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Note del tema

La fecondità e il frutto della sofferenza

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EMR 1.3 · Volume 1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Dio, per manifestarsi agli uomini nella forma nuova e completa che inizia l’èra della Redenzione, non scelse a suo trono un astro del cielo, non la reggia di un potente. Non volle neppure le ali degli angeli per base al suo piede. Volle un seno senza macchia.

Anche Eva era stata creata senza macchia. Ma spontaneamente volle corrompersi. Maria, vissuta in un mondo corrotto — Eva era invece in un mondo puro — non volle ledere il suo candore neppure con un pensiero volto al peccato. Conobbe che il peccato esiste. Ne vide i volti diversi e orribili. Tutti li vide. Anche il più orrendo: il deicidio. Ma li conobbe per espiarli e per essere, in eterno, Colei che ha pietà dei peccatori e prega per la loro redenzione.

EMR 4.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Per la gioia di avere una Madre, ecco che mormoro arcana Parola nell’ombra del Tempio che conteneva le speranze d’Israele, del Tempio ormai al limitare della sua vita, perché nuovo e vero Tempio, non più contenente speranze di un popolo, ma certezza di Paradiso per il popolo di tutta la Terra, e per i secoli dei secoli sino alla fine del mondo, sta per essere sulla Terra.

Dettaglio

In un dettato, Gesù parla dell'imminente nascita di sua Madre e si sofferma sul Tempio di Gerusalemme.

EMR 5.14

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ecco che hai fatto, Satana, ai figli di Dio. Questi, che hai corrotti, avrebbero conosciuto la gioia di aver figli senza avere il dolore, la gioia d’esser nati senza paura del morire. Ma ora sei vinto in una Donna e per la Donna. D’ora innanzi chi l’amerà tornerà ad esser di Dio, superando le tue tentazioni per poter guardare la sua immacolata purezza. D’ora innanzi, non potendo concepire senza dolore, le madri avranno Lei per conforto. D’ora innanzi l’avranno le spose a guida e i morenti a madre, per cui dolce sarà il morire su quel seno che è scudo contro te, Maledetto, e contro il giudizio di Dio.

Dettaglio

Gesù parlò a Satana e disse:

EMR 6.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

6.2 «Il Signore ti ha molto amata…», dice con un sospiro Elisabetta.

«È per questo che io gli dò la cosa più amata. Questo mio fiore».

«Come farai a strappartelo dal seno quando sarà l’ora?».

«Ricordando che non l’avevo e che Dio me lo dette. Sarò sempre più felice ora di allora. Quando la saprò nel Tempio mi dirò: “Prega presso il Tabernacolo, prega il Dio d’Israele anche per la sua mamma” e ne avrò pace. E più grande pace avrò nel dire: “Ella è tutta sua. Quando questi due vecchi felici che l’ebbero dal Cielo non saranno più, Egli, l’Eterno, le sarà Padre ancora”. Credi, io ne ho ferma convinzione, questa piccina non è nostra. Nulla io potevo più fare… Egli l’ha messa nel mio seno, dono divino per asciugare il mio pianto e confortare le nostre speranze e le nostre preghiere. Perciò è sua. Noi ne siamo i felici custodi… e di questo ne sia benedetto!».

Dettaglio

Anna sta parlando con Elisabetta, la futura madre di Giovanni Battista. Le chiede come saprà offrire il suo bambino a Dio quando sarà il momento.

EMR 7.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

7.6 papà mio! Quando mi conduci al Tempio?».

«Presto, mia perla. Ma non ti duole lasciare il padre tuo?».

«Tanto! Ma tu verrai… e poi, se non facesse male, che sacrificio sarebbe?».

«E ti ricorderai di noi?».

«Sempre. Dopo la preghiera per l’Emmanuele io pregherò per voi. Che Dio vi dia gioia e lunga vita… sino al giorno in cui Egli sarà Salvatore. Poi dirò che vi prenda per portarvi alla Gerusalemme del Cielo».

La visione mi cessa con Maria stretta nel laccio delle braccia paterne…

EMR 8.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

8.2 Vanno piano. A rilento. Pare vogliano protrarre il più a lungo il loro cammino. Tutto serve a fermarsi… Ma una strada deve pur finire! E questa sta per finire. Ecco là, in cima a questo ultimo pezzo di strada che sale, le mura di cinta del Tempio. Anna ha un gemito e stringe più forte la manina di Maria.

«Anna, cara, io sono con te!», dice una voce uscendo dal­l’ombra di un basso arco gettato su un incrocio di strade. E Elisabetta, che certo era in attesa, la raggiunge e stringe al cuore. E, posto che Anna piange, le dice: «Vieni, vieni in questa casa amica per un poco. Poi andremo insieme. Vi è anche Zaccaria».

Entrano tutti in una stanza bassa e scura, in cui è lume un vasto fuoco. La padrona, certo amica di Elisabetta, ma estranea ad Anna, cortesemente si ritira lasciando liberi i sopraggiunti.

«Non credere che io sia pentita, o che dia con mala volontà il mio tesoro al Signore», spiega Anna fra le lacrime… «ma è che il cuore… oh! il mio cuore come duole, il mio vecchio cuore che torna nella sua solitudine di senza figli!… Se sentissi…».

«Lo capisco, Anna mia… Ma tu sei buona e Dio ti conforterà nella tua solitudine. Maria pregherà per la pace della sua mamma. Non è vero?».

Maria carezza le mani materne e le bacia, se le passa sul viso per esserne carezzata, e Anna serra fra le sue quel visino e lo bacia, lo bacia. Non si sazia di baciare.

Entra Zaccaria e saluta: «Ai giusti la pace del Signore».

«Sì», dice Gioacchino, «supplicaci pace, perché le nostre viscere tremano nell’offerta come quelle di padre Abramo mentre saliva il monte, e noi non troveremo altra offerta per riscattare questa. Né lo vorremmo fare, perché siamo fedeli a Dio. Ma soffriamo, Zaccaria. Sacerdote di Dio, comprendici e non ti scandalizzare di noi».

«Mai. Anzi, il vostro dolore, che sa non soverchiare il lecito e portarvi all’infedeltà, mi è scuola nell’amare l’Altissimo.

Dettaglio

Anna, Gioacchino e Maria sono a Gerusalemme. La Madre del Salvatore si prepara a entrare nel Tempio all'età di tre anni.

Annotazione

È come l'offerta di Abramo quando salì sul monte, e non troveremo un'altra offerta per riscattare questa. Cfr. Genesi 22,1-18. È proprio sul Monte Moriah, dove si trova il Tempio, che la Bibbia colloca il sacrificio di Isacco. Egli fu sostituito all'ultimo momento da un ariete.

Libro della Genesi 22, 1-8

Gen 22, 1-8: Dopo questi fatti, Dio mise alla prova Abramo. Gli disse: "Abramo! Abramo rispose: "Eccomi! Dio disse: "Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio, quello che ami, Isacco, va' nel paese di Moria e offrilo in olocausto sul monte che ti indicherò".

Abramo si alzò di buon mattino, sellò il suo asino e prese con sé due dei suoi servi e suo figlio Isacco. Spaccò la legna per l'olocausto e partì per il luogo che Dio gli aveva indicato. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e vide il luogo da lontano. Abramo disse ai suoi servi: "Restate qui con l'asino. Io e il ragazzo andremo là per adorare e poi torneremo da te".

Abramo prese la legna per l'olocausto e la caricò su suo figlio Isacco; prese il fuoco e il coltello e i due andarono insieme. Isacco disse a suo padre Abramo: "Padre mio! - Ebbene, figlio mio? Isacco rispose: "C'è il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto? Abramo rispose: "Dio troverà l'agnello per l'olocausto, figlio mio". E i due si misero in cammino insieme.

Giunsero al luogo indicato da Dio. Abramo vi costruì l'altare e vi pose la legna; poi legò Isacco, suo figlio, e lo mise sull'altare sopra la legna. Abramo allungò la mano e prese il coltello per uccidere suo figlio. Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: "Abramo! Abramo!". Egli rispose: "Eccomi! L'angelo gli disse: "Non toccare il ragazzo! Non fargli del male! Ora so che temi Dio: non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio".

Abramo alzò gli occhi e vide un ariete tenuto per le corna in un cespuglio. Andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto al posto del figlio. Abramo chiamò quel luogo "Il Signore vede". Oggi si chiama "Sul monte il Signore vede". Dal cielo, l'angelo del Signore chiamò Abramo una seconda volta.

Disse: "Giuro su me stesso, dice il Signore, perché hai fatto questa cosa, perché non mi hai nascosto tuo figlio, il tuo unico figlio, io ti benedirò, renderò la tua discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia del mare, e la tua discendenza possederà le fortezze dei loro nemici. Poiché hai ascoltato la mia voce, tutte le nazioni della terra si benediranno a vicenda nel nome della tua discendenza.

EMR 9.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Quante, voi che per non essere completamente malvagi vorreste non aver mai a piangere e soffrire!

Parole chiave

EMR 9.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ma i figli sono di Dio prima che dei genitori. E ogni figlio può dire ciò che Io dissi[3] alla Madre: “Non sai che Io devo fare gli interessi del Padre dei Cieli?”. E ogni madre, ogni padre devono imparare l’attitudine da tenersi, guardando Maria e Giuseppe al Tempio, Anna e Gioacchino nella casa di Nazareth, che si fa sempre più spoglia e più triste, ma nella quale una cosa non diminuisce mai, anzi sempre più cresce: la santità di due cuori, la santità di un coniugio.

Che resta a Gioacchino infermo e che alla sua dolente sposa per luce, nelle lunghe e silenziose sere di vecchi che si sentono morire? Le piccole vesti, i primi sandaletti, i poveri trastulli della loro piccina lontana, e i ricordi, i ricordi, i ricordi. E, con questi, una pace che viene dal dire: “Soffro, ma ho fatto il mio dovere d’amore verso Dio”.

Annotazione

I bambini appartengono a Dio prima che ai loro genitori. Ogni bambino può quindi ripetere ciò che ho detto a mia madre: "Non sapevi che devo stare nella casa del Padre mio? "In Luca 2, 49 (cfr. EMV 41.12).

EMR 10.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ubbidisco alla Voce che mi dice: “Io ti voglio”, e vergine sono e sarò. Come lo potrò fare? Questa dolce, invisibile Presenza che è meco mi aiuterà, poiché Essa vuole tal cosa. Io non temo. Non ho più padre e madre… e solo l’Eterno sa come in quel dolore si arse quanto io avevo d’umano. Si arse con dolore atroce. Ora non ho che Dio. A Lui dunque ubbidisco ciecamente… Già l’avrei fatto anche contro padre e madre, perché la Voce mi istruisce che chi vuol seguirla deve passare oltre padre e madre, amorose guardie di ronda intorno alle mura del cuore filiale, che vogliono condurre alla gioia secondo le loro vie… e non sanno che vi sono altre vie, la cui gioia è infinita… Avrei loro lasciato vesti e mantello, pur di seguire la Voce che mi dice: “Vieni, o mia diletta, o mia sposa!”. Tutto avrei loro lasciato; e le perle delle lacrime, perché avrei pianto di doverli disubbidire, e i rubini del mio sangue, ché anche la morte avrei sfidato per seguire la Voce che chiama, avrebbero loro detto che vi è qualcosa più grande dell’amore di un padre e una madre, e più dolce, ed è la Voce di Dio.

Dettaglio

Maria parlò ad Anna di Fanuel e le disse: