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Note del tema

Gerusalemme

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EMR 113

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù torna a Betania dopo la festa dei Tabernacoli. Parla con Lazzaro, che gli racconta di Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo. Il primo voleva vederlo e diceva che chi fa miracoli ha Dio con sé. Il secondo criticava la presenza di Giuda nel gruppo apostolico, perché era un camaleonte. I due amici discussero dell'Iscariota e poi la visione finì.

EMR 114

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù si reca a un banchetto dato da Giuseppe d'Arimatea. Erano presenti Lazzaro, Gamaliele, Felice, Giovanni, Simone e Cornelio (farisei). Gesù, da parte sua, ha preso con sé Tommaso e Nicodemo. Gli invitati parlano di Giovanni Battista, la cui santità è indiscutibile, e del fatto che i miracoli non provano necessariamente la santità. Si passa poi ad Aronne e Mosè, parlando in particolare del pontificato e del sommo sacerdote Caifa. Gesù dà una definizione di cosa sia un pontefice, ma Felice si arrabbia e se ne va. Gesù chiede allora a Gamaliele se anche lui vuole un miracolo, e Gamaliele vuole solo il segno che il Bambino gli ha promesso.

EMR 114.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Traduzione in corso

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EMR 115

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù è nel Tempio di Gerusalemme. Sta pregando. Ma appare Alessandro, il soldato romano che aveva incontrato in precedenza. Il suo cavallo ha ferito un bambino, che sta agonizzando, e viene a cercare il Maestro, perché è sicuro che il Maestro può salvare questo bambino innocente. Il suo arrivo provoca uno scandalo, perché un pagano nel Tempio è molto grave agli occhi dei farisei. Così Gesù va subito da lui e guarisce il bambino. I dottori della Legge allora lo rimproverarono per tutto il trambusto che stava provocando nel luogo santo...

EMR 116

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù è con i suoi discepoli nell'oliveto del Getsemani. Il gruppo apostolico parla dei pagani che si interessano a Gesù, il che fa sorgere dei dubbi in alcuni israeliti. La discussione si sposta poi sull'idolatria dei Romani, ma anche sull'idolatria che c'è nel cuore di tutti. In seguito, tutti si ritirano, tranne Giovanni, Simone lo Zelota e Gesù. Il Maestro ha tenuto vicino a sé i suoi due apostoli perché Nicodemo vuole vederlo e, mentre Giovanni va a prenderlo, Cristo dice a Simone che si allontanerà per un po' da Gerusalemme. Arriva allora Nicodemo e dice che lui e Giuseppe d'Arimatea erano suoi discepoli in segreto, per meglio conoscere ciò che il Sinedrio voleva fare contro di lui. Il Sinedrio gli era ostile e Gesù gli disse che avrebbe lasciato Gerusalemme. Questo sconvolse Nicodemo, che pensò di aver fatto male a parlargli, e Simone lo Zelota confermò al vecchio che Gesù stava già progettando di lasciare la Città Santa, anche prima del loro incontro.

Lazzaro diede al Salvatore una casa dove fermarsi per un po'. Poi arrivò il fariseo, angosciato perché non credeva con la stessa semplicità di Giovanni e Simone, e Gesù gli disse che erano rinati spiritualmente. Egli conferma che non esiste la reincarnazione e pronuncia il discorso che si trova in Giovanni 3, 1-21: "Amen, amen, io vi dico: nessuno può entrare nel regno di Dio se non nasce da acqua e da Spirito", ecc.

EMR 117

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù si recò a Betania a causa dell'ostilità dei farisei. Lazzaro gli diede la terra di Belle-Eau. In questo capitolo scopriamo che il figlio di Teofilo è intervenuto molto in segreto, a favore di Gesù e del suo amico Simone. Il Signore parla della bontà spirituale del suo amico e promette che il Padre ha in serbo per lui una grande ricompensa. Parla della sua futura santificazione in cielo e, per estensione, dei santi e dei beati che vi si troveranno.

EMR 117.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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