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Note del tema

Antico Testamento

Pagina 19 di 63

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EMR 74.7-9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Uomini di Giuda! Uomini di Betlemme, udite! Udite o voi, donne della terra sacra a Rachele! Udite un che da Davide viene, che perseguitato ha sofferto, che fatto degno di parlare parla per darvi luce e conforto. Udite».

La gente cessa di vociare, litigare, comperare, e si affolla.

«È un rabbi!».

«Viene da Gerusalemme certo».

«Chi è?».

«Che bell’uomo!».

«Che voce!».

«Che modi!».

«Eh! se è progenie di Davide!».

«Nostro, allora!».

«Udiamo, udiamo!».

Tutta la piazza è ora contro la scaletta, che pare un pulpito.

«Nella Genesi è detto: “Io porrò inimicizia fra te e la donna… essa ti schiaccerà il capo e tu la insidierai nel calcagno”. E ancora è detto: “Io moltiplicherò i tuoi affanni e le tue gravidanze… e la terra produrrà triboli e spine”. Questa la condanna dell’uomo, della donna e del serpente.

Venuto da lontano a venerare la tomba di Rachele, ho udito nel vento della sera, nella rugiada della notte, nel pianto dell’usignolo al mattino, ripetersi il singhiozzo di Rachele antica, ripetuto da bocche e bocche di madri di Betlemme nel chiuso dei sepolcri, o nel chiuso dei cuori. Ed ho sentito ruggire il dolore di Giacobbe nel dolore dei vedovi consorti, senza più sposa perché il dolore l’ha uccisa… Piango con voi. Ma udite, fratelli della mia terra. Betlem, terra benedetta, la più piccola delle città di Giuda, ma la più grande agli occhi di Dio e dell’umanità perché culla del Salvatore, come dice Michea, appunto perché tale, perché destinata ad esser il tabernacolo su cui si sarebbe posata la Gloria di Dio, il Fuoco di Dio, il suo incarnato Amore, ha scatenato l’odio di Satana.

“Porrò inimicizia fra te e la donna. Essa ti terrà sotto il suo piede e tu insidierai il suo calcagno”. Quale inimicizia più grande di quella che ha per mèta i figli, il cuore del cuore della donna? E quale più forte piede di quello della Madre del Salvatore? Ecco perciò che naturale fu la vendetta di Satana vinto, il quale, no, non al calcagno, ma al cuore delle madri, per la Madre, avventò la sua insidia.

Oh! moltiplicati affanni del perdere i figli dopo averli partoriti! Oh! tremendi triboli dell’aver seminato e sudato per la prole, ed esser padre senza più prole! Ma giubila, Betlemme! Il tuo sangue più puro, il sangue degli innocenti, ha fatto via di fiamma e porpora al Messia…».

74.8 La folla, che è andata sempre più rumoreggiando da quando Gesù ha nominato il Salvatore, e poi la Madre dello Stesso, ora ha un più chiaro indizio di agitazione.

«Taci, Maestro», dice Giuda. «E andiamo».

Ma Gesù non lo ascolta. Continua: «…al Messia che la Grazia del Padre-Dio salvò dai tiranni per conservarlo al popolo per sua salvezza e…».

Una stridula voce di donna grida: «Cinque, cinque ne avevo partoriti, e più nessuno è nella mia casa! Misera me!», e urla istericamente.

È l’inizio della gazzarra.

Un’altra si voltola nella polvere, si lacera le vesti, mostra una mammella mutilata nel capezzolo, e urla: «Qui, qui, su questa poppa me l’hanno sgozzato il mio primogenito! La spada gli ha reciso la faccia insieme al capezzolo mio. Oh! il mio Eliseo!».

«E io? E io? Ecco là la mia reggia! Tre tombe in una, vegliate dal padre. Marito e figli insieme. Ecco, ecco!… Se c’è il Salvatore, mi renda i figli, mi renda lo sposo, mi salvi dalla disperazione, da Belzebù mi salvi».

Urlano tutti: «I nostri figli, i mariti, i padri! Li renda, se c’è!».

Gesù agita le braccia imponendo silenzio. «Fratelli della mia terra, Io vorrei rendervi alla carne, anche alla carne, i figli. Ma Io ve lo dico: siate buoni, rassegnati, perdonate, sperate, gioite in una speranza, in una certezza giubilate. Presto riavrete i vostri figli, angeli nel Cielo, perché il Messia sta per aprire le porte dei Cieli e, se giusti sarete, la morte sarà Vita che viene e Amore che torna…».

«Ah! sei Tu il Messia? In nome di Dio, dillo».

Gesù abbassa le braccia col suo gesto così dolce, mansueto, che pare un abbraccio, e dice: «Lo sono».

«Via! Via! Per tua colpa, allora!».

Vola un sasso fra fischi e dileggi.

74.9 Giuda ha uno scatto bello… oh! fosse stato sempre così! Si butta davanti al Maestro, ritto sul muretto del poggiolo, a manto spiegato, e riceve imperterrito i colpi di pietra, ne sanguina anche, e urla a Giovanni e Simone: «Portate via Gesù. Dietro quelle piante. Io verrò. Andate, in nome del Cielo!». E alla folla: «Idrofobi cani! Sono del Tempio, e al Tempio e a Roma vi denuncerò».

La folla ha un attimo di paura. Ma poi riprende la sassaiola, per fortuna, maldestra. E Giuda imperterrito la riceve, rispondendo con contumelie alle maledizioni della folla. Anzi, afferra a volo un sasso e lo spedisce sulla testa di un vecchietto urlante come una gazza spennata viva. E, siccome tentano di dar la scalata al suo piedistallo, svelto raccoglie un ramo secco che è al suolo (ora è sceso dal muretto) e lo rotea sulle schiene, teste, mani, senza pietà.

Accorrono delle milizie e con le lance si fanno largo. «Chi sei? Perché questa rissa?».

«Un giudeo assalito da questi plebei. Era con me un rabbi noto ai sacerdoti. Parlava a questi cani. Si sono scatenati e ci hanno assaliti».

«Chi sei?».

«Giuda di Keriot, già del Tempio, ora discepolo di Rabbi Jesù di Galilea. Amico del fariseo Simone, del sadduceo Giocana, del consigliere del Sinedrio Giuseppe di Arimatea, e infine, ciò lo puoi confrontare, di Eleazar ben Anna, il grande amico del Proconsole».

«Verificherò. Dove vai?».

«Col mio amico a Keriot, e poi a Gerusalemme».

«Vai. Noi ti difenderemo le spalle».

Giuda allunga delle monete al soldato. Deve essere cosa illecita… ma usuale, perché il milite prende, svelto e guardingo, saluta e sorride. Giuda balza giù dal suo podio. Va a salti per il campo incolto, raggiunge i compagni.

«Sei molto ferito?».

«Roba da niente, Maestro. Poi! Per Te!… Le ho anche date, però. Devo essere tutto sporco di sangue…».

«Sì, sulla guancia. Qui vi è un filo d’acqua».

Giovanni bagna un piccolo telo e lava la guancia di Giuda.

«Mi spiace, Giuda… Ma vedi… anche a dir loro che si era giudei, secondo il tuo senso pratico…».

«Bestie sono. Credo che ti sarai persuaso, Maestro. E che non insisterai».

«Oh! no! Non per paura. Ma perché è inutile, per ora. Quando non ci vogliono, non si maledice, ma ci si ritira pregando per i poveri folli che muoiono di fame e non vedono il Pane. Andiamo per questa via remota. Credo si possa prendere la strada di Ebron… Dai pastori, se li troveremo».

«A prendere altre sassate?».

«No. A dir loro: “Son Io”».

«Eh! allora!… Certo ci bastonano. Soffrono da trenta anni per causa tua!…».

«Vedremo».

Vanno per un folto boschetto, ombroso, fresco, e li perdo di vista.

Dettaglio

Riassunto Gesù giunge alle rovine della casa di Anna. Decide di parlare alla gente di Betlemme, che ha perso i propri figli nella strage degli Innocenti.

Annotazione

Libro della Genesi 3, 14-19

Gn 3, 14-19 : Il Signore Dio disse al serpente: "Poiché hai fatto questo, sarai maledetto tra tutti gli animali e le bestie dei campi. Striscerai sul tuo ventre e mangerai polvere per tutti i giorni della tua vita. E porrò inimicizia tra te e la donna, e tra la tua discendenza e la sua discendenza: essa ti schiaccerà la testa e tu le schiaccerai il calcagno".

Poi il Signore Dio disse alla donna: "Moltiplicherò il dolore delle tue gravidanze; nel dolore partorirai figli. Il tuo desiderio sarà per tuo marito ed egli dominerà su di te".

Poi disse all'uomo: "Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato il frutto dell'albero che ti avevo proibito, maledici il suolo per causa tua! Ne mangerai con dolore per tutti i giorni della tua vita. Essa vi darà spine e cardi di sua iniziativa, ma il vostro cibo verrà dalla lavorazione dei campi. Con il sudore del tuo volto ti guadagnerai il pane, finché non ritornerai alla terra da cui sei venuto; perché tu sei polvere e in polvere ritornerai".

Libro di Geremia 31, 15

Ger 31,15: Così dice il Signore: C'è un grido a Rama, un lamento e un pianto amaro. È Rachele che piange i suoi figli; rifiuta di essere consolata, perché i suoi figli non ci sono più.

Libro di Michea 5, 1

Mi 5, 1 : E tu, Betlemme Efrata, il più piccolo dei clan di Giuda, da te verrà per me colui che dovrà governare Israele. Le sue origini risalgono ai tempi antichi, ai tempi del passato.

EMR 77.2-3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

[Giuda parla dei pastori della Natività.]

»È da qualche giorno che la domanda mi brucia le labbra. Sono amici tuoi e di Dio costoro, non è vero? Gli angeli li hanno benedetti con la pace del Cielo, non è vero? Loro sono rimasti giusti contro tutte le tentazioni, non è vero? Mi spieghi allora perché furono infelici? E Anna? È stata uccisa per averti voluto bene…».

«Tu arguisci perciò che il mio amore e l’amarmi porti sfortuna».

«No… ma…».

«Ma è così. (...) Vieni qui, Giuda, ascolta. Tu parti da un giudizio comune a tanti viventi e a tanti che vivranno. Ho detto: giudizio. Dovrei dire: errore. Ma, posto che lo fate senza malizia, per ignoranza di ciò che è verità, non è errore, è solo giudizio imperfetto, come lo può essere quello di un bambino. E bambini siete, poveri uomini. Ed Io sono qui, Maestro, per fare di voi degli adulti capaci di discernere il vero dal falso, il buono dal cattivo, il migliore dal buono. Ascoltate, dunque. Cosa è la vita? È un tempo di sosta, direi il limbo del Limbo, che il Padre Dio vi dà per provare la vostra natura di figli buoni o di bastardi, e per destinarvi, in base alle vostre opere, un futuro che sarà senza più soste né prove. Ora ditemi voi: sarebbe giusto che uno, perché ha avuto il raro bene di avere il modo di servire Dio in maniera speciale, abbia anche un bene continuo, per tutta la vita? Non vi pare che già molto ebbe, e che perciò può dirsi beato, anche se, nell’umano, beato non è? Non sarebbe ingiusto che chi ha già luce di divina manifestazione nel cuore, e sorriso di coscienza che approva, abbia anche onori e beni terreni? E non sarebbe anche imprudente?».

77.3 «Maestro, io dico che sarebbe anche profanatore. Perché mettere gioie umane dove sei Tu? Quando uno ti ha — e costoro ti hanno avuto, loro, unici ricchi in Israele per aver avuto Te da trent’anni — non altro deve avere. Non si mette l’oggetto umano sul Propiziatorio… e il vaso consacrato non serve che per sacri usi. Costoro consacrati sono, dal giorno che han visto il tuo sorriso… e nulla, no, nulla che Tu non sia deve entrare nel loro cuore, che ha Te. Fossi io come loro!», dice Simone.

Dettaglio

Giuda ricorda i pastori alla Natività e la morte di Anna di Betlemme. Quindi dice che l'amore per Gesù porta disgrazia, e Cristo risponde.

EMR 78.6-7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

78.6 La sinagoga è sulla piazza. Entrano. Gesù va al posto di chi insegna. Comincia a parlare, tutto candido nella splendida veste, il volto ispirato, le braccia distese nel suo solito gesto.

«Popolo di Keriot, il Verbo di Dio parla. Udite. Non è che Parola di Dio, Colui che vi parla. La sua sovranità viene dal Padre e al Padre tornerà dopo avere evangelizzato Israele. Si aprano i cuori e le menti alla Verità, perché errore non stagni e non nasca confusione.

Isaia ha detto: “Ogni rapina fatta con tumulto e le vesti intrise di sangue saranno arse dal fuoco. Ecco, ci è nato un pargolo, ci è largito un figlio. Ha sui suoi omeri il principato. Ecco il suo nome: l’Ammirabile, il Consigliere, Dio, il Forte, il Padre del secolo futuro, il Principe della pace”. Questo è il mio Nome. Lasciamo ai Cesari e ai Tetrarchi le loro prede. Io farò rapina. Ma non rapina che meriti punizione di fuoco. Anzi strapperò al fuoco di Satana prede e prede per portarle al Regno di pace di cui sono Principe, e al secolo futuro: l’eterno tempo di cui sono Padre.

“Dio”, dice ancora Davide dalla cui stirpe provengo, come era predetto da coloro che videro per loro santità grata a Dio e scelta a parlare da Dio, “ha eletto uno solo… mio figlio… ma l’opera è grandiosa, perché si tratta non di preparare la casa di un uomo, ma per Iddio”. Così è. Dio, il Re dei re, ha eletto un solo: suo Figlio, per costruire, nei cuori, la sua casa. E ha già preparato il materiale. Oh! quanto oro di carità! e rame, e argento, e ferro, e legni rari, e pietre preziose! Tutte sono accumulate nel suo Verbo, ed Egli le usa per costruire in voi la dimora di Dio. Ma se l’uomo non aiuta il Signore, inutilmente il Signore vorrà costruire la sua casa. All’oro va risposto con l’oro. All’argento con l’argento, al rame col rame, al ferro col ferro. Ossia amore va dato per amore, continenza per servire la Purezza, costanza per esser fedeli, forza per non piegare. E poi portare oggi la pietra, domani il legno: oggi il sacrificio, domani l’opera, e costruire. Sempre costruire il tempio di Dio in voi.

Il Maestro, il Messia, il Re dell’Israele eterno, del popolo eterno di Dio vi chiama. Ma vuole siate mondi per l’opera. Giù le superbie: a Dio lode. Giù gli umani pensieri: di Dio è il Regno. Umili, dite con Me: “Tua è ogni cosa, Padre. Tuo tutto quanto è buono. Insegnaci a conoscerti e servirti, in verità”. Dite: “Chi sono io?”. E riconoscete che sarete qualcosa solo quando sarete dimore purificate in cui Dio può scendere e riposare.

Tutti pellegrini e stranieri su questa Terra, sappiate riunirvi e andare verso il Regno promesso. Via sono i comandamenti eseguiti non per timore di castigo ma per amore a Te, Padre santo. Arca, un cuore perfetto in cui sta la nutriente manna della sapienza e fiorisce la verga della pura volontà. E, perché luminosa sia la casa, venite alla Luce del mondo. Io ve la porto. Vi porto la Luce. Non altro che questo. Non possiedo ricchezze e non prometto onori che siano della Terra. Ma possiedo tutte le ricchezze soprannaturali del Padre mio e, a coloro che seguiranno Dio in amore e carità, prometto l’onore eterno del Cielo.

La pace sia con voi».

78.7 La gente, che ha ascoltato attenta, bisbiglia un poco inquieta. Gesù parla col sinagogo. Si uniscono al gruppo anche altre persone, forse i notabili.

«Maestro… ma non sei il Re d’Israele? Ci avevano detto…».

«Lo sono».

«Ma Tu hai detto…».

«Che non possiedo e non prometto ricchezze del mondo. Non posso dire che la verità. Così è. So il vostro pensiero. Ma l’errore viene da uno sbaglio di interpretazione e da un molto grande vostro rispetto verso l’Altissimo. Vi fu detto: “Viene il Messia”, e voi avete pensato, come molti in Israele, che Messia e re fossero la stessa cosa. Alzate più alto lo spirito. Osservate questo bel cielo d’estate. Vi pare finisca lì, il suo confine, lì dove l’aria pare una volta di zaffiro? No. Oltre vi sono gli strati più puri, gli azzurri più netti, sino a quello non immaginabile del Paradiso, dove il Messia condurrà i giusti morti nel Signore. La stessa differenza è fra la regalità messianica creduta dall’uomo e quella che è reale: tutta divina».

«Ma potremo noi, poveri uomini, alzare lo spirito dove Tu dici?».

«Sol che lo vogliate. E, se lo vorrete, ecco che Io vi aiuterò».

«Come ti dobbiamo chiamare, se re non sei?».

«Maestro, Gesù, come volete. Maestro sono, e sono Gesù, il Salvatore».

Annotazione

Libro di Isaia 9, 4-5

Is 9, 4-5: "Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto sorgere una grande luce; sugli abitanti del paese delle tenebre ha brillato una luce. Tu hai profuso la gioia, hai fatto crescere l'allegria: si rallegrano davanti a te, come ci si rallegra per la mietitura, come si esulta per la spartizione del bottino". 1

Primo libro delle Cronache 29, 1

1Cronache 29,1: "Il re Davide si rivolse a tutta l'assemblea: "Mio figlio Salomone, l'unico che Dio ha scelto, è giovane e debole, mentre l'opera da compiere è grande, perché questa cittadella non è per un uomo, ma per il Signore Dio"".

EMR 78.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Tutti pellegrini e stranieri su questa Terra, sappiate riunirvi e andare verso il Regno promesso. Via sono i comandamenti eseguiti non per timore di castigo ma per amore a Te, Padre santo. Arca, un cuore perfetto in cui sta la nutriente manna della sapienza e fiorisce la verga della pura volontà. E, perché luminosa sia la casa, venite alla Luce del mondo. Io ve la porto. Vi porto la Luce. Non altro che questo. Non possiedo ricchezze e non prometto onori che siano della Terra. Ma possiedo tutte le ricchezze soprannaturali del Padre mio e, a coloro che seguiranno Dio in amore e carità, prometto l’onore eterno del Cielo.

EMR 78.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Maestro, Saul è morto investito dallo Spirito di Dio. Noi che l’abbiamo toccato siamo mondi o immondi?».

«Immondi».

«E Tu?».

«Io come gli altri. Non muto la Legge. La legge è legge e l’israelita la osserva. Immondi siamo. Entro il terzo giorno e il settimo ci purificheremo. Sino allora, immondi siamo. Giuda, Io non torno da tua madre. Non porto immondezza nella sua casa. Fàlla avvisare da chi può farlo. Pace a questa città. Andiamo».

Non vedo più nulla.

EMR 79.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

79.1 Gesù cammina fra i discepoli per una strada lungo il torrente. Lungo per modo di dire. Il torrente è in basso; in alto, lungo la costa, è la strada a giravolte, come è facile trovarne nei luoghi montuosi.

Giovanni è rosso come una porpora, carico, come un portatore, di una grossa sacca ben gonfia. Giuda porta invece quella di Gesù, unita alla sua. Simone non ha che la sua e i mantelli. Gesù rià la sua veste ed i suoi sandali. Però la madre di Giuda la deve aver fatta lavare, perché è senza spiegazzature.

«Quante frutta! Belli quei vigneti su quelle colline!», dice Giovanni che non perde il suo buon umore per il caldo e la fatica. «Maestro, è questo il fiume sulle cui sponde colsero i padri i grappoli miracolosi?».

«No, è l’altro, e più a mezzogiorno. Ma tutta la regione era luogo benedetto da frutti opimi».

«Ora non lo è più tanto, per quanto bella ancora».

«Troppe guerre hanno devastato il suolo. Qui si fece Israele… ma per farsi dovette fecondarsi col sangue suo e dei nemici».

Annotazione

Libro dei Numeri, 13, 23-24: Si spinsero fino alla valle di Eshkol, dove tagliarono un ramo e un grappolo d'uva. Due di loro lo portarono su un'asta. Raccolsero anche melograni e fichi. Il luogo fu chiamato valle di Eshkol (che significa: il grappolo) a causa del grappolo d'uva che i figli d'Israele vi avevano tagliato.

EMR 80.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Avete un destino. Sì. Lo avete. Nella mente di Dio che vi crea è un destino per voi. Ve lo desidera il Padre. Ed è destino d’amore, di pace, di gloria: “la santità d’esser suoi figli”. Questo il destino che, presente alla mente divina dal momento nel quale col fango fu fatto Adamo, presente sarà sino all’ultima creazione di anima d’uomo.

EMR 80.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Oh! l’oro! Grande cosa il pane e più grande la donna per chi ha bramosia di cibo o di piacere. Grandissima cosa l’acclamazione delle folle per l’uomo… Per queste tre cose quanti delitti si fanno! Ma l’oro… Ma l’oro… Chiave che apre, cerchio che salda, esso è l’alfa e l’omega di novantanove su cento delle azioni umane. Per il pane e la donna l’uomo diviene ladro. Per il potere anche omicida. Ma per l’oro diviene idolatra.