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Note del tema

La Chiesa cattolica romana

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Comfort di lettura

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EMR 179.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Da Cafarnao a qua Io ho pensato quale parola dirvi. E ho trovato indicazione nei fatti del mattino.

Voi avete visto tre uomini venire a Me. L’uno spontaneamente, l’altro perché da Me sollecitato, il terzo per subito entusiasmo. E avete anche visto che, di questi, due soli Io ne ho presi. Perché? Ho forse visto nel terzo un traditore? No, in verità. Ma un impreparato. All’apparenza pareva più imprepara to questo che ora è al mio fianco, diretto prima a seppellire suo padre. Invece il più impreparato era il terzo. Questo era tanto preparato, a sua stessa insaputa, che ha saputo compiere un ben eroico sacrificio.

L’eroismo nel seguire Iddio è sempre prova di forte preparazione spirituale. Questo spiega certi sorprendenti fatti che avvengono intorno a Me. I più preparati a ricevere il Cristo, quale che sia la loro casta e la loro cultura, vengono a Me con una prontezza e una fede assoluta. I meno preparati mi osservano come un uomo che esce dal consueto, oppure mi studiano con diffidenza e curiosità, oppure ancora mi attaccano e mi denigrano accusandomi in vari modi. Le diverse maniere di agire sono in proporzione della impreparazione degli spiriti.

EMR 179.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Nel popolo eletto si dovrebbero trovare da per tutto spiriti pronti a ricevere questo Messia nella cui attesa si sono consumati d’ansia i Patriarchi e i Profeti, questo Messia venuto finalmente, preceduto e accompagnato da tutti i segni profetizzati, questo Messia la cui figura spirituale si delinea sempre più chiara attraverso i miracoli visibili sulle membra e sugli elementi, e i miracoli invisibili sulle coscienze che si convertono e sui gentili che si volgono al Dio vero. Invece così non è. E la prontezza nel seguire il Messia è fortemente ostacolata proprio nei figli di questo popolo e, doloroso a dirsi, lo è tanto più quanto più si sale nelle classi più alte di esso. Non dico questo per scandalizzarvi. È per indurvi a pregare ed a riflettere.

Perché avviene questo? Perché i gentili e i peccatori fanno più strada sulla via mia? Perché essi accolgono quanto Io dico, e gli altri no? Perché i figli d’Israele sono ancorati, anzi, sono incrostati come ostriche perlifere al banco su cui sono nate. Perché sono saturati, ricolmati, obesi della loro sapienza, e non sanno fare largo alla mia col gettare il superfluo per fare posto al necessario. Gli altri non hanno questa schiavitù. Sono poveri pagani, o poveri peccatori, disancorati come nave alla deriva, sono dei poveri che non hanno tesori propri ma solo fardelli di errori o di peccati, dei quali si spogliano con gioia non appena riescono a comprendere cosa è la Buona Novella e sentono il suo miele corroborante ben diverso dal disgustoso miscuglio dei loro peccati.

EMR 179.5-6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Udite, e forse capirete meglio come possono esservi diversi frutti ad una stessa opera.

Un seminatore andò a seminare. I suoi campi erano molti e di diversa razza. Ce ne erano alcuni che egli aveva ereditati dal padre, sui quali la sua sbadataggine aveva lasciato proliferare piante spinose. Altri erano un suo acquisto, li aveva comperati così come erano da un negligente e tali li aveva lasciati. Altri ancora erano stati intersecati da strade, perché l’uomo era un grande comodista e non voleva fare molta strada per andare da un luogo all’altro. Infine ce ne erano alcuni, i più prossimi alla casa, sui quali egli aveva vegliato per avere un aspetto piacevole davanti alla dimora. Questi erano ben mondi di sassaia, di spine, di gramigne e così via.

L’uomo dunque prese il suo sacchetto di grano da seme, il migliore dei grani, e iniziò la semina. Il seme cadde nel buon terreno soffice, arato, mondato, concimato dei campi prossimi alla casa. Cadde nei campi intersecati da vie e viette, che li spezzettavano tutti portando inoltre bruttura di polvere arida sulla terra fertile. Altro seme cadde sui campi dove l’inettitudine dell’uomo aveva lasciato proliferare le piante spinose. Ora l’aratro le aveva travolte, pareva non ci fossero più, ma c’erano, perché solo il fuoco, la radicale distruzione delle male piante, impedisce il loro rinascere. L’ultimo seme cadde sui campi comperati da poco e che egli aveva lasciati così come erano, senza dissodarli in profondità e mondarli da tutte le pietre sprofondate nel suolo a fare un pavimento duro sul quale non avevano presa le tenere radici. E poi, sparso tutto il suo seme, se ne tornò a casa e disse: “Oh! bene! Ora non c’è che da attendere la raccolta”.

179.6

E si beava perché, col passare dei mesi, vedeva spuntare fitto il grano nei campi davanti alla casa, e crescere… oh! che soffice tappeto! e spighire… oh! che mare! e imbiondire e cantare, battendo spiga a spiga, l’osanna al sole. L’uomo diceva: “Come questi campi, tutti! Prepariamo la falce e i granai. Quanto pane! Quanto oro!”. E si beava… Segò il grano dei campi più vicini e poi passò a quelli ereditati dal padre, ma lasciati inselvatichire. E restò di stucco. Grano e grano era nato, perché i campi erano buoni e la terra bonificata dal padre era grassa e fertile. Ma la sua stessa fertilità aveva agito anche sulle piante spinose, travolte ma non sterilite. Esse erano rinate ed avevano fatto un vero soffitto di ramaglie irte di rovi, attraverso le quali il grano non aveva potuto emergere che con le rare spighe ed era morto soffocato quasi tutto.

L’uomo disse: “Sono stato negligente in questo posto. Ma altrove non erano rovi, e andrà meglio”. E passò ai campi di recente acquisto. Il suo stupore crebbe in pena. Sottili, e ormai disseccate, foglie di grano giacevano come fieno secco sparse per ogni dove. Fieno secco. “Ma come? Ma come?”, gemeva l’uomo. “Eppure qui non sono spine! Eppure il grano era lo stesso! Eppure era nato folto e bello. Lo si vede dalle foglie ben formate e numerose. Perché allora tutto è morto senza fare spiga?”. E con dolore si dette a scavare il suolo per vedere se trovava nidi di talpe o altri flagelli. Insetti e roditori no, non ce ne erano. Ma quanti, quanti sassi! Una petraia! I campi erano letteralmente selciati da scaglie di pietra e la poca terra che li copriva era un inganno. Oh! se avesse approfondito l’aratro quando era tempo! Oh! se avesse scavato, prima di accettare quei campi e comperarli per buoni! Oh! se almeno, dopo lo sbaglio fatto di acquistare quanto gli veniva proposto senza persuadersi della sua bontà, li avesse resi buoni a fatica di reni! Ma ormai era tardi ed era inutile il rammarichìo.

L’uomo si alzò in piedi avvilito e andò ai campi intersecati di stradette per sua comodità… E si strappò le vesti dal dolore. Qui non c’era nulla, assolutamente nulla… La terra scura del campo era coperta da un leggero strato di polvere bianca… L’uomo si accasciò al suolo gemendo: “Ma qui perché? Qui non spine e non sassi perché questi sono campi nostri. L’avo, il padre, io, li abbiamo sempre avuti e in lustri e lustri li abbiamo fatti fertili. Io vi ho aperto le strade, avrò levato del terreno al campo, ma ciò non può averlo fatto sterile così…”. Piangeva ancora quando ebbe risposta al suo dolore da un fitto sciame d’uccelli che si accanivano dai sentieri sul campo e da questo ai sentieri per cercare, cercare, cercare semi, semi, semi… Il campo, divenuto una rete di stradette sui bordi delle quali era caduto del grano, aveva attirato molti uccelli, e questi prima avevano mangiato il grano caduto sulla via e poi quello del campo, fino all’ultimo chicco.

Così il seme, uguale per tutti i campi, aveva dato dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta, dove il nulla. Chi ha orecchie da intendere intenda. Il seme è la Parola: uguale per tutti. I luoghi dove cade il seme: i vostri cuori. Ognuno applichi e comprenda. La pace sia con voi».

EMR 179.9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Siano giusti i vostri cuori, l’uno verso l’altro, come giusto era colui che piangete. Non date impronta umana al sovrumano: la morte e l’elezione ad una missione. L’anima del giusto non si è agitata nel vedere che il figlio mancava alla sepoltura del suo cadavere. Ma si è anzi messa quieta, nella sicurezza sul futuro del suo Elia. Il pensiero del mondo non turbi la grazia dell’elezione. Se il mondo ha potuto stupire di non vedere costui presso il feretro paterno, gli angeli hanno esultato nel vederlo a fianco del Messia. Siate giusti. E tu, madre, sii consolata da questo. Hai educato con saggezza, e tuo figlio è stato chiamato dalla Sapienza. Vi benedico tutti. La pace sia con voi ora e sempre».

Dettaglio

Messaggio di Gesù ai fratelli che sono arrabbiati con il figlio minore perché ha seguito Gesù invece di andare con loro a seppellire il padre.

EMR 180.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« Io ero ricco e potente. Se Dio non mi avesse voluto conservare per un suo fine, io sarei perito nella disperazione quando fui perseguitato e lebbroso. Avrei infierito su me stesso… Invece nel mio crollo completo scese una ricchezza nuova che non avevo mai posseduta prima, la ricchezza di una persuasione: “Dio c’è”. Prima… Dio… Sì, ero credente, ero un fedele israelita. Ma era una fede di formalismi. E mi pareva che il premio della stessa fosse sempre inferiore alle mie virtù. Mi permettevo di discutere con Dio perché mi sentivo ancora qualcosa sulla Terra. Simon Pietro ha ragione. Io pure costruivo una torre di Babele con le autolodi e le soddisfazioni del mio io. Quando tutto mi crollò addosso, e fui un verme schiacciato dal peso di tutto questo inutile umano, allora non discussi più con Dio, ma con me stesso, col mio pazzo me stesso, e finii di demolirlo. E più lo facevo, facendo strada a ciò che io penso sia il Dio immanente sul nostro essere di terrestri, ecco che raggiungevo una forza, una ricchezza nuova. La certezza che non ero solo e che Dio vegliava sull’uomo vinto dall’uomo e dal male».

«Secondo te, che pensi che sia Dio, questo che tu hai detto “il Dio immanente sul nostro essere di terrestri”? Che vuoi dire? Non ti comprendo e mi pare un’eresia. Dio è quello che conosciamo attraverso la Legge ed i Profeti. Non ve ne è altro», dice un poco severo Giuda Iscariota.

«Se ci fosse Giovanni te lo direbbe meglio di me. Ma io te lo dico come so. Dio è quello che conosciamo attraverso la Legge e i Profeti. È vero. Ma in che lo conosciamo? Come?».

Giuda d’Alfeo scatta: «Poco e male. Ancora lo conoscevano essi, i Profeti che ce lo hanno descritto. Noi ne abbiamo l’idea confusa che trapela dall’ingombro di tutta una catasta accumulata dalle sètte…».

«Sètte? Ma come parli? Noi non abbiamo sètte. Noi siamo i figli della Legge. Tutti», dice l’Iscariota sdegnato, aggressivo.

«I figli delle leggi. Non della Legge. È una lieve differenza. Dal singolare al plurale. Ma nella sua realtà ciò è: che siamo figli di ciò che abbiamo creato, e non più di ciò che Dio ci ha dato», ribatte il Taddeo.

«Le leggi sono nate dalla Legge», dice l’Iscariota.

«Anche le malattie nascono dal nostro corpo, e non mi vorrai dire che sono cose buone», replica il Taddeo.

«Ma lasciatemi sapere cosa è il Dio immanente di Simone Zelote». L’Iscariota, che non può ribattere alla osservazione di Giuda d’Alfeo, cerca di ricondurre la questione al punto di partenza.

Dettaglio

Parla Simone lo Zelota.

EMR 180.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

A voi va dato molto di più perché voi, miei apostoli, dovete conoscere il mistero; e vi è perciò dato di intendere i misteri del Regno dei Cieli. Per questo vi dico: “Domandate se non comprendete lo spirito della parabola”. Voi date tutto, e tutto vi va dato perché a vostra volta tutto voi possiate dare. Voi tutto date a Dio: affetti, tempo, interessi, libertà, vita. E tutto Dio vi dà per compensarvi e per farvi capaci di tutto dare in nome di Dio a chi è dopo di voi. Così a chi ha dato sarà dato e con abbondanza. Ma a chi non ha dato che parzialmente o non ha dato affatto, sarà tolto anche quello che ha.

Annotazione

Vangelo di Matteo 13, 10-12

Mt 13, 10-12 : I discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Perché parli loro in parabole? Egli rispose: "A voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma non a loro. A chi ha, sarà dato e avrà in abbondanza; a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha".

Vangelo di Matteo 25, 29

Mt 25, 29: A chi ha sarà dato di più e avrà in abbondanza; ma a chi non ha nulla sarà tolto anche quello che ha.

Vangelo di Marco 4, 25

Mc 4, 25: A chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.

Vangelo di Luca 8, 18

Lc 8, 18 : "State dunque attenti a come ascoltate, perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che pensa di avere".

Vangelo di Luca 19, 26

Lc 19,26: "Io vi dico che a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha".

EMR 180.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

In verità vi dico che molti profeti e molti giusti desiderarono vedere ciò che voi vedete e non lo videro, e udire ciò che voi udite e non l’udirono. Si consumarono nel desiderio di comprendere il mistero delle parole, ma spenta la luce della profezia ecco le parole rimanere come carboni spenti, anche per il santo che le aveva avute.

Solo Dio disvela Se stesso. Quando la sua luce si ritrae, terminato il suo scopo di illuminare il mistero, l’incapacità di intendere fascia, come le bende di una mummia, la regale verità della parola ricevuta. Per questo Io ti ho detto stamane: “Verrà un giorno che ritroverai tutto quanto ti ho dato”. Ora non puoi ritenere. Ma dopo la luce verrà su te, e non per un attimo ma per un inseparabile connubio dello Spirito eterno col tuo, onde infallibile sarà il tuo ammaestramento in ciò che è cosa del Regno di Dio. E, così come in te, nei tuoi successori, se vivranno di Dio come di unico pane.

Dettaglio

Sull'infallibilità papale e la dettatura di Gesù, si veda l'annotazione sottostante.

Annotazione

Molti profeti e uomini giusti hanno voluto vedere ciò che voi vedete e non l'hanno visto, ascoltare ciò che voi ascoltate e non l'hanno ascoltato. Nella continuità del testo riportato da Matteo.

Mt 13, 16-17 : Ma benedetti i vostri occhi, perché vedono, e le vostre orecchie, perché ascoltano. In verità vi dico che molti profeti e uomini giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete e non l'hanno visto, ascoltare ciò che voi ascoltate e non l'hanno ascoltato.

Luca lo riporta in un altro contesto (Lc 10, 24).

Lc 10, 23-24 : Poi si rivolse ai suoi discepoli e disse loro in particolare: "Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete! Perché vi dico che molti profeti e re volevano vedere ciò che voi vedete e non l'hanno visto, e ascoltare ciò che voi ascoltate e non l'hanno ascoltato.

Per questo vi ho detto stamattina: questo è il tipo di dettaglio che sembra insignificante, ma è molto utile per stabilire la cronologia.

Più tardi, la luce verrà su di voi, non per un istante, ma per un'unione indissolubile dello Spirito eterno con la vostra anima, che renderà il vostro insegnamento infallibile nelle questioni riguardanti il Regno di Dio. Sarà così anche per i vostri successori, se vivranno di Dio come unico pane.

Nota da maria-valtorta.org :

Questa condizione posta all'infallibilità papale deve aver suscitato un'obiezione da parte di padre Migliorini. Maria Valtorta osserva che:

"Avendo sottoposto a Gesù P. M(igliorini) l'obiezione all'infallibilità papale, contraria alla sentenza di p. ... fascicolo ... riga ... di ..., Gesù risponde: "Rispondo alla sua domanda come segue:

È vero che l'infallibilità del Papa in materia spirituale è una verità certa. Essa esiste in ciascuno dei miei vicari, indipendentemente dalla sua forma di vita e dal suo grado di virtù. Ma è altrettanto vero che non troverete un dogma definito e proclamato da papi che sono - notoriamente o meno - privi della mia grazia. L'anima che non è in stato di grazia non può essere nell'amicizia dello Spirito Santo.

Chiunque pensi che una cosa del genere sia possibile, pensa davvero come un eretico!

Dio è giusto: come tratta i poveri, tratta i ricchi. come tratta i laici, tratta il Sovrano Pontefice. Purtroppo ci sono zone d'ombra nella storia della mia Chiesa. Voler chiudere gli occhi e non vedere queste zone d'ombra significa vivere nelle tenebre su tutta la Chiesa, anche sui tantissimi tempi angelicamente luminosi, divinamente luminosi, gloriosi della mia Chiesa.

Perché anche noi dobbiamo essere sinceri in queste cose, come lo sono stato io con i miei apostoli, i miei discepoli e quelli che mi hanno seguito. Molte folle, non tutte sante, non tutte tiepide, non tutte malvagie. Ho riconosciuto il merito o il demerito di ciascuno, ho dato a ciascuno ciò che meritava, senza tener conto di particolari ragioni emotive. La verità è verità, in tutte le cose.

Questo vale anche per lo studio della storia. E nello studio della storia della mia Chiesa. La storia, se vuole essere storia e non favola, deve essere imparziale. Le epoche buie, inoltre, sono quelle preannunciate dalle allusioni profetiche al pastore-idolo e a questo Sebna, prefetto del Tempio (questo personaggio sarà solennemente ripetuto nel messaggio a Pio XII del 23 dicembre 1948). Che bruci e bruci, lo ammetto. Ma non si può dire "Anatema" a una verità.

Affidatevi a questa certezza: i dogmi sono veri e l'infallibilità esiste perché non concedo dogmi a chi non li merita. Questo è ciò che era contenuto nella frase che ha dato origine all'obiezione.

Siete soddisfatti. Vada in pace. Le ho dato subito questo chiarimento perché sono l'autore di queste parole, e quindi le conosco e le ricordo, anche se il dettato non è presente".

30-6-45, ore 8 del mattino".

Troviamo la stessa idea nelle parole di Gesù all'apostolo Giacomo, figlio di Alfeo, in EMV 258,6: "Dio darà la sua luce secondo il grado che avete raggiunto. Dio non lascerà che la luce ti venga meno, a meno che il peccato non venga a spegnere la grazia in te".

Questa dottrina dell'infallibilità, voluta da Cristo, è stata riaffermata 20 anni dopo nella Costituzione apostolica sulla Chiesa, Lumen gentium, § 25: "Questa infallibilità, di cui il divino Redentore ha voluto che la sua Chiesa fosse dotata nella definizione della dottrina riguardante la fede o i costumi, si estende fino al contenuto della divina Rivelazione, che deve essere custodita con venerazione ed esposta fedelmente. Il Romano Pontefice, Capo del Collegio episcopale, possiede questa infallibilità in virtù del suo ufficio...".

Nota della seconda edizione:

Se vivono di Dio come unico pane: questa condizione posta all'infallibilità papale deve aver suscitato un'obiezione da parte di padre Migliorini, al quale Maria Valtorta ha trasmesso questa risposta di Gesù (datata 30 giugno 1945). Ne riportiamo i passaggi principali: [...] Gesù mi rispose: "È vero che l'infallibilità del Papa in materia spirituale è una verità certa. Essa esiste in ciascuno dei miei vicari, indipendentemente dalla sua forma di vita e dal suo grado di virtù. Ma è altrettanto vero che non troverete un dogma definito e proclamato da papi che sono - notoriamente o meno - privi della mia grazia. L'anima che non è in stato di grazia non può essere nell'amicizia dello Spirito Santo. [...] Affidatevi dunque a questa certezza: i dogmi sono veri e l'infallibilità esiste perché non concedo dogmi a chi non li merita". Questo è quanto contenuto nella frase che ha dato origine all'obiezione [...]. "La stessa idea si ritrova nelle parole di Gesù all'apostolo Giacomo, figlio di Alfeo, in 258,6: "Dio darà la sua luce secondo il grado che avete raggiunto. Dio non lascerà che la luce ti venga meno, a meno che il peccato non spenga la grazia in te". "

EMR 180.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ora sentite lo spirito della parabola.

Abbiamo quattro generi di campi: quelli fertili, quelli spinosi, quelli sassosi, quelli pieni di sentieri. Abbiamo anche quattro generi di spiriti.

Abbiamo gli spiriti onesti, gli spiriti di buona volontà, preparati dalla stessa e dalla buona opera di un apostolo, di un “vero” apostolo; perché ci sono apostoli che hanno il nome ma non lo spirito di apostoli, i quali sono più micidiali sulle volontà in formazione degli stessi uccelli, spini e sassi. Sconvolgono in modo tale, con le loro intransigenze, con le loro frette, con i loro rimproveri, con le loro minacce, che allontanano per sempre da Dio. Altri ve ne sono che, all’opposto, con un innaffiamento continuo di benignità fuori posto, fanno marcire il seme in un terreno troppo molle. Devirilizzano con la loro devirilizzazione gli animi che curano. Ma stiamo ai veri apostoli, ossia agli specchi tersi di Dio. Essi sono paterni, misericordiosi, pazienti, e nello stesso tempo forti come è il loro Signore. Or bene, gli spiriti preparati da questi e dalla loro propria volontà sono paragonabili ai campi fertili, mondi di pietre e di rovi, netti da gramigne e da logli, in cui prospera la parola di Dio, e ogni parola – un seme – fa cespo e spighe, dando dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta per cento. In questi che mi seguono ce ne sono? Certo. E santi saranno. Fra essi ce ne sono di tutte le caste e di tutti i paesi, anche gentili ci sono, e che pure daranno il cento per cento per la loro buona volontà, unicamente per essa, oppure per la loro e quella di un apostolo o discepolo che me li prepara.

Dettaglio

Gesù spiega la parabola del seminatore.

EMR 180.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Stiamo ai veri apostoli, ossia agli specchi tersi di Dio. Essi sono paterni, misericordiosi, pazienti, e nello stesso tempo forti come è il loro Signore. Or bene, gli spiriti preparati da questi e dalla loro propria volontà sono paragonabili ai campi fertili, mondi di pietre e di rovi, netti da gramigne e da logli, in cui prospera la parola di Dio, e ogni parola – un seme – fa cespo e spighe, dando dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta per cento. In questi che mi seguono ce ne sono? Certo. E santi saranno. Fra essi ce ne sono di tutte le caste e di tutti i paesi, anche gentili ci sono, e che pure daranno il cento per cento per la loro buona volontà, unicamente per essa, oppure per la loro e quella di un apostolo o discepolo che me li prepara.