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Note del tema

Apostolato ed evangelizzazione

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EMR 17.15

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

17.15 Maria, bisogna sempre saper essere gradino perché gli altri salgano a Dio. Se ci calpestano, non fa niente. Purché riescano ad andare alla Croce. È il nuovo albero che ha il frutto della conoscenza del Bene e del Male, perché dice all’uomo ciò che è male e ciò che è bene, perché sappia scegliere e vivere, e sa nel contempo fare di sé liquore per guarire gli intossicati dal male voluto gustare. Il nostro cuore sotto ai piedi degli uomini, purché il numero dei redenti cresca e il Sangue del mio Gesù non sia effuso senza frutto. Ecco la sorte delle ancelle di Dio. Ma poi meritiamo di ricevere nel grembo l’Ostia santa e ai piedi della Croce, intrisa del suo Sangue e del nostro pianto, dire: “Ecco, o Padre, l’Ostia immacolata che ti offriamo per la salute del mondo. Guardaci, o Padre, fuse con Essa, e per i suoi meriti infiniti dàcci la tua benedizione”.

EMR 27.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«È un uomo, giusto, ma uomo. E vede da uomo. Pensa da uomo. Compatiscilo, anima mia, e guidalo a vedere da spirito».

Dettaglio

Quando ci si trova di fronte a un'anima intrisa di buon senso umano, si può pensare a se stessi.

EMR 29.12

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Eppure non bastava ancora per ottenere alla donna la pace perduta da Eva. Quella ve la ottenni ai piedi della Croce. Nel veder morire Quello che tu hai visto nascere. Nel sentirmi strappare le viscere al grido della mia Creatura che moriva, sono rimasta vuota di ogni femminismo: non più carne ma angelo. Maria, la Vergine sposata allo Spirito, morì in quel momento. Rimase la Madre della Grazia, quella che vi ha dal suo tormento generata la Grazia e ve l’ha data. La femmina che avevo riconsacrata donna la notte del Natale, ai piedi della Croce acquistò i mezzi di divenire creatura dei Cieli.

Questo ho fatto io per voi, negandomi ogni soddisfazione anche santa. Di voi, ridotte da Eva femmine non superiori alle compagne degli animali, ho fatto, sol che lo vogliate, le sante di Dio. Sono ascesa per voi. Come feci con Giuseppe, vi ho portate più in alto. La roccia del Calvario è il mio monte degli Ulivi. Da lì presi il balzo per portare ai Cieli l’anima risantificata della donna insieme alla mia carne, glorificata per aver portato il Verbo di Dio e annullato in me anche l’ultima traccia di Eva, l’ultima radice di quell’albero dai quattro venefici rami e dalla radice confitta nel senso, che aveva trascinato alla caduta l’umanità e che fino alla fine dei secoli e all’ultima donna vi morderà le viscere. Da là, dove ora splendo nel raggio dell’Amore, io vi chiamo e vi indico la Medicina per vincere voi stesse: la Grazia del mio Signore e il Sangue del Figlio mio.

Dettaglio

Maria descrive ciò che ha passato per partecipare alla co-redenzione delle donne. Ha vinto l'orgoglio umiliandosi nel più profondo del suo essere. Ha vinto l'avidità dei nostri primi genitori rinunciando in anticipo al suo Bambino. Ha vinto l'avidità, sia di conoscenza che di piacere, accettando di conoscere solo ciò che Dio voleva che conoscesse. E ha vinto la lussuria, che è golosità portata fino all'ingordigia. Continua la sua spiegazione a Maria:

EMR 44.12

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il mio Sangue e il pianto di mia Madre sono la mistura che fortifica questi segnati a eroica sorte, quella che annulla in loro le imperfezioni, o anche le colpe commesse dalla loro debolezza, dando, oltre al martirio, comunque subìto, la pace di Dio e, se sofferto per Dio, la gloria del Cielo.

Le trovano i missionari come fiamma che scalda nelle regioni dove la neve impera, le trovano come rugiada là dove il sole arde. Sono spremute dalla carità di Maria e sono sgorgate da un cuore di giglio. Hanno perciò, della carità verginale sposata all’Amore, il fuoco, e della verginale purezza la profumata frescura, simile a quella dell’acqua raccolta nel calice di un giglio dopo una notte rugiadosa.

Le trovano i consacrati in quel deserto che è la vita monastica bene intesa: deserto, perché non vive che l’unione con Dio, e ogni altro affetto cade divenendo unicamente carità soprannaturale: per i parenti, gli amici, i superiori, gli inferiori.

Le trovano i consacrati a Dio nel mondo, nel mondo che non li capisce e non li ama, deserto anche per questi, in cui essi vivono come fossero soli, tanto sono incompresi e derisi per amor mio.

Le trovano le mie care “vittime”, perché Maria è la prima delle vittime per amore di Gesù, ed alle sue seguaci Ella dà, con mano di Madre e di Medico, le sue lacrime che ristorano e inebbriano a più alto sacrificio.

Santo pianto della Madre mia!

EMR 47.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Lasciaci venire con Te, Maestro. Mostraci dove abiti».

«Venite. Ma sapete cosa chiedete? Chi mi segue dovrà tutto lasciare: e casa, e parenti, e modo di pensare, e vita anche. Io vi farò miei discepoli e miei amici, se volete. Ma Io non ho ricchezze e protezioni. Sono, e più lo sarò, povero sino a non avere dove posare il capo e perseguitato più di sperduta pecora dai lupi. La mia dottrina è ancor più severa di quella di Giovanni, perché interdice anche il risentimento. Non tanto al­l’esterno si volge, quanto allo spirito. Rinascere dovrete se volete essere miei. Lo volete voi fare?».

«Sì, Maestro. Tu solo hai parole che ci dànno luce. Esse scendono e, dove era tenebra di desolazione perché privi di guida, mettono chiarore di sole».

«Venite, dunque, e andiamo. Vi ammaestrerò per via».

EMR 48.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

“Tu ci chiami, Maestro. Ma noi siamo tutti poveri. Che ti dobbiamo portare?”. Ha risposto, con un sorriso che proprio fa gustare il Paradiso: “Un grande tesoro voglio da voi”; e noi: “Ma se nulla abbiamo?”; e Lui: “Un tesoro dai sette nomi, e che anche il più meschino può avere e il re più ricco può non possedere, lo avete e lo voglio. Uditene i nomi: carità, fede, buona volontà, retta intenzione, continenza, sincerità, spirito di sacrificio. Questo Io voglio da chi mi segue, questo solo, e in voi c’è. Dorme come seme sotto zolla invernale, ma il sole della mia primavera lo farà nascere in settemplice spiga”.