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Note del tema

Regione della Giudea

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EMR 74

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù è a Betlemme con Giovanni, Giuda e Simone lo Zelota. Si recano nella città stessa, perché Cristo vuole mostrare loro il luogo in cui i Magi lo accolsero. Giuda mostra tutto il suo senso pratico e usa dei trucchi per ottenere informazioni su Anna di Betlemme, che aveva ospitato la Sacra Famiglia. Fa passare il gruppo apostolico per giudei di Gerusalemme e l'oste, un uomo di nome Ezechia, racconta loro della strage degli Innocenti e della morte di Anna. Gesù si reca a visitare le rovine e poi parla alla gente di Betlemme. Ma essi divennero apertamente ostili quando egli parlò di sua Madre e del Messia. La folla si agita e lancia pietre, ma Gesù non riesce a placarla o a consolare il suo dolore. Con un gesto eroico, Giuda protegge Gesù e il gruppo si ritira. Il Salvatore non insiste e decide di andare a incontrare i pastori della Natività.

EMR 74.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

74.2 «Andiamo».

«Dove, Maestro?».

«A Betlemme».

«Ancora? Mi pare che non ci sia buon’aria per noi…».

«Non importa. Andiamo. Voglio farvi vedere dove scesero i Magi e dove ero Io».

EMR 75

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù, Giovanni, Simone lo Zelota e Giuda stanno camminando verso Ebron. Sentono il suono delle campane e scoprono che nelle vicinanze ci sono dei pastori. Gesù si reca allora da Elia, Levi e Giuseppe (figlio del pastore Giuseppe della Natività). Li interroga e quando dice loro che viene da Nazareth, i pastori gli chiedono se ha sentito parlare di Maria, Giuseppe e Gesù di Nazareth. Gli raccontano delle loro persecuzioni, della Gloria che hanno ascoltato, delle loro preghiere e del loro comportamento durante la vita. Quando dichiarano di cercare il Salvatore, Gesù si rivela loro e i pastori credono immediatamente: sono felici di trovare il Bambino che avevano adorato nella mangiatoia. Gesù si sedette accanto a loro e chiese dei dodici pastori. Due sono morti (Samuele e Giuseppe), ma gli altri otto - Giona, Giona, Beniamino, Isacco, Daniele, Simeone, Giovanni e Tobia (oggi Mattia) - sono ancora vivi.

Mangiano insieme e i pastori chiedono al Maestro di Maria, Giuseppe, della fuga in Egitto, del ritorno... Fino a chiedere cosa possono fare per servirlo. Il Signore disse loro che avrebbe fatto il giro della Giudea, che i discepoli li avrebbero tenuti informati e che sarebbero potuti venire più tardi. Nel frattempo, potevano andare con lui a Yutta per vedere Isacco e a Ebron per radunarsi sulla tomba di Samuele.

Elia gli chiede se saranno in grado di servirlo per tutta la vita e Gesù gli predice che lo serviranno per tutta la vita. Quando il pastore risponde che morirà prima di Cristo, il Signore lo dissuade: Elia sarà una delle ultime persone che vedrà quando morirà, ma il vecchio vedrà il suo trionfo, dopo il quale attenderà la morte, che sarà sinonimo di incontro eterno con il suo Gesù.

EMR 75.1-2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Le alture si fanno molto più alte e selvose di quelle di Betlemme e salgono sempre più, in una vera catena di monti.

Gesù sale avanti a tutti, spingendo lo sguardo avanti, intorno, come a cercare qualcosa. Non parla. Ascolta più le voci delle selve che quelle dei discepoli, arretrati di qualche metro da Lui e parlottanti fra loro.

Un campano suona lontano, ma il vento porta il dindolare della campanella. Gesù sorride. Si volge: «Sento delle pecore», dice.

«Dove, Maestro?».

«Mi sembra verso quel poggio. Ma il bosco non mi fa vedere».

Giovanni non fa parole. Si leva l’abito — il mantello lo hanno tutti a tracolla, arrotolato, perché sono accaldati — e con la sola tunichella corta abbraccia un tronco alto e liscio, che direi di un frassino, e sale, sale… sinché vede. «Sì, Maestro. Molti greggi e tre pastori là, dietro quel folto». Scende e vanno sicuri.

«Saranno, poi, loro?».

«Chiederemo, Simone, e se loro non sono ci diranno qualcosa… Si conoscono fra loro».

Ancora circa un centinaio di metri, poi ecco un largo pascolo verde, tutto contornato da grosse piante annose.

75.2 Molte pecore sono sul prato ondulato e brucano l’erba folta. Tre uomini le guardano. Uno è vecchio, già tutto canuto, gli altri sono uno sui trenta, l’altro sulla quarantina, circa.

«Sta’ attento, Maestro. Sono mandriani…», consiglia Giuda vedendo che Gesù affretta il passo.

Ma Gesù non risponde neppure. Va, alto, bello, col sole occiduo in faccia, nella sua veste bianca. Pare un angelo, tanto è luminoso…

Dettaglio

Gesù cerca i pastori Elia e Levi.

EMR 76

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Elia, Levi, Giuseppe, Gesù, Giovanni, Simone lo Zelota e Giuda si avvicinano a Yutta. Cristo intende andare a Hebron per pregare sulle ossa di Samuele e Zaccaria, ma dà la priorità a Isacco, perché dobbiamo sempre prenderci cura di coloro che soffrono. Anche pregare per i nostri morti è importante, ma essi sono già in pace se erano giusti.

Dopo aver parlato della differenza tra uomo e animale, della comunione dei santi e del legame tra i morti e i vivi, Gesù e i suoi amici arrivano a Yutta. Elia va a trovare Isacco, dicendogli che Gesù vuole vederlo e gli dice di venire. Il pastore, che era storpio e paralizzato, fu subito guarito e andò a vedere il Salvatore il più presto possibile.

Lì lo adorò e lo portò da una famiglia di Yutta che si era presa cura di lui. Si tratta di una coppia con quattro figli: i loro nomi sono Maria, Giuseppe, Emmanuele e l'ultimo non è ancora stato nominato. La famigliola crede nel Messia e lo invita a circoncidere il figlio appena nato. Gesù decide che si chiamerà Jesai. Il sacerdote venuto a celebrare la cerimonia presta poca attenzione al Signore e i loro ospiti sono mortificati, ma lui li rassicura e li conforta. Invita Giovanni a mostrare la pecora a Giuseppe ed Emmanuele. La piccola Maria rimane vicina a Gesù ed egli la invita a essere buona come sua Madre. La bambina accetta immediatamente e gli parla con familiarità. Ripreso da Giuda, Gesù le dice di lasciar perdere, perché gli innocenti sono la sua gioia e solo loro possono pronunciare il suo nome con la stessa purezza di sua Madre.

EMR 76.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Vedi? Jutta è lassù. Ora passeremo il torrente, vi è un posto di guado che nell’estate serve, senza ricorrere al ponte. Sarebbe stato più breve venire da Ebron. Ma Tu non hai voluto».

«No. A Ebron dopo. Prima sempre da chi soffre.»

Parole chiave

EMR 76.1.3-5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

76.1 Una fresca valle sonante d’acque che vanno verso sud fra balzi e spume di un torrentello d’argento, che spruzza la sua ridente freschezza sui piccoli pascoli delle prode, ma pare che la linfa sua salga anche per le pendici, tanto sono verdi: uno smeraldo, variegato nel suo verde, che dal suolo sale, attraverso i cespugli e gli arbusti del sottobosco, sino alle cime delle alte piante, fra cui sono molti noci, del bosco vero e proprio, tutto intersecato di zone aperte, che sono pianori verdi dall’erba nutrita, pascolo sano e robusto per gli armenti.

Gesù scende, coi suoi e coi tre pastori, verso il torrente. Pazientemente si ferma quando c’è da attendere una pecora che si attarda o uno dei pastori che deve rincorrere un’agnella che si svia. È proprio il Buon Pastore ora. Anche Lui si è munito di un lungo ramo per scansare le ramaglie delle more e dei biancospini e vitalbe, che sporgono da tutte le parti e cercano afferrare le vesti. E ciò completa la sua figura pastorale.

«Vedi? Jutta è lassù. Ora passeremo il torrente, vi è un posto di guado che nell’estate serve, senza ricorrere al ponte. (...)

[Gesù parla delle ossa, del suffragio dei defunti, della comunione dei santi. Poi dice:]

76.3 Ma eccoci al guado, credo. Vedo una fila di pietre affiorare dalla poca acqua del fondo».

«Sì, è quello, Maestro. In tempo di piena è sonante cascata, ora non è che sette rivoli d’acqua che ridono fra le sei grosse pietre del guado».

Infatti sei grossi massi, abbastanza squadrati, sono stesi, alla distanza di un buon palmo fra loro, sul fondo del torrente, e l’acqua, prima unita in un unico nastro brillante, si separa in sette nastri minori, affrettandosi, ridente, a riunirsi al di là del guado in un’unica freschezza che scorre via parlottando fra le ghiaie del fondo.

I pastori sorvegliano il passaggio delle pecorelle, che parte passano sui sassi e parte preferiscono scendere nell’acqua, alta non più di un palmo, e bere a questa diamantina onda che spuma e ride.

Gesù passa sulle pietre e dietro Lui i discepoli. Riprendono l’andare sull’altra sponda.

76.4 «Mi hai detto che vuoi far noto a Isacco che Tu ci sei, ma non entrare in paese?».

«Sì, così voglio».

«Allora è bene separarci. Io andrò da lui, Levi e Giuseppe resteranno col gregge e con voi. Salgo di qui. Farò più presto».

E Elia intraprende a salire su per la costa, verso un biancheggiare di case che splendono al sole là, in alto. Mi pare di seguirlo. Eccolo alle prime case. Prende un vicoletto fra case e orti. Cammina per qualche decina di metri. Poi svolta in una via più larga e da questa entra in una piazza.

Non ho detto che tutto ciò avviene nelle prime ore del mattino. Lo dico ora per spiegare che sulla piazza vi è ancora il mercato, e massaie e venditori vociano intorno alle piante che fanno ombra alla piazza.

Elia va sicuro sino al punto dove la piazza torna ad esser via, una via abbastanza bella. La più bella, forse, del paese. All’angolo vi è una casupola, meglio, una stanza con la porta aperta. Quasi sulla porta un povero letto e, sopra, uno scheletrico infermo, che lamentosamente chiede ad ogni passante un obolo.

Elia entra come un razzo. «Isacco… sono io».

«Tu? Non ti attendevo. Sei venuto la scorsa luna».

«Isacco… Isacco… Sai perché sono venuto?».

«Non so… sei commosso… che avviene?».

«Ho visto Gesù di Nazaret, uomo, rabbi ormai. È venuto a cercarmi… e ci vuole vedere. Oh! Isacco! Stai male?».

Infatti Isacco si è abbandonato come morisse. Ma si riprende: «No. La notizia… Dove è? Come è? Oh! lo potessi vedere!».

«È giù, a valle. Mi manda a dirti così, proprio così: “Vieni, Isacco, ché ti voglio vedere e benedire”. Ora chiamerò qualcuno che mi aiuti e ti porterò giù».

«Così ha detto?».

«Così. Ma che fai?».

«Vado».

Isacco respinge le coperture, muove le gambe inerti, le getta dal pagliericcio, le punta al suolo, si alza, ancora un poco incerto e traballante. Tutto in un attimo, sotto gli occhi sbarrati di Elia… che finalmente capisce e urla…

Si affaccia una donnetta curiosa. Vede l’infermo in piedi che si ammanta, non avendo altro, in una delle coperture, e scappa via urlando come una gallina.

«Andiamo… di qua andiamo, per fare più presto e non avere folla… Presto, Elia».

Ed escono di corsa dalla porticina di un orticello posteriore, spingono la chiusura di rami secchi, sono fuori, filano per un vicoletto miserabile, poi giù per una stradetta fra orti e da questa giù per i prati e i boschetti, sino al torrente.

76.5 «Ecco là Gesù», dice Elia additandolo. «Quello alto, bello, biondo, vestito di bianco, col manto rosso…».

Isacco corre, fende il gregge brucante e con un grido di trionfo, di gioia, di adorazione, si prostra ai piedi di Gesù.

EMR 76.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Seguono il torrente, lo lasciano, più a sud, per prendere un sentiero che sale piuttosto ripido, seguendo uno sperone del monte fatto come un tagliamare di nave. Ora il torrente è in direzione contraria a chi sale, e scorre nel fondo fra due ordini di monti, che si intersecano formando valle accidentata e bella.

Riconosco il luogo. È inconfondibile. È quello della visione di Gesù e i fanciulli[1], avuta nella scorsa primavera. Il solito muretto a secco delimita la proprietà che scoscende a valle. Ecco i prati con i meli, i fichi e i noci, ecco la casa, bianca sul verde, con la sua ala sporgente che protegge la scala e fa portico e loggia, ecco la cupoletta sulla parte più alta, ecco l’orto giardino con il pozzo, la pergola e le aiuole…

Gran vocio esce dalla casa. Isacco va avanti. Entra. Chiama a gran voce: «Maria, Giuseppe, Emanuele! Dove siete? Venite da Gesù».

Corrono tre piccini: una bimba di quasi cinque anni e due maschietti dai quattro ai due, l’ultimo ancora un poco incerto nel passo. Restano a bocca aperta davanti al… risorto. Poi la bimba strilla: «Isacco! Mamma! Isacco è qui! Giuditta ha visto bene!».

Da una stanza dove è gran vocio esce una donna, la florida madre bruna, alta, formosa, della visione lontana, tutta bella nelle sue vesti di festa: una veste di candido lino, come una ricca camicia, che scende a crespe sino alle caviglie, stretta ai fianchi opulenti da uno scialle a righe variopinte, che la modella nelle anche stupende ricadendo con frange sino al ginocchio, dietro, e rimanendo socchiuso sul davanti dopo essersi incrociato all’altezza della cintura sotto una fibbia di filigrana. Un velo leggero a rami di rose in colore su uno sfondo avoriato è appuntato, sulle trecce nere, come un piccolo turbante, e poi scende dalla nuca, con onde e pieghe, per le spalle e sul petto. Lo tengono fermo sulla testa una coroncina di medagliette legate da una catenella fra loro. Orecchini ad anelli pesanti scendono dalle orecchie, e al collo tiene stretta la tunica una collana di argento passata fra occhielli della veste. Alle braccia, pesanti braccialetti d’argento.

«Isacco! Ma come? Giuditta… credevo il sole l’avesse impazzita… Tu cammini! Ma che fu?».

«Il Salvatore! Oh! Sara! Egli c’è! È venuto!».

«Chi? Gesù di Nazareth? Dove è?».

«Là! Dietro al noce, che chiede se lo ricevi!».

«Gioacchino! Madre! Voi tutti, venite! C’è il Messia!».

Dettaglio

Maria ha visto la casa in EMV 396.

EMR 77

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Il gruppo apostolico si dirige verso Ebron. Giuda è nervoso e arrabbiato perché non sono andati prima a Kerioth, perché sarebbe stato più breve. Ma Gesù gli assicura che mantiene sempre le sue promesse. È andato prima a Ebron perché Samuele, che era morto, aveva sofferto molto per lui e non aveva mai tradito il ricordo di Gesù bambino. È rimasto fedele anche se non sapeva che era vivo, e quest'uomo merita quindi di essere onorato e pregato da Cristo.

L'Iscariota sottolinea poi che i pastori erano giusti e santi, eppure venivano maltrattati. Anna di Betlemme è addirittura morta... E così conclude, incidentalmente, che l'amore che mostriamo a Gesù gli porta sfortuna. Il Maestro impedisce a Giovanni e Simone di intervenire, dicendo che preferisce che Giuda dica sempre quello che pensa. E risponde che, anche se i pastori avessero ricevuto molto, non sarebbe giusto che avessero ricevuto un privilegio speciale perché avevano ricevuto un tale e tale dono, compreso quello di essere presenti alla Natività. Simone, inoltre, dichiara che non bisogna mettere le cose terrene al posto di quelle celesti.

Giuda allora ironizza direttamente, facendo notare che, essendo stato guarito così presto, lo Zelota ha recuperato tutti i suoi beni, quindi non vive di solo ingegno. Ma l'amico di Lazzaro risponde che ha dato ordini precisi e che è libero da tutto per seguire Gesù.

Giuda alla fine brontola, perché si sbaglia di nuovo, e Giovanni cerca di consolarlo dicendo che è pratico, ma che cambierà presto alla presenza di Gesù.

Gesù cambia abilmente discorso quando Giuda continua a brontolare e dà istruzioni a Levi ed Elia: lo condurranno da Giona e Giuseppe resterà con il gruppo fino a Gerico.

Infine, arrivano a Ebron, vicino alla casa di Zaccaria. Ma la casa era circondata da un muro, che prima non c'era. Un uomo spiega loro che un erodiano aveva preso possesso della casa e che aveva con sé una prostituta. Parla a lungo di Giovanni - che vede come il Messia, nonostante il dialogo con Gesù e Giovanni - e il Maestro non insiste quando l'uomo è ostinato e crede di avere la verità.

Mentre si recano alla sinagoga, fanno il giro della casa e incontrano Aglaia. Gesù entra nella casa di Zaccaria e inizia una conversazione molto sincera con la cortigiana. Lei inizia un cammino di redenzione, ma dopo averlo lasciato, Gesù viene rifiutato dalla sinagoga. Non si può parlare con le prostitute e, quando Giuda glielo fa notare una volta uscito dalla città, il Signore dichiara che Aglaia lo supererà e che presto arriverà il momento in cui i pagani adoreranno il vero Dio, piuttosto che il popolo eletto che dovrebbe accogliere il Messia.

Alla fine, non riesce a onorare le spoglie di Samuele e Zaccaria, ma dice loro di rallegrarsi, perché la prima risurrezione è vicina.

EMR 77.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

77.1 «Verso che ora giungeremo?», chiede Gesù che cammina al centro del gruppo, preceduto dalle pecore che brucano l’erba delle prode.

«Verso l’ora terza. Sono circa dieci miglia», risponde Elia.

«E poi andiamo a Keriot?», chiede Giuda.

«Sì. Andiamo là».

«E non era più breve andare da Jutta a Keriot? Non ci deve esser molto. Vero, tu, pastore?».

«Due miglia di più, poco meno, o poco più».

«Così ne facciamo più di venti per niente».

«Giuda, perché così inquieto?», dice Gesù.

«Non inquieto, Maestro. Ma mi avevi promesso di venire a casa mia…».

«E vi verrò. Mantengo sempre le mie promesse».