EMR 73.5-6
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
73.5 «Che gran sventura! Pochi troverai di quelli che, mi ha detto Sara, Tu vuoi conoscere e salutare. Molti uccisi, molti fuggiti, molti… mah! dispersi, né si è mai saputo se morirono nel deserto o se furono spenti in carcere per punirli della loro ribellione. Ma fu ribellione? E chi sarebbe stato inerte lasciando sgozzare tanti innocenti? No, che giusto non è che sia ancor vivo Levi e Elia mentre tanti innocenti sono morti!».
«Chi sono i due, e che fecero?».
«Ma… almeno dell’eccidio saprai. L’eccidio d’Erode… Più di mille pargoli in città, un altro migliaio quasi nelle campagne. E tutti, anzi, quasi tutti maschi, perché nella furia, nel buio, nella mischia, i feroci presero, strapparono dalle cune, dai letti materni, dalle case assalite, anche delle bambinelle e le trafissero come gazzelline poppanti prese di mira da un arciere. Ebbene, tutto questo perché? Perché un gruppo di pastori, che per vincere il gelo notturno certo avevano bevuto sicera a gran sorsi, furono presi da delirio e dissero di aver visto angeli, udito canzoni, avuto indicazioni… e dissero a noi di Betlemme: “Venite. Adorate. Il Messia è nato”. Pensa: il Messia in una spelonca! In verità devo dire che ebbri fummo tutti, anche io, allora adolescente, anche la moglie, di allora pochi anni… perché credemmo tutti, e in una povera donna galilea volemmo vedere la Vergine partoriente di cui parlarono i Profeti. Ma se era con un rozzo galileo! Il marito certo. Se era moglie, come poteva esser la “Vergine”? Insomma, credemmo. Doni, adorazioni… case aperte per ospitarli… Oh! l’avevano saputa far bene la parte! Povera Anna! Ci ha rimesso i beni e la vita, e anche i figli di sua figlia, la prima, l’unica che si è salvata perché sposata con un mercante di Gerusalemme, persero i beni, perché la casa fu arsa e tutto il podere segato per ordine d’Erode. Ora è un campo incolto su cui pascolano gli armenti».
«Tutta colpa dei pastori?».
«No, anche di tre stregoni venuti dai regni di Satana. Forse erano compari dei tre… E noi, stolti, ce ne tenevamo per tanto onore! Quel povero archisinagogo! Lo uccidemmo per aver giurato che le profezie mettevano suggello di verità alle parole dei pastori e dei maghi…».
«Tutta colpa dei pastori e dei maghi, dunque?».
«No, galileo. Anche nostra. Della nostra credulità. Lo si aspettava da tanto il Messia! Secoli di attesa. Molte delusioni negli ultimi tempi per i falsi Messia. Uno era galileo, come Te, un altro aveva nome Teoda. Bugiardi! Messia loro! Non erano che avidi avventurieri in caccia di fortuna! Doveva farci sveglia la lezione. Invece…».
73.6 «E allora perché maledite, tutti, i pastori e i maghi? Se vi giudicate stolti voi pure, allora dovreste maledire voi pure. Ma la maledizione non è permessa dal precetto d’amore. Maledizione attira maledizione. Avete voi la sicurezza che siete nel giusto? Non potrebbe esser vero che i pastori e i maghi avessero detto il vero, loro rivelato da Dio? Perché voler credere che fossero mentitori?».
«Perché gli anni della profezia non erano compiuti. Dopo ci pensammo… dopo che il sangue, che fece rosse le vasche e i rii, ci aperse gli occhi del pensiero».
«E non avrebbe potuto l’Altissimo, per eccesso d’amore verso il suo popolo, anticipare la venuta del Salvatore? Su che basarono i maghi la loro asserzione? Mi hai detto che venivano da Oriente…».
«Dai loro calcoli su una nuova stella».
«E non è detto: “Una stella nascerà da Giacobbe e una verga si alzerà da Israele”? E Giacobbe non è il grande patriarca e non ebbe sosta in questa terra di Betlem a lui cara come pupilla del suo occhio, perché ivi morì la sua diletta Rachele? E ancor non è detto da bocca profetica: “Un germoglio spunterà dalla radice di Jesse e un fiore verrà da questa radice”? Isai, padre di Davide, qui nacque. Il germoglio sulla stirpe, segata alla radice da usurpazione di tiranni, non è la “Vergine” che partorirà il Figliolo, non avuto da uomo, ché allora non più vergine sarebbe, ma da volere divino, onde Egli sarà “l’Emmanuele” perché Figlio di Dio, sarà Dio e porterà perciò Dio fra il popolo di Dio come il suo nome dice? E non sarà annunciato, dice la profezia, ai popoli delle tenebre, ossia ai pagani “da una gran luce”? E la stella vista dai maghi non potrebbe esser la stella di Giacobbe, la grande luce delle due profezie di Balaam e di Isaia? E lo stesso eccidio compiuto da Erode non rientra nelle profezie? “Un grido s’è sentito nell’alto… È Rachele che piange i suoi figli”. Era segnato che lacrime gemessero le ossa di Rachele nel suo sepolcro di Efrata quando, per il Salvatore, sarebbe venuta la ricompensa al popolo santo. Lacrime per poi mutarsi in celeste riso, come l’arcobaleno che è fatto delle ultime gocce del temporale, ma dice: “Ecco, il sereno è concesso”».
«Sei molto dotto. Sei rabbi?».
«Lo sono».
«E io lo sento. Vi è luce e vero nelle tue parole. Ma però… oh! troppe ferite sanguinano ancora in questa terra di Betlem per il vero o falso Messia… Non consiglierei lo Stesso a venire mai qui. La terra lo respingerebbe come si respinge un figliastro per causa del quale morirono i figli veri. Ma già… se era Lui… è morto con gli altri sgozzati».
Dettaglio
Note più precise di quelle di EMV 73.2-8.