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Tempo

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EMR 22.12

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Non mi lascio prendere dalla paura di non avere tempo. Dio è padrone del tempo. A chi spera in Lui, anche nelle cose usuali, Egli provvede. L’egoismo non affretta, ritarda. La carità non ritarda, affretta. Tenetevelo sempre presente.

Dettaglio

Durante il suo soggiorno a Hebron, Maria lavorò per Elisabetta prima di lavorare per se stessa. Disse a Maria:

Parole chiave

EMR 59.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Pentitevi colla volontà ferma, che vi porti a mutare vita, a rientrare nella Legge del Signore. Il Regno dei Cieli vi aspetta. Domani.

Domani? vi chiedete. Oh! è sempre un domani sollecito l’ora di Dio, anche se viene al termine di una vita longeva come quella dei Patriarchi. L’eternità non ha per misura di tempo lo scorrere lento della clessidra. E quelle misure di tempo che voi chiamate giorni, mesi, anni, secoli, sono palpiti dello Spirito eterno che vi mantiene in vita. Ma voi eterni siete nello spirito vostro, e dovete, per lo spirito, tenere lo stesso metodo di misurazione del tempo che ha il Creatore vostro. Dire, dunque: “Domani sarà il giorno della mia morte”. Anzi, non morte per il fedele. Ma riposo di attesa, in attesa del Messia che apra le porte dei Cieli.

EMR 83.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Non è sempre male il dolore?».

«No, amico. È un male dal lato umano, ma dal sovrumano è un bene. Aumenta i meriti dei giusti che lo subiscono senza disperazione e ribellione e lo offrono, offrendosi con la loro rassegnazione, come sacrificio di espiazione per le proprie manchevolezze e le colpe del mondo, ed è redenzione per coloro che giusti non sono».

«È tanto difficile soffrire!», dice il contadino, al quale si sono uniti i famigliari, una decina fra adulti e bambini.

«Lo so che l’uomo lo trova difficile. E, sapendo come lo avrebbe trovato tale, il Padre non aveva dato il dolore ai suoi figli. Venne per la colpa. Ma quanto dura il dolore sulla Terra? Nella vita di un uomo? Poco tempo. Sempre poco, anche se dura tutta la vita. Ora Io dico: non è meglio soffrire per poco che per sempre? Non è meglio soffrire qui che nel Purgatorio? Pensate che il tempo là è moltiplicato per uno a mille. Oh! che in verità vi dico che non maledire, ma benedire il soffrire si dovrebbe, e chiamarlo “grazia”, e chiamarlo “pietà”».

EMR 180.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

A voi va dato molto di più perché voi, miei apostoli, dovete conoscere il mistero; e vi è perciò dato di intendere i misteri del Regno dei Cieli. Per questo vi dico: “Domandate se non comprendete lo spirito della parabola”. Voi date tutto, e tutto vi va dato perché a vostra volta tutto voi possiate dare. Voi tutto date a Dio: affetti, tempo, interessi, libertà, vita. E tutto Dio vi dà per compensarvi e per farvi capaci di tutto dare in nome di Dio a chi è dopo di voi. Così a chi ha dato sarà dato e con abbondanza. Ma a chi non ha dato che parzialmente o non ha dato affatto, sarà tolto anche quello che ha.

Annotazione

Vangelo di Matteo 13, 10-12

Mt 13, 10-12 : I discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Perché parli loro in parabole? Egli rispose: "A voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma non a loro. A chi ha, sarà dato e avrà in abbondanza; a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha".

Vangelo di Matteo 25, 29

Mt 25, 29: A chi ha sarà dato di più e avrà in abbondanza; ma a chi non ha nulla sarà tolto anche quello che ha.

Vangelo di Marco 4, 25

Mc 4, 25: A chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.

Vangelo di Luca 8, 18

Lc 8, 18 : "State dunque attenti a come ascoltate, perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che pensa di avere".

Vangelo di Luca 19, 26

Lc 19,26: "Io vi dico che a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha".

EMR 216.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Una pianura percossa dal sole che arroventa i grani maturi e ne estrae un odore che già ricorda il pane. L’odore del sole, dei bucati, delle messi, l’odore dell’estate.

Perché ogni stagione, potrei dire ogni mese, e anche ogni ora del giorno, ha il suo odore, così come ogni località ha il suo, per uno dai sensi molto affinati e lo spirito di osservazione molto acuto. È ben diverso l’odore di un giorno invernale e con del vento tagliente, da quello pastoso di un giorno d’inverno che sia nebbioso, o dall’odore che sparge la neve. E quanto diversi da questi l’odore della primavera che viene e che si preannuncia così, in un profumo che non è profumo, ma che è ben diverso dall’odore dell’inverno. Ci si alza una mattina ed ecco che l’aria ha un odore diverso: il primo sospiro della primavera. E su, su, per l’odore dei frutteti in fiore, poi dei giardini, delle messi, fino a quello caldo delle vendemmie, e dentro, come un intermezzo, l’odore della terra dopo un temporale… E le ore? Sarebbe stolto dire che l’odore dell’aurora è come quello del meriggio, e questo come quello della sera o della notte. Il primo, fresco e verginale; l’altro, ridente e gaudente; l’altro ancora, stanco e pure saturo di tutto quanto esalò, nel giorno, i suoi odori; l’ultimo, quello notturno, pacato, raccolto, quasi la terra fosse un’enorme cuna raccogliente il riposo dei suoi piccini.

E i luoghi? Oh! l’odore delle marine così diverso dalle albe alle sere, dai meriggi alle notti, dalle burrasche alle calme, dalle plaghe scogliose a quelle a spiaggia bassa! E l’odore delle alghe che si scoprono dopo le maree, e sembra che il mare abbia aperto le sue viscere per farci aspirare l’afrore del fondo. Così diverso questo odore da quello delle pianure interne, e questo dai luoghi di collina, e questo dagli alti monti.

È tanta l’infinità del Creatore, che ha potuto imprimere un segno, o di luce, o di colore, o di profumo, o di suono, o di forma, o di altezza, su ognuna delle infinite cose che Egli ha creato. Bellezza infinita dell’Universo, che non ti vedo più che così, attraverso le visioni e il ricordo di ciò che vidi, amando Dio e pregandolo attraverso le sue opere e per la gioia che il vederle mi davano, quanto sei vasta, potente, inesauribile e scevra di stanchezze! Non ne hai e non ne dai. Ma anzi l’uomo si rinnova nel guardarti, Universo del mio Signore, si fa più buono, più puro, si eleva, dimentica… Oh! poterti sempre guardare, e dimenticare gli uomini nella loro parte inferiore, e amarli nella e per la loro anima e per condurli a Dio!

Ed ecco che seguendo Gesù, che va con gli apostoli per questa pianura piena di messi, io divago di nuovo lasciandomi prendere dalla gioia di parlare del mio Dio nelle sue splendide opere. È amore anche questo, perché la creatura loda nella creatura ciò che in essa ama o loda, semplicemente, la creatura che ama. E così è anche fra creatura e Creatore. Chi lo ama lo loda, e tanto più lo ama tanto più lo loda per Se stesso e per le sue opere. Ma ora impongo silenzio al cuore e vado dietro a Gesù, non come adoratrice ma come fedele cronista.

Dettaglio

Maria Valtorta loda il Creatore nella Creazione.