EMR 197.3-4 · Volume 3
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Pietro intanto si industria di spiegare al bambino le cose più degne di rilievo nel Tempio, ma chiama in suo soccorso gli altri più colti, e specie Bartolomeo e Simone, perché si trova a suo agio con questi anziani in questa sua veste di padre.
Sono presso il gazofilacio per fare le loro offerte quando li chiama Giuseppe d’Arimatea.
«Qui siete? Da quando?», dice dopo i saluti reciproci.
«Da ieri sera».
«Il Maestro?».
«È là, con un discepolo novello. Ora verrà».
Giuseppe guarda il bambino e chiede a Pietro: «Un tuo nipotino?».
«No… sì… Insomma, nulla come sangue, molto come fede, tutto come amore».
«Non ti capisco…».
«Un orfanello… perciò nulla come sangue. Un discepolo… perciò molto come fede. Un figlio… perciò tutto come amore. Il Maestro lo ha raccolto… e io me lo carezzo. Deve divenire maggiorenne in questi giorni…».
«Già dodici anni? Così piccino?».
«Eh!… ma te lo dirà il Maestro… Giuseppe, tu sei buono… uno dei pochi che buoni siano qui dentro… Dimmi, mi aiuteresti in questa faccenda? Sai… io lo presento come fosse mio figlio. Ma sono galileo e ho una brutta lebbra addosso…».
«Lebbra?!», esclama e interroga spaurito Giuseppe, scostandosi.
«Non avere paura!… Ho la lebbra di essere di Gesù! La più odiosa per quelli del Tempio, salvo poche eccezioni».
«Noooh! Non lo dire!».
«È verità e va detta… Perciò temo che saranno crudeli con il piccolo per via di me e di Gesù. Poi non so come sappia la Legge, l’Halascia, l’Haggadha e i Midrasciot. Gesù dice che sa assai…».
«Eh! ma se lo dice Gesù! Non avere paura!».
«Pur di darmi un dispiacere quelli…».
«Ci vuoi molto bene a questo piccolo! Lo tieni sempre con te?».
«Non posso!… Io cammino sempre… Il bambino è piccolo e gracile…».
«Ma io ci verrei volentieri con te…», dice Jabé che si è rassicurato per le carezze di Giuseppe.
Pietro sfavilla di gioia… Ma dice: «Il Maestro dice che non si deve e non lo faremo… Ma ci vedremo lo stesso… Giuseppe… mi aiuti?».
«Ma sì! Verrò io con te. Davanti a me non faranno ingiustizie. Quando?
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Oh! Maestro! Dàmmi la tua benedizione!».
«La pace a te, Giuseppe. Ho piacere di vederti e in buona salute».
«Io pure, Maestro, e anche gli amici ti vedranno con gioia.
Sei al Getsemani?».
«Ero. Dopo la preghiera vado a Betania».
«Da Lazzaro?».
«No, da Simone. Ho anche la Madre mia e la madre dei miei fratelli e quella di Giovanni e Giacomo. Verrai a trovarmi?».
«Lo chiedi? Grande gioia e grande onore. Te ne ringrazio.
Verrò con diversi amici…».
«Va’ piano, Giuseppe, con gli amici!…», consiglia Simone Zelote.
«Oh! li conoscete già. Prudenza dice: “L’aria non oda”. Ma quando li vedrete capirete che sono amici».
«Allora…».
«Maestro, Simone di Giona mi diceva della cerimonia del piccolo. Sei venuto mentre chiedevo quando intendete farla. Ci voglio essere io pure».
«Il mercoledì avanti Pasqua. Voglio che faccia la sua Pasqua da figlio della Legge».
«Molto bene. È inteso. Verrò a prendervi a Betania. Ma lunedì verrò con gli amici».
«È detto».
«Maestro, ti lascio. La pace sia con Te. È l’ora dell’incenso».
«Addio, Giuseppe. La pace sia con te.»
Annotazione
Non so come faccia a conoscere la Legge, la Halakhah, la Haggadah e i Midrashim. Gesù dice che ne sa abbastanza... Per salvaguardare la Legge, base religiosa e legale della comunità ebraica, i rabbini, dopo l'esilio, la circondarono con un'esegesi chiamata Midrash (Interpretazione). I midrashim sono commenti a passi delle Scritture. Tra i famosi autori di queste tradizioni midrashiche vi sono Hillel, Schammei e Gamaliel.
Ilmidrash si riferisce anche al ramo della conoscenza rabbinica che si occupa delle regole della legge tradizionale (scritta), in contrapposizione alla Mishnah (tradizione orale). Questa interpretazione della Legge mosaica ha dato origine a nuove prescrizioni, regole di comportamento da seguire nel culto e nella legge (le Halâkoth). L'interpretazione delle parti storiche del Pentateuco ha dato origine a storie e leggende(la Haggadah). Tuttavia, per motivi legati alla Legge mosaica, questi midrashim dovevano essere trasmessi solo oralmente di generazione in generazione, anche se alla fine la loro autorità era quasi pari a quella della Legge.
Tempo di incenso. L'incenso veniva bruciato nel Tempio al mattino e alla sera, come prescritto in Esodo 30, 7-8.
Libro dell'Esodo 30, 7-8
Es 30, 7-8 : Quando Aronne verrà ad accendere le lampade ogni mattina, vi brucerà sopra l'incenso. E quando verrà ad accendere le lampade al tramonto, vi brucerà di nuovo l'incenso. Di generazione in generazione, l'incenso salirà in perpetuo davanti al Signore.