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Note del tema

Gesù Cristo in tutto l'EMV

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Comfort di lettura

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EMR 70.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Io e la Madre siamo le Ostie eccelse. Raggiungerci è difficile, impossibile anzi, perché il nostro sacrificio fu di una asprezza totale. Ma il mio Giovanni! È l’ostia imitabile da tutte le classi di miei amatori: vergine, martire, confessore, evangelizzatore, servo di Dio e della Madre di Dio, attivo e contemplativo, ha un esempio per tutti. È colui che ama.

EMR 71

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù parla a Giuda. Stanno aspettando Simone lo Zelota e Giovanni di Zebedeo, che lo raggiungeranno. Gesù gli dice che Giovanni è il suo primo discepolo e Giuda è ferito, ma non dice nulla al Maestro. Il Maestro, che conosce il cuore, chiede all'Iscariota perché non gli dice quello che pensa. Poi gli chiede se suo padre lo amava, e Giuda parla di suo padre con emozione. Il Signore allora gli assicura che, se suo padre lo ha cresciuto come Giuda racconta, era certamente un uomo giusto e che gioirà nel sapere che è un discepolo del Messia. Ma Giuda deve vedere in Gesù il padre che aveva perso e non nascondergli nulla. Giuda dichiara che diventerà buono se Cristo lo ama così tanto. Ammette di essere rimasto male per non essere stato il primo discepolo, ma Gesù gli assicura che nel suo cuore non fa differenza tra il primo e l'ultimo.

Nel frattempo sono arrivati Simone e Giovanni. L'ex lebbroso saluta il suo Salvatore con un grido di gioia e Gesù lo benedice per l'opera di evangelizzazione che ha già compiuto. Simone coglie l'occasione per parlare di Lazzaro e Gesù gli promette che andrà a trovarlo. Poi hanno luogo le presentazioni tra i discepoli. Gesù manda Giovanni con Giuda e chiede a Simone di essere indulgente con quest'uomo, che Simon Pietro e gli altri non apprezzeranno. Simone acconsente e con queste parole vanno a evangelizzare la gente nel Tempio.

EMR 72.5-6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Vedi, Giuda. Io vengo da una casta che è perseguitata per… per avere male capito cosa e come deve essere il Messia. Sì. Se noi lo avessimo atteso con giusta visione del suo essere, non avremmo potuto cadere in errori che sono bestemmia alla Verità e ribellione alla legge di Roma, per cui e da Dio e da Roma fummo puniti. Abbiamo voluto nel Cristo vedere un conquistatore e un liberatore d’Israele, un Maccabeo novello[2], e più grande del grande Giuda… Questo solo. E perché? Perché, più degli interessi di Dio, abbiamo curato gli interessi nostri: della patria e dei cittadini. Oh! santo anche l’interesse della patria. Ma che è davanti al Cielo eterno? Quanto — nelle lunghe ore di persecuzione prima e di segregazione poi, quando fuggiasco mi nascondevo nelle tane delle bestie selvatiche, condividendo con esse letto e cibo, per sfuggire alla forza romana e soprattutto alle delazioni dei falsi amici; oppure quando, attendendo la morte, già gustavo l’odore del sepolcro nella mia spelonca di lebbroso — ho pensato e ho visto: ho visto la figura vera del Messia… la tua, Maestro umile e buono, la tua, Maestro e Re dello spirito, la tua, o Cristo, Figlio del Padre che al Padre conduci, e non alle regge di polvere, non alle deità di fango. Tu… oh! mi è facile seguirti… Perché, perdona il mio ardire che si proclama giusto, perché ti vedo come ti ho pensato, ti riconosco, subito ti ho riconosciuto. Sì, non è stato un conoscimento di Te, ma un riconoscere Uno che già l’anima aveva conosciuto…».

«Per questo ti ho chiamato… e per questo ti porto con Me, ora, in questo mio primo viaggio in Giudea. 72.6 Voglio che tu completi il riconoscimento… e voglio che anche questi, che l’età fa meno capaci di giungere al vero per meditazione severa, sappiano come il loro Maestro è giunto a quest’ora… Capirete poi.»

Dettaglio

Simone lo Zelota parla a Giuda.

Annotazione

Primo libro dei Maccabei, 3, 1-26 :

1 M 3, 1-26 : Dopo la morte di Mattia, al suo posto sorse il figlio Giuda, chiamato Maccabeo. Tutti i suoi fratelli e tutti i seguaci del padre vennero in suo aiuto e combatterono volentieri per Israele.

Giuda accrebbe la gloriosa reputazione del suo popolo. Vestito della sua armatura come un eroe e armato delle sue armi da guerra, combatteva le battaglie, proteggendo l'accampamento con la sua spada. Come un leone in azione, come un cucciolo che ruggisce verso la preda, dava la caccia agli uomini infedeli alla Legge, inseguendoli e consegnando al fuoco coloro che turbavano il suo popolo.

Grazie al timore che incuteva, gli uomini infedeli alla Legge venivano abbattuti e tutti i malfattori erano presi dal panico. Attraverso la sua mano arrivò la salvezza. Egli rese amara la vita di molti re e Giacobbe si rallegrò delle sue azioni. La sua memoria è benedetta per sempre.

Attraversò le città di Giuda e spazzò via gli empi. Allontanò l'ira che gravava su Israele. Il suo nome fu udito fino alle estremità della terra ed egli radunò coloro che stavano per morire.

Allora Apollonio radunò i pagani e un grande esercito dalla Samaria per combattere Israele. Giuda ne fu informato. Gli andò incontro, lo picchiò e lo uccise. Le vittime furono molte e i sopravvissuti fuggirono. Il bottino fu raccolto e Giuda prese la spada di Apollonio per usarla ogni giorno in battaglia.

Seronio, comandante dell'esercito siriano, venne a sapere che Giuda aveva riunito intorno a sé un gruppo, un'assemblea di fedeli, per marciare in battaglia. Disse a se stesso: "Mi farò un nome e porterò gloria a me stesso nel regno. Combatterò Giuda e i suoi compagni, che disprezzano gli ordini del re". Così partì a sua volta, accompagnato da un folto gruppo di empi, per vendicarsi dei figli di Israele.

Mentre si avvicinava alla salita di Bethoron, Giuda gli uscì incontro con un manipolo di uomini. Quando i suoi uomini videro il drappello che veniva verso di loro, dissero a Giuda: "Come possono pochi di noi combattere contro una folla così grande e forte? Per di più, siamo esausti, perché oggi non abbiamo mangiato nulla!". Giuda rispose: "È facile che i molti cadano nelle mani dei pochi. Al cielo non importa se la salvezza si ottiene con molti uomini o con pochi. La vittoria in battaglia non dipende dalla grandezza dell'esercito: la forza viene dal Cielo.

Vengono da noi pieni di orgoglio e di disprezzo per la Legge, per distruggere noi, le nostre mogli e i nostri figli, e spogliarci dei nostri beni. Noi stiamo combattendo per le nostre vite e per le nostre leggi. Il Cielo stesso li schiaccerà davanti a noi. Non temeteli, dunque!

Con queste parole, si precipitò su di loro inaspettatamente. Serona e la sua truppa furono schiacciati davanti a lui. Furono inseguiti per tutta la discesa da Bethorone alla pianura. Circa ottocento uomini caddero; gli altri fuggirono nel paese dei Filistei. Giuda e i suoi fratelli cominciarono a incutere timore e il panico si impadronì delle nazioni pagane intorno a loro. Il nome di Giuda giunse alle orecchie del re e tutti i pagani commentarono le sue azioni di guerra.

EMR 73.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Andiamo. Devo però versare ancora sei anfore sulle verdure da poco nate».

«E Io ti aiuterò».

«No. Tu sei un signore. Lo dice il tuo modo di fare».

«Sono un operaio, donna. E costui è pescatore. Questi, giudei, sono di censo e d’impiego. Non Io».

Dettaglio

Una donna di Betlemme accoglie Gesù nella sua casa.

EMR 74

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù è a Betlemme con Giovanni, Giuda e Simone lo Zelota. Si recano nella città stessa, perché Cristo vuole mostrare loro il luogo in cui i Magi lo accolsero. Giuda mostra tutto il suo senso pratico e usa dei trucchi per ottenere informazioni su Anna di Betlemme, che aveva ospitato la Sacra Famiglia. Fa passare il gruppo apostolico per giudei di Gerusalemme e l'oste, un uomo di nome Ezechia, racconta loro della strage degli Innocenti e della morte di Anna. Gesù si reca a visitare le rovine e poi parla alla gente di Betlemme. Ma essi divennero apertamente ostili quando egli parlò di sua Madre e del Messia. La folla si agita e lancia pietre, ma Gesù non riesce a placarla o a consolare il suo dolore. Con un gesto eroico, Giuda protegge Gesù e il gruppo si ritira. Il Salvatore non insiste e decide di andare a incontrare i pastori della Natività.

EMR 74.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Perché mentire? Io sono la Verità e non voglio menzogna, né in Me né intorno a Me.

EMR 75.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Chi sei?».

«Uno che ti ama».

«Saresti il primo da molti anni. Da dove vieni?».

«Dalla Galilea».

«Dalla Galilea? Oh!». L’uomo lo guarda attento. Anche gli altri si sono fatti vicini. «Dalla Galilea», ripete il pastore e aggiunge piano, come per sé stesso: «Anche Egli era veniente dalla Galilea… Da che luogo, signore?».

«Da Nazareth».

«Oh! dimmi, allora. È più tornato un bambino, con una donna di nome Maria e un uomo di nome Giuseppe, un bambino bello ancor più di sua madre, che fiore più vago mai vidi sulle pendici di Giuda? Un bambino nato a Betlem di Giuda, al tempo dell’editto? Un bambino fuggito poi, per grande fortuna del mondo. Un bambino che darei la vita per saperlo proprio vivo e uomo ormai!».

Dettaglio

Elia descrive Gesù come un bambino con le sue stesse parole,

EMR 75.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sono povero. Un legnaiolo, per il mondo. Ricco solo d’amore per il mondo, e dell’amore che i buoni mi dànno. Sono venuto per stare con voi, spezzare con voi il pane della sera, dormire al vostro fianco sul fieno, prendere conforto da voi…