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Simon d'Alphée

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EMR 39

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

La Vergine prepara i vestiti per Gesù con Maria di Alfeo. Tinge le sue vesti. Sembra che abbia ottenuto il colore grazie ai suoi ricami e che questo dono sia arrivato da Roma. In ogni caso, la Madre di Cristo ringrazia la parente per il suo aiuto e dichiara che Gesù è come suo figlio.

La visione si interrompe e riprende più tardi. Maria descrive Gesù all'età di dodici anni. È con i suoi genitori e parenti, circondato e amato. Maria chiede a Giuseppe di benedirlo, affinché il loro Bambino tragga forza da lui e lei impari a distaccarsi un po' di più da lui. Giuseppe le assicura che il loro rapporto non cambierà e che non entrerà in competizione con lei per questo Figlio a loro così caro. Maria bacia la mano di Giuseppe con un gesto pieno di affetto e il patriarca della Sacra Famiglia li benedice entrambi. Poi si misero in cammino...

EMR 44

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù si prepara a lasciare Nazareth. Maria è chiaramente angosciata. Suo Figlio mangia e, dopo aver preparato la borsa, Maria si isola per un momento. Gesù va da lei e si scopre che sta piangendo nella bottega di Giuseppe. Gesù le parla e vanno entrambi nel giardino, dove Gesù le dà le sue raccomandazioni. Poi recitano insieme il Padre Nostro, per appoggiarsi a Dio nell'ora della prova. Gesù se ne va, lasciando sua Madre a Nazareth.

Cristo fa un dettato e parla della sofferenza di Maria dopo la separazione da Cristo. Per un momento dice perché sta dando l'Opera e come dà le lezioni. Poi dichiara che questa visione vale per tutti coloro che devono subire una dolorosa rinuncia e lasciare la propria famiglia. Questa lezione è rivolta sia ai genitori che ai figli.

Maria ha sofferto il dolore di essere separata da suo Figlio, ma non si è ribellata alla volontà di Dio. Ha pianto - ma chi non avrebbe pianto quando ha intuito come avrebbe sofferto il proprio Figlio? Sapeva che i suoi parenti erano pieni di buon senso umano e che non avrebbero capito la partenza o la predicazione di Cristo. Sapeva che suo Figlio avrebbe incontrato ostilità durante il suo ministero. Anche lei ha pianto, sofferto e riparato per tutte le madri che devono separarsi dalla loro prole. Le lacrime della Madre e il Sangue di Gesù Cristo rafforzano coloro che devono dare prova di eroismo, e rafforzano in particolare le anime consacrate e le anime vittime.

Nell'ora della prova, Maria prega con Gesù. La sofferenza non le ha impedito di pregare, anzi. E Gesù ci dice che dobbiamo sempre pregare con lui, perché è Gesù che ci giustifica.

EMR 51.3-4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

51.3 «Già ammaestri, Gesù?», chiede il Taddeo.

«Sì, cugino».

«E che parole! Ah! non si odono sul labbro d’altri!».

Giuda sospira. Col capo appoggiato alla mano, col gomito puntato sul ginocchio, guarda Gesù e sospira. Pare voglia parlare e non osi.

Gesù lo stuzzica: «Che hai, Giuda? Perché mi guardi e sospiri?».

«Niente».

«No. Niente non è. Non sono più il Gesù che tu amavi? Quello per cui non avevi segreti?».

«Sì, che lo sei! E come mi manchi, Tu, maestro del tuo più anziano cugino…».

«E allora? Parla».

«Volevo dirti… Gesù… sii prudente… hai una Madre… che non ha che Te… Tu vuoi essere un “rabbi” diverso dagli altri e Tu sai, meglio di me, che… che le caste potenti non permettono cose diverse alle consuetudinarie da loro messe. Conosco il tuo modo di pensare… è santo… Ma il mondo non è santo… e opprime i santi… Gesù… Tu sai la sorte di tuo cugino il Battista… È prigione, e se ancor non è morto è perché quel lurido Tetrarca ha paura della folla e del fulmine di Dio. Lurido e superstizioso come crudele e libidinoso. Tu… che farai? A che sorte vuoi andare incontro?».

«Giuda, questo mi chiedi tu che conosci tanto del mio pensiero? Parli di tuo impulso? No. Non mentire! Ti hanno mandato, e non mia Madre certo, a dirmi queste cose…».

Giuda abbassa il capo e tace.

«Parla, cugino».

«Mio padre… e con lui Giuseppe e Simone… sai… per tuo bene… per affetto per Te e Maria… non vedono di buon occhio quello che Tu ti proponi di fare… e… e vorrebbero Tu pensassi a tua Madre…».

51.4

«E tu che pensi?».

«Io… io».

«Tu sei combattuto fra le voci dell’Alto e della Terra. Non dico del Basso. Dico della Terra. Anche Giacomo lo è, più di te ancora. Ma Io vi dico che sopra la Terra è il Cielo, sopra gli interessi del mondo vi è la causa di Dio. Avete bisogno di cambiare modo di pensare. Quando lo saprete fare, sarete perfetti».

«Ma… e tua Madre?».

«Giuda, non c’è che Lei che avrebbe diritto a richiamarmi ai miei doveri di figlio, secondo la luce della Terra: ossia al mio dovere di lavorare per Lei, per sovvenire ai suoi bisogni materiali, al mio dovere di assistenza e conforto con una vicinanza alla Madre. E Lei non mi chiede nulla di questo. Da quando mi ebbe, Ella sa che mi avrebbe perduto, per ritrovarmi in una maniera più vasta di quella del piccolo cerchio della famiglia. E da allora si è preparata a questo. Non è nuova nel suo sangue questa assoluta volontà di donazione a Dio. Sua madre l’ha offerta al Tempio prima che Ella sorridesse alla luce. Ed Ella — me lo ha detto le innumeri volte che, tenendomi contro il suo cuore nelle lunghe sere d’inverno o nelle chiare notti d’estate piene di stelle, mi ha parlato della sua infanzia santa — ed Ella si è data a Dio sin da quelle prime luci della sua alba nel mondo. E più ancora si è data quando mi ebbe, per essere dove Io sono, sulla via della missione che mi viene da Dio. Tutti mi lasceranno in un’ora; magari per pochi minuti, ma la viltà sarà padrona di tutti e penserete che era meglio, per la vostra sicurezza, non avermi mai conosciuto. Ma Lei, che ha compreso e che sa, Lei sarà sempre meco. E voi tornerete ad essere miei per Essa. Con la forza della sua sicura, amorosa fede, Ella vi aspirerà in sé e perciò vi riaspirerà in Me, perché io sono nella Madre ed Ella è in Me, e Noi in Dio. Questo vorrei che comprendeste voi tutti, parenti secondo il mondo, amici e figli secondo il soprannaturale. Tu, e con te gli altri, non sapete chi è mia Madre. Ma, se lo sapeste, non la critichereste in cuor vostro per non sapermi tenere a Lei soggetto, ma la venerereste come l’Amica più intima di Dio, la Potente che tutto può sul cuore dell’Eterno Padre e sul Figlio del suo cuore. Per certo che a Cana verrò. Voglio farla felice. Comprenderete meglio dopo quest’ora».

Gesù è imponente e persuasivo.

Giuda lo guarda attento. Pensa. Dice: «E io pure per certo verrò con Te, insieme a questi, se mi vuoi… perché sento che Tu dici cose giuste. Perdona alla mia cecità e a quella dei fratelli. Sei tanto più santo di noi!…».

«Non ho rancore per chi non mi conosce. Non ne ho neppure per chi mi odia. Ma ne ho dolore per il male che a sé stesso fa.

Dettaglio

Giacomo di Alfeo è citato molto brevemente in 51,4. In questo brano, Giuda esprime le preoccupazioni della loro famiglia sul comportamento di Gesù a nome di tutti i parenti di Gesù.

EMR 56.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

56.3 «Sei sempre stato con Lui?».

«Sempre. Da quando tornò a Nazaret fu con me buon compagno. Sempre insieme. Siamo della stessa età, io di poco più anziano. E poi io ero il preferito dal padre di Lui, fratello a mio padre. Anche la Madre mi voleva molto bene. Sono cresciuto più con Lei che con mia madre».

«Ti voleva… Ora non ti vuole più lo stesso bene?».

«Oh! sì! Ma ci siamo un poco divisi da quando Egli si è fatto profeta. I miei parenti non ne hanno piacere».

«Quali parenti?».

«Mio padre e i due maggiori. L’altro è titubante… Mio padre è molto vecchio e non ho avuto cuore di urtarlo. Ma ora… Ora non più. Ora io vado dove cuore e mente mi attirano. Vado da Gesù. Non credo offendere la Legge facendo così. Ma già… se non fosse giusto ciò che voglio fare, Gesù me lo direbbe. Farò ciò che Lui dice. È lecito ad un padre ostacolare un figlio nel bene? Se io sento che lì è salute, perché impedirmi di averla? Perché i padri ci sono nemici talora?».

Simone sospira come per tristi ricordi e china il capo, ma non parla.

Risponde invece Tommaso: «Io ho già superato l’ostacolo. Mio padre mi ha udito e mi ha compreso. Mi ha benedetto dicendo: “Va’. Questa Pasqua sia per te liberazione dalla schiavitù di un’attesa. Felice te che puoi credere. Io attendo. Ma se è proprio Lui, e te ne accorgerai seguendolo, vieni al tuo vecchio padre per dirgli: ‘Vieni. Israele ha l’Atteso’”».

«Sei più fortunato di me. E dire che noi siamo vissuti al suo fianco!… E non crediamo, noi di famiglia!… E diciamo, ossia loro dicono: “È uscito di senno”!».

Dettaglio

Simone lo Zelota chiese a Giuda se avesse sempre accompagnato Cristo.

EMR 105

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù arriva a Nazareth, dopo la morte di Alfeo. Riceve una scarsa accoglienza. Cristo non volle che nessuno andasse a dirlo a sua Madre e andò subito a casa di suo zio. Lì incontra l'ostilità di Simone e Giuseppe di Alfeo, ma il più anziano Simone è più corretto. Giuseppe, invece, è molto più testardo e non vuole perdonare il Signore. Gesù ci assicura, tuttavia, che Alfeo morì in pace.