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Note del tema

Bibbia, tradizione e testi sacri - Antico e Nuovo Testamento

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EMR 54.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Perché mi cercate?».

«Per seguirti, se ci vuoi, perché Tu hai parole di verità».

«Seguirmi? Ma sapete dove sono diretto?».

«No, Maestro, ma certo alla gloria».

«Sì. Ma ad una gloria non della Terra. Ad una gloria che ha sua sede nel Cielo e che si conquista con virtù e sacrificio.

EMR 54.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Io voglio esser chiamato il Figlio dell’uomo, perché annichilo Me stesso addossandomi dell’uomo tutte le miserie, per portarle, mio primo patibolo, e annullarle dopo averle portate, ma non avute. Che peso, amici! Ma lo porto con gioia. È la mia gioia il portarlo perché, essendo il Figlio dell’umanità, renderò l’umanità figlia di Dio.

EMR 54.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Oh! amici! E chi perfetto se non Dio?».

«Tu lo sei!».

«In verità vi dico che non per Me perfetto sono, se voi credete essere Io un profeta. Niun uomo è perfetto. Ma perfetto Io sono perché Quel che vi parla è il Verbo del Padre. Parte[1] di Dio, il suo Pensiero che si fa Parola, Io ho la Perfezione in Me. E tale credere mi dovete, se credete essere Io il Verbo del Padre. Eppure lo vedete, amici. Io voglio esser chiamato il Figlio dell’uomo[2], perché annichilo Me stesso addossandomi dell’uomo tutte le miserie, per portarle, mio primo patibolo, e annullarle dopo averle portate, ma non avute. Che peso, amici! Ma lo porto con gioia. È la mia gioia il portarlo perché, essendo il Figlio dell’umanità, renderò l’umanità figlia di Dio. Come il primo giorno».

Dettaglio

Essendo una parte di Dio, il suo Pensiero fatto Parola, ho in me la perfezione. In una nota alla seconda edizione si legge: "parte non va intesa come "porzione", ma come "appartenenza". A differenza dell'uomo, che non appartiene a Dio per natura, ma per somiglianza (nota 167,9), Gesù appartiene a Dio per natura: in altre parole, è Dio come il Padre (dirà in 487,4: "Io sono suo, parte e tutto con lui"). Per questo la sua perfezione non sta nel fatto che è un profeta (come ha detto sopra), ma che è Dio-Uomo. La parte umana del Dio-Uomo si è completata in modo esauriente con la sua vittoria sulle tentazioni (come dirà lui stesso in 80,10 e come si evince dalla fine della nota a 174,9). I discorsi di Gesù nei capitoli 487 e 506 sulle due nature, divina e umana, sono fondamentali.

Figlio dell'uomo è il più frequente dei titoli dati a Gesù e che Gesù stesso si dà. Il suo significato generale è riportato in 343,4; ma il suo significato messianico si ritrova qui come, ad esempio, in 126,3 e 603,1.

EMR 54.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

54.7 «Io vorrei chiedere una cosa…».

«Quale, Andrea?».

«Giovanni mi ha raccontato del miracolo fatto a Cana… Era in noi tanta speranza che Tu ne facessi uno a Cafarnao… e Tu hai detto che non facevi miracolo se prima non avevi adempito la Legge. Perché allora a Cana? E perché qui e non nella patria tua?».

«Ogni ubbidienza alla Legge è unione con Dio e perciò aumento della capacità nostra. Il miracolo è la prova dell’unione con Dio, della presenza benevola e consenziente di Dio. Per questo Io ho voluto fare il mio dovere di israelita prima di iniziare la serie dei prodigi».

«Ma Tu non eri tenuto alla Legge».

«Perché? Come Figlio di Dio, no. Ma come figlio della Legge, sì. Israele, per ora, non mi conosce che come tale… E, anche dopo, quasi tutto Israele mi conoscerà come tale, anzi come meno ancora. Ma Io non voglio dare scandalo a Israele e ubbidisco alla Legge».

«Sei santo».

«La santità non esclude dall’ubbidienza. Anzi la perfeziona. Vi è l’esempio da dare, oltre al resto. Che diresti di un padre, di un maggior fratello, di un maestro, di un sacerdote che non dessero buon esempio?».

«E Cana, allora?».

«Cana era la gioia di mia Madre da farsi. Cana è l’anticipo che si deve a mia Madre. Ella è l’Anticipatrice della Grazia. Qui do onore alla Città santa, facendo di essa, pubblicamente, l’iniziatrice del mio potere di Messia. Ma là, a Cana, Io davo onore alla Santa di Dio, alla Tutta Santa. Il mondo mi ha per Essa. È giusto che ad Essa vada il mio primo prodigio nel mondo».

EMR 54.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Io vorrei chiedere una cosa…».

«Quale, Andrea?».

«Giovanni mi ha raccontato del miracolo fatto a Cana… Era in noi tanta speranza che Tu ne facessi uno a Cafarnao… e Tu hai detto che non facevi miracolo se prima non avevi adempito la Legge. Perché allora a Cana? E perché qui e non nella patria tua?».

«Ogni ubbidienza alla Legge è unione con Dio e perciò aumento della capacità nostra. Il miracolo è la prova dell’unione con Dio, della presenza benevola e consenziente di Dio. Per questo Io ho voluto fare il mio dovere di israelita prima di iniziare la serie dei prodigi».

«Ma Tu non eri tenuto alla Legge».

«Perché? Come Figlio di Dio, no. Ma come figlio della Legge, sì. Israele, per ora, non mi conosce che come tale… E, anche dopo, quasi tutto Israele mi conoscerà come tale, anzi come meno ancora. Ma Io non voglio dare scandalo a Israele e ubbidisco alla Legge».

«Sei santo».

«La santità non esclude dall’ubbidienza. Anzi la perfeziona. Vi è l’esempio da dare, oltre al resto. Che diresti di un padre, di un maggior fratello, di un maestro, di un sacerdote che non dessero buon esempio?».

«E Cana, allora?».

«Cana era la gioia di mia Madre da farsi. Cana è l’anticipo che si deve a mia Madre. Ella è l’Anticipatrice della Grazia. Qui do onore alla Città santa, facendo di essa, pubblicamente, l’iniziatrice del mio potere di Messia. Ma là, a Cana, Io davo onore alla Santa di Dio, alla Tutta Santa. Il mondo mi ha per Essa. È giusto che ad Essa vada il mio primo prodigio nel mondo».

EMR 54.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Beati quelli che sono sinceri e tenaci nel volere. Voi benedetti. Più che parenti mi siete, perché mi siete figli e fratelli non secondo il sangue che muore ma secondo il volere di Dio e il vostro volere spirituale. Ora Io dico che non ho più stretto parente di colui che fa la volontà del Padre mio, e voi la fate perché volete il bene».

La visione ha termine così.

EMR 55.1-2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«La strada è lunga, la notte è buia, le pattuglie romane sono per la città. Io ti dico: se vuoi, resta con noi».

«Oh! Maestro!». Tommaso è felice.

«Fate posto, voi. E date tutti qualcosa al fratello». Di suo Gesù dà la porzione di formaggio che aveva davanti. Spiega a Tommaso: «Siamo poveri e la cena è quasi terminata. Ma c’è tanto cuore in chi dona». E a Giovanni, seduto al suo fianco, dice: «Cedi il posto all’amico».

Giovanni si alza subito e va a sedersi all’angolo della tavola, vicino al padrone di casa.

«Siedi, Tommaso. Mangia».

55.2 E poi a tutti: «Così sempre farete, amici, per legge di carità. Il pellegrino è già protetto dalla Legge di Dio. Ma ora, in mio nome, più ancora lo dovrete amare. Quando uno vi chiede un pane, un sorso d’acqua, un ricovero in nome di Dio, dovete darlo, nello stesso nome. E ne avrete da Dio ricompensa. Questo dovete fare con tutti. Anche coi nemici. E questa è la Legge nuova. Fino ad ora vi era detto: “Amate quelli che vi amano e odiate i nemici”. Io vi dico: “Amate anche coloro che vi odiano”. Oh! se sapeste come sarete amati da Dio se amerete come Io vi dico! Quando poi uno dice: “Io vi voglio esser compagno nel servire il Signore Iddio vero e seguire il suo Agnello”, allora più caro di un fratello di sangue vi deve essere, perché sarete uniti da un vincolo eterno, quello del Cristo».

«Ma se poi ne capita uno non sincero? Dire: “Io voglio fare questo e quello” è facile. Ma non sempre la parola risponde a verità», dice Pietro piuttosto irritato. Non so, non è del suo solito umore gioviale.

«Pietro, ascolta. Tu parli con buon senso e con giustizia. Ma, vedi, meglio è peccare di bontà e di fiducia che di diffidenza e durezza. Se beneficherai un indegno, che male te ne verrà? Nessuno. Ma anzi il premio di Dio sarà sempre attivo per te, mentre a lui andrà il demerito di aver tradito la tua fiducia».

«Nessun male? Eh! delle volte chi è indegno non si ferma all’ingratitudine, ma passa oltre e giunge anche a nuocere nella stima, nelle sostanze e nella vita stessa».

«Vero. Ma questo diminuirebbe il tuo merito? No. Anche se tutto il mondo credesse alle calunnie, anche se tu fossi ridotto più povero di Giobbe, anche se il crudele ti levasse la vita, che sarebbe mutato agli occhi di Dio? Nulla. Anzi, sì, un mutamento ci sarebbe. Ma in bene per te. Dio, ai meriti della bontà, unirebbe i meriti del martirio intellettuale, finanziario, fisico».

«Bene, bene! Sarà così». Pietro non parla più. Imbronciato, sta col capo appoggiato alla mano.

Dettaglio

Gesù parla a Tommaso, poi dà una lezione sull'ospitalità.