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Note del tema

Chi è la Vergine Maria?

Pagina 3 di 21

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EMR 7.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

7.5 Vorrei anche esser peccatrice, tanto peccatrice, se non temessi di offendere il Signore… Dimmi, mamma. Si può esser peccatrici per amore di Dio?».

«Ma che dici, tesoro? Io non comprendo».

«Voglio dire: peccare per poter essere amata da Dio che diviene Salvatore. Si salva chi è perduto. Non è vero? Io vorrei esser salvata dal Salvatore per avere il suo sguardo d’amore. Per questo vorrei peccare, ma non fare peccato che lo disgusti. Come può salvarmi se non mi perdo?».

Anna è sbalordita. Non sa più che dire.

La soccorre Gioacchino che, camminando sull’erba, si è avvicinato senza rumore dietro la siepe dei tralci bassi. «Ti ha salvata avanti, perché sa che tu lo ami e vuoi amare Lui solo. Per questo tu sei già redenta e puoi esser vergine come tu vuoi», dice Gioacchino.

«Davvero, padre mio?». Maria gli si stringe ai ginocchi e lo guarda con le chiare stelle dei suoi occhi, così simili a quelli paterni e così felici per questa speranza che il padre le dà.

«In verità, piccolo amore. Guarda. Io ti portavo ora questo piccolo passero volato, al suo primo volo, presso la fonte. Avrei potuto lasciarlo, ma le sue deboli ali e le zampine di seta non avevano forza di sollevarsi a nuovo volo o di rattenerlo sulle pietre muscose che scivolano. Sarebbe caduto nella fonte. Non ho aspettato che avvenisse. L’ho preso e te lo dono. Ne farai ciò che vuoi. Il fatto è che è stato salvato prima di cadere nel pericolo. Lo stesso, Dio ha fatto con te. Ora dimmi, Maria. Ho amato più il passero salvandolo prima, o l’avrei amato di più salvandolo poi?».

«Ora l’hai amato, perché non hai permesso si facesse male coll’acqua gelata».

«E Dio ti ha amata di più, perché ti ha salvata avanti che tu peccassi».

«Ed io allora lo amerò del tutto. Del tutto. Passerino bello, io son come te. Il Signore ci ha amati in modo uguale, dandoci salvezza… Ora io ti alleverò e poi ti lascerò andare. E tu canterai nel bosco e io nel Tempio le lodi di Dio, e diremo: “Manda, manda il tuo Promesso a chi attende”.

Dettaglio

Maria bambina ha deciso di essere vergine per amore di Dio e spera di essere la serva della Madre di Dio. Poi aggiunge:

Annotazione

Si può essere peccatori per amore di Dio? (...) Come può salvarmi se non mi perdo?

Questo rapporto paradossale tra il peccato e l'amore riconoscente per il Redentore si ritrova nell'Exultet pasquale: Benedetto il peccato dell'uomo, che ha portato al mondo in difficoltà l'unico Salvatore!

Anche San Paolo coltiva questo paradosso per amore dei suoi fratelli: Io stesso vorrei essere anatema per i Giudei, miei fratelli di razza, separati da Cristo (Romani 9,3).

EMR 7.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

7.9 Ma Maria era non solo la Pura, la nuova Eva ricreata per gioia di Dio: era la super Eva, era il Capolavoro dell’Altissimo, era la Piena di Grazia, era la Madre del Verbo nella mente di Dio.

“Fonte della Sapienza” dice Gesù Bar Sirac “è il Verbo”. Il Figlio non avrà, dunque, messo sul labbro della Madre la sua sapienza?

Se a un profeta, che doveva dire le parole che il Verbo, la Sapienza, gli affidava per dirle agli uomini, fu mondata la bocca coi carboni ardenti, non avrà l’Amore, alla sua Sposa infante che doveva portare la Parola, nettata ed esaltata la favella, perché non più parlasse da bambina e poi da donna, ma solo e sempre da creatura celeste, fusa alla gran luce e sapienza di Dio?

Il miracolo non è nell’intelligenza superiore mostrata in puerile età da Maria, come poi da Me. Il miracolo è nel contenere la Intelligenza infinita, che vi abitava, negli argini atti a non trasecolare le folle e a non svegliare l’attenzione satanica.

Ancora parlerò su questo, che rientra nel “ricordarsi” che i santi hanno di Dio».

Annotazione

Libro di Ben Sira il Saggio 1, 1-8

Si 1, 1-8 : TUTTA LA SAGGEZZA viene dal Signore e rimane con lui per sempre. Chi può contare la sabbia dei mari, le gocce di pioggia e i giorni dell'eternità? Chi può calcolare l'altezza dei cieli, l'ampiezza della terra, la profondità degli abissi? La sapienza è stata creata prima di tutte le cose e la profondità dell'intelligenza è sempre stata presente. La fonte della sapienza è la parola di Dio nell'alto dei cieli. I suoi sentieri sono i comandamenti eterni. La radice della sapienza, chi ha avuto la rivelazione, e le sue sottigliezze, chi ha avuto la conoscenza? A chi è stata rivelata la scienza della saggezza e chi ha beneficiato della sua grande esperienza? C'è un solo essere saggio e molto formidabile, colui che siede sul suo trono. È il Signore (...).

Libro di Isaia, 6, 6-7

Is 6, 6-7 : Uno dei serafini volò verso di me, tenendo in mano un carbone ardente che aveva preso con le pinze dall'altare. Lo portò alla mia bocca e disse: "Questo ha toccato le tue labbra e ora la tua colpa è tolta, il tuo peccato è perdonato".

Un profeta incaricato di pronunciare le parole che la Parola (...) ha ispirato in lui, cioè Isaia, come vediamo in Isaia 6,6-7. Questo fatto è citato più volte ne "Il Vangelo come mi è stato rivelato", sia in forma diretta (come qui e, ad esempio, in EMV 166,8 e EMV 626,2) che indiretta (come in EMV 364,8). Ma sono soprattutto le profezie messianiche a essere richiamate (si vedano le note su EMV 561,11 e EMV 577,4).

EMR 8.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

8.3 Anna profetessa avrà molta cura di questo fiore di Davide e Aronne. In questo momento è l’unico giglio della sua stirpe santa che Davide abbia nel Tempio, e sarà curato come perla regale. Per quanto i tempi volgano al termine e dovrebbe esser cura delle madri della stirpe di consacrare le figlie al Tempio, poiché da una vergine di Davide uscirà il Messia, pure, per rilassamento di fede, i posti delle vergini sono vuoti. Troppo poche nel Tempio, e di questa stirpe regale nessuna, dopo che ne uscì sposa, or sono tre anni, Sara di Eliseo. Vero che ancora sei lustri mancano al termine, ma… Ebbene, speriamo che Maria sia la prima di molte vergini di Davide davanti al Sacro Velo. E poi… chissà…». Zaccaria non dice altro.

Dettaglio

Anna, Gioacchino e Maria sono a Gerusalemme. La Madre del Salvatore si prepara a entrare nel Tempio all'età di tre anni. Vengono raggiunti da Elisabetta, che li fa entrare in una casa amica. Nel frattempo arriva il marito e Gioacchino rivela il loro dolore.

Annotazione

La profetessa Anna si prenderà cura di questo fiore di Davide e Aronne. Maria è una discendente di Davide attraverso il padre Gioacchino e di Aronne (fratello di Mosè) attraverso la madre Anna. Era quindi di discendenza regale e sacerdotale. La sua ascendenza sacerdotale si deduce dalla sua relazione con Elisabetta (Lc 1,5) e la sua stirpe regale si deduce, in particolare, dal suo matrimonio con Giuseppe "della stirpe di Davide". Ora, secondo la Legge di Mosè, l'erede orfano (Numeri 27,9) doveva sposarsi con lo stesso clan (Numeri 36,8).

I tempi stanno per finire: allusione alla profezia di Daniele sulle settanta settimane (anni) prima della venuta del Messia (cfr. Daniele 9,22-27). Questa profezia era molto diffusa al tempo di Cristo.

I posti riservati alle vergini nel Tempio sono vuoti. Il Messia sarebbe stato un discendente di Davide (Isaia 11,1s). Sarebbe nato da una vergine (Isaia 7,13-14), ma la convinzione che questa vergine sarebbe stata educata nel Tempio non è menzionata. Anna Caterina Emmerich ne parla nella sua Vita della Vergine Maria (capitolo 35): la attribuisce, come fa qui Maria Valtorta, a una tradizione non specificata. Probabilmente deriva dalla stima di cui godevano le vergini del Tempio e dalla qualità del loro reclutamento.

Mancano ancora sei lustri alla data stabilita. Un lustro è un periodo di 5 anni. In epoca romana, questo era il periodo al termine del quale venivano eletti i censori (magistrati supremi). Era anche l'intervallo tra due censimenti.

EMR 8.7-8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

8.7 Dice Gesù:

«Il Sommo Sacerdote aveva detto: “Cammina in mia presenza e sii perfetta”. Il Sommo Sacerdote non sapeva che parlava alla Donna solo a Dio inferiore in perfezione. Ma parlava in nome di Dio e perciò sacro era il suo ordine. Sempre sacro, ma specie alla Ripiena di Sapienza.

Maria aveva meritato che la “Sapienza la prevenisse e le si mostrasse per prima”, perché “dal principio del suo giorno Ella aveva vegliato alla sua porta e, desiderando d’istruirsi, per amore, volle esser pura per conseguire l’amore perfetto e meritare d’averla a maestra”.

Nella sua umiltà non sapeva di possederla da prima d’esser nata e che l’unione con la Sapienza non era che un continuare i divini palpiti del Paradiso. Non poteva immaginare questo. E quando nel silenzio del cuore Dio le diceva parole sublimi, Ella umilmente pensava fossero pensieri di orgoglio e, levando a Dio un cuore innocente, supplicava: “Pietà della tua serva, Signore!”.

Oh! veramente che la vera Sapiente, la eterna Vergine, ha avuto un sol pensiero sin dall’alba del suo giorno: “Rivolgere a Dio il suo cuore sin dal mattino della vita e vegliare per il Signore, pregando davanti all’Altissimo”, chiedendo perdono per la debolezza del suo cuore, come la sua umiltà le suggeriva di credere, e non sapeva di anticipare le richieste di perdono per i peccatori, che avrebbe fatto ai piedi della Croce insieme al Figlio morente.

“Quando poi il gran Signore lo vorrà, Ella sarà riempita dello Spirito d’intelligenza” e comprenderà allora la sua sublime missione. Per ora non è che una pargola, che nella pace sacra del Tempio allaccia, “riallaccia” sempre più stretti i suoi conversari, i suoi affetti, i suoi ricordi con Dio.

Questo è per tutti.

8.8 Ma per te, piccola Maria, non ha nulla di particolare da dire il tuo Maestro? “Cammina in mia presenza, sii perciò perfetta”. Modifico lievemente la sacra frase e te la dò per ordine. Perfetta nell’amore, perfetta nella generosità, perfetta nel soffrire.

Guarda una volta di più la Mamma. E medita su quello che tanti ignorano, o vogliono ignorare, perché il dolore è materia troppo ostica al loro palato e al loro spirito. Il dolore. Maria lo ha avuto dalle prime ore della vita. Esser perfetta come Ella era, era possedere anche una perfetta sensibilità. Perciò più acuto doveva esserle il sacrificio. Ma per questo più meritorio. Chi possiede purezza possiede amore, chi possiede amore possiede sapienza, chi possiede sapienza possiede generosità ed eroismo, perché sa il perché per cui si sacrifica.

In alto il tuo spirito anche se la croce ti curva, ti spezza, ti uccide. Dio è con te».

Annotazione

Libro della Sapienza 6, 13

Sap 6, 13 : Ella avverte coloro che la cercano e si mostra a loro per primi.

Libro di Ben Sira il Saggio 39, 6

Si 39, 6 : Se il Signore sovrano vuole, egli sarà pieno di spirito di comprensione, verserà le sue parole di saggezza come una pioggia, e in preghiera renderà grazie al Signore.

EMR 8.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Maria aveva meritato che la “Sapienza la prevenisse e le si mostrasse per prima”, perché “dal principio del suo giorno Ella aveva vegliato alla sua porta e, desiderando d’istruirsi, per amore, volle esser pura per conseguire l’amore perfetto e meritare d’averla a maestra”.

Nella sua umiltà non sapeva di possederla da prima d’esser nata e che l’unione con la Sapienza non era che un continuare i divini palpiti del Paradiso. Non poteva immaginare questo. E quando nel silenzio del cuore Dio le diceva parole sublimi, Ella umilmente pensava fossero pensieri di orgoglio e, levando a Dio un cuore innocente, supplicava: “Pietà della tua serva, Signore!”.

Oh! veramente che la vera Sapiente, la eterna Vergine, ha avuto un sol pensiero sin dall’alba del suo giorno: “Rivolgere a Dio il suo cuore sin dal mattino della vita e vegliare per il Signore, pregando davanti all’Altissimo”, chiedendo perdono per la debolezza del suo cuore, come la sua umiltà le suggeriva di credere, e non sapeva di anticipare le richieste di perdono per i peccatori, che avrebbe fatto ai piedi della Croce insieme al Figlio morente.

EMR 8.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

E medita su quello che tanti ignorano, o vogliono ignorare, perché il dolore è materia troppo ostica al loro palato e al loro spirito. Il dolore. Maria lo ha avuto dalle prime ore della vita. Esser perfetta come Ella era, era possedere anche una perfetta sensibilità. Perciò più acuto doveva esserle il sacrificio. Ma per questo più meritorio. Chi possiede purezza possiede amore, chi possiede amore possiede sapienza, chi possiede sapienza possiede generosità ed eroismo, perché sa il perché per cui si sacrifica.

In alto il tuo spirito anche se la croce ti curva, ti spezza, ti uccide. Dio è con te».

EMR 9.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Anna, Gioacchino, Giuseppe, Zaccaria, e più ancora Elisabetta, e poi il Battista, non sono forse dei veri sapienti? Non parlo di mia Madre, in cui la Sapienza aveva dimora.

Dettaglio

Gesù disse:

EMR 9.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Per la loro santità, ad Anna non tortura di puerpera[4] ma estasi di portatrice di chi è Senza Colpa. Per ambedue non affanno di agonia ma languore che spegne, come dolcemente si spegne una stella quando il sole sorge all’aurora. E se non ebbero il conforto di avermi Incarnata Sapienza, come mi ebbe Giuseppe, Io ero, invisibile Presenza che diceva sublimi parole, curvo sul loro guanciale per addormentarli nella pace in attesa del trionfo.

Vi è chi dice: “Perché non dovettero soffrire nel generare e nel morire, poiché erano figli di Adamo?”. A costui rispondo: “Se, per esser stato avvicinato da Me nel seno della madre, fu presantificato il Battista, figlio di Adamo e concepito con la colpa d’origine, nulla avrà avuto di grazia la madre santa della Santa in cui non era Macchia, della Preservata da Dio che seco portò Dio nel suo spirito quasi divino e nel cuore embrionale, né mai se ne separò da quando fu pensata dal Padre, fu concepita in un seno e tornò a possedere Dio pienamente nel Cielo per una eternità gloriosa?”. A costui rispondo: “La retta coscienza dà morte serena e le preghiere dei santi vi ottengono tal morte”.

Dettaglio

Obiezione sollevata: "Anna ha partorito senza dolore".

Anna non ha provato i dolori del parto. In una nota dattiloscritta, Maria scrive: "Questo è accettato anche da alcuni teologi nel senso materiale dei dolori del parto; in realtà, la gioia estatica del parto di Maria ha prevalso sulla sofferenza naturale di ogni donna, tanto che Anna ha partorito senza l'angoscia e la sofferenza abituali in questo caso".

Sfida sollevata: Maria è stata creata da tutta l'eternità (l'eternità è riservata a Dio).

Parlando di Maria, l'Opera dice che "non si è mai separata dal Padre dal momento in cui l'ha pensata". Questo conferma che l'anima di Maria è pensata da Dio da tutta l'eternità (come ognuno di noi). Ma questo va distinto dalla sua esistenza reale (2000 anni fa).

Annotazione

Obiezione sollevata: "Anna ha partorito senza dolore".

Anna non ha provato i dolori del parto. In una nota dattiloscritta, Maria scrive: "Questo è accettato anche da alcuni teologi nel senso materiale dei dolori del parto; in realtà, la gioia estatica del parto di Maria ha prevalso sulla sofferenza naturale di ogni donna, tanto che Anna ha partorito senza l'angoscia e la sofferenza abituali in questo caso".

Sfida sollevata: Maria è stata creata da tutta l'eternità (l'eternità è riservata a Dio).

Parlando di Maria, l'Opera dice che "non si è mai separata dal Padre dal momento in cui l'ha pensata". Questo conferma che l'anima di Maria è pensata da Dio da tutta l'eternità (come ognuno di noi). Ma questo va distinto dalla sua esistenza reale (2000 anni fa).

EMR 10.1-2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Soltanto ieri sera, venerdì, mi si è illuminata la mente a vedere. Non ho visto altro che una ben giovane Maria, una Maria dodicenne al massimo, il cui visetto non ha più quelle rotondità proprie della puerizia, ma già svela i futuri contorni della donna nell’ovale che si allunga. Anche i capelli non sono più sciolti sul collo coi loro boccoli lievi, ma stanno raccolti in due pesanti trecce di un oro pallidissimo — pare mescolato ad argento tanto sono chiari — lungo le spalle e scendono sino ai fianchi. Il viso è più pensoso, più maturo, per quanto sia sempre il viso di una fanciulla, una bella e pura fanciulla che, tutta vestita di bianco, cuce in una stanzetta piccina piccina e tutta bianca, dalla cui finestra spalancata si vede l’edificio imponente e centrale del Tempio e poi tutta la discesa delle gradinate, dei cortili, dei portici e, oltre le mura della cinta, la città colle sue vie e case e giardini e, in fondo, la cima gibbosa e verde del monte Uliveto.

Cuce e canta sottovoce. Non so se sia un canto sacro. Dice:

«Come una stella dentro un’acqua chiara

mi splende una luce in fondo al cuore.

Fin dall’infanzia da me non si separa

e soavemente mi guida con amore.

In fondo al cuore è un canto.

Da dove viene mai?

Uomo, tu non lo sai.

Da dove riposa il Santo.

Io guardo la mia stella chiara

né voglio cosa che non sia,

sia pure la cosa più dolce e cara,

che questa dolce luce che è tutta mia.

Mi hai portata dagli alti Cieli,

Stella, dentro ad un sen di madre.

Ora vivi in me, ma oltre ai veli

ti vedo, o volto glorioso del Padre.

Quando alla tua serva Tu darai l’onore

d’esser umile ancella del Salvatore?

Manda, dal Cielo manda a noi il Messia.

Accetta, Padre santo, l’offerta di Maria».

Maria tace, sorride e sospira, e poi si curva a ginocchi in preghiera. Il suo visetto è tutto una luce. Altolevato verso l’azzurro terso di un bel cielo estivo, pare ne aspiri tutta la luminosità e se ne irradi. O, meglio, pare che dal suo interno un nascosto sole irradi le sue luci e accenda la neve appena rosata delle carni di Maria, e si effonda incontro alle cose e al sole che splende sulla terra, benedicendo e promettendo tanto bene.

Mentre Maria sta per rialzarsi dopo la sua amorosa preghiera, e sul volto le permane una luminosità d’estasi, entra la vecchia Anna di Fanuel e si arresta stupita, o per lo meno ammirata dell’atto e dell’aspetto di Maria.

EMR 10.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

10.3 «Pregavi? Non ti basta mai la preghiera?».

«La preghiera mi basterebbe. Ma io parlo con Dio. Anna, tu non puoi sapere come io me lo sento vicino. Più che vicino, in cuore. Dio mi perdoni tale superbia. Ma io non mi sento sola. Tu vedi? Là, in quella casa d’oro e di neve, dietro alla doppia Cortina, è il Santo dei santi. Né mai alcun occhio, che non sia quello del Sommo Sacerdote, può fissarsi sul Propiziatorio, sul quale riposa la gloria del Signore. Ma io non ho bisogno di guardare con tutta l’anima venerabonda quel doppio Velo trapunto, che palpita alle onde dei canti verginali e dei leviti e che odora di preziosi incensi, come per forarne la compagine e veder tralucere la Testimonianza. Sì che la guardo! Non temere che io non la guardi con occhio venerabondo come ogni figlio d’Israele. Non temere che l’orgoglio mi acciechi facendomi pensare ciò che or ti dico. Io la guardo, né vi è umile servo nel popolo di Dio che guardi più umilmente la Casa del suo Signore come io la guardo, convinta d’esser la più meschina di tutti. Ma che vedo? Un velo. Che penso oltre il Velo? Un Tabernacolo. Che, in quello? Ma se mi guardo in cuore, ecco, io vedo Dio splendere nella sua gloria d’amore e dirmi: “T’amo”, e io gli dico: “T’amo”, e mi liquefò e mi ricreo ad ogni palpito del cuore in questo bacio reciproco… Sono in mezzo a voi, maestre e compagne care. Ma un cerchio di fiamma mi isola da voi. Entro il cerchio, Dio e io. Ed io vi vedo attraverso al Fuoco di Dio e così vi amo… ma non posso amarvi secondo la carne, né mai alcuno potrò amare secondo la carne. Ma solo Questo che mi ama, e secondo lo spirito.