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Note del tema

Discepoli

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EMR 57.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

57.1 Gesù giunge con il cugino e i sei discepoli nelle prossimità di Nazaret. Dall’alto del poggio dove si trovano si vede la cittadina, bianca fra il verde, salire e scendere per le chine su cui è costruita, un dolce ondulare di chine, dove appena sentito, dove più marcato.

«Siamo giunti, amici. Ecco là la mia casa. Mia Madre è in essa, perché fumo si eleva dalla casa. Forse fa il pane. Io non vi dico: “Restate”, perché penso che avrete ansia di giungere a casa. Ma se volete spezzare con Me il pane e conoscere Quella che già Giovanni conosce, vi dico: “Venite”».

I sei, che erano già tristi per l’imminente separazione, tornano tutti lieti e accettano di cuore.

«Andiamo, dunque».

Scendono sveltamente la collinetta e prendono la via maestra. È verso sera. Fa ancora caldo, ma già le ombre scendono sulla campagna in cui le biade tendono a maturare.

Entrano in paese. Donne che vanno e vengono dalla fonte, uomini sulle soglie delle minuscole officine o negli orti, salutano Gesù e Giuda.

Dettaglio

Gesù invita i discepoli a incontrare per la prima volta sua Madre (tranne Giovanni, che la conosce già).

EMR 57.3.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

57.3 Poi dice: «Ebbene, vedi? Io sono qui, e non solo. Ho con Me i discepoli primi, e altri sono in Giudea. E anche il cugino Giuda è con Me e mi segue…».

«Giuda?».

«Sì, Giuda. So perché sei stupita. Certo, fra coloro che hanno parlato del fatto erano Alfeo coi figli… e non erro dicendo che mi hanno criticato. Ma non avere paura. Oggi così, domani non così. L’uomo va coltivato come la terra, e dove sono triboli escono rose. Giuda, che tu ami, è già con Me».

«Dove è ora?».

«Lì fuori con gli altri. Hai pane per tutti?».

«Sì, Figlio. Maria d’Alfeo è nel forno che lo sforna. Molto buona è Maria con me, e specie ora».

«Dio le darà gloria». Si fa sulla porta e chiama: «Giuda! Qui è tua madre! Amici, venite!».(...)

Accorre Maria d’Alfeo, rossa e infarinata, e saluta Gesù che la benedice, e poi conduce i sei nell’orto, alla vasca, e torna felice. «Oh! Maria!», dice alla Vergine. «Giuda mi ha detto. Come sono contenta! Per Giuda e per te, cognata mia. So che gli altri mi grideranno. Ma non mi importa. Sarò felice il giorno che li saprò tutti di Gesù. Noi mamme sappiamo… sentiamo quello che è bene per i figli. E io sento che il bene delle mie creature sei Tu, Gesù».

Gesù la carezza sul capo, sorridendole.

Dettaglio

Gesù ha ritrovato sua Madre. Ascolta e poi è il suo turno di parlare.

EMR 57.3-6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Amici, venite!».

Entrano e salutano. Ma Giuda bacia Maria. E poi corre in cerca di sua madre.

Gesù nomina i cinque: Pietro, Andrea, Giacomo, Natanaele, Filippo; perché Giovanni, già noto a Maria, l’ha salutata subito dopo Giuda, inchinandosi e ricevendone benedizione.

57.4 Maria li saluta e li invita a sedersi. È la padrona di casa e, pur adorando con lo sguardo il suo Gesù — pare che l’anima continui a parlare, per gli occhi, col Figlio — si occupa degli ospiti. Vorrebbe portare l’acqua per ristorarli. Ma Pietro scatta: «No, Donna. Non posso permetterlo. Tu siedi presso tuo Figlio, Madre santa. Io andrò, andremo nell’orto per rinfrescarci».

Accorre Maria d’Alfeo, rossa e infarinata, e saluta Gesù che la benedice, e poi conduce i sei nell’orto, alla vasca, e torna felice. «Oh! Maria!», dice alla Vergine. «Giuda mi ha detto. Come sono contenta! Per Giuda e per te, cognata mia. So che gli altri mi grideranno. Ma non mi importa. Sarò felice il giorno che li saprò tutti di Gesù. Noi mamme sappiamo… sentiamo quello che è bene per i figli. E io sento che il bene delle mie creature sei Tu, Gesù».

Gesù la carezza sul capo, sorridendole.

Tornano i discepoli, e Maria di Alfeo serve pane fragrante, ulive e formaggio. E porta un’anforetta di vinetto rosso, che Gesù mesce ai suoi amici. È sempre Gesù che offre e poi distribuisce.

57.5 575.5 Un poco impacciati sulle prime, i discepoli dopo si fanno più sicuri, e raccontano delle loro case, del viaggio a Gerusalemme, dei miracoli avvenuti. Sono pieni di zelo e di affetto, e Pietro cerca di farsi di Maria un’alleata per ottenere di essere subito presi da Gesù senza attese a Betsaida.

«Fate quanto Egli dice», esorta Lei con un sorriso soave. «Questa attesa vi gioverà più di una unione immediata. Il mio Gesù fa tutto bene quanto fa».

La speranza di Pietro muore. Ma egli si rassegna con buon garbo. Chiede solo: «Durerà molto l’attesa?».

Gesù lo guarda con un sorriso, ma non dice altro.

Maria interpreta quel sorriso come un segno benevolo e dice: «Simone di Giona, Egli sorride… perciò io ti dico: rapido come volo di rondine sul lago sarà il tempo del tuo attendere ubbidiente».

«Grazie, Donna».

57.6 «Non parli, Giuda? E tu, Giovanni?».

«Ti guardo, Maria».

«Ed io pure».

«Anche io vi guardo e… sapete? Mi torna in mente un’ora lontana. Anche allora avevo sempre tre paia d’occhi fissi al mio viso con amore. Ricordi, Maria, i miei tre scolari?».

«Oh! se ricordo! È vero! Anche ora tre, di un’età quasi uguale, ti guardano con tutto l’amore che è loro. E costui, Giovanni, credo, mi pare il Gesù d’allora, così biondo e roseo, e più giovane di tutti».

Gli altri vogliono sapere, e ricordi e aneddoti scorrono nelle parole, col tempo. Viene la sera.

«Amici, Io non ho ambienti. Ma lì vi è il laboratorio dove lavoravo. Se volete trovare rifugio lì… Ma non vi sono che i banconi».

«Letto comodo per pescatori usi a dormire su strette assi. Grazie, Maestro. Dormire sotto il tuo tetto è onore e santificazione».

Si ritirano con molti saluti. Anche Giuda si ritira con sua madre; vanno alla loro casa.

In questa stanza restano Gesù e Maria, seduti sulla cassapanca, al lume della lucernetta, un braccio intorno alle spalle dell’altro, e Gesù racconta, e Maria ascolta, beata, trepida, felice…

La visione cessa così.

Dettaglio

Maria discute con Pietro e gli dà un consiglio simile a quello di Cana: "Fai quello che ti dirà".

EMR 57.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

57.6 «Non parli, Giuda? E tu, Giovanni?».

«Ti guardo, Maria».

«Ed io pure».

«Anche io vi guardo e… sapete? Mi torna in mente un’ora lontana. Anche allora avevo sempre tre paia d’occhi fissi al mio viso con amore. Ricordi, Maria, i miei tre scolari?».

«Oh! se ricordo! È vero! Anche ora tre, di un’età quasi uguale, ti guardano con tutto l’amore che è loro. E costui, Giovanni, credo, mi pare il Gesù d’allora, così biondo e roseo, e più giovane di tutti».

Gli altri vogliono sapere, e ricordi e aneddoti scorrono nelle parole, col tempo. Viene la sera. (...)

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La somiglianza di Giovanni con Gesù.

EMR 60.1-2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Pietro parla a Gesù. Dice: «Maestro, io ti vorrei pregare di venire nella mia casa. Non ho osato dirlo lo scorso sabato. Ma… vorrei che Tu venissi».

«A Betsaida?».

«No, qui… in casa di mia moglie, la casa natìa, voglio dire».

«Perché questo desiderio, Pietro?».

«Eh!… per molte ragioni… e poi, oggi mi è stato detto che mia suocera è malata. Se Tu volessi guarirla, forse ti…».

«Finisci, Simone».

«Volevo dire… se Tu la avvicinassi, lei finirebbe… sì, insomma, sai, altro è sentir parlare di uno e altro è vederlo e udirlo, e se quest’uno, poi, guarisce, allora…».

«Allora anche l’astio cade, vuoi dire».

«No, astio no. Ma sai… il paese è diviso in molti pareri, e lei… non sa a chi dare retta. Vieni, Gesù».

«Vengo. Andiamo. Avvertirete quelli che attendono che parlerò loro dalla tua casa».

60.2 Vanno sino ad una casa bassa, più bassa ancora di quella di Pietro a Betsaida, e ancor più prossima al lago. È separata da questo da una striscia del greto e credo che nelle burrasche le onde vengano a morire contro le mura della casa, che, se è bassa, è in compenso molto larga, come fosse abitata da più persone.

Nell’orto, che si apre sul davanti della casa, verso il lago, non vi è che una vite vecchia e nodosa, stesa su una rustica pergola, e un vecchio fico che i venti del lago hanno tutto piegato verso la casa. La chioma spettinata della pianta sfiora i muri di essa e bussa contro le impannate delle finestrelle, chiuse a riparo del vivo sole che batte sulla casetta. Non c’è che questo fico e questa vite, e un pozzo basso e dal muretto verdastro.

«Entra, Maestro».

Delle donne sono nella cucina, intente chi a rattoppare le reti e chi a preparare il cibo. Salutano Pietro e poi si inchinano confuse davanti a Gesù e lo sbirciano, intanto, con curiosità.

Dettaglio

Pietro aveva due case: una a Betsaida, che era la sua, e l'altra a Cafarnao, che era in realtà la casa della suocera e la casa natale di Porfirio.

EMR 70.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

70.2 Sono giunti alla casetta. Entrano nella cucina bassa e fumosa. Il padrone li saluta: «La pace sia con Te».

Risponde Gesù: «Pace a questa casa e a te e chi con te vive. Ho con Me un discepolo».

«Vi sarà pane e olio anche per lui».

«Ho portato pesce secco che mi han dato Giacomo e Pietro. E, passando da Nazaret, tua Madre mi ha dato pane e miele per Te. Ho camminato senza soste, ma ora sarà duro».

«Non importa, Giovanni. Avrà sempre il sapore delle mani della Mamma».

Giovanni estrae i suoi tesori dalla bisaccia che aveva in un canto. E vedo preparare il pesce secco in una maniera strana. Lo bagnano per pochi attimi in acqua calda, poi lo ungono e lo fanno arrostire sulla fiamma.

Gesù benedice il cibo e col discepolo si siede alla tavola. Sono anche alla stessa il padrone, che sento chiamare Giona, e il figlio. La madre va e viene portando il pesce, delle ulive nere, delle verdure lessate e condite con olio. Gesù offre anche del miele. E lo offre alla madre stendendolo sul pane. «È del mio alveare», dice. «Le api le cura mia Madre. Mangialo. È buono. Sei tanto buona con Me, tu, Maria, che meriti questo e altro», dice poi, perché la donna non vorrebbe privarlo del dolce miele.

La cena termina sollecita fra brevi discorsi comuni. Appena finita, e dopo aver ringraziato del cibo preso, Gesù dice a Giovanni: «Vieni. Usciamo un poco nell’uliveto. La notte è tiepida e chiara. Sarà dolce stare un poco là fuori».

Il padrone dice: «Maestro, io ti saluto. Sono stanco, e stanco è mio figlio. Noi andiamo al riposo. Lascio la porta accostata e la lucerna sul tavolo. Sai come fare».

«Vai pure, Giona. E spegni anche la lucerna. Vi è un lume di luna così chiaro che ci vedremo anche senza lume».

«Ma il tuo discepolo dove dormirà?».

«Con Me. Sulla mia stuoia vi è posto anche per lui. Vero, Giovanni?».

Giovanni, all’idea di dormire al fianco di Gesù, va in estasi.

Dettaglio

Gesù è con Giovanni e si recano in una casa amica, l'oliveto del Getsemani, di proprietà di Giona e Marco, suo figlio.

EMR 70.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Io e la Madre siamo le Ostie eccelse. Raggiungerci è difficile, impossibile anzi, perché il nostro sacrificio fu di una asprezza totale. Ma il mio Giovanni! È l’ostia imitabile da tutte le classi di miei amatori: vergine, martire, confessore, evangelizzatore, servo di Dio e della Madre di Dio, attivo e contemplativo, ha un esempio per tutti. È colui che ama.

EMR 73.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

In verità devo dire che ebbri fummo tutti, anche io, allora adolescente, anche la moglie, di allora pochi anni… perché credemmo tutti, e in una povera donna galilea volemmo vedere la Vergine partoriente di cui parlarono i Profeti. Ma se era con un rozzo galileo! Il marito certo. Se era moglie, come poteva esser la “Vergine”? Insomma, credemmo. Doni, adorazioni… case aperte per ospitarli… Oh! l’avevano saputa far bene la parte! Povera Anna! Ci ha rimesso i beni e la vita, e anche i figli di sua figlia, la prima, l’unica che si è salvata perché sposata con un mercante di Gerusalemme, persero i beni, perché la casa fu arsa e tutto il podere segato per ordine d’Erode. Ora è un campo incolto su cui pascolano gli armenti.

Dettaglio

Un abitante di Betlemme parla della Natività (è ostile al Messia) e dice:

EMR 73.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

E ancor non è detto da bocca profetica: “Un germoglio spunterà dalla radice di Jesse e un fiore verrà da questa radice”? Isai, padre di Davide, qui nacque. Il germoglio sulla stirpe, segata alla radice da usurpazione di tiranni, non è la “Vergine” che partorirà il Figliolo, non avuto da uomo, ché allora non più vergine sarebbe, ma da volere divino, onde Egli sarà “l’Emmanuele” perché Figlio di Dio, sarà Dio e porterà perciò Dio fra il popolo di Dio come il suo nome dice?