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Note della parola chiave

Eresie ed errori dottrinali

Tema: Vizi, difetti, imperfezioni, peccati e inclinazioni malvagie · Pagina 1 di 2

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EMR 80.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gli esseni "negano l’immortalità dell’anima negando la finale risurrezione, e negano la libertà d’azione dell’uomo addossando virtù e vizi, azioni sante e malvagie, al destino che dicono fatale e non vincibile".

EMR 176.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« Vogliate soprattutto bene alla volontà di Dio».

«Eh! ma se tutto viene da quella, anche i nostri errori verranno da quella!», esclama Tommaso con aria di filosofo.

«Lo credi? Non è così.»

Annotazione

Gesù evita di rispondere a Tommaso, perché poi ne fa un argomento di meditazione per tutti. Spiega questo punto in 176,4-5.

EMR 176.4-5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Quando il giorno aveva inizio mi fu fatto osservare che, se tutto viene da volontà divina, anche gli errori degli uomini sono voluti da quella. Questo è errore, e errore molto diffuso. Può mai un padre volere che il figlio si renda riprovevole? Non lo può. Eppure noi vediamo anche nelle famiglie che alcuni figli si rendono riprovevoli, pur avendo un padre giusto che prospetta loro il bene da farsi e il male da sfuggire. E nessun che sia retto accusa il padre di avere spronato il figlio al male.

Dio è il Padre, gli uomini i figli. Dio indica il bene e dice: “Ecco, Io ti metto in questa contingenza per tuo bene”, oppure anche, quando il Maligno e gli uomini suoi servi procurano sventure agli uomini, Dio dice: “Ecco, in quest’ora penosa, tu agisci così; e così facendo, servirà questo male ad un eterno bene”. Vi consiglia. Ma non vi forza. E allora se uno, pur sapendo ciò che sarebbe la volontà di Dio, preferisce fare tutto l’opposto, si può dire che questo opposto sia volontà di Dio? Non si può.

Amate la volontà di Dio. Amatela più della vostra e seguitela contro le seduzioni e le potenze delle forze del mondo, della carne e del demonio. Anche queste cose hanno la loro volontà. Ma in verità vi dico che è ben infelice chi ad esse si piega. Voi mi chiamate “Messia” e “Signore”. Voi dite di amarmi e mi osannate. Voi mi seguite e ciò pare amore. Ma in verità vi dico che non tutti fra voi entreranno meco nel Regno dei Cieli. Anche fra i miei più antichi e prossimi discepoli vi saranno di quelli che non vi entreranno, perché molti faranno la loro volontà o la volontà della carne, del mondo e del demonio, ma non quella del Padre mio. Non chi mi dice: “Signore! Signore!” entrerà nel Regno dei Cieli, ma coloro che fanno la volontà del Padre mio. Questi soli entreranno nel Regno di Dio.

176.5

Verrà un giorno in cui Io che vi parlo, dopo essere stato Pastore, sarò Giudice. Non vi lusinghi l’aspetto attuale. Ora il mio vincastro aduna tutte le anime disperse ed è dolce per invitarvi a venire ai pascoli della Verità. Allora il vincastro sarà sostituito dallo scettro del Giudice Re e ben altra sarà la mia potenza. Non con dolcezza ma con giustizia inesorabile Io allora separerò le pecore pasciute di Verità da quelle che mescolarono Verità ad Errore o si nutrirono solo di Errore. Una prima volta e poi una ancora Io farò questo. E guai a coloro che fra la prima e la seconda apparizione davanti al Giudice non si saranno purgati, non potranno purgarsi dai veleni. La terza categoria non si purgherà. Nessuna pena potrebbe purgarla. Ha voluto solo l’Errore e nell’Errore stia.

Eppure allora fra questi vi sarà chi gemerà: “Ma come, Signore? Non abbiamo noi profetato in tuo nome, e in tuo nome cacciato i demoni, e fatto in tuo nome molti prodigi?”. Ed Io allora molto chiaramente dirò ad essi: “Sì. Avete osato rivestirvi del mio Nome per apparire quali non siete. Il vostro satanismo[3] lo avete voluto far passare per vita in Gesù. Ma il frutto delle vostre opere vi accusa. Dove sono i vostri salvati? Le vostre profezie dove si sono compiute? I vostri esorcismi a che hanno concluso? I vostri prodigi che compare ebbero? Oh! ben egli è potente il Nemico mio! Ma non è da più di Me. Vi ha aiutati ma per fare maggior preda, e per opera vostra il cerchio dei travolti nell’eresia si è allargato. Sì, avete fatto prodigi. Ancor più apparentemente grandi di quelli dei veri servi di Dio, i quali non sono istrioni che sbalordiscono le folle, ma umiltà e ubbidienze che sbalordiscono gli angeli. Essi, i miei servi veri, con le loro immolazioni non creano i fantasmi, ma li debellano dai cuori; essi, i miei servi veri, non si impongono agli uomini, ma agli animi degli uomini mostrano Iddio. Essi non fanno che fare la volontà del Padre e portano altri a farla, così come l’onda sospinge e attira l’onda che la precede e quella che la segue, senza mettersi su un trono per dire: ‘Guardate’. Essi, i miei servi veri, fanno ciò che Io dico, senza pensare che a fare, e le loro opere hanno il mio segno di pace inconfondibile, di mitezza, di ordine. Perciò posso dirvi: questi sono i miei servi; voi non vi conosco. Andatevene lungi da Me voi tutti, operatori di iniquità”.

Questo dirò Io allora. E sarà tremenda parola. Badate di non meritarvela e venite per la via sicura, benché penosa, dell’ubbidienza verso la gloria del Regno dei Cieli.

Dettaglio

Poco prima, Gesù aveva detto a Tommaso: "Amate me e amate voi stessi. Non lasciatevi sedurre da coloro che mi odiano. Soprattutto, amate la volontà di Dio.

- Ma se tutto viene dalla volontà di Dio, anche i nostri errori verranno dalla volontà di Dio! esclama Tommaso con aria da filosofo.

- Lo credete? Non è così.

Gesù risponde ora alla sua osservazione.

Annotazione

Questa è la risposta all'osservazione mattutina di Tommaso. Ma era soprattutto un'opinione diffusa dagli Esseni. Gli Esseni "negano il libero arbitrio dell'uomo, ponendo le virtù e i vizi, le azioni sante e le azioni malvagie, l'una di fronte all'altra, regolate da un destino che dicono essere fatale e invincibile" (cfr. EMV 80.2).

EMR 180.1-2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Vedere nel suo contesto

Citazione

Non so quale osservazione di un compagno abbia originato la risposta scultorea di Pietro che dice: «Avverrà loro come ai fondatori della torre di Babele[1]. La loro stessa superbia provocherà il crollo delle loro teorie e rimarranno schiacciati».

Al fratello obbietta Andrea: «Ma Dio è Misericordia. Impedirà il crollo per dare loro tempo di ravvedersi».

«Non te lo pensare. A coronamento della loro superbia metteranno calunnia e persecuzione. Oh! io già me lo sento. Persecuzioni su noi per disperderci come testimoni odiosi. E, posto che attaccheranno con insidia la Verità, Dio farà le vendette ed essi periranno».

«Avremo noi forza di resistenza?», chiede Tommaso.

«Ecco… per me non l’avrei. Ma fido in Lui», e Pietro accenna il Maestro, che ascolta e tace stando un poco a capo chino come per tenere nascosto il suo viso espressivo.

«Io penso che Dio non ci darà prove superiori alle nostre forze», dice Matteo.

«O per lo meno aumenterà le forze in proporzione delle prove», termina Giacomo d’Alfeo.

«Egli lo fa già.»

Annotazione

Ciò che è accaduto ai costruttori della Torre di Babele accadrà anche a loro. Allusione a Genesi 11,1-9.

Lo ha già fatto: è Simone lo Zelota a parlare. La conversazione poi continua. Si veda la nota seguente.

Libro della Genesi 11, 1-9

Gen 11, 1-9 : Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Quando gli uomini partirono da oriente, trovarono una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: "Su, facciamo dei mattoni e cuociamoli al fuoco". "E usarono i mattoni al posto delle pietre e il bitume al posto del cemento. Poi dissero: "Su, costruiamoci una città e una torre con la cima nel cielo e facciamoci un monumento, per non essere dispersi sulla faccia di tutta la terra". "Ma Yahweh scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. E Yahweh disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una sola lingua; e quest'opera è l'inizio delle loro imprese; ora nulla impedirà loro di portare a termine i loro progetti. Scendiamo e confondiamo la loro lingua, in modo che non sentano più la lingua degli altri". "Così Yahweh li disperse da lì sulla faccia di tutta la terra ed essi smisero di costruire la città. Per questo fu chiamata Babele, perché lì Yahweh confuse la lingua di tutta la terra, e lì Yahweh li disperse sulla faccia di tutta la terra.

EMR 180.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ecco ora i campi pieni di sassi. Quanti in Israele! Sono quelli che appartengono ai “figli delle leggi”, come ha detto mio fratello Giuda molto giustamente. In loro non è la pietra unica della Testimonianza, non vi è la pietra della Legge. Vi è la sassaia delle piccole, povere, umane leggi create dagli uomini. Tante e tante che col loro peso hanno fatto a scaglie anche la pietra della Legge. Una rovina che impedisce ogni attecchimento di seme. Non è più nutrita la radice. Non c’è terra, non c’è succo. L’acqua fa marcire perché stagna sul pavimento di selci, il sole si arroventa su quelle selci e brucia le pianticine. Sono gli spiriti dei sostitutori delle complicate dottrine umane alla semplice dottrina di Dio. La ricevono anche con gioia, la mia parola. Al momento ne sono scossi e sedotti. Ma poi… Occorrerebbe l’eroismo di sgobbare a mondare il campo, l’animo e la mente da tutta la sassaia dei retori. Allora il seme farebbe radica e sarebbe un forte cespo. Così… è nulla. Basta un timore di rappresaglie umane. Basta una riflessione: “Ma e poi? Che me ne verrà dagli uomini potenti?”, e il povero seme non nutrito langue. Basta che tutta la sassaia si agiti col suono vano dei cento e cento precetti che si sono sostituiti al Precetto, che ecco che l’uomo perisce col seme ricevuto… Israele ne è pieno. Questo spiega come il venire a Dio vada in ragione inversa della potenza umana.

Dettaglio

Gesù spiega la parabola del seminatore e, parlando di campi pieni di pietre, finisce per fare un collegamento con Israele.

Annotazione

Per quanto riguarda le parole di Giuda, si veda la nota seguente.

EMR 181.6-7 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Nei discepoli, i campi del maestro, vengono i nemici. Sono tanti. Il primo è Satana. Gli altri i suoi servi, ossia gli uomini, le passioni, il mondo e la carne. Ecco, ecco il discepolo più facile ad essere percosso da essi perché non sta tutto presso al maestro, ma sta a cavaliere fra il maestro e il mondo. Non sa, non vuole separarsi tutto da ciò che è mondo, carne, passioni e demonio, per essere tutto di chi lo porta a Dio. Su questo spargono i loro semi e mondo e carne, e passioni e demonio. L’oro, il potere, la donna, l’orgoglio, la paura di un mal giudizio del mondo e lo spirito di utilitarismo. “I grandi sono i più forti. Ecco che io li servo per averli amici”. E si diventa delinquenti e dannati per queste misere cose!… Perché il maestro, che vede l’imperfezione del discepolo, anche se non vuole arrendersi al pensiero: “Costui sarà il mio uccisore”, non lo estirpa subito dalle sue file? Questo voi vi chiedete.

Perché è inutile farlo. Se lo facesse non impedirebbe di averlo nemico, doppiamente e più sveltamente nemico per la rabbia o il dolore di essere scoperto o di essere cacciato. Dolore. Sì. Perché delle volte il cattivo discepolo non si avvede di essere tale. È tanto sottile l’opera demoniaca che egli non l’avverte. Si indemonia senza sospettare di essere soggetto a questa operazione. Rabbia. Sì. Rabbia per essere conosciuto per quello che è, quando egli non è incosciente del lavoro di Satana e dei suoi adepti: gli uomini che tentano il debole nelle sue debolezze per levare dal mondo il santo che li offende, nelle loro malvagità, con il paragone della sua bontà.

E allora il santo prega e si abbandona a Dio. “Ciò che Tu permetti si faccia, sia fatto”, dice. Solo aggiunge questa clausola: “purché serva al tuo fine”. Il santo sa che verrà l’ora in cui verranno espulsi dalle sue messi i logli malvagi. Da chi? Da Dio stesso, che non permette oltre di quanto è utile al trionfo della sua volontà d’amore».

181.7 «Ma se Tu ammetti che sempre è Satana, e gli adepti di lui… mi sembra che la responsabilità del discepolo scemi», dice Matteo.

«Non te lo pensare. Se il Male esiste, esiste anche il Bene, ed esiste nell’uomo il discernimento e con esso la libertà».

«Tu dici che Dio non permette oltre di quanto è utile al trionfo della sua volontà d’amore. Dunque anche questo errore è utile, se Egli lo permette, e serve ad un trionfo di volontà divina», dice l’Iscariota.

«E tu arguisci, come Matteo, che ciò giustifica il delitto del discepolo. Dio aveva creato il leone senza ferocia e il serpente senza veleno. Ora l’uno è feroce e l’altro è velenoso. Ma Dio li ha separati dall’uomo per ciò. Medita su questo e applica.»

EMR 185.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

I poveri uomini potrebbero obbiettare: “E allora perché permetti alle tempeste singole o collettive di formarsi?”.

Se Io con la mia potenza distruggessi il Male, quale che sia, voi giungereste a credervi autori del Bene, che in realtà sarebbe mio dono, e non vi ricordereste mai più di Me. Mai più.

Avete bisogno, poveri figli, del dolore per ricordarvi che avete un Padre. Come il figliol prodigo che si ricordò di averlo quando ebbe fame. Le sventure servono a farvi persuasi del vostro nulla, della vostra insipienza, causa di tanti errori, e della vostra cattiveria, causa di tanti lutti e dolori, delle vostre colpe, causa di punizione che da voi vi date, e della mia esistenza, della mia potenza, della mia bontà.

Ecco quel che vi dice il Vangelo di oggi. Il “vostro” vangelo dell’ora presente, poveri figli. Chiamatemi. Gesù non dorme che perché è angosciato di vedersi disamato da voi. Chiamatemi e verrò».

Dettaglio

Il significato della sfortuna.

EMR 196.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

È infatti difficile risalire alle sorgenti. L’uomo è ormai confitto da secoli e millenni nel fango, e quelle sorgenti sono talmente sulle cime! La prima, poi, è una sorgente che viene da un abisso di altezza: Dio… Ma Io vi prendo per mano e vi conduco alle sorgenti. So dove sono…

Dettaglio

Gesù disse:

EMR 203.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

È una preghiera tanto perfetta che i marosi delle eresie e il corso dei secoli non l’intaccheranno. Il cristianesimo sarà spezzettato dal morso di Satana e molte parti della mia carne mistica verranno staccate, separate, facenti cellule a sé, nel vano desiderio di crearsi a corpo perfetto come sarà il Corpo mistico del Cristo, ossia quello dato da tutti i fedeli uniti nella Chiesa apostolica che sarà, finché sarà la Terra, l’unica vera Chiesa. Ma queste particelle separate, prive perciò dei doni che Io lascerò alla Chiesa Madre per nutrire i miei figli, si chiameranno però sempre cristiane, avendo culto al Cristo, e sempre si ricorderanno, nel loro errore, di essere venute dal Cristo. Ebbene, esse pure pregheranno con questa universale preghiera. Ricordatevela bene. Meditatela continuamente. Applicatela alle vostre azioni. Non occorre altro per santificarsi. Se uno fosse solo, in un posto di pagani, senza chiese, senza libri, avrebbe già tutto lo scibile da meditare in questa preghiera e una chiesa aperta nel suo cuore per questa preghiera.

Avrebbe una regola e una santificazione sicura.

Dettaglio

Gesù sta parlando del Padre Nostro.