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Note del tema

Bibbia, tradizione e testi sacri - Antico e Nuovo Testamento

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Comfort di lettura

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EMR 208.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il bambino si interessa a questi pastori che hanno visto Gesù bambino e fa mille domande a Maria che spiega tutto, paziente e buona.

«Ma perché li hanno castigati? Non avevano fatto che bene!», chiede il bambino dopo il racconto delle loro sventure.

«Perché molte volte l’uomo fa degli errori, accusando gli innocenti del male che in realtà ha fatto un altro. Ma siccome loro sono stati buoni ed hanno saputo perdonare, Gesù li ama tanto. Bisogna sempre sapere perdonare».

«Ma tutti quei bambini che sono stati uccisi come hanno fatto a perdonare a Erode?».

«Sono piccoli martiri, Marzjam, e i martiri sono santi. Essi non solo perdonano al loro carnefice, ma lo amano perché egli apre loro il Cielo».

«Ma loro sono in Cielo?».

«No, per ora no. Ma sono nel Limbo ad essere gioia dei patriarchi e dei giusti».

«Perché?».

«Perché hanno detto, arrivando con la loro anima imporporata di sangue: “Eccoci, noi siamo gli araldi del Cristo Salvatore. Gioite, voi che attendete, perché Egli è già sulla Terra”. E tutti li amano perché portatori di questa buona novella».

«La buona novella mi ha detto il padre che è anche la Parola di Gesù. Allora quando mio padre andrà al Limbo dopo averla detta sulla Terra, e io anche andrò là, saremo amati noi pure?».

«Tu non andrai al Limbo, piccino».

«Perché?».

«Perché Gesù sarà già tornato ai Cieli e li avrà aperti, e tutti i buoni alla loro morte andranno subito in Cielo».

«Io sarò buono, lo prometto. E Simone di Giona? Anche lui, eh? Perché non voglio diventare orfano una seconda volta».

«Anche lui, sta’ certo. Ma in Cielo non si è orfani. Abbiamo Dio. E Dio è tutto. Neppure qui lo siamo. Perché il Padre è sempre con noi».

EMR 208.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«In Cielo non si è orfani. Abbiamo Dio. E Dio è tutto. Neppure qui lo siamo. Perché il Padre è sempre con noi».

«Ma Gesù, in quella bella preghiera, che tu di giorno e la mia mamma di notte mi avete insegnato, dice: “Padre nostro che sei nei Cieli”. Noi non siamo in Cielo ancora. Come dunque siamo con Lui?».

«Perché Dio è dapertutto, figlio mio. Egli veglia sul bambino che nasce e sul vecchio che muore. L’infante che nasce in questo momento, nel posto più remoto della Terra, ha l’occhio e l’amore di Dio con sé e lo avrà fino alla morte».

Annotazione

In quella bella preghiera che mi avete insegnato tu e mia madre, lei di notte e tu di giorno: cfr. EMV 206.

EMR 208.2-3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«In Cielo non si è orfani. Abbiamo Dio. E Dio è tutto. Neppure qui lo siamo. Perché il Padre è sempre con noi».

«Ma Gesù, in quella bella preghiera, che tu di giorno e la mia mamma di notte mi avete insegnato, dice: “Padre nostro che sei nei Cieli”. Noi non siamo in Cielo ancora. Come dunque siamo con Lui?».

«Perché Dio è dapertutto, figlio mio. Egli veglia sul bambino che nasce e sul vecchio che muore. L’infante che nasce in questo momento, nel posto più remoto della Terra, ha l’occhio e l’amore di Dio con sé e lo avrà fino alla morte».

«Anche se è cattivo come Doras?».

«Anche».

«Ma può amarlo, Dio che è buono, Doras che è tanto cattivo e fa piangere il vecchio padre?».

«Lo guarda con sdegno e dolore. Ma se egli si pentisse gli direbbe ciò che disse il padre della parabola al figlio pentito.

208.3

Tu dovresti pregare perché egli si penta e…».

«Oh! no, Madre! Io pregherò perché muoia!!!», dice con foga il bambino. Per quanto l’uscita sia poco… angelica, il suo impeto è tale e così sincero che gli altri devono per forza ridere.

Ma poi Maria riprende la sua dolce serietà di maestra: «No, caro. Ciò non lo devi fare per un peccatore. Dio non ti ascolterebbe e guarderebbe anche te con severità. Noi dobbiamo augurare al prossimo, anche se molto cattivo, il maggior bene. La vita è un bene perché dà modo all’uomo di acquistare meriti agli occhi di Dio».

«Ma se uno è cattivo acquista peccati».

«Si prega perché diventi buono».

Il bambino pensa… ma non gli va molto giù questa lezione sublime (...)

EMR 208.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Noi dobbiamo augurare al prossimo, anche se molto cattivo, il maggior bene. La vita è un bene perché dà modo all’uomo di acquistare meriti agli occhi di Dio.

EMR 208.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Prova a pregare solo così: “Padre nostro che sei nei Cieli, pensa Tu a ciò che è desiderio mio…”. Vedrai che il Padre ti ascolta nel migliore dei modi. (...) Digli: “Tu lo sai come amo il vecchio padre e come amo tutti quelli che sono infelici. Pensaci Tu che puoi tutto”. (...) Lascia, lascia fare al buon Dio, e vedrai quanto bene Egli predispone. Lo farai?

EMR 208.5-6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

I tre grandi bacini scavati nella roccia del monte, un’opera veramente grandiosa, splendono nella superficie limpidissima e nella nappa d’acqua che dal primo bacino scende nel secondo più vasto e da questo nel terzo, che è veramente un piccolo lago e che poi la convoglia nelle sue tubazioni verso città lontane. Ma per la umidità del suolo in questa zona, tutto il monte, dalla sorgente alle piscine e da queste al suolo, è di una fertilità bellissima, e fiori più composti di quelli selvaggi ridono per le coste verdi insieme ad erbe profumate e rare. Sembra che qui siano stati seminati dall’uomo i fiori dei giardini e le erbe profumate, che spargono per l’aria, per il sole che le scalda, i loro aromi di cannella, canfora, garofano, lavanda e altri odori piccanti, fragranti, forti, soavi, in una fusione meravigliosa dei migliori odori della terra. Io direi che è una sinfonia di profumi, perché realmente è il poema delle erbe e dei fiori nelle tinte e nelle fragranze.

Tutti gli apostoli sono seduti all’ombra di un albero carico di grandi fiori bianchi di cui non so il nome – delle enormi campanelle di smalto bianco, pendule – ondeggianti al minimo soffio di vento, e ad ogni ondulio è un’onda di fragranza che si sparge. Non conosco il nome di quest’albero. Nel fiore mi ricorda quell’arbusto che è in Calabria, che là chiamano «bottaro», ma nel fusto no certo, perché questo è un albero alto, dal tronco robusto, non un arbusto.

Gesù li chiama ed essi accorrono.

«Abbiamo trovato quasi subito Giuseppe che tornava da un mercato. Questa sera saranno tutti a Betsur. Noi ci siamo riuniti chiamandoci a gran voce e siamo stati qui, al fresco», spiega Pietro.

«Che bel posto! Pare un giardino! Fra noi si discuteva se era naturale o meno, e c’è chi si ostina in una cosa o nell’altra», dice Tommaso.

«La terra di Giudea ha di queste meraviglie», dice l’Iscariota, inevitabilmente portato alla superbia da tutto, anche dai fiori e dalle erbe.

«Sì, ma… io credo che, se per esempio il giardino di Giovanna a Tiberiade venisse abbandonato e divenisse selvaggio, anche la Galilea avrebbe la meraviglia di rose splendide fra le rovine», ribatte Giacomo di Zebedeo.

«E non sei in errore. In questa zona erano i giardini di Salomone, celebri nel mondo di allora come i suoi palazzi. Forse qui ha sognato il Cantico dei cantici, applicando alla Città santa tutte le bellezze cresciute qui per suo volere», dice Gesù.

«Allora avevo ragione io!», dice il Taddeo.

«Avevi ragione. Sai, Maestro? Egli citava l’Ecclesiaste, riunendo l’idea dei giardini a quella dei serbatoi, e terminava dicendo[2]: “Però si accorse che ogni cosa è vanità e niente dura sotto al sole, fuorché la Parola del mio Gesù”», dice l’altro fratello Giacomo.

«Io ti ringrazio. Ma ringraziamo anche Salomone. Suoi o non suoi gli originari fiori. Certamente sue le vasche che alimentano erbe e uomini. Ne sia benedetto. Andiamo allora fino a quel grande rosaio scapigliato che ha fatto una galleria fiorita da albero ad albero. Lì sosteremo. Siamo quasi a mezza via»…

208.6 …E il cammino riprende verso l’ora di nona, quando le ombre si allungano da ogni albero di questa zona molto ben coltivata in ogni sua parte. Sembra di passare in un immenso orto botanico, perché ogni specie di pianta da fusto, da frutto, o di bellezza, vi è rappresentata. I lavoratori della terra spesseggiano per ogni dove ma non si interessano della comitiva che passa. Non è la sola, d’altronde. Altri gruppi di ebrei sono sulla strada, di ritorno dalle feste pasquali.

La strada è abbastanza buona nonostante sia tagliata fra i monti, e i panorami sempre variati levano la monotonia dell’andare. Ruscelli e torrenti fanno virgole di argento liquido e scrivono parole che poi cantano coi loro mille meandri che si intersecano, che si effondono sotto i boschi, o si nascondono sotto caverne e poi ne escono più belli. Sembra che giuochino con le piante ed i sassi come lieti bambini.

EMR 208.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

…E il cammino riprende verso l’ora di nona, quando le ombre si allungano da ogni albero di questa zona molto ben coltivata in ogni sua parte. Sembra di passare in un immenso orto botanico, perché ogni specie di pianta da fusto, da frutto, o di bellezza, vi è rappresentata. I lavoratori della terra spesseggiano per ogni dove ma non si interessano della comitiva che passa. Non è la sola, d’altronde. Altri gruppi di ebrei sono sulla strada, di ritorno dalle feste pasquali.

La strada è abbastanza buona nonostante sia tagliata fra i monti, e i panorami sempre variati levano la monotonia dell’andare. Ruscelli e torrenti fanno virgole di argento liquido e scrivono parole che poi cantano coi loro mille meandri che si intersecano, che si effondono sotto i boschi, o si nascondono sotto caverne e poi ne escono più belli. Sembra che giuochino con le piante ed i sassi come lieti bambini.