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Note del tema

Santi, Venerabili e Beati della Chiesa Cattolica

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EMR 174.11-15 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Dice Gesù: «Guarda e scrivi. È Vangelo della Misericordia[3], che do a tutti e specie a quelle che si riconosceranno nella peccatrice e che invito a seguirla nella redenzione».

Gesù in piedi su un masso parla a molta folla. Il luogo è alpestre. Una collina solitaria, fra due valli. La collina ha la vetta in forma di giogo, anzi, è più chiaro, in forma di gobba di cammello, di modo che a pochi metri dalla cima ha un naturale anfiteatro in cui la voce rimbomba netta come in una sala da concerti, molto ben costruita. La collina è tutta in fiore. Deve esser buona stagione. Le messi delle pianure tendono ad imbiondire e a farsi pronte per la falce. A nord un alto monte splende col suo nevaio al sole. Immediatamente sotto, ad oriente, il mare di Galilea pare uno specchio spezzato in innumeri scaglie di cui ognuna è uno zaffiro acceso dal sole. Abbacina col suo tremolio azzurro e oro, su cui non si riflette che qualche nuvola fioccosa che veleggia in un cielo purissimo e l’ombra fuggente di qualche vela. Oltre il lago di Genezaret vi è un lontanare di pianure che, per una lieve nebbia terra a terra, forse vaporare di rugiade – perché deve essere ancor mattina e in sulle prime ore, dato che l’erba montana ha ancora qualche diamante rugiadoso sperso fra i suoi steli – paiono continuare il lago, ma con tinte quasi d’opale venato di verde, e oltre ancora una catena montana dalla costa molto capricciosa che fa pensare ad un disegno di nuvole sul cielo sereno.

La folla è seduta chi sull’erba chi su dei pietroni, altra folla è in piedi. Il collegio apostolico non è completo. Vedo Pietro e Andrea, Giovanni e Giacomo, e sento chiamare gli altri due Natanaele e Filippo. Poi ve ne è un altro che è e non è nel gruppo. Forse l’ultimo arrivato: lo chiamano Simone. Gli altri non ci sono. A meno che io non li veda fra la gran folla.

Il discorso è già incominciato da un po’. Capisco che è il discorso della Montagna. Ma le beatitudini sono già enunciate. Anzi direi che il discorso si avvia alla fine, perché Gesù dice:

«Fate questo e ne avrete gran premio. Perché il Padre che è nei Cieli è misericordioso coi buoni e sa dare il centuplo per uno. Onde Io vi dico…».

174.12

Molto movimento avviene fra la folla che si assiepa verso il sentiero che sale al pianoro. Le teste dei più prossimi a Gesù si voltano. L’attenzione si svia. Gesù sospende di parlare e volge lo sguardo nella direzione degli altri. È serio e bello nel suo abito azzurro cupo, con le braccia conserte sul petto e il sole che lo sfiora sul capo col primo raggio che sormonta il picco orientale del colle.

«Fate largo, plebei», grida una iraconda voce d’uomo. «Fate largo alla bellezza che passa»… e vengono avanti quattro bellimbusti tutti azzimati, di cui uno è certo romano perché ha la toga romana, i quali portano come in trionfo sulle loro mani incrociate a sedile Maria di Magdala, gran peccatrice ancora.

E lei ride con la sua bellissima bocca, buttando indietro la testa dalla capigliatura d’oro, tutta intrecci e riccioli trattenuti da forcine preziose e da una lamina d’oro, sparsa di perle, che le fascia il sommo della fronte come un diadema, dal quale scendono ricciolini lievi a velare gli occhi splendidi di loro e resi ancor più grandi e seduttori da un sapiente artificio. Il diadema, poi, si perde dietro le orecchie, sotto la massa delle trecce che pesano sul collo candidissimo e scoperto tutto. Anzi… lo scoperto va molto oltre il collo. Le spalle sono scoperte sino alle scapole, e il petto molto più ancora. La veste è trattenuta sulle spalle da due catenelle d’oro. Le maniche non esistono. Il tutto è coperto, per modo di dire, da un velo che ha il solo incarico di riparare la pelle dall’abbronzatura del sole. La veste è molto leggera e la donna, buttandosi come fa, per vezzo, contro l’uno o l’altro dei suoi adoratori, è come ci si buttasse addosso nuda. Ho l’impressione che il romano sia il preferito, perché a lui vanno di preferenza risatine e occhiate e più facilmente riceve il capo di lei sulla spalla.

«Ecco accontentata la dea», dice il romano. «Roma ha fatto da cavalcatura alla Venere novella. E là è l’Apollo che hai voluto vedere. Seducilo dunque… Ma lascia anche a noi briciole dei tuoi vezzi».

Maria ride e con mossa agile e procace balza a terra, scoprendo i piedini calzati da sandali bianchi con fibbie d’oro e un bel pezzo di gamba. Poi la veste, che è amplissima, di una lana sottile come velo e candidissima, trattenuta alla vita, ma molto in basso, verso i fianchi, da un cinturone tutto a borchie d’oro, snodate, copre tutto. E la donna sta come un fiore di carne, un fiore impuro, sbocciato per sortilegio sul verde pianoro in cui sono mughetti e narcisi selvatici in grande quantità.

È bella più che mai. La bocca piccola e porporina pare un garofano che sbocci sul candore della dentatura perfetta. Il volto e il corpo potrebbero accontentare il più incontentabile pittore o scultore, sia per tinta che per forme. Ampia di petto e di fianchi in misura giusta, con una vita naturalmente flessuosa e sottile rispetto ai fianchi e al petto, pare una dea, come ha detto il romano, una dea scolpita in un marmo lievemente rosato, su cui si tende la stoffa lieve sui fianchi per poi ricadere in una massa di pieghe sul davanti. Tutto è studiato per piacere.

Gesù la guarda fisso. E lei ne sostiene con spavalderia lo sguardo mentre ride e si torce lievemente per il solletico che il romano le fa scorrendola sulle spalle e sul seno, che ha scoperti, con un mughetto colto fra l’erba. Maria, con un corruccio studiato e non vero, rialza il velo dicendo: «Rispetto al mio candore», il che fa scoppiare i quattro in una fragorosa risata.

Gesù la continua a fissare. Appena il rumore delle risate si perde, Gesù, come se l’apparizione della donna avesse riacceso fiamme al discorso che si assopiva nella finale, riprende, e non la guarda più. Ma guarda i suoi uditori che paiono impacciati e scandalizzati per l’avvenuto.

174.13

Gesù riprende:

«Ho detto d’esser fedeli alla Legge, umili, misericordiosi, di amare non solo i fratelli di sangue ma anche chi vi è fratello sol perché nato come voi da uomo. Vi ho detto che il perdono è più utile del rancore, che il compatimento è migliore dell’inesorabilità. Ma ora vi dico che non si deve condannare se non si è esenti dal peccato per cui si è portati a condannare. Non fate come scribi e farisei che sono severi con tutti ma non con se stessi. Che chiamano impuro ciò che è esterno, e può contaminare solo l’esterno, e poi accolgono nel più fondo seno – il cuore – l’impurità.

Dio non è con gli impuri. Perché l’impurità corrompe ciò che è proprietà di Dio: le anime, e specie le anime dei piccoli che sono gli angeli sparsi sulla Terra. Guai a quelli che strappano loro le ali con crudeltà di belve demoniache e prostrano questi fiori di Cielo nel fango, facendo loro conoscere il sapore della materia! Guai!… Meglio sarebbe morissero arsi da un fulmine anziché giungere a tale peccato!

Guai a voi, ricchi e gaudenti! Perché è proprio fra voi che fermenta la più grande impurità a cui fanno letto e guanciale ozio e denaro! Ora siete satolli. Fino alla gola vi arriva il cibo delle concupiscenze e vi strozza. Ma avrete fame. Una fame tremenda, insaziabile e senza addolcimento in eterno. Ora siete ricchi. Quanto bene potreste fare colla vostra ricchezza! Ve ne fate tanto male per voi e per gli altri. Conoscerete una povertà atroce in un giorno che non avrà fine. Ora ridete. Credete d’essere i trionfatori. Ma le vostre lacrime empiranno gli stagni della Geenna. E non avranno più sosta.

Dove si annida adulterio? Dove corruzione di fanciulle? Chi ha due o tre letti di licenza, oltre il proprio di sposo, e su essi profonde il suo denaro e la vigoria di un corpo che Dio gli ha dato sano perché lavori per la sua famiglia e non si spossi in luridi connubi che lo mettono al disotto di una bestia immonda?

Avete udito che fu detto: “Non commettere adulterio”. Ma Io vi dico che chi avrà guardato una donna con concupiscenza, che chi è andata ad un uomo col desiderio, anche solo con questo, ha già commesso adulterio nel suo cuore. Nessuna ragione giustifica la fornicazione. Nessuna. Non l’abbandono e il ripudio di un marito. Non la pietà verso una ripudiata. Avete un’anima sola. Quando essa è congiunta ad un’altra per patto di fedeltà, non menta. Altrimenti il bel corpo per cui peccate andrà seco voi, anime impure, nelle fiamme inesauste. Mutilatelo piuttosto, ma non l’uccidete in eterno dannandolo. Tornate uomini, voi ricchi, sentine verminose di vizio, tornate uomini per non fare ribrezzo al Cielo…».

174.14

Maria, che ha ascoltato in principio con un viso che era un poema di seduzione e di ironia, avendo di tanto in tanto delle risatine di scherno, sulla fine del discorso si fa nera di corruccio. Capisce che, senza guardarla, Gesù parla a lei. Il suo corruccio si fa sempre più nero e ribelle e all’ultimo ella non resiste. Si avvolge dispettosa nel suo velo e, inseguita dalle occhiate della folla che la scherniscono e dalla voce di Gesù che la persegue, si dà in corsa giù per la china lasciando lembi di veste sui cardi e sui cespugli di rose canine che sono ai margini del sentiero, e ride di rabbia e di scherno.

Non vedo altro. Ma Gesù dice: «Vedrai ancora».

[29 maggio 1945.]

174.15

Gesù riprende: «Voi siete sdegnati dell’avvenuto. Sono due giorni che il nostro rifugio, ben alto sul fango, è turbato dal sibilo di Satana. Non è più dunque un rifugio e noi lo lasceremo. Ma voglio ultimarvi questo codice del “più perfetto” in quest’ampiezza di luci e di orizzonti. Qui realmente Dio appare nella sua maestà di Creatore, e vedendo le sue meraviglie noi possiamo giungere a credere fermamente che il Padrone è Lui e non Satana. Non potrebbe il Maligno creare neppure uno stelo d’erba. Ma Dio tutto può. Questo ci conforti. Ma voi siete tutti al sole ormai. E ciò vi nuoce. Spargetevi allora su per le pendici. Vi è ombra e frescura. Prendete il vostro pasto, se volete. Io vi parlerò sullo stesso argomento. Molti motivi hanno protratto l’ora. Ma non vi rincresca di ciò. Qui siete con Dio».

La folla grida: «Sì, sì. Con Te», e si sposta sotto i boschetti sparsi sul lato orientale, di modo che la parete e le frasche fanno riparo al sole già troppo caldo.

Gesù dice intanto a Pietro di smontare la sua tettoia.

«Ma… ce ne andiamo proprio?».

«Sì».

«Perché è venuta lei?…».

«Sì. Ma non lo dire ad alcuno e specie allo Zelote. Ne rimarrebbe afflitto per Lazzaro. Non posso permettere che la parola di Dio sia fatta scherno di pagani…».

«Capisco, capisco…».

«Allora però capisci anche un’altra cosa».

«Quale, Maestro?».

«La necessità di tacere in certi casi. Mi raccomando. Tu sei tanto caro, ma sei anche talmente impulsivo da uscire in osservazioni pungenti».

«Capisco… non vuoi per Lazzaro e Simone…».

«E per altri ancora».

«Pensi che ce ne saranno oggi?».

«Oggi, domani e dopodomani e sempre. E sempre sarà necessario sorvegliare l’impulsività del mio Simone di Giona. Vai, vai a fare quanto ti ho detto».

Pietro se ne va, chiamando in suo aiuto i compagni.

Annotazione

È il Vangelo della Misericordia: si tratta di una serie di visioni date dal 12 al 14 agosto 1944. Sono suddivise tra questo capitolo e il capitolo EMV 183 di questo volume, così come EMV 233 e parte di EMV 377. Gesù ne parla in EMV 468.

Vi ho detto che il perdono è più utile del risentimento, che è meglio simpatizzare che essere inesorabili. Gesù spiega, in EMV 234,5, che questa frase, sepolta nel mezzo del discorso, è detta soprattutto per Maria Maddalena.

EMR 174.11 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

La folla è seduta chi sull’erba chi su dei pietroni, altra folla è in piedi. Il collegio apostolico non è completo. Vedo Pietro e Andrea, Giovanni e Giacomo, e sento chiamare gli altri due Natanaele e Filippo. Poi ve ne è un altro che è e non è nel gruppo. Forse l’ultimo arrivato: lo chiamano Simone. Gli altri non ci sono. A meno che io non li veda fra la gran folla.

Annotazione

Contrariamente alle apparenze, questo commento è perfettamente coerente: Giovanni, Giacomo, Pietro e Andrea furono "visti" il 25 febbraio 1944. La visione dell'incontro con Natanaele e Filippo avvenne il 13 ottobre 1944, due mesi dopo la scena qui descritta, e quella con Simone lo Zelota il 26 ottobre 1944.

EMR 174.15 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù dice intanto a Pietro di smontare la sua tettoia.

«Ma… ce ne andiamo proprio?».

«Sì».

«Perché è venuta lei?…».

«Sì. Ma non lo dire ad alcuno e specie allo Zelote. Ne rimarrebbe afflitto per Lazzaro. Non posso permettere che la parola di Dio sia fatta scherno di pagani…».

«Capisco, capisco…».

«Allora però capisci anche un’altra cosa».

«Quale, Maestro?».

«La necessità di tacere in certi casi. Mi raccomando. Tu sei tanto caro, ma sei anche talmente impulsivo da uscire in osservazioni pungenti».

«Capisco… non vuoi per Lazzaro e Simone…».

«E per altri ancora».

«Pensi che ce ne saranno oggi?».

«Oggi, domani e dopodomani e sempre. E sempre sarà necessario sorvegliare l’impulsività del mio Simone di Giona. Vai, vai a fare quanto ti ho detto».

Pietro se ne va, chiamando in suo aiuto i compagni.

Dettaglio

Dopo l'arrivo di Maria Maddalena, allora grande peccatrice, Gesù annunciò la loro partenza dai Corni di Hattin, dove si erano fermati per qualche giorno.

Annotazione

- Pensi che ci sarà oggi?

- Oggi, domani e dopodomani, sempre.

Gesù si riferisce senza dubbio ai farisei, che cercano di fare osservazioni poco caritatevoli.

EMR 174.16 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’Iscariota è rimasto pensieroso in un angolo. Gesù lo chiama. Tre volte, perché non sente. Infine si volge. «Mi vuoi, Maestro?», chiede.

«Sì. Va’ tu pure a prendere il tuo cibo e ad aiutare i compagni».

«Non ho fame. E neppure Tu».

«Neppure Io. Ma per opposti motivi. Sei turbato, Giuda?».

«No, Maestro. Stanco…».

«Ora andiamo sul lago e poi in Giudea, Giuda. E da tua madre. Te l’ho promesso…».

Giuda si rianima. «Vieni proprio con me solo?».

«Ma certo. Voglimi bene, Giuda. Io vorrei che il mio amore fosse in te al punto da preservarti da ogni male».

«Maestro… sono uomo. Non sono angelo. Ho attimi di stanchezza. È peccato aver bisogno di dormire?».

«No, se tu dormi sul mio petto. Guarda là la gente come è felice e come è lieto il paesaggio da qui. Però deve essere molto bella anche la Giudea, in primavera».

«Bellissima, Maestro. Solo là, sulle montagne, che sono più alte di qui, è più tardiva. Ma vi sono fiori bellissimi. I pometi sono uno splendore. Il mio, cura particolare della mamma, è uno dei più belli. E quando ella vi cammina, coi colombi che le corrono dietro per avere grano, credi che è una vista che placa il cuore».

«Lo credo. Se mia Madre non sarà troppo stanca mi piacerebbe portarla dalla tua. Si amerebbero perché sono due buone».

Giuda, sedotto da questa idea, torna sereno e, dimenticandosi di «non aver fame e di essere stanco», corre dai compagni ridendo allegro e, alto come è, slaccia i nodi più alti senza fatica e si mangia il suo pane e ulive, allegro come un fanciullo.

Gesù lo guarda con compassione e poi si avvia verso gli apostoli.

Dettaglio

Maria Maddalena irrompe sul Monte delle Beatitudini. A quel tempo era una grande peccatrice. Dopo che Gesù le ebbe parlato, se ne andò infuriata. Dopo il suo discorso, Gesù andò a trovare Giuda.

Annotazione

Te l'ho promesso: richiamo alla promessa fatta a Giuda in EMV 139,1.

Solo che laggiù sulle montagne, che sono più alte di qui, la primavera arriva più tardi. Esattamente: la differenza è di 3 o 4 settimane.

Se mia madre non è troppo stanca, sarei felice di portarla da voi. Si amerebbero, perché sono entrambe brave persone. Gesù vuole associare le due madri che dovranno soffrire tanto.

EMR 174.17 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ecco il pane, Maestro. E un uovo. Me lo sono fatto dare da quel ricco là, vestito di rosso. Gli ho detto: “Tu ascolti e sei beato. Lui parla ed è sfinito. Dàmmi uno dei tuoi ovetti. Farà meglio a Lui che a te”».

«Ma Pietro!».

«No, Signore! Sei pallido come un bambino attaccato a un petto vuoto e stai divenendo esile come un pesce dopo gli amori. Lascia fare a me. Non voglio avere rimproveri da farmi. Ora lo metto in questa cenere calda, sono le fascine che ho arrostite, e Tu te lo bevi. Non lo sai che sono… quanti sono? settimane certo, che non si mangia che pane e ulive e un poco di latticello… Uhm! Sembriamo in purga. E Tu mangi meno di tutti e parli per tutti. Ecco l’uovo. Bevilo tiepido, che fa bene».

Gesù ubbidisce e, vedendo che Pietro mangia solo pane, chiede: «E tu? Le ulive?».

«Sss! Mi servono per dopo. Le ho promesse».

«A chi?».

«A dei bambini. Però se non stanno zitti fino alla fine io mi mangio le ulive e a loro do i noccioli, ossia schiaffi».

«Ma benissimo!».

«Eh! non li darò mai. Ma se non si fa così! Ne ho presi tanti anche io, e se mi avessero dovuto dare tutti quelli che meritavo per le mie monellerie ne avrei dovuto prendere dieci volte di più! Ma fanno bene. Sono così perché le ho prese».

Ridono tutti della sincerità dell’apostolo.

Dettaglio

In EMV 174.3, leggiamo che Pietro "arringa una dozzina di diavoli ai quali promette olive se staranno zitti fino alla fine e schiaffi se faranno baccano mentre il Maestro parla". L'argomento ritorna poco dopo.

Annotazione

Non so quanto tempo fa... quanti giorni? Sicuramente settimane, da quando non mangiamo altro che pane e olive e un po' di latte. Sono passati 14 giorni da quando hanno lasciato Capharnaum.

EMR 174.17-18 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Maestro, io ti vorrei dire che oggi è venerdì e che questa gente… non so se potrà procurarsi cibo in tempo per domani o raggiungere le case», dice Bartolomeo.

«È vero! È venerdì!», dicono in diversi.

«Non importa. Dio provvederà. Ma lo diremo loro».

Gesù si alza e va al suo nuovo posto, in mezzo alla folla sparsa fra i boschetti.

«Per prima cosa ricordo che è venerdì. Ora Io dico che chi teme di non poter giungere in tempo alle case e non può giungere a credere che Dio darà domani cibo ai suoi figli, può ritirarsi subito, di modo che il tramonto non lo colga per via».

Su tutta la folla si alzano una cinquantina di persone. Tutti gli altri restano dove sono.

174.18 Gesù sorride e comincia a parlare.

Dettaglio

Lo scriba Giovanni fa parte della folla menzionata in questo estratto (come confermerà nel prossimo capitolo).

Annotazione

È la vigilia del sabato e la legge del riposo sabbatico proibisce a chiunque di viaggiare dopo le 18.00, l'inizio del giorno successivo. Lo scriba Giovanni è tra coloro che vanno, come spiega nel capitolo successivo.

EMR 175.3.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

La gente si stringe al Maestro, un cerchio che non si vuole aprire a nessun costo. Ma intanto il sole è calato e si inizia il riposo del sabato. I paesi sono lontani. Ma la gente non rimpiange paesi, non cibi, nulla. Se ne preoccupano però gli apostoli e lo dicono a Gesù. Anche i discepoli anziani sono in pensiero. Ci sono le donne e i bambini, e se la notte è tiepida, e soffice è l’erba dei prati, le stelle non sono pane, né si fanno cibarie i sassi delle prode.

Gesù è l’unico che non se la prende. La gente intanto mangia i suoi avanzi come nulla fosse, e Gesù lo fa notare ai suoi:

«In verità vi dico che costoro sono da più di voi! Guardate con che spensieratezza dànno fine a tutto. Ho detto loro: “Chi non può credere che domani Dio darà cibo ai suoi figli si ritiri”, ed essi sono rimasti. Dio non smentirà il suo Messia e non deluderà chi spera in Lui».

Gli apostoli si stringono nelle spalle e non si occupano d’altro.

(...) [Lo scriba Giovanni venne in loro aiuto e Gesù disse:]

«Ed ora che vi devo dire per la vostra incredulità? Non ha messo il Padre un pane per noi tutti nelle mani di uno che, per casta, mi è nemico? Oh! uomini di poca fede!… Ma andate fra i soffici fieni e dormite. Io vado a pregare il Padre perché vi apra i cuori e a ringraziarlo per la sua bontà. La pace a voi».

Dettaglio

Anche se nessuno di loro viene nominato in modo specifico, i Dodici sono presenti in questo capitolo. Di fronte alla loro mancanza di fede e di fiducia nella Provvidenza del Padre per sfamare la folla, Gesù dice loro questo in EMV 175,5, dopo che lo scriba Giovanni è venuto in loro aiuto.

EMR 176.1-2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù nella notte si è alquanto dilungato risalendo il monte, di modo che l’aurora lo mostra ritto su uno scrimolo. Pietro, che lo vede, lo accenna ai compagni ed essi salgono verso di Lui.

«Maestro, perché non sei venuto con noi?», chiedono in diversi.

«Avevo bisogno di pregare».

«Ma hai anche tanto bisogno di riposare».

«Amici, nella notte una voce è venuta dai Cieli chiedendo preghiera per i buoni e per i malvagi, ed anche per Me stesso».

«Perché? Che ne hai bisogno Tu?».

«Come gli altri. La mia forza si nutre di preghiera e la mia gioia di fare ciò che vuole il Padre mio. Il Padre mi ha detto due nomi di persone, e un dolore per Me. Queste tre cose dette hanno tanto bisogno di preghiera».

Gesù è molto triste e guarda i suoi con occhio che pare supplichi chiedendo qualcosa, o che interroghi. Si posa su questo e su quello e in ultimo si posa su Giuda Iscariota fermandovisi.

L’apostolo lo nota e chiede: «Perché mi guardi così?».

«Non vedevo te. Il mio occhio contemplava un’altra cosa…».

«Ed è?».

«Ed è la natura del discepolo. Tutto il bene e tutto il male che un discepolo può dare, può fare per il suo maestro. Pensavo ai discepoli dei Profeti e a quelli di Giovanni. E pensavo ai miei propri. E pregavo per Giovanni, per i discepoli e per Me…».

«Sei triste e stanco questa mattina, Maestro. Di’ a chi ti ama il tuo affanno», invita Giacomo di Zebedeo.

«Sì, dillo, e se c’è cosa che si possa fare per sollevarlo noi lo faremo», dice il cugino Giuda.

Pietro parla con Bartolomeo e Filippo, ma non capisco ciò che dicono.

Gesù risponde: «Essere buoni, sforzatevi ad essere buoni e fedeli. Ecco il sollievo. Non ce ne è nessun altro, Pietro. Hai inteso? Deponi il sospetto. Vogliatemi e vogliatevi bene, non vi fate sedurre da chi mi odia, vogliate soprattutto bene alla volontà di Dio».

«Eh! ma se tutto viene da quella, anche i nostri errori verranno da quella!», esclama Tommaso con aria di filosofo.

«Lo credi? Non è così.

176.2

Ma molta gente si è destata e guarda qui. Scendiamo. E santifichiamo il giorno santo con la parola di Dio».

EMR 177.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Venendo dalla campagna Gesù entra in Cafarnao. Sono con Lui solo i dodici, anzi gli undici apostoli, perché non c’è Giovanni.

Annotazione

Apprendiamo da Pietro, a Betsaida, che Gesù lo mandò "avanti" con Isacco per condurre Maria dal Battista(EMV 180,7).

EMR 178.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vedo Gesù che si dirige coi suoi undici, perché manca sempre Giovanni, verso la riva del lago.

Annotazione

Giovanni parte con Isacco per Enon, dove si era rifugiato il Battista.