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Note del tema

Il mistero della sofferenza. Il digiuno, il sacrificio e la penitenza

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EMR 181.6-7 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Perché il maestro, che vede l’imperfezione del discepolo, anche se non vuole arrendersi al pensiero: “Costui sarà il mio uccisore”, non lo estirpa subito dalle sue file? Questo voi vi chiedete.

Perché è inutile farlo. Se lo facesse non impedirebbe di averlo nemico, doppiamente e più sveltamente nemico per la rabbia o il dolore di essere scoperto o di essere cacciato. Dolore. Sì. Perché delle volte il cattivo discepolo non si avvede di essere tale. È tanto sottile l’opera demoniaca che egli non l’avverte. Si indemonia senza sospettare di essere soggetto a questa operazione. Rabbia. Sì. Rabbia per essere conosciuto per quello che è, quando egli non è incosciente del lavoro di Satana e dei suoi adepti: gli uomini che tentano il debole nelle sue debolezze per levare dal mondo il santo che li offende, nelle loro malvagità, con il paragone della sua bontà.

E allora il santo prega e si abbandona a Dio. “Ciò che Tu permetti si faccia, sia fatto”, dice. Solo aggiunge questa clausola: “purché serva al tuo fine”. Il santo sa che verrà l’ora in cui verranno espulsi dalle sue messi i logli malvagi. Da chi? Da Dio stesso, che non permette oltre di quanto è utile al trionfo della sua volontà d’amore».

181.7

«Ma se Tu ammetti che sempre è Satana, e gli adepti di lui… mi sembra che la responsabilità del discepolo scemi», dice Matteo.

«Non te lo pensare. Se il Male esiste, esiste anche il Bene, ed esiste nell’uomo il discernimento e con esso la libertà».

«Tu dici che Dio non permette oltre di quanto è utile al trionfo della sua volontà d’amore[4]. Dunque anche questo errore è utile, se Egli lo permette, e serve ad un trionfo di volontà divina», dice l’Iscariota.

«E tu arguisci, come Matteo, che ciò giustifica il delitto del discepolo. Dio aveva creato il leone senza ferocia e il serpente senza veleno. Ora l’uno è feroce e l’altro è velenoso. Ma Dio li ha separati dall’uomo per ciò. Medita su questo e applica.

EMR 182.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

[Gesù] Va diritto ad accarezzare un pastorello che è verso il centro dell’ammasso lanuto e belante delle pecore. Gli chiede: «Sono tue?». Lo sa bene Gesù che non sono del bambino, ma lo vuole far parlare.

«No, Signore. Io sono con quelli. E le mandre sono di molti padroni. Ci siamo riuniti per i banditi».

«Come ti chiami?».

«Zaccaria, figlio di Isacco. Ma il padre mi è morto ed io servo perché siamo poveri e la mamma ha tre altri più piccoli di me».

«È tanto che ti è morto?».

«Tre anni, Signore… e non ho più riso perché sempre la mamma piange ed io non ho più chi mi carezzi… Io sono il primogenito e la morte del padre mi ha fatto uomo che ero ancora fanciullo… Non devo piangere ma guadagnare… Ma è tanto difficile!». Infatti le lacrime cadono anche ora sul visetto troppo serio per la sua età.

I pastori si sono avvicinati e così gli apostoli. Un gruppo d’uomini in un muoversi di pecore.

«Non sei senza padre, Zaccaria. Un Padre santo ti è nel Cielo e ti ama sempre, se sei buono, e il padre tuo non ha cessato di amarti perché è in grembo ad Abramo. Lo devi credere. E per questa fede essere sempre più buono». Gesù parla dolcemente e carezza il bambino.

Dettaglio

Un caso reale di un bambino che ha perso il padre tre anni fa e ora si occupa di greggi di pecore.

EMR 182.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vi insegna una grande, anzi molte grandi virtù questo gregge. Esso è mansueto e ubbidiente. Di poco si accontenta ed è grato per ciò che ha. Sa amare e riconoscere chi lo cura ed ama. Fate altrettanto dicendo: “Dio è il nostro Pastore e noi siamo le sue pecore. Il suo occhio è su noi. Egli ci tutela e ci concede non ciò che è fonte di vizio ma necessità di vita”.

Dettaglio

Gesù parla di un gregge di pecore.

EMR 182.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Così fa Satana. Vi sorveglia per sapere i vostri punti deboli, si aggira a voi d’intorno, pare innocuo e assente, rivolto altrove, mentre tiene d’occhio voi, e poi all’improvviso balza per trarvi in peccato e vi riesce qualche volta.

Ma presso di voi vi è un medico ed un pietoso. Dio e il vostro angelo. Se vi siete feriti, se siete caduti malati, non scostatevi da loro come fa il cane divenuto rabbioso. Ma anzi piangendo gridate a loro: “Aiuto!”. Dio perdona chi si pente, e l’angelo vostro è pronto a supplicare Dio per voi e con voi.

EMR 182.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Amatevi fra voi ed amate questo bambino. Ognuno deve sentirsi un poco padre dell’orfano. La presenza di un bambino fra voi moderi ogni vostra azione col freno santo del rispetto verso il fanciullo. E la vostra presenza presso di lui supplisca a ciò che la morte gli ha levato. Bisogna amare il prossimo. Questo piccolo è il prossimo che Dio vi confida in modo speciale. Educatelo buono e credente, onesto e senza vizi. Egli è ben da più di una di queste pecorelle. Ora se voi avete cura di queste perché sono del padrone, che vi punirebbe se voi le lasciaste perire, quanto più dovete avere cura di quest’anima che Dio vi affida per Lui e per il padre morto. La sua condizione di orfano è ben triste. Non rendetela più grave coll’approfittarvi del suo essere piccolo e solo per angariarlo. Pensate che Dio vede gli atti e le lacrime di ogni uomo e di tutto tiene conto per premiare e per punire.

E tu, fanciullo, ricorda che non sei mai solo. Dio ti vede e lo spirito di tuo padre pure. Quando qualcosa ti turba e ti consiglia a fare il male, di’: “No. Non voglio essere orfano in eterno”. Lo saresti se dannassi il tuo cuore col peccato.

Dettaglio

Gesù parla ad alcuni pastori che si occupano di un giovane orfano.