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Note della parola chiave

Sedi - Cesarea

Tema: Città marittime in Palestina

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EMR 154

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Titolo del capitolo: A Cesarea marittima, un discorso agli schiavi della galea e un incontro con Claudia Procula. Fatica del portavoce.

Data della visione: venerdì 4 maggio 1945

Data della dettatura: sabato 5 maggio 1945. Questo brano fa parte anche dei Cahiers de 1945 à 1950.

Calendario: lunedì 17 gennaio 28 secondo Valtorta.fr o martedì 18 gennaio 28 (4 Scébat 3788) secondo maria-valtorta.org .

Luogo (mappa) : Cesarea marittima

Ciclo: L'apostolato femminile

Sommario: Gesù è a Cesarea marittima. Con grande dispiacere degli apostoli, si reca nel quartiere dei pagani. Si avvicina al mare e inizia a predicare. Il suo obiettivo era quello di parlare agli schiavi imprigionati in una galea. Incontra Quintiliano, ufficiale romano, e gli comunica il suo desiderio di parlare ai prigionieri. Il soldato lo avvicinò alla barca e Gesù fece il suo discorso. Il romano rimase stupito e lo ammirò. Poi gli disse che Claudia Procula era lì e voleva vederlo. La moglie di Pilato voleva parlare dell'anima, così Gesù sollevò l'argomento. Poi la lascia e parla con gli apostoli, che sono... scontrosi e brontoloni. Infine, Maria rivela una delle sue stanchezze come portavoce e Gesù ci dà una lezione sullo scoraggiamento nell'apostolato.

Contenuti del capitolo: 154,1: Gesù si reca al porto mentre si avvicina una galea militare. 154.2: Inizia il suo discorso. 154,3: Publio Quintiliano parla. 154,4: Gesù continua e il numero degli ascoltatori aumenta. 154,5: Appello alla misericordia. La missione di Gesù verso gli afflitti. 154.6: Publio è affascinato e sovrintende alla distribuzione del cibo agli schiavi della galea offerto da Gesù. 154.7: Gesù parla a Claudia Procula della sua anima. 154.8: Elogia i pagani agli apostoli. 154.9: Lo scoraggiamento di Maria Valtorta e il commento di Gesù sulla stanchezza spirituale.

EMR 155

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Titolo del capitolo: A Cesarea, la guarigione di una bambina romana e una discussione sul contatto con i pagani.

Data della visione: sabato 5 maggio 1945

Calendario: martedì 18 gennaio 28 secondo Valtorta.fr o mercoledì 19 gennaio 28 (5 Scébat 3788) secondo maria-valtorta.org.

Luogo (mappa) : Cesarea marittima

Ciclo: L'apostolato femminile

Sommario: Gesù è sempre a Cesarea Marittima. Egli ordina a Simone lo Zelota, a Giuda, a Giacomo di Alfeo e a Giovanni di essere buoni con i pagani. Giuda chiede come essere buoni con tutti e Gesù gli chiede se è contento di essere nato nella famiglia di suo padre Alfeo. Il cugino risponde di sì. Gesù allora gli chiede come avrebbe reagito se, essendo nato in una famiglia pagana, fosse stato accusato di essere un pagano, e Giuda risponde che non sarebbe stato responsabile. Quindi capisce la lezione, ma dice che è difficile amare le persone che non si conoscono. Nel frattempo, Gesù chiama un bambino, che mostra loro che non è complicato amare. La madre del bambino riconosce il Maestro e manda a chiamare i Romani. Gli chiedono di guarire una bambina che si è strozzata. È la figlia di Valeria, chiamata Faustina. Subito dopo, alcuni ebrei rimproverano il Maestro per la sua azione. Egli tiene loro un discorso vivace, che si conclude con una preghiera al Padre e con l'estasi per la Trinità da cui proviene. Poi Cristo ritorna in sé e se ne va.

Contenuto del capitolo: 155,1: Istruzione per i consacrati. 155.2: Gesù riprende l'avversione degli apostoli per i pagani: e se tu fossi nato pagano? 155.3: Una lezione di fratellanza universale data da bambini senza pregiudizi. 155.4: Saresti disposto a guarire la bambina morente di un amico di Claudia? 155.5: Gesù guarisce la bambina in un modo che stupisce il medico del proconsole. 155.6: Tre farisei gli rimproverano di avvicinarsi agli stranieri (cosa che loro stessi fanno). 155.7: Ministri bugiardi di una legge di verità. È vergognoso! 155.8 : Non faccio distinzione tra gli uomini. 155.9 : I tre israeliti ostili fuggirono sotto una pioggia di rimproveri.

EMR 155.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Traduzione in corso

Parole chiave

EMR 183.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il gruppo cammina, in silenzio adesso. La strada, da maestra, si fa cittadina, con una pavimentazione a pietre larghe un palmo quadrato. Le case sono sempre più ricche e belle fra orti e giardini rigogliosi e fioriti. Ho l’impressione che la Magdala elegante fosse per i palestinesi una specie di luogo di piacere come certe cittadine dei nostri laghi lombardi: Stresa, Gardone, Pallanza, Bellagio, ecc. ecc. Ai ricchi palestinesi sono mescolati romani, certo venuti da altri luoghi come Tiberiade o Cesarea, dove intorno al Governatore saranno certo stati dei funzionari e dei negozianti per esportare a Roma le cose più belle prodotte dalla colonia palestinese.

Dettaglio

Maria Valtorta cita Cesarea e Tiberiade in un commento a Magdala.

Annotazione

Tiberiade e Magdala erano due città lacustri con grandi popolazioni romane e greche.

EMR 187.3-4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«E di qui dove si passa? Non sono pratico di queste zone», dice Tommaso.

«Raggiungiamo il Thabor, lo costeggiamo in parte e passando presso Endor andiamo a Naim; da qui nella piana di Esdrelon. Non temete!… Doras, figlio di Doras, e Giocana sono già a Gerusalemme».

187.4

«Oh! sarà bello! Dicono che dalla cima, da un punto, si veda il mare grande, quello di Roma. Mi piace tanto! Ci porti a vederlo?». Giovanni prega col suo volto di fanciullo buono alzato verso Gesù.

«Perché ti piace tanto vederlo?», chiede Gesù accarezzandolo.

«Non so… Perché è grande e non si vede fine… Mi fa pensare a Dio… Quando siamo stati sul Libano io ho visto il mare per la prima volta, perché non ero mai stato altro che lungo il Giordano oppure sul nostro piccolo mare… e ho pianto di emozione. Tanto azzurro! Tanta acqua! E che non trabocca mai!… Che cosa meravigliosa! E gli astri che fanno vie di luce sul mare… Oh! non ridere di me! Guardavo la via d’oro del sole fino ad essere abbacinato, quella d’argento della luna fino a non avere che un candore fisso nell’occhio, e le vedevo perdersi lontano lontano. Mi parlavano quelle vie. Mi dicevano: “Dio è in quella lontananza infinita, e queste sono le vie di fuoco e di purezza che un’anima deve seguire per andare a Dio. Vieni. Tuffati nell’infinito, remigando su queste due vie, e l’Infinito troverai”».

«Sei poeta, Giovanni», dice il Taddeo ammirato.

«Non so se sia poesia questa. So che mi accende il cuore».

«Ma il mare lo hai visto anche a Cesarea e a Tolemaide, e ben da vicino. Eravamo sulla riva! Non vedo la necessità di fare tanta strada per vedere altra acqua marina. In fondo… ci siamo nati sull’acqua…», osserva Giacomo di Zebedeo.

«E ci siamo anche ora, purtroppo!», esclama Pietro che, distrattosi un momento per ascoltare Giovanni, non ha visto una pozzanghera infida e si è innaffiato generosamente… Ridono, lui per il primo.

Ma Giovanni risponde: «È vero. Ma dall’alto è più bello. Si vede di più e più lontano. Si pensa più alto e più vasto… Si desidera… si sogna…», e veramente Giovanni sogna già… Guarda davanti a sé, sorride al suo sogno… Pare una rosa carnicina cosparsa di minutissima rugiada, tanto la sua pelle liscia e chiara di giovane biondo si fa di un vellutato carnicino e si cosparge di un lieve sudore, che la fa ancor più simile a petalo di rosa.

«Cosa desideri? Cosa sogni?», chiede piano Gesù al suo prediletto, e pare un padre che interroghi dolcemente un caro figliolino parlante in un dolce sonno. Parla proprio all’anima di Giovanni, Gesù, tanto è dolce nell’interrogare per non lacerare il sogno dell’amoroso.

«Desidero andare per quel mare infinito… verso altre terre che sono al di là di esso… Desidero andare per parlare di Te… Sogno… sogno un andare verso Roma, verso la Grecia, verso i posti oscuri per portare la Luce… onde i viventi nelle tenebre vengano a contatti con Te e vivano in una comunione con Te, Luce del mondo… Sogno un mondo migliore… da far migliore attraverso la tua conoscenza, ossia attraverso la conoscenza dell’Amore che faccia buoni, che faccia puri, che faccia eroici, un mondo che si ami nel tuo Nome, e sopra l’odio, sopra il peccato, la carne, il vizio della mente, sopra l’oro, sopra ogni cosa alzi il tuo Nome, la tua Fede, la tua Dottrina… e sogno di essere io con questi miei fratelli ad andare per il mare di Dio, su strade di luce a portare Te… come un tempo tua Madre ti ha portato fra noi dai Cieli… Sogno… sogno di essere il fanciullo che, non conoscendo altro che l’amore, è sereno anche incontro ai tormenti… e canta per riconfortare gli adulti che riflettono troppo, e va avanti… incontro alla morte con un sorriso… incontro alla gloria con l’umiltà di chi non sa quanto fa, ma sa solo di venire a Te, Amore…».

Gli apostoli non hanno tirato respiro durante la estatica confessione di Giovanni… Fermi là dove erano, guardano il più giovane che parla con gli occhi velati dalle palpebre come di un velo gettato sull’ardore saliente dal cuore, guardano Gesù che si trasfigura nella gioia di ritrovarsi così completo nel suo discepolo… Quando Giovanni tace, rimanendo un poco curvo – e ricorda la grazia della umile Annunziata di Nazaret – Gesù lo bacia sulla fronte dicendo: «Andremo a vedere il mare, per farti sognare ancora l’avvenire del mio Regno nel mondo».

EMR 192.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Lo conosci? E ti conosce?», chiedono in molti a Giovanni di Endor.

«Sì, come fornitore di polli. Prima non mi conosceva. Ma una volta fui chiamato al comando a Naim, per fissare le quote, e c’era lui. D’allora, quando andavo a comperare libri o utensili a Cesarea, mi ha sempre salutato. Mi chiama Ciclope o Diogene. Non è cattivo, e per quanto io abbia odio ai romani pure non l’ho offeso, perché mi poteva essere utile».

Dettaglio

Gli apostoli apprendono che Quintiliano e Giovanni di Endor si conoscono. Giovanni menziona poi Naim e Cesarea.