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Note del tema

Apostoli

Pagina 70 di 89

Comfort di lettura

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EMR 190.1-2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Hai visto i campi di Doras?».

«Vengo da Naim…».

«Allora non li hai visti. Sono tutti rovinati. (L’uomo dice questo a voce bassa e pur marcata, come chi confida una cosa tremenda, in segreto). Tutti rovinati! Non fieni, non biade, non frutta. Viti seccate, pometi seccati… Morto… tutto morto… come a Sodoma e Gomorra… Vieni, vieni che te li mostro. (...) Oh! ecco quelli che mi hanno arato il campo…», e l’uomo corre incontro a Pietro e Andrea.

Ma Pietro lo saluta brevemente e prosegue il suo andare, e già grida: «Oh! Maestro! Ma non c’è più nessuno! Tutti visi nuovi. E c’è tutto devastato! In verità potrebbe fare a meno di tenere contadini qui. È peggio che sul mar Salato!…».

«Lo so. Me lo ha detto Isaia».

«Ma vieni a vedere! Che vista!…». (...)

La vista dei campi di Doras è realmente desolante. Campi e prati aridi e nudi, secchi i vigneti, distrutto il fogliame e il frutto sugli alberi da milioni di insetti d’ogni genere. Anche presso la casa il giardino-frutteto mostra l’aspetto desolato di un bosco morente.

I contadini vagano qua e là strappando erbacce, schiacciando bruchi, lumache, lombrichi e simili, scuotendo i rami tenendovi sotto dei catini pieni d’acqua per affogarvi le farfalline, gli afidi e altri parassiti che coprono le superstiti foglie ed emungono la pianta fino a farla morire. Cercano un segno di vita nei tralci dei vigneti. Ma questi si spezzano aridi non appena sono toccati e talora piegano alla base come se una sega avesse reciso le radici.

Il contrasto coi campi di Giocana, coi vigneti e frutteti di questo, è vivissimo, e la desolazione dei campi maledetti sembra ancor più violenta se la si paragona alla fertilità degli altri.

«Ha la mano pesante il Dio del Sinai», mormora Simone Zelote.

Gesù fa un atto come dire: «Eccóme!», ma non dice nulla. Solo chiede: «Come è avvenuto?».

Un contadino risponde fra i denti: «Talpe, cavallette, vermi… ma va’ via! Il sorvegliante è fedele a Doras… Non ci fare delmale…».

Gesù ha un sospiro e se ne va.

Dettaglio

Gesù parla con Isaia, un contadino di Yokhanan.

Annotazione

"L'uomo corre incontro a Pietro e Andrea". Cfr. EMV 109,4: Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, che hanno preso il posto degli aratori per poter ascoltare la parola di Gesù.

Parliamo di Te, con quello che abbiamo imparato da Giona, da Isacco che viene spesso da noi, e dal tuo discorso a Tisri. Cfr. EMV 109,5.

Il Dio del Sinai ha la mano pesante. Riferimento diretto alle parole di Gesù in EMV 109,12.

EMR 190.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il tramonto si inizia con un arrossar di cielo quando Gesù giunge in vista dei campi di Giocana.

«Affrettiamo il passo, amici, prima che cali il sole. E tu, Pietro, va’ con tuo fratello ad avvisare i nostri amici, quelli di Doras».

«Ci vado, sì, anche per vedere se il figlio è proprio via». Pietro dice quella parola: figlio, in un modo tale che vale per un lungo discorso. E se ne va.

Annotazione

Gesù aveva avvertito inEMV 187,3 che il figlio di Doras era già a Gerusalemme.

EMR 191.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Consegna a Michea tanto denaro che domani egli possa ricompensare quanto oggi si è fatto prestare dai contadini di questa zona», dice Gesù a Giuda Iscariota, che generalmente amministra le… sostanze comuni.

E poi Gesù chiama Andrea e Giovanni e li manda in due punti in cui si può vedere la strada o le strade che vengono da Jezrael. Chiama poi Pietro e Simone e li manda incontro ai contadini di Doras con l’ordine di fermarli presso il confine fra le due proprietà.

Infine dice a Giacomo e Giuda: «Prendete le cibarie e venite».

EMR 191.3-4.9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vi è uno, piuttosto vecchio, che si stringe al fianco un fanciullo di un dieci anni circa; mangia e piange.

«Perché, padre, fai così?…», chiede Gesù.

«Perché la tua bontà è troppa…».

L’uomo di Endor dice con la sua voce gutturale: «È vero… e fa piangere. Ma il pianto è senza amaro…».

«È senza amaro. È vero. E poi… io vorrei una cosa. È anche desiderio questo pianto».

«Che vuoi, padre?».

«Questo fanciullo lo vedi? È mio nipote. Mi è rimasto dopo la frana di questo inverno. Doras neppure sa che mi ha raggiunto, perché lo faccio vivere come una bestia selvatica nel bosco e solo al sabato lo vedo. Se me lo scopre, o lo caccia o lo mette al lavoro… e sarà peggio di un animale da soma questo tenero mio sangue… A Pasqua lo manderò con Michea a Gerusalemme per divenire figlio della Legge… e poi?… È il figlio di mia figlia…».

«Lo daresti a Me, invece? Non piangere. Ho tanti amici che sono onesti, santi e senza figli. Lo alleveranno santamente, nella mia via…».

«Oh! Signore! Da quando ho saputo di Te l’ho desiderato. E pregavo il santo Giona, lui che sa cosa è essere di questo padrone, di salvare il mio nipote da questa morte…».

«Fanciullo, verresti con Me?».

«Sì, mio Signore. E non ti darò dolore».

«È detto».

191.4

«Ma… a chi lo vuoi dare?», chiede Pietro tirando Gesù per una manica. «A Lazzaro anche questo?».

«No, Simone. Ma ce ne sono tanti senza figli…».

«Ci sono anche io…». Il viso di Pietro pare fino affilarsi nel desiderio.

«Simone, te l’ho detto[1]. Tu devi essere il “padre” di tutti i figli che Io ti lascerò in eredità. Ma non devi avere la catena di nessun figlio tuo proprio. Non ti mortificare. Tu sei troppo necessario al Maestro perché il Maestro possa staccarti da Sé per un affetto. Sono esigente, Simone. Sono esigente più di uno sposo gelosissimo. Ti amo con ogni predilezione e ti voglio tutto per Me e di Me».

«Va bene, Signore… Va bene… Sia fatto come Tu vuoi». Il povero Pietro è eroico nel suo aderire a questa volontà di Gesù.

«Sarà il figlio della mia nascente Chiesa. Va bene? Di tutti e di nessuno. Sarà il “nostro” bambino. Ci seguirà quando lo permetteranno le distanze, o ci raggiungerà, e suoi tutori saranno i pastori, loro che amano nei bambini tutti il “loro” bambino Gesù. Vieni qui, fanciullo. Come ti chiami?».

«Jabé di Giovanni, e son di Giuda», dice sicuro il ragazzo.

«Sì. Siamo giudei noi», conferma il vecchio. «Io lavoravo nelle terre di Doras in Giudea, e mia figlia si è sposata con un di quelle parti. Lavorava ai boschi presso Arimatea e quest’inverno…».

«Ho visto la sventura[2]».

«Il fanciullo si è salvato perché quella notte era da un parente lontano… Veramente si è portato il nome, Signore! L’ho detto subito a mia figlia: “Perché? Non ricordi l’antico[3]?”. Ma il marito volle chiamarlo così, e Jabé fu».

«“Il fanciullo invocherà il Signore e il Signore lo benedirà e dilaterà i suoi confini, e la mano del Signore è sulla sua mano, ed egli non sarà più oppresso dal male”. Questo gli concederà il Signore per consolare te, padre, gli spiriti dei morti, e confortare l’orfano.

(...) Io vi benedico, ora. Ma per voi pregherò ogni nuova aurora.

E tu, padre, non avere più affanno per l’agnello che mi affidi. Te lo riporterò ogni tanto perché tu possa giubilare vedendolo crescere in sapienza e bontà sulla via di Dio. Sarà il tuo agnello di questa tua povera Pasqua, il più gradito degli agnelli presentati all’altare di Geové. Jabé, saluta il vecchio padre e poi vieni al tuo Salvatore, al tuo Pastore buono. La pace sia con voi!».

«Oh! Maestro! Maestro buono! Lasciarti!…».

«Sì. È penoso. Ma non è bene che il sorvegliante qui vi trovi. Sono venuto apposta qui per evitarvi punizioni. Ubbidite per amore all’Amore che vi consiglia».

I disgraziati si alzano con le lacrime agli occhi e vanno alla loro croce. Gesù li benedice ancora e poi, con la mano del fanciullo nella sua, e con l’uomo di Endor dall’altro lato, torna per la via già fatta alla casa di Michea, raggiunto da Andrea e da Giovanni che, finito il loro turno di guardia, si ricongiungono ai confratelli.

Dettaglio

Gesù è con i contadini di Doras e offre loro qualcosa da mangiare per la Pasqua. Uno degli uomini gli presenta il nipote.

Annotazione

"Simone, te l'ho detto", in EMV 104,5. L'ultima menzione di Lazzaro è in relazione all'evento riportato in EMV 172,11.

"Ho visto la catastrofe", in EMV 139,2.

"Perché questo nome? Non ricordi quello vecchio? "(...) "Il bambino invocherà il Signore e il Signore lo benedirà e allargherà i suoi confini; la mano del Signore è nella sua mano ed egli non sarà più oppresso dalla sventura". " La citazione è tratta da 1 Cronache 4, 9-10.

Primo libro delle Cronache 4, 9-10

1 Cap. 4, 9-10 : Yabesh era più onorato dei suoi fratelli. Sua madre gli diede il nome di Yabesh (cioè "Nel dolore"), dicendo: "Yabesh invocò il Dio d'Israele dicendo: "Se tu mi benedici, allargherai il mio territorio, la tua mano sarà con me e allontanerai da me la sventura, così che la mia angoscia finisca" e Dio gli concesse ciò che aveva chiesto.

EMR 191.3-4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vi è uno, piuttosto vecchio, che si stringe al fianco un fanciullo di un dieci anni circa; mangia e piange.

«Perché, padre, fai così?…», chiede Gesù.

«Perché la tua bontà è troppa…».

L’uomo di Endor dice con la sua voce gutturale: «È vero… e fa piangere. Ma il pianto è senza amaro…».

«È senza amaro. È vero. E poi… io vorrei una cosa. È anche desiderio questo pianto».

«Che vuoi, padre?».

«Questo fanciullo lo vedi? È mio nipote. Mi è rimasto dopo la frana di questo inverno. Doras neppure sa che mi ha raggiunto, perché lo faccio vivere come una bestia selvatica nel bosco e solo al sabato lo vedo. Se me lo scopre, o lo caccia o lo mette al lavoro… e sarà peggio di un animale da soma questo tenero mio sangue… A Pasqua lo manderò con Michea a Gerusalemme per divenire figlio della Legge… e poi?… È il figlio di mia figlia…».

«Lo daresti a Me, invece? Non piangere. Ho tanti amici che sono onesti, santi e senza figli. Lo alleveranno santamente, nella mia via…».

«Oh! Signore! Da quando ho saputo di Te l’ho desiderato. E pregavo il santo Giona, lui che sa cosa è essere di questo padrone, di salvare il mio nipote da questa morte…».

«Fanciullo, verresti con Me?».

«Sì, mio Signore. E non ti darò dolore».

«È detto».

191.4 «Ma… a chi lo vuoi dare?», chiede Pietro tirando Gesù per una manica. «A Lazzaro anche questo?».

«No, Simone. Ma ce ne sono tanti senza figli…».

«Ci sono anche io…». Il viso di Pietro pare fino affilarsi nel desiderio.

«Simone, te l’ho detto[1]. Tu devi essere il “padre” di tutti i figli che Io ti lascerò in eredità. Ma non devi avere la catena di nessun figlio tuo proprio. Non ti mortificare. Tu sei troppo necessario al Maestro perché il Maestro possa staccarti da Sé per un affetto. Sono esigente, Simone. Sono esigente più di uno sposo gelosissimo. Ti amo con ogni predilezione e ti voglio tutto per Me e di Me».

«Va bene, Signore… Va bene… Sia fatto come Tu vuoi». Il povero Pietro è eroico nel suo aderire a questa volontà di Gesù.

«Sarà il figlio della mia nascente Chiesa. Va bene? Di tutti e di nessuno. Sarà il “nostro” bambino. Ci seguirà quando lo permetteranno le distanze, o ci raggiungerà, e suoi tutori saranno i pastori, loro che amano nei bambini tutti il “loro” bambino Gesù. Vieni qui, fanciullo. Come ti chiami?».

«Jabé di Giovanni, e son di Giuda», dice sicuro il ragazzo.

«Sì. Siamo giudei noi», conferma il vecchio. «Io lavoravo nelle terre di Doras in Giudea, e mia figlia si è sposata con un di quelle parti. Lavorava ai boschi presso Arimatea e quest’inverno…».

«Ho visto la sventura[2]».

«Il fanciullo si è salvato perché quella notte era da un parente lontano… Veramente si è portato il nome, Signore! L’ho detto subito a mia figlia: “Perché? Non ricordi l’antico[3]?”. Ma il marito volle chiamarlo così, e é fu».

«“Il fanciullo invocherà il Signore e il Signore lo benedirà e dilaterà i suoi confini, e la mano del Signore è sulla sua mano, ed egli non sarà più oppresso dal male”. Questo gli concederà il Signore per consolare te, padre, gli spiriti dei morti, e confortare l’orfano.

Annotazione

"Simone, te l'ho detto", in EMV 104,5. L'ultima menzione di Lazzaro è in relazione all'evento riportato in EMV 172,11.

"Ho visto la catastrofe", in EMV 139,2.

"Perché questo nome? Non ricordi quello vecchio? "(...) "Il bambino invocherà il Signore e il Signore lo benedirà e allargherà i suoi confini; la mano del Signore è nella sua mano ed egli non sarà più oppresso dalla sventura". " La citazione è tratta da 1 Cronache 4, 9-10.

Primo libro delle Cronache 4, 9-10

1 Cap. 4, 9-10 : Yabesh era più onorato dei suoi fratelli. Sua madre gli diede il nome di Yabesh (cioè "Nel dolore"), dicendo: "Yabesh invocò il Dio d'Israele dicendo: "Se tu mi benedici, allargherai il mio territorio, la tua mano sarà con me e allontanerai da me la sventura, così che la mia angoscia finisca" e Dio gli concesse ciò che aveva chiesto.

EMR 191.9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

I disgraziati si alzano con le lacrime agli occhi e vanno alla loro croce. Gesù li benedice ancora e poi, con la mano del fanciullo nella sua, e con l’uomo di Endor dall’altro lato, torna per la via già fatta alla casa di Michea, raggiunto da Andrea e da Giovanni che, finito il loro turno di guardia, si ricongiungono ai confratelli.

Dettaglio

Gesù lascia i contadini di Doras e Yokhanan.

EMR 192.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Signore, quella cima è il Carmelo?», chiede il cugino Giacomo.

«Sì, fratello. Quella è la catena del Carmelo, e la cima più alta è quella che dà il nome alla catena».

«Deve essere bello anche di lì il mondo. Ci sei mai stato?».

«Una volta, da solo, all’inizio della mia predicazione. E ai piedi di esso guarii il mio primo lebbroso. Ma ci andremo insieme, a rievocare Elia…».

«Grazie, Gesù. Mi hai compreso come sempre».

«E come sempre ti perfeziono, Giacomo».

«Perché?».

«Il perché è scritto in Cielo».

«Non me lo diresti, fratello, Tu che leggi ciò che è scritto in Cielo?».

Gesù e Giacomo procedono a fianco l’uno dell’altro, e solo il piccolo Jabé, sempre per mano di Gesù, può udire la confidente conversazione dei cugini che si sorridono guardandosi negli occhi.

Gesù, passando un braccio sulle spalle di Giacomo per attirarselo ancora più vicino, chiede: «Lo vuoi proprio sapere? Ebbene te lo dirò ad indovinello, e quando ne troverai la chiave sarai sapiente. Ascolta: “Radunati i falsi profeti sul monte Carmelo, si avvicinò Elia e disse al popolo: ‘Fino a quando zoppicherete da due parti? Se il Signore è Dio, seguitelo; se lo è Baal, seguite lui’. Il popolo non rispose. Allora Elia seguitò a dire al popolo: ‘Dei profeti del Signore sono rimasto io solo’”; e, unica forza del solo, era il grido: “‘Esaudiscimi, Signore, esaudiscimi affinché questo popolo riconosca che Tu sei il Signore Iddio e che hai di nuovo convertito i loro cuori’. Allora il fuoco del Signore cadde e divorò l’olocausto”. Fratello, indovina».

Giacomo pensa a capo chino e Gesù lo guarda sorridendo.

Fanno qualche metro così, poi Giacomo dice: «Ha attinenza con Elia o col mio futuro?».

«Col tuo futuro, naturalmente…».

Giacomo pensa ancora e poi mormora: «Sarei destinato io ad invitare Israele a seguire con verità una via? Sarei io chiamato ad essere l’unico rimasto in Israele? Se sì, vuoi dire che gli altri saranno perseguitati e dispersi e che… e che… pregherò Te per la conversione di questo popolo… quasi fossi un sacerdote… quasi fossi… una vittima… Ma se così è, incendiami da ora, Gesù…».

«Lo sei già. Ma sarai rapito dal Fuoco, come Elia. Per questo andremo, Io e te soli, a parlare sul Carmelo».

«Quando? Dopo la Pasqua?».

«Dopo una Pasqua, sì. E allora ti dirò tante cose…».

Annotazione

Primo libro dei Re, 18, 20-22.37-38

1 Re 18, 20-22.37-38: Achab mandò messaggeri a tutti i figli d'Israele e radunò i profeti sul monte Carmelo. Allora Elia si presentò a tutto il popolo e disse: "Fino a quando sarete campati da una parte e dall'altra? Se Yahweh è Dio, andate dietro a lui; se Baal, andate dietro a lui!". Il popolo non gli rispose nulla. Allora Elia disse al popolo: "Io sono l'unico dei profeti di Yahweh, mentre ci sono quattrocentocinquanta profeti di Baal (...) Ascoltami, Yahweh, ascoltami! Perché questo popolo sappia che tu, Yahweh, sei Dio e che sei tu a far tornare indietro i loro cuori". Allora il fuoco di Yahweh cadde e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la terra, e assorbì l'acqua che era nella fossa.

EMR 192.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Signore, quella cima è il Carmelo?», chiede il cugino Giacomo.

«Sì, fratello. Quella è la catena del Carmelo, e la cima più alta è quella che dà il nome alla catena».

«Deve essere bello anche di lì il mondo. Ci sei mai stato?».

«Una volta, da solo, all’inizio della mia predicazione. E ai piedi di esso guarii il mio primo lebbroso. Ma ci andremo insieme, a rievocare Elia…».

«Grazie, Gesù. Mi hai compreso come sempre».

«E come sempre ti perfeziono, Giacomo».

«Perché?».

«Il perché è scritto in Cielo».

«Non me lo diresti, fratello, Tu che leggi ciò che è scritto in Cielo?».

Gesù e Giacomo procedono a fianco l’uno dell’altro, e solo il piccolo Jabé, sempre per mano di Gesù, può udire la confidente conversazione dei cugini che si sorridono guardandosi negli occhi.