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Note del tema

Dogmi ed elementi del Credo

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EMR 193.3-4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ora ecco che fra due alti monti, fra i più alti della zona, si vede d’infilata una valle, e al centro di essa, fertilissima, irrigua, ecco Sichem. È qui che Gesù e i suoi vengono raggiunti dalla carovana fastosa della corte del Console che si trasporta per le feste a Gerusalemme. Schiavi a piedi e schiavi sui carri per tutelare il trasporto degli arredi… Mio Dio, quanta roba potevano portarsi dietro a quei tempi!!! E, con gli schiavi, carri veri e propri, carichi di un po’ di tutto, e persino di lettighe intere, e carrozze da viaggio: sono ampi carri a quattro ruote, ben molleggiati, coperti, sotto cui sono ricoverate le dame. E poi altri carri e schiavi… Una tenda si sposta, sollevata dalla mano ingioiellata di una donna, e appare il profilo severo di Plautina, che saluta senza parlare ma con un sorriso. E così pure fa Valeria, che ha la sua piccina fra i ginocchi, tutta trilli e risatine. L’altro carro da viaggio, ancora più pomposo, passa senza che nessuna tenda si scosti. Ma quando già è passato, si sporge sul dietro di esso, fra le cortine allacciate, il volto roseo di Lidia che fa un gesto di inchino. La carovana si allontana…

193.4

«Viaggiano bene loro!», dice Pietro stanco e sudato. «Ma se Dio ci aiuta dopodomani sera saremo a Gerusalemme».

«No, Simone. Io non posso che deviare andando verso il Giordano».

«Ma perché, Signore?».

«Per quel bambino. È molto triste, e troppo lo sarebbe rivedendo il monte della sciagura».

«Ma non lo vediamo! O meglio, ne vediamo l’altra parte… e… e ci penso io a tenerlo distratto. Io e Giovanni… Si distrae subito, povero tortorino senza nido. Andare verso il Giordano! Ohibò! Meglio di qui. Via diretta. Più breve. Più sicura. No. No. Questa, questa. Lo vedi? Anche le romane la fanno. Lungo il mare e il fiume fumano le febbri, a queste prime acque d’estate. Qui è sano. E poi… Quando si arriva se la si allunga ancora? Pensa in che orgasmo sarà tua Madre dopo il brutto fatto del Battista!…».

Pietro la vince e Gesù acconsente.

EMR 194.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« (...) Tu dici che aprirai le porte dei Cieli. Non sono serrate per il gran Peccato? La mamma mi diceva che nessuno poteva entrare finché non fosse venuto il perdono e che i giusti lo attendevano nel Limbo».

«Così è. Ma poi Io andrò al Padre dopo avere predicato la parola di Dio e… e avervi ottenuto il perdono, e dirò: “Padre mio, ora tutta la tua volontà Io l’ho compiuta. Ora Io voglio il mio premio per il mio sacrificio. Vengano, i giusti che attendono, al tuo Regno”. E il Padre mi dirà: “Sia come Tu vuoi”. Ed allora Io scenderò a chiamare tutti i giusti, e il Limbo aprirà le sue porte al suono della mia voce, e usciranno esultanti i santi Patriarchi, i luminosi Profeti, le donne benedette d’Israele e poi, sai quanti bambini? Come un prato in fiore di bambini di ogni età! E cantando mi verranno dietro, ascendendo al bel Paradiso».

EMR 194.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ma Tu dici che aprirai le porte dei Cieli. Non sono serrate per il gran Peccato? La mamma mi diceva che nessuno poteva entrare finché non fosse venuto il perdono e che i giusti lo attendevano nel Limbo».

«Così è. Ma poi Io andrò al Padre dopo avere predicato la parola di Dio e… e avervi ottenuto il perdono, e dirò: “Padre mio, ora tutta la tua volontà Io l’ho compiuta. Ora Io voglio il mio premio per il mio sacrificio. Vengano, i giusti che attendono, al tuo Regno”. E il Padre mi dirà: “Sia come Tu vuoi”. Ed allora Io scenderò a chiamare tutti i giusti, e il Limbo aprirà le sue porte al suono della mia voce, e usciranno esultanti i santi Patriarchi, i luminosi Profeti, le donne benedette d’Israele e poi, sai quanti bambini? Come un prato in fiore di bambini di ogni età! E cantando mi verranno dietro, ascendendo al bel Paradiso».

«E ci sarà la mia mamma?».

«Certamente».

«Tu non mi hai detto che ci sarà con Te sulla porta del Cielo quando sarò anche io morto…».

«Ella, e con lei il padre tuo, non avranno bisogno di essere su quella porta. Come fulgidi angeli intrecceranno sempre voli dal Cielo alla Terra, da Gesù al piccolo loro Jabé, e quando tu sarai per morire faranno come fanno quei due uccellini, là, in quella siepe. Li vedi?». Gesù prende in braccio il bambino perché veda meglio. «Vedi come stanno sulle loro piccole uova? Attendono che si schiudano e dopo stenderanno le ali sulla loro covata per proteggerla da ogni male e poi, quando sarà cresciuta e pronta al volo, la sorreggeranno con le loro forti ali portandola su, su, su… verso il sole. I tuoi parenti faranno così con te».

«Proprio così sarà?».

«Proprio così».

«Ma Tu glielo dirai di ricordarsi di venire?».

«Non ce ne sarà bisogno perché essi ti amano, ma Io lo dirò loro».

«Oh! come ti voglio bene!». Il bambino, ancora in braccio a Gesù, gli si stringe al collo e lo bacia con una espansione così gioiosa che commuove.

Gesù ricambia il bacio e lo posa.

EMR 194.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Non mi hai più detto chi parla di Me nel Libro».

«I Profeti, Signore. E prima ancora ne parla il Libro fin da quando è cacciato Adamo e poi a Giacobbe e ad Abramo e a Mosè… Oh!… Mi diceva mio padre che era andato da Giovanni – non questo, l’altro Giovanni, quello del Giordano – che egli, il gran Profeta, ti chiamava l’Agnello… Ecco, ora capisco l’agnello di Mosè… La Pasqua sei Tu!».

Giovanni lo stuzzica: «Ma quale è il Profeta che ha profetato meglio di Lui?».

«Isaia e Daniele. Ma… mi piace di più Daniele, ora che ti amo come il padre mio. Lo posso dire? Dire che ti amo come ho amato mio padre? Sì? Ebbene, ora preferisco Daniele».

«Perché? Chi parla tanto del Cristo è Isaia».

«Sì. Ma parla di dolori del Cristo. Invece Daniele parla del bell’angelo e della tua venuta. È vero… lui pure dice che il Cristo sarà immolato. Ma io penso che l’Agnello sarà immolato d’un colpo solo. Non come dicono Isaia e Davide. Io piangevo sempre quando li sentivo leggere, e la mamma non me li disse più». Quasi quasi piange anche ora, mentre carezza una mano di Gesù.

«Non ci pensare per ora.».

Dettaglio

Yabeç ha appena capito chi è Gesù. Sa che è il Messia e Yabeç gli chiede chi ha parlato di lui nell'Antico Testamento.

EMR 195.1-2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Dopo aver vagato per tanti anni, reso folle da questa conoscenza, ho trovato l’Uomo, il Santo».

«Io non conosco altra sapienza che quella d’Israele».

«Se così è, hai già di che salvarti. Ora però hai anche la scienza, anzi la sapienza di Dio».

«È la stessa cosa».

«Oh! no! Come un giorno nebbioso rispetto ad uno pieno di sole».

«Insomma, mi vuoi ammaestrare? Io non ne ho voglia».

«Lasciami parlare! Prima parlavo ai bambini: erano svagati. Poi alle ombre: mi maledivano. Poi ai polli: erano già migliori dei due primi, molto migliori. Ora parlo con me stesso non potendo ancora parlare con Dio. Perché me lo vuoi impedire? Ho mezza vista, la vita spezzata dalle miniere, il cuore malato da tanti anni. Lascia almeno che non mi si sterilisca la mente».

«Gesù è Dio».

«Lo so, lo credo. Più di te. Perché io sono rinato per sua opera, tu no. Ma per quanto Lui sia il Buono, è sempre Lui, Dio, ed il povero disgraziato che io sono non osa trattarlo con la tua famigliarità. Gli parla la mia anima… ma il labbro non osa. L’anima, e penso che Egli la senta nei suoi pianti di riconoscente e penitente amore».

195.2

«È vero, Giovanni. Io sento la tua anima». Gesù entra nella conversazione dei due. Giuda arrossisce di vergogna, l’uomo di Endor di gioia. «Io sento la tua anima, è vero. E sento anche il lavoro della tua mente. Hai detto bene. Quando ti sarai formato in Me, molto ti gioverà essere stato maestro e scolaro attento. Parla, parla, anche con te stesso…».

Dettaglio

Giovanni di Endor parlò con Giuda e disse:

EMR 196.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Dolci, primi giorni d’amore fra i due che erano fratelli, perché nati da un Padre unico, e che pure erano sposi, e che nell’amarsi si guardavano con gli innocenti occhi di due gemelli nella cuna; e l’uomo provava l’amor di padre per la compagna “osso delle sue ossa e carne della sua carne”, così come è il figlio per un padre; e la donna conosceva la gioia d’esser figlia, ossia protetta da un amore ben alto, perché sentiva di avere in sé qualcosa di quello splendido uomo che l’amava, con innocenza e angelico ardore, nei bei prati dell’Eden!

EMR 196.7-8 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Parlaci ancora di tua Madre. È così luminosa la sua infanzia! Ci fa l’anima vergine per riflesso, ed io, povero peccatore, ne ho tanto bisogno!», esclama Matteo.

«Che vi devo dire? Sono tanti episodi, uno più dolce dell’altro…».

«Lei te li ha narrati?».

«Qualcuno. Ma molti di più Giuseppe, come il più bel racconto a Me fanciullo, e anche Alfeo di Sara che, essendo di pochi anni più vecchio di mia Madre, le fu amico nei brevi anni che Lei fu a Nazaret».

«Oh! racconta…», prega Giovanni.

Sono tutti in cerchio, seduti all’ombra degli ulivi, con Jabé al centro che guarda fisso Gesù come udisse una paradisiaca fiaba.

«Vi dirò la lezione di castità che diede mia Madre, pochi giorni avanti l’entrata nel Tempio, al suo piccolo amico e a molti altri.

Si era sposata quel giorno una fanciulla di Nazaret, parente di Sara, e anche Gioacchino ed Anna erano stati invitati alle nozze. Con essi la piccola Maria, che con altri bambini aveva l’incarico di gettare petali sfogliati sul cammino della sposa. Dicono che era bellissima, da piccina, e tutti se la contendevano dopo la festosa entrata della sposa. Era molto difficile vedere Maria perché Ella viveva molto in casa, amando una grotticella, che Lei chiama tuttora “dei suoi sponsali”, più di ogni luogo. Quando perciò era vista, bionda, rosea e gentile, era accasciata dalle carezze. La chiamavano “il fiore di Nazaret”, oppure “la perla di Galilea”, o anche “la pace di Dio” a ricordo di un arcobaleno enorme venuto improvviso al suo primo vagito. Era ed è infatti tutto questo e più ancora. È il Fiore del Cielo e del creato, è la Perla del Paradiso, è la Pace di Dio… Sì, la Pace. Io sono il Pacifico perché sono Figlio del Padre e figlio di Maria: la Pace infinita e la Pace soave.

Quel giorno tutti la volevano baciare e prendere in grembo. E Lei, schiva di baci e di contatti, disse con una gravità gentile: “Ve ne prego. Non mi sgualcite”. Credettero parlasse della sua veste di lino, cinta di una fascia d’azzurro alla vita, ai piccoli polsi, al collo… oppure della ghirlandetta di fiorellini azzurri di cui Anna l’aveva incoronata per trattenerle a posto i riccioli lievi, e l’assicurarono che non le avrebbero sgualcita né veste né ghirlanda. Ma Lei, sicura, piccola donna di tre anni ritta fra un cerchio di adulti, disse seria: “Non penso a ciò che si ripara. Parlo dell’anima mia. È di Dio. E non vuole esser toccata che da Dio”. Le obbiettarono: “Ma noi baciamo te, non la tua anima”. Ed Essa: “Il mio corpo è tempio dell’anima e vi è sacerdote lo Spirito. Il popolo non è ammesso nel recinto sacerdotale. Ve ne prego. Non entrate nel recinto di Dio”.

Alfeo, che aveva allora oltre otto anni e che l’amava molto, fu colpito da questa risposta e il giorno dopo, trovandola presso la sua grotticella, intenta a cogliere fiori, le chiese: “Maria, quando sarai donna mi vorresti per sposo?”. Ancora in lui durava l’effervescenza della festa nuziale a cui aveva assistito. Ed Ella: “Io ti amo molto. Ma non ti vedo come uomo. Ti dico un segreto. Io vedo solo l’anima dei viventi. Quella la amo molto, con tutto il cuore. Ma non vedo altro che Dio come ‘vero Vivente’ a cui potrò dare me stessa”.

Ecco un episodio».

«“Vero Vivente”!!! Ma sai che è parola profonda!», esclama Bartolomeo.

E Gesù, umilmente e con un sorriso: «Ella era la Madre della Sapienza».

«Era?… Ma non aveva tre anni?».

«Era. Io vivevo già in Lei, essendo Dio in Lei[5], dal suo concepimento, nella sua Unità e Trinità perfettissima».

196.8

«Ma, scusa se io colpevole oso parlare, ma Gioacchino ed Anna sapevano che Ella era la Vergine prescelta?», chiede Giuda Iscariota.

«Non lo sapevano».

«E allora come poté dire Gioacchino che Dio l’aveva salvata in anticipo? Ciò non allude al suo privilegio sulla colpa?».

«Vi allude. Ma Gioacchino parlava per bocca di Dio, come tutti i profeti. Lui pure non comprese la sublime verità soprannaturale che lo Spirito metteva sulle sue labbra. Perché era un giusto, Gioacchino. Tanto da meritare quella paternità. Ed era un umile. Non vi è infatti giustizia dove è superbia. Lui era giusto ed umile. Consolò la Figlia per amor di padre. L’istruì per sapienza di sacerdote, ché tale era essendo tutore dell’Arca di Dio. La consacrò come pontefice del titolo più dolce: “La Senza Macchia”. Un giorno verrà che un altro canuto pontefice dirà al mondo: “Ella è la Concepita senza Macchia”, e darà al mondo dei credenti questa verità, come articolo di fede non impugnabile, perché nel mondo d’allora, sempre più sprofondantesi in un grigiore nebbioso di eresie e di vizi, splenda, pienamente discoperta, la Tutta Bella di Dio, incoronata di stelle, vestita di raggi di luna meno puri di Lei e, sugli astri appoggiata, la Regina del Creato e dell’Increato. Perché Dio-Re ha per Regina, nel suo Regno, Maria».

«Allora Gioacchino era profeta?».

«Era un giusto. La sua anima disse come un’eco ciò che Dio diceva alla sua anima amata da Dio».

Dettaglio

Matteo chiede a Gesù di parlare di sua Madre.

Annotazione

Vi racconterò della lezione di castità che mia Madre diede, pochi giorni prima di entrare nel Tempio, al suo fidanzato e a molti altri. Probabilmente Alphée de Sara.

Io ero Dio in lei, fin dal momento del suo concepimento, nella sua Unità e nella sua perfettissima Trinità. Maria Valtorta annota in una copia dattiloscritta: Maria, santuario perpetuo e purissimo in cui il Dio uno e trino ha fatto la sua perpetua dimora, non fu mai separata dalla Sapienza: il Verbo di Dio era sempre in lei, la vera Arca che porta il Verbo eterno, e nessuna creatura conosceva bene come lei questo Verbo che è la Sapienza divina, che doveva prendere carne in lei, e che doveva ancora e sempre rimanere in lei.

Il dogma dell'Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX l'8 dicembre 1854 nella bolla Ineffabilis Deus. Era stato oggetto di controversia per secoli e fu uno dei motivi della feroce opposizione della teologia consolidata a Maria de Ágreda, che espresse questa rivelazione nelle sue visioni.

(...) La Tutta Bella di Dio, coronata di stelle, vestita con i raggi della luna meno pura di lei e sostenuta dalle stelle, la Regina del creato e dell'increato; perché nel suo Regno, Dio Re ha Maria come Regina. Cfr. Apocalisse 12, 1-2.

Libro dell'Apocalisse 12, 1-2

Ap 12, 1-2: "Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e i dolori del parto".