritorno senza tema di giungere con un ritardo che provocherebbe loro un castigo. E Lazzaro lo fa. Perché Lazzaro fa tutto ciò che Io dico. Ma da te Io voglio un’altra cosa. Ho qui una somma che mi è stata data da una creatura per i poveri del Signore. Generalmente è un mio apostolo l’incaricato di tenere le monete e di dare gli oboli. È Giuda di Keriot generalmente; qualche volta gli altri. Giuda non è presente. Gli altri non voglio siano a cognizione di quel che voglio fare. Anche Giuda questa volta non lo sarebbe. Lo farai tu, in mio nome…».

«Io, Signore?… Io?… Oh! non ne sono degno!…».

«Ti devi abituare a lavorare in mio nome. Non sei venuto per questo?».

«Sì. Ma pensavo dovere lavorare a ricostruire la povera anima mia».

«E Io te ne do il mezzo. In che hai peccato? Contro la misericordia e l’amore. Con l’odio hai demolito la tua anima. Con l’amore e la misericordia la ricostruirai. Io te ne do il materiale. Ti adibirò particolarmente alle opere di misericordia e di amore. Tu sei anche capace di curare, tu sei capace di parlare. Per questo sei atto ad avere cura delle infelicità fisiche e mora li, e hai capacità di farlo. Inizierai con quest’opera. Tieni la borsa. La darai a Michea e ai suoi amici. Fànne parti uguali. Ma fàlle così come Io dico. La dividi per dieci, poi ne dai quattro parti a Michea: una per sé, una per Saulo, una per Gioele e una per Isaia. E le altre sei le dai a Michea perché le dia al vecchio padre di Jabé, per sé e per i suoi compagni. Potranno così avere qualche conforto».

«Va bene. Ma che dico loro per giustificare?».

«Dirai: “Questo è perché vi ricordiate di pregare per un’anima che si redime”».

«Ma potranno pensare che sia io! Non è giusto!».

«Perché? Non ti vuoi redimere?».

«Non è giusto che pensino che sia io il donatore».

«Lascia, e fa’ come Io dico».

«Ubbidisco… ma almeno concedimi di mettere anche io qualche cosa. Tanto… ora non mi occorre più nulla. Libri non ne compero più, polli da nutrire non ne ho più. A me basta tanto poco… Tieni, Maestro. Serbo solo un minimo per le spese dei sandali…», ed estrae da una borsa che aveva in cintura molte monete e le aggiunge alle monete di Gesù.

«Dio ti benedica per la tua misericordia…»

Annotazione

Ho chiesto a Lazzaro di prestare a Isacco un carro, in modo che potessero tornare a casa più velocemente. Non devono avere paura di un ritardo che potrebbe portare a una punizione. Yokhanan (Giocana) diede loro solo sei giorni per arrivare e tornare per la Pasqua. Cfr. EMV 190.

Ho qui una somma che mi è stata data per i poveri del Signore. Aglaia. Cfr. EMV 200.

EMR 206.1.7 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Alla presenza dei contadini di Giocana, di Isacco e molti discepoli, delle donne fra cui è Maria Ss. e Marta, e molti di Betania, Gesù parla. Tutti gli apostoli sono presenti. Il bambino, seduto di fronte a Gesù, non perde una parola. Il discorso deve essere iniziato da poco perché ancora viene della gente… Dice Gesù:

«…è per questo timore, che sento così vivo in molti, che voglio oggi proporvi una dolce parabola. Dolce per gli uomini di buona volontà, amara per gli altri. Ma costoro hanno il modo di abolire questo amaro. Divengano loro pure di buona volontà, e il rimprovero, suscitato dalla parabola nella coscienza, cesserà di essere. (...)

[Gesù racconta la parabola delle dieci vergini.]

Miei cari discepoli, Io non voglio indurvi a tremare di Dio, ma anzi ad avere fede nella sua bontà. Sia voi che restate, come voi che andate, pensate che, se farete ciò che fecero le vergini savie, sarete chiamati non solo a fare corteggio allo Sposo, ma, come per la fanciulla Ester, divenuta regina al posto di Vasti, sarete scelti ed eletti a spose, avendo lo Sposo “trovato in voi ogni grazia e favore sopra ogni altro”. Io vi benedico, voi che andate. Portate in voi e ai compagni questa mia parola. La pace del Signore sia sempre con voi».

Gesù si avvicina ai contadini per salutarli ancora, ma Giovanni di Endor gli sussurra: «Maestro, ormai c’è Giuda…».

«Non importa. Accompagnali al carro e fa’ ciò che ti ho detto di fare».

L’assemblea si scioglie lentamente. Molti parlano a Lazzaro… E questo si volge a Gesù che, lasciati i contadini, viene in quel senso e dice: «Maestro, prima che Tu ci lasci, parlaci ancora… Questo vogliono i cuori di Betania».

«La sera scende. Ma è placida e serena. Se volete riunirvi sui fieni falciati, Io vi parlerò prima di lasciare questo paese amico. Oppure domani, all’aurora. Perché è giunta l’ora del commiato».

«Più tardi! Questa sera!», urlano tutti.

«Come voi volete. Andate ora. Alla metà della prima vigilia vi parlerò»…

Annotazione

Se vi comporterete come vergini sagge, non solo sarete chiamate ad accompagnare lo Sposo, ma, come la giovane Ester, che divenne regina al posto di Vashti, sarete scelte ed elette come spose. Vashti - Vashti significa "amata" in persiano. Prima moglie di Assuero (= Serse, 486-465), re di Persia, che la ripudiò perché si rifiutò di partecipare a un banchetto (Ester 2, 1-18). Ester è citata anche in EMV 136,2 e EMV 414,1.

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