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Attività e intrattenimento

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EMR 181.6-7 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Nei discepoli, i campi del maestro, vengono i nemici. Sono tanti. Il primo è Satana. Gli altri i suoi servi, ossia gli uomini, le passioni, il mondo e la carne. Ecco, ecco il discepolo più facile ad essere percosso da essi perché non sta tutto presso al maestro, ma sta a cavaliere fra il maestro e il mondo. Non sa, non vuole separarsi tutto da ciò che è mondo, carne, passioni e demonio, per essere tutto di chi lo porta a Dio. Su questo spargono i loro semi e mondo e carne, e passioni e demonio. L’oro, il potere, la donna, l’orgoglio, la paura di un mal giudizio del mondo e lo spirito di utilitarismo. “I grandi sono i più forti. Ecco che io li servo per averli amici”. E si diventa delinquenti e dannati per queste misere cose!… Perché il maestro, che vede l’imperfezione del discepolo, anche se non vuole arrendersi al pensiero: “Costui sarà il mio uccisore”, non lo estirpa subito dalle sue file? Questo voi vi chiedete.

Perché è inutile farlo. Se lo facesse non impedirebbe di averlo nemico, doppiamente e più sveltamente nemico per la rabbia o il dolore di essere scoperto o di essere cacciato. Dolore. Sì. Perché delle volte il cattivo discepolo non si avvede di essere tale. È tanto sottile l’opera demoniaca che egli non l’avverte. Si indemonia senza sospettare di essere soggetto a questa operazione. Rabbia. Sì. Rabbia per essere conosciuto per quello che è, quando egli non è incosciente del lavoro di Satana e dei suoi adepti: gli uomini che tentano il debole nelle sue debolezze per levare dal mondo il santo che li offende, nelle loro malvagità, con il paragone della sua bontà.

E allora il santo prega e si abbandona a Dio. “Ciò che Tu permetti si faccia, sia fatto”, dice. Solo aggiunge questa clausola: “purché serva al tuo fine”. Il santo sa che verrà l’ora in cui verranno espulsi dalle sue messi i logli malvagi. Da chi? Da Dio stesso, che non permette oltre di quanto è utile al trionfo della sua volontà d’amore».

181.7 «Ma se Tu ammetti che sempre è Satana, e gli adepti di lui… mi sembra che la responsabilità del discepolo scemi», dice Matteo.

«Non te lo pensare. Se il Male esiste, esiste anche il Bene, ed esiste nell’uomo il discernimento e con esso la libertà».

«Tu dici che Dio non permette oltre di quanto è utile al trionfo della sua volontà d’amore. Dunque anche questo errore è utile, se Egli lo permette, e serve ad un trionfo di volontà divina», dice l’Iscariota.

«E tu arguisci, come Matteo, che ciò giustifica il delitto del discepolo. Dio aveva creato il leone senza ferocia e il serpente senza veleno. Ora l’uno è feroce e l’altro è velenoso. Ma Dio li ha separati dall’uomo per ciò. Medita su questo e applica.»

EMR 184.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Sii paziente, donna. Tutti hanno la loro croce».

«Eh! no! Le spudorate non hanno che il godere. Hai visto l’opera delle spudorate! Godono e fanno soffrire. Loro non si spezzano le reni nel figliare e nel lavorare. Non si fanno venire le vesciche con la zappa o si spellano le mani con i bucati. Loro sono belle, fresche. Per loro non c’è la condanna di Eva. Sono la condanna nostra, anzi, perché… gli uomini… Tu mi capisci».

«Ti capisco. Ma sappi che hanno anche loro la loro tremenda croce. La più tremenda. Quella che non si vede. Quella della coscienza che le rimprovera, del mondo che le schernisce, del loro sangue che le ripudia, di Dio che le maledice. Non sono felici, credi. Non si spezzano le reni nel generare e nel lavorare, non si fanno venire piaghe alle mani nel faticare. Ma si sentono spezzate lo stesso, e con vergogna. Ma il loro cuore è tutto una piaga. Non invidiare il loro aspetto, la loro freschezza, la loro apparente serenità. È un velo steso su una rovina che morde e non dà pace. Non invidiare il loro sonno, tu, madre onesta che sogni i tuoi innocenti… Esse hanno l’incubo sul loro guanciale. E domani, nel giorno che saranno all’agonia o alla vecchiaia, il rimorso e il terrore».

«È vero… Perdona…»

EMR 186.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« (...) Avete torto il viso dovendo passare presso degli animali».

«Sono immondi…».

«Lo è molto di più il peccatore. Queste sono bestie fatte così, e non è loro da addebitarsi se così sono. L’uomo è invece responsabile di essere immondo per il peccato».

«Ma allora perché per noi sono stati classificati immondi[1]?», * chiede Filippo.

«Una volta ne ho accennato. In quest’ordine vi è una ragione soprannaturale e una naturale. La prima è di insegnare al popolo eletto a saper vivere avendo presente la sua elezione e la dignità dell’uomo, anche in una azione comune come è il mangiare. L’uomo selvaggio si ciba di tutto. Basta empirsi il ventre. L’uomo pagano, anche se selvaggio non è, mangia ugualmente di tutto, senza pensare che il supernutrirsi fomenta vizi e tendenze che avviliscono l’uomo. I pagani anzi cercano di portarsi a questa frenesia di piacere che per loro è quasi una religione. I più colti fra voi sanno di feste oscene in onore dei loro dèi che degenerano in una orgia di libidine. Il figlio del popolo di Dio deve sapersi contenere, e nell’ubbidienza e nella prudenza perfezionare sé stesso, avendo presente la sua origine e il suo fine: Dio e il Cielo. La ragione naturale è di non eccitare il sangue con cibi che portano a calori indegni dell’uomo, al quale non è negato l’amore anche carnale, ma che deve temperarlo sempre con la freschezza dell’anima tendente al Cielo, fare perciò un amore, non una sensualità, di quel sentimento che unisce l’uomo alla compagna, nella quale deve vedere la sua simile e non la femmina. Ma le povere bestie non sono colpevoli di essere porci, né degli effetti che la carne dei porci può, a lungo andare, produrre nel sangue. Meno ancora ne hanno colpa gli uomini preposti alla guardia dei porci. Se sono onesti, che differenza sarà, nell’altra vita, fra costoro e lo scriba che sta curvo sui libri e che, purtroppo, non impara da essi la bontà? In verità vi dico che vedremo guardiani di porci fra i giusti, e scribi fra gli ingiusti.

Dettaglio

Perché i maiali sono stati dichiarati impuri? Gesù rispose a questa domanda dopo che gli apostoli avevano mostrato il loro disgusto per questi animali.

Annotazione

I maiali sono descritti come impuri in Levitico 11:7 e Deuteronomio 14:8. Più in generale, la classificazione degli animali puliti e impuri, e le relative prescrizioni, si trovano in Genesi 7:2-3; Levitico 11 e Deuteronomio 14:3-21. Si veda l'alterco tra Pietro e un locandiere in EMV 292,1.

Libro del Levitico 11, 7

Levitico 11, 7 : Come ilporco, che ha un corno diviso e un piede palmato, ma non mastica la carcassa: sarà impuro per voi.

Deuteronomio 14, 8

Dt 14, 8 : C'è anche il porco, che ha un corno diviso e non mastica la greppia: sarà impuro per voi. Non mangerete la loro carne e non toccherete le loro carcasse.

Libro della Genesi 7, 2-3

Gn 7, 2-3 : Di tutti gli animali puliti prenderai con te sette coppie, maschi e femmine, e di tutti gli animali non puliti ne prenderai due, un maschio e la sua femmina; sette coppie anche di uccelli del cielo, maschi e femmine, per mantenere in vita la loro razza sulla faccia di tutta la terra.

Libro del Levitico 11

Lev 11: Yahweh parlò a Mosè e ad Aronne, dicendo loro: "Parlate ai figli d'Israele e dite:

Questi sono gli animali che mangerete di tutte le bestie che sono sulla terra: mangerete ogni animale che ha un corno diviso e una zampa che mastica la carcassa. Ma non mangerete alcuno che mastichi solo la carcassa o che abbia solo un corno diviso. Come il cammello, che mastica la carcassa, ma il cui corno non è diviso: sarà impuro per voi. Come il gipeto, che mastica la carcassa ma non ha il corno diviso: sarà impuro per voi. Come la lepre, che mastica la carcassa ma non ha il corno diviso: sarà impura per voi. Come il maiale, che ha un corno diviso e una zampa quadrangolare, ma non mastica la carcassa: sarà impuro per voi. 8Non mangerete la loro carne e non toccherete le loro carcasse: saranno impure per voi.

Questi sono gli animali che dovete mangiare di tutti quelli che sono nelle acque: tutto ciò che ha pinne e squame nelle acque, sia nel mare che nei fiumi, lo dovete mangiare. Ma tutto ciò che non ha pinne e squame, sia nel mare che nei fiumi, di tutti gli animali che si muovono nelle acque e di tutti gli esseri viventi che sono in esse, lo troverete in abominio. Saranno per voi un abominio; non mangerete la loro carne e le loro carcasse saranno per voi un abominio. Tutto ciò che nelle acque non ha pinne o squame è in abominio per voi.

E questi sono gli uccelli che aborrirete; non li mangerete, perché sono un abominio: l'aquila, il falco pescatore e l'avvoltoio: il nibbio e ogni tipo di falco; ogni tipo di corvo; lo struzzo, il nibbio, il gabbiano e ogni tipo di falco; la civetta, il cormorano e il gufo; il cigno, il pellicano e il gipeto; la cicogna, ogni tipo di airone; l'upupa e il pipistrello.

Ogni insetto alato che cammina su quattro zampe è un abominio per voi. Ma di tutti gli insetti alati che camminano su quattro zampe, mangerete quelli che hanno le zampe sopra le zampe, per poter saltare sulla terra. Questi sono quelli che mangerete: ogni tipo di locusta, ogni tipo di solam, ogni tipo di hargol, ogni tipo di hagab. Ogni altro animale alato con quattro zampe è in abominio per voi.

Anche questi vi renderanno impuri: chiunque toccherà il loro corpo morto sarà impuro fino alla sera, e chiunque porterà via una parte del loro corpo morto si laverà le vesti e sarà impuro fino alla sera.

Ogni animale che ha un corno spaccato, ma che non ha le zampe e non mastica la carcassa, sarà impuro per voi; chiunque lo toccherà si renderà impuro. Dei quadrupedi, tutto ciò che cammina sulle piante dei piedi sarà impuro per voi; chiunque toccherà il loro cadavere sarà impuro fino alla sera; e chiunque porterà il loro cadavere si laverà le vesti e sarà impuro fino alla sera. Questi animali saranno impuri per voi.

Tra le bestiole che strisciano sulla terra, queste sono quelle che saranno impure per voi: la donnola, il topo e tutte le specie di lucertole; il toporagno, il camaleonte, la salamandra, la lucertola verde e la talpa. Queste sono le cose impure per voi tra gli esseri striscianti: chiunque le tocchi quando sono morte sarà impuro fino a sera. Tutto ciò su cui cadono i morti sarà impuro: un utensile di legno, una veste, una pelle, una tela di sacco, qualsiasi cosa usiate; la metterete nell'acqua e rimarrà impura fino alla sera, dopo di che sarà pulita. Se una parte di essa cade nel mezzo di un recipiente di terra, tutto ciò che si trova nel mezzo del recipiente sarà impuro e si romperà il recipiente. Ogni cibo preparato con l'acqua sarà contaminato; ogni bevanda usata, qualunque sia il recipiente in cui è contenuta, sarà contaminata. Ogni oggetto su cui cadrà qualcosa del loro corpo morto sarà contaminato; il forno e il recipiente con il suo coperchio saranno distrutti; saranno contaminati e li considererete tali. Ma le sorgenti e le cisterne, dove si formano le pozze d'acqua, rimarranno pure; ma chiunque toccherà il corpo morto sarà impuro. Se uno dei loro corpi morti cade sul seme che deve essere seminato, il seme rimarrà puro; ma se l'acqua è stata messa sul seme e uno dei loro corpi morti vi cade sopra, lo considererete impuro.

Se uno degli animali che mangiate muore, chiunque tocchi il suo cadavere sarà impuro fino a sera. Chi mangia del suo cadavere si laverà le vesti e sarà impuro fino a sera; chi trasporta il suo cadavere si laverà le vesti e sarà impuro fino a sera.

Ogni animale che striscia sulla terra è per voi un abominio; non lo mangerete. Non mangerete alcun animale che striscia sulla terra, sia che strisci sul ventre, sia che cammini su quattro piedi, sia che cammini su molti piedi, perché sono in abominio per voi.

Non rendetevi abominevoli con tutti questi esseri striscianti, non rendetevi impuri con essi; sarete contaminati da essi. Perché io sono Jahvé, il vostro Dio; voi vi santificherete e sarete santi, perché io sono santo; e non vi contaminerete con tutti i rettili che strisciano sulla terra. Perché io sono Yahweh, che vi ho fatto uscire dal paese d'Egitto per essere il vostro Dio. Sarete santi, perché io sono santo". Questa è la legge che riguarda i quadrupedi, gli uccelli, ogni essere vivente che si muove nell'acqua e ogni cosa che striscia sulla terra, perché tu possa distinguere tra ciò che è impuro e ciò che è pulito, tra gli animali che si possono mangiare e quelli che non si possono mangiare".

Deuteronomio 14, 3-21

Non mangerete nulla di abominevole. Questi sono gli animali che puoi mangiare: il bue, la pecora e la capra; il cervo, la gazzella e il daino; lo stambecco, l'antilope, il bue selvatico e la capra selvatica. Potrete mangiare qualsiasi animale che abbia un corno spaccato e una zampa biancastra e che mastichi la sua carcassa. Ma non mangerete quelli che masticano solo la carcassa o che hanno solo un corno spaccato e un piede a zampa d'elefante, come il cammello, la lepre e il coniglio, che masticano la carcassa ma non hanno un corno spaccato: saranno impuri per voi; e come il maiale, che ha un corno spaccato ma non mastica la carcassa: sarà impuro per voi. Non mangerete la loro carne e non toccherete le loro carcasse.

Questi sono gli animali che mangerete di tutti quelli che sono nelle acque: tutto ciò che ha pinne e squame lo mangerete; ma tutto ciò che non ha pinne e squame non lo mangerete: è impuro per voi. Puoi mangiare qualsiasi uccello pulito. Questi sono quelli che non potete mangiare: l'aquila, il falco pescatore e l'avvoltoio; il falco, il nibbio e ogni tipo di astore; ogni tipo di corvo; lo struzzo, la civetta, il gabbiano e ogni tipo di sparviero; il gufo, l'ibis e la civetta; il pellicano, il cormorano e il loon; 18la cicogna e ogni tipo di airone; l'upupa e il pipistrello. 19Ogni insetto alato è impuro per voi e non può essere mangiato. Dovete mangiare ogni uccello pulito. Non potete mangiare alcun animale morto. Lo darai da mangiare al forestiero all'interno delle tue porte e non lo venderai allo straniero, perché tu sei un popolo santo a Jahvè tuo Dio. Non farai bollire un capretto nel latte di sua madre.

EMR 188.10 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’uomo, che cammina vicino a Gesù e che fatica sotto la sua sacca, attira la curiosità di Pietro. «Ma che hai lì dentro di tanto pesante?», chiede.

«Le vesti… e dei libri… I miei amici dopo e con i polli. Non ho potuto separarmi. E pesano».

«Eh! la scienza pesa! Già! E a chi piace, eh?».

«Mi hanno impedito di impazzire».

«Eh! ci devi volere bene! Ma, che libri sono?».

«Filosofia, storia, poesia greca, romana…».

«Belli, belli. Certo belli. Ma… pensi poterteli portare dietro?».

«Forse riuscirò anche a separarmene. Ma tutto insieme non si può fare, non è vero, Messia?».

«Chiamami Maestro. Sì, non si può. Ma ti farò avere un luogo dove potrai dare un ricovero ai tuoi amici, i libri. Ti potranno servire per discutere con i pagani di Dio».

«Oh! come hai netto il pensiero da ogni restrizione!».

Gesù sorride e Pietro esclama: «Sfido io! È la Sapienza, Lui!».

«È la Bontà, credilo. E tu sei colto?».

«Io? Oh! coltissimo! Distinguo un agone da una carpa, e la mia coltura resta lì. Sono pescatore, amico!», e Pietro ride, umile e schietto.

«Sei un onesto. È una scienza che si impara da sé. Ed è molto difficile ad aversi. Mi piaci».

«Anche tu mi piaci. Perché sei schietto. Anche nell’accusarti. Io perdono tutto, aiuto tutti. Ma sono nemico spietato dei falsi. Mi fanno ribrezzo».

«Hai ragione. Il falso è un delinquente».

«Un delinquente. Lo hai detto. Di’, non ti fidi a darmi un poco la tua sacca? Tanto, sta’ certo, coi libri non scappo… Mi pare che fai fatica…».

«Venti anni di miniera spezzano… Ma perché vuoi faticare tu?».

«Perché il Maestro ci ha insegnato ad amarci come fratelli. Da’ qui. E prendi i miei stracci. È leggera la mia… Non ci sono storie, né poesie. La mia storia, la mia poesia e quell’altra cosa che hai detto, è Lui, il mio Gesù, il nostro Gesù».

Annotazione

Vi troverò un posto dove tenere i vostri amici, i libri. Potrebbero esserti utili per discutere di Dio con i pagani. Allusione ad Antiochia, in Siria, dove Giovanni di En-Dor fu costretto all'esilio, ma dove, con l'aiuto di Sinnica, fu fondata la futura comunità cristiana descritta negli Atti degli Apostoli.

EMR 196.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Posto che nel creato avanti la colpa tutto era regolato e basato sull’amore, questo moltiplicarsi dei figli sarebbe stato amore, santo, puro, potente, perfetto. E Dio lo ha dato per primo comando all’uomo: “Crescete, moltiplicatevi”. “Amate perciò, dopo di Me, i vostri figli”. L’amore quale ora è, il generatore attuale dei figli, allora non era. La malizia non era e con essa non era l’esecrata fame del senso. L’uomo amava la donna e la donna l’uomo, naturalmente, non naturalmente secondo natura quale noi l’intendiamo o, meglio, come voi uomini l’intendete, ma secondo natura di figli di Dio: soprannaturalmente[4].

Annotazione

"Soprannaturalmente": Maria Valtorta annota su una copia dattiloscritta: senza che il disordine della malizia si unisca o addirittura si "sostituisca" alle leggi ordinate di Dio, insite nella moltiplicazione e nel popolamento della terra. Aggiunge a margine: Finché l'uomo rimase in questo ordine, non nacque in lui il veleno della triplice concupiscenza che lo rese delirante, poi ribelle, infine decaduto.

EMR 206.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Come è fulgida la fede, e che dolce amica ella è! Fa una fiamma raggiante come una stella, una fiamma che ride perché è sicura nella sua certezza, una fiamma che rende luminoso anche lo strumento che la regge. Anche la carne dell’uomo nutrito di fede pare, fin da questa Terra, farsi più luminosa e spirituale, immune da precoce appassimento. Perché chi crede si regge sulle parole e sui comandi di Dio per giungere a possedere Dio, suo fine, e perciò fugge ogni corruzione, non ha turbamenti, paure, rimorsi, non è obbligato ad uno sforzo per ricordarsi le sue menzogne o per nascondere le sue male azioni, e si conserva bello e giovane della bella incorruzione del santo. Una carne e un sangue, una mente e un cuore puliti da ogni lussuria per contenere l’olio della fede, per dare luce senza fumo. Una costante volontà per nutrire sempre questa luce.

La vita di ogni giorno, con le sue delusioni, constatazioni, contatti, tentazioni, attriti, tende a sminuire la fede. No! Non deve avvenire. Andate giornalmente alle fonti dell’olio soave, dell’olio sapienziale, dell’olio di Dio. Lampada poco nutrita può essere spenta dal minimo vento, può essere spenta dalla pesante guazza della notte. La notte… L’ora delle tenebre, del peccato, della tentazione viene per tutti. È la notte per l’anima. Ma se questa ha se stessa colma di fede, non può la fiamma essere spenta dal vento del mondo, dal caligo delle sensualità.

EMR 206.10 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

I poveri serbano in cuore le perle delle parole di Dio. Sono il loro unico tesoro. Chi ha una sola ricchezza veglia su essa. Chi ne ha molte è annoiato e distratto, ed è superbo, ed è sensuale. Per tutto questo non ammira con occhi umili e innamorati il tesoro che Dio ha dato, e lo confonde con altri tesori, solo in apparenza preziosi, tesori che sono le ricchezze della Terra.