Escono dalle rovine e cominciano a scendere per il sentiero fatto prima. L’uomo guercio è ancora lì.
«Qui ancora?», chiede Gesù mostrando di non vedere il viso rosso per il molto pianto versato.
«Qui. Se mi permetti ti seguo. Ho da dirti una cosa…».
«Vieni dunque con Me. Che vuoi dirmi?».
«Gesù… Io trovo che per avere forza di parlare, e di fare la magia santa di cambiare me stesso, di evocare la mia anima morta come la maga evocò, per Saulle, Samuele, devo dire il tuo Nome, dolce come il tuo sguardo, santo come la tua voce. Tu mi hai dato una nuova vita ed essa è informe, incapace come quella di un neonato mal generato. Si dibatte ancora fra le strette di una scorza malvagia. Aiutami ad uscire dalla mia morte».
«Sì, amico».
«Io… io ho conosciuto di avere ancora un poco di umanità nel mio cuore. Non tutto belva sono, e posso ancora amare ed essere amato, perdonare ed essere perdonato. Il tuo amore, il tuo amore che è perdono, me lo insegna. Non è vero che è così?».
«Sì, amico».
«Allora… portami con Te. Io ero Felice! Ironia! Ma Tu dàmmi un nuovo nome. Che il passato sia realmente morto. Ti seguirò come un cane randagio che finalmente trova un padrone.
Sarò il tuo schiavo se vuoi. Ma non lasciarmi solo…».
«Sì, amico».
«Che nome mi dai?».
«Un nome a Me caro: Giovanni. Poiché tu sei la grazia che fa il Signore».
«Mi prendi con Te?».
«Per ora sì. Poi mi seguirai fra i discepoli. Ma la tua casa?».
«Non ho più casa. Lascerò ai poveri quanto ho. Dàmmi solo amore e un pane».
«Vieni». E Gesù si volge chiamando gli apostoli. «Amici, e specie tu, Giuda, abbiate il mio grazie. Per te, per voi un’anima viene a Dio. Ecco il nuovo discepolo. Viene con noi finché non potremo affidarlo ai fratelli discepoli. Siate felici di avere trovato un cuore e benedite con Me Iddio».
Molto felici veramente non sembrano i dodici. Ma fanno buon viso per ubbidienza e cortesia.
«Se permetti vado avanti. Mi troverai sulla soglia di casa».
«Va’ pure».
L’uomo parte di corsa. Pare un altro.
«Ed ora che siamo soli vi ordino, questo lo ordino, di essere buoni con lui e di tacere il suo passato a chicchessia. Chi parlasse, o chi mancasse verso la carità al fratello redento, verrebbe all’istante respinto da Me. Avete inteso? E vedete quanto è buono il Signore! Venuti qui per fine umano, ci concede di ripartirne avendo ottenuto un fatto soprannaturale. Oh! Io giubilo per la gioia che ora è nel Cielo per il nuovo convertito».