E che parlano anche del nuovo giro da fare, andando verso le fertili pianure che precedono la marina. E nomi di glorie passate riaffiorano, suscitando racconti, domande, spiegazioni e discussioni bonarie.
«Quando saremo sulla cima di questo monte vi mostrerò dall’alto tutte le zone che vi interessano. Potrete da esse trarre pensieri per le vostre parole al popolo».
«Ma come facciamo, mio Signore? Io non sono buono», geme Andrea, e a lui si associano Pietro e Giacomo. «Siamo i più disgraziati noi!».
«Oh! per questo! Anche io non sono di meglio. Fosse oro e argento potrei parlarne, ma di queste cose…», dice Tommaso.
«E io? che ero io?», chiede Matteo.
«Ma tu non hai paura del pubblico, tu sai discutere», ribatte Andrea.
«Ma su altre cose…», replica Matteo.
«Eh! già!… Ma… Insomma tu sai già quello che vorrei dire, e fa’ conto che te lo abbia detto. Il fatto è che tu vali più di noi», dice Pietro.
«Ma miei cari. Non c’è bisogno di andare nel sublime. Dite semplicemente quello che pensate, con la vostra convinzione. Credete che quando uno è convinto persuade sempre», dice Gesù.
Ma Giuda di Keriot supplica: «Dàcci molti spunti Tu. Un’idea ben data può servire a molte cose. Questi posti sono rimasti senza una parola su di Te, io credo. Perché nessuno mostra di conoscerti».
«È perché qui c’è ancora molto vento che viene dal Moria… Sterilisce…», risponde Pietro.
«È perché non si è seminato. Ma noi semineremo», ribatte l’Iscariota sicuro, reso felice dai primi successi.