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Note del tema

Bibbia, tradizione e testi sacri - Antico e Nuovo Testamento

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EMR 55.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Fino ad ora vi era detto: “Amate quelli che vi amano e odiate i nemici”. Io vi dico: “Amate anche coloro che vi odiano”. Oh! se sapeste come sarete amati da Dio se amerete come Io vi dico!

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EMR 55.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Quando uno vi chiede un pane, un sorso d’acqua, un ricovero in nome di Dio, dovete darlo, nello stesso nome. E ne avrete da Dio ricompensa. Questo dovete fare con tutti. Anche coi nemici. E questa è la Legge nuova. Fino ad ora vi era detto: “Amate quelli che vi amano e odiate i nemici”. Io vi dico: “Amate anche coloro che vi odiano”. Oh! se sapeste come sarete amati da Dio se amerete come Io vi dico! Quando poi uno dice: “Io vi voglio esser compagno nel servire il Signore Iddio vero e seguire il suo Agnello”, allora più caro di un fratello di sangue vi deve essere, perché sarete uniti da un vincolo eterno, quello del Cristo».

«Ma se poi ne capita uno non sincero? Dire: “Io voglio fare questo e quello” è facile. Ma non sempre la parola risponde a verità», dice Pietro piuttosto irritato. Non so, non è del suo solito umore gioviale.

«Pietro, ascolta. Tu parli con buon senso e con giustizia. Ma, vedi, meglio è peccare di bontà e di fiducia che di diffidenza e durezza. Se beneficherai un indegno, che male te ne verrà? Nessuno. Ma anzi il premio di Dio sarà sempre attivo per te, mentre a lui andrà il demerito di aver tradito la tua fiducia».

«Nessun male? Eh! delle volte chi è indegno non si ferma all’ingratitudine, ma passa oltre e giunge anche a nuocere nella stima, nelle sostanze e nella vita stessa».

«Vero. Ma questo diminuirebbe il tuo merito? No. Anche se tutto il mondo credesse alle calunnie, anche se tu fossi ridotto più povero di Giobbe, anche se il crudele ti levasse la vita, che sarebbe mutato agli occhi di Dio? Nulla. Anzi, sì, un mutamento ci sarebbe. Ma in bene per te. Dio, ai meriti della bontà, unirebbe i meriti del martirio intellettuale, finanziario, fisico».

EMR 55.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Delle volte chi è indegno non si ferma all’ingratitudine, ma passa oltre e giunge anche a nuocere nella stima, nelle sostanze e nella vita stessa».

«Vero. Ma questo diminuirebbe il tuo merito? No. Anche se tutto il mondo credesse alle calunnie, anche se tu fossi ridotto più povero di Giobbe, anche se il crudele ti levasse la vita, che sarebbe mutato agli occhi di Dio? Nulla. Anzi, sì, un mutamento ci sarebbe. Ma in bene per te. Dio, ai meriti della bontà, unirebbe i meriti del martirio intellettuale, finanziario, fisico».

Dettaglio

Gesù parla dell'ospitalità che dovremmo mostrare ai pellegrini e dell'amore che dovremmo mostrare ai nostri nemici, dicendo che è meglio peccare "per gentilezza di cuore e fiducia che per sfida e durezza". La benedizione di Dio rimarrà su di noi anche se ci viene fatto del male. Pietro disse poi:

EMR 55.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Un giorno ben più fonda mondezza Io darò… Un giorno i sepolcri sigillati erutteranno i morti veri, che appariranno per ridere, dalle loro occhiaie vuote, dalle mandibole scoperte, per il giubilo lontano, e pur sentito dagli scheletri, degli spiriti liberati dal Limbo d’attesa. Appariranno per ridere a questa liberazione e per fremere sapendo a che la devono…

EMR 55.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Vi prego tutti: non discutete mai sui meriti e sui posti. Avrei potuto nascere re. Sono nato povero, in una stalla. Avrei potuto esser ricco. Ho vissuto di lavoro e ora di carità. Eppure, credetelo amici, non c’è alcuno grande agli occhi di Dio più di Me. Di Me che sono qui: servo dell’uomo».

«Servo Tu? Non mai!».

«Perché, Pietro?».

«Perché io ti servirò».

«Anche tu mi servissi come una madre serve l’infante, Io sono venuto per servire l’uomo. Per lui sarò Salvatore. Che servizio pari a questo?».

«Oh!

EMR 56

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Vicino al guado del Giordano, Maria vede Tommaso, Giuda di Alfeo e Simone lo Zelota. Sono tre giorni che aspettano Gesù in questo luogo e Giuda assicura loro che se suo cugino ha promesso di incontrarli qui, lo farà. Giuda parla del suo rapporto con Gesù, spiegando che è suo cugino, che era il preferito di Giuseppe e che è cresciuto molto vicino alla Vergine Maria. Anche l'uomo di Nazareth parla delle divisioni nella sua famiglia, ma ora vuole seguire Cristo. Il suo unico rammarico è che i padri possono essere nemici dei loro figli. Simone lo Zelota sospira a questa osservazione, ma Tommaso rivela che suo padre lo ha incoraggiato a seguire il Messia.

Gesù è finalmente arrivato. Giuda rivela allora la sua intenzione di seguire il Maestro e Cristo lo accoglie: gli conferma anche che è davvero lecito seguire il Signore, perché "non c'è nulla al di sopra di Dio".

Dopo essersi complimentato con Tommaso per la sua obbedienza e fedeltà, Gesù rivolge la sua attenzione a Simone lo Zelota. Gli chiede di seguirlo e i due parlano dei suoi parenti, di suo padre e della malattia che aveva sofferto. Il Maestro unisce allora Simone lo Zelota e Giuda, l'uno senza figli a causa della sua infermità, l'altro avendo perso il padre nella sequela del Signore. Per il momento, però, affidò a ciascuno di loro una missione. Tommaso doveva evangelizzare la Giudea. Giuda doveva evangelizzare Nazareth. Pietro, Giacomo, Giovanni, Andrea, Filippo e Bartolomeo tornarono alle loro barche, a Cafarnao e a Betsaida.

EMR 56.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Uno dei sei mi ha detto, mentre il Maestro si allontanava fra le acclamazioni della folla dopo il miracolo di uno storpio mendicante, guarito alla porta dei Pesci: “Noi ora andiamo fuori Gerusalemme. Attendici a cinque miglia fra Gerico e Doco, alla curva del fiume, lungo la via alberata”. Questa. Ha detto anche: “Vi saremo fra tre giorni all’aurora”.

Dettaglio

Tommaso parlò con Giuda e Simone e disse loro:

EMR 56.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

56.3 «Sei sempre stato con Lui?».

«Sempre. Da quando tornò a Nazaret fu con me buon compagno. Sempre insieme. Siamo della stessa età, io di poco più anziano. E poi io ero il preferito dal padre di Lui, fratello a mio padre. Anche la Madre mi voleva molto bene. Sono cresciuto più con Lei che con mia madre».

«Ti voleva… Ora non ti vuole più lo stesso bene?».

«Oh! sì! Ma ci siamo un poco divisi da quando Egli si è fatto profeta. I miei parenti non ne hanno piacere».

«Quali parenti?».

«Mio padre e i due maggiori. L’altro è titubante… Mio padre è molto vecchio e non ho avuto cuore di urtarlo. Ma ora… Ora non più. Ora io vado dove cuore e mente mi attirano. Vado da Gesù. Non credo offendere la Legge facendo così. Ma già… se non fosse giusto ciò che voglio fare, Gesù me lo direbbe. Farò ciò che Lui dice. È lecito ad un padre ostacolare un figlio nel bene? Se io sento che lì è salute, perché impedirmi di averla? Perché i padri ci sono nemici talora?».

Simone sospira come per tristi ricordi e china il capo, ma non parla.

Risponde invece Tommaso: «Io ho già superato l’ostacolo. Mio padre mi ha udito e mi ha compreso. Mi ha benedetto dicendo: “Va’. Questa Pasqua sia per te liberazione dalla schiavitù di un’attesa. Felice te che puoi credere. Io attendo. Ma se è proprio Lui, e te ne accorgerai seguendolo, vieni al tuo vecchio padre per dirgli: ‘Vieni. Israele ha l’Atteso’”».

«Sei più fortunato di me. E dire che noi siamo vissuti al suo fianco!… E non crediamo, noi di famiglia!… E diciamo, ossia loro dicono: “È uscito di senno”!».

Dettaglio

Simone lo Zelota chiese a Giuda se avesse sempre accompagnato Cristo.

EMR 56.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

56.5 «Tu pure, Giuda, cugino mio?».

Si abbracciano. Giuda piange.

«Perché questo pianto?».

«Oh! Gesù! Io voglio stare con Te!».

«Ti ho atteso sempre. Perché non sei venuto?».

Giuda china il capo e tace.

«Non hanno voluto! E ora?».

«Gesù, io… io non posso ubbidire a loro. Voglio ubbidire a Te solo».

«Ma Io non ti ho dato comando».

«No, Tu no. Ma è la tua missione che comanda! È Colui che ti ha mandato che parla qui, in mezzo al mio cuore, e mi dice: “Va’ da Lui!”. È Colei che ti ha generato e che mi è stata maestra soave, che col suo sguardo di colomba mi dice, senza usar parole: “Sii di Gesù!”. Posso io non tener conto di quella voce eccelsa che mi trivella il cuore? Di questa preghiera di santa che certo mi supplica per il mio bene? Sol perché sono cugino per parte di Giuseppe, non devo conoscerti per quello che sei, mentre il Battezzatore ti ha conosciuto, lui che non ti aveva mai visto, qui, sulle sponde di questo fiume, e ti ha salutato: “Agnello di Dio”? Ed io, io che sono cresciuto con Te, io che mi sono fatto buono seguendo Te, io che sono divenuto figlio della Legge per merito di tua Madre e da Lei ho aspirato non i seicentotredici precetti dei rabbini, oltre la Scrittura e le preghiere, ma l’anima di esse tutte, io non dovrei esser capace di nulla?».

«E tuo padre?».

«Mio padre? Non gli manca pane e assistenza, e poi… Tu mi dài l’esempio. Tu hai avuto pensiero al bene del popolo più che al piccolo bene di Maria. E Lei è sola. Dimmi Tu, Maestro mio, non è lecito forse, senza mancare di rispetto, dire ad un padre: “Padre, io ti amo. Ma sopra te è Dio, e Lui seguo”?».

«Giuda, parente e amico, Io te lo dico: tu sei molto avanti nella via della Luce. Vieni. È lecito dire al padre così quando è Dio che chiama. Nulla è sopra Dio. Anche le leggi del sangue cessano, ossia si sublimano, perché con le nostre lacrime noi diamo ai padri, alle madri, più vasto aiuto, e per più eterna cosa che non la giornata del mondo. Seconoi li traiamo al Cielo e, per la stessa via di sacrificio degli affetti, a Dio. Resta, dunque, Giuda. Ti ho atteso e sono felice di riaverti, amico della mia vita nazarena».

Giuda è commosso.

EMR 56.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« (...) È Colui che ti ha mandato che parla qui, in mezzo al mio cuore, e mi dice: “Va’ da Lui!”. È Colei che ti ha generato e che mi è stata maestra soave, che col suo sguardo di colomba mi dice, senza usar parole: “Sii di Gesù!”. Posso io non tener conto di quella voce eccelsa che mi trivella il cuore? Di questa preghiera di santa che certo mi supplica per il mio bene? Sol perché sono cugino per parte di Giuseppe, non devo conoscerti per quello che sei, mentre il Battezzatore ti ha conosciuto, lui che non ti aveva mai visto, qui, sulle sponde di questo fiume, e ti ha salutato: “Agnello di Dio”? Ed io, io che sono cresciuto con Te, io che mi sono fatto buono seguendo Te, io che sono divenuto figlio della Legge per merito di tua Madre e da Lei ho aspirato non i seicentotredici precetti dei rabbini, oltre la Scrittura e le preghiere, ma l’anima di esse tutte, io non dovrei esser capace di nulla?».

«E tuo padre?».

«Mio padre? Non gli manca pane e assistenza, e poi… Tu mi dài l’esempio. Tu hai avuto pensiero al bene del popolo più che al piccolo bene di Maria. E Lei è sola. Dimmi Tu, Maestro mio, non è lecito forse, senza mancare di rispetto, dire ad un padre: “Padre, io ti amo. Ma sopra te è Dio, e Lui seguo”?».

«Giuda, parente e amico, Io te lo dico: tu sei molto avanti nella via della Luce. Vieni. È lecito dire al padre così quando è Dio che chiama. Nulla è sopra Dio. Anche le leggi del sangue cessano, ossia si sublimano, perché con le nostre lacrime noi diamo ai padri, alle madri, più vasto aiuto, e per più eterna cosa che non la giornata del mondo. Seconoi li traiamo al Cielo e, per la stessa via di sacrificio degli affetti, a Dio. Resta, dunque, Giuda. Ti ho atteso e sono felice di riaverti, amico della mia vita nazarena».

Dettaglio

Giuda parlò a Gesù e disse: