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Note del tema

Chi è Gesù?

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EMR 179.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Nel popolo eletto si dovrebbero trovare da per tutto spiriti pronti a ricevere questo Messia nella cui attesa si sono consumati d’ansia i Patriarchi e i Profeti, questo Messia venuto finalmente, preceduto e accompagnato da tutti i segni profetizzati, questo Messia la cui figura spirituale si delinea sempre più chiara attraverso i miracoli visibili sulle membra e sugli elementi, e i miracoli invisibili sulle coscienze che si convertono e sui gentili che si volgono al Dio vero. Invece così non è. E la prontezza nel seguire il Messia è fortemente ostacolata proprio nei figli di questo popolo e, doloroso a dirsi, lo è tanto più quanto più si sale nelle classi più alte di esso. Non dico questo per scandalizzarvi. È per indurvi a pregare ed a riflettere.

Perché avviene questo? Perché i gentili e i peccatori fanno più strada sulla via mia? Perché essi accolgono quanto Io dico, e gli altri no? Perché i figli d’Israele sono ancorati, anzi, sono incrostati come ostriche perlifere al banco su cui sono nate. Perché sono saturati, ricolmati, obesi della loro sapienza, e non sanno fare largo alla mia col gettare il superfluo per fare posto al necessario. Gli altri non hanno questa schiavitù. Sono poveri pagani, o poveri peccatori, disancorati come nave alla deriva, sono dei poveri che non hanno tesori propri ma solo fardelli di errori o di peccati, dei quali si spogliano con gioia non appena riescono a comprendere cosa è la Buona Novella e sentono il suo miele corroborante ben diverso dal disgustoso miscuglio dei loro peccati.

EMR 179.7 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Mentre le due barche fanno poca via sul fiume per poi fermarsi presso la sponda, Gesù si siede chiedendo al discepolo novello: «Chi resta, ora, a casa tua?».

«Mia madre col fratello maggiore, sposato da cinque anni. Le sorelle sono sparse per la regione. Mio padre era molto buono. E mia madre lo piange desolatamente». Il giovane si arresta bruscamente, perché sente che un singhiozzo gli monta dal cuore.

Gesù lo afferra per una mano e dice: «Ho conosciuto Io pure questo dolore ed ho visto piangere mia Madre. Ti capisco perciò…».

Annotazione

Ho vissuto anch'io questo dolore e ho visto mia madre piangere. Quindi ti capisco bene... Coerente con la descrizione della morte di Giuseppe e l'evocazione del dolore di Maria(EMV 42,7 e EMV 42,8).

EMR 179.9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Siano giusti i vostri cuori, l’uno verso l’altro, come giusto era colui che piangete. Non date impronta umana al sovrumano: la morte e l’elezione ad una missione. L’anima del giusto non si è agitata nel vedere che il figlio mancava alla sepoltura del suo cadavere. Ma si è anzi messa quieta, nella sicurezza sul futuro del suo Elia. Il pensiero del mondo non turbi la grazia dell’elezione. Se il mondo ha potuto stupire di non vedere costui presso il feretro paterno, gli angeli hanno esultato nel vederlo a fianco del Messia. Siate giusti. E tu, madre, sii consolata da questo. Hai educato con saggezza, e tuo figlio è stato chiamato dalla Sapienza. Vi benedico tutti. La pace sia con voi ora e sempre».

Dettaglio

Messaggio di Gesù ai fratelli che sono arrabbiati con il figlio minore perché ha seguito Gesù invece di andare con loro a seppellire il padre.

EMR 180.7-8 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Noi siamo arrivati all’ora di sesta e lui era stato catturato al gallicinio…».

«Ma dove? Ma come? Da chi? Nel suo antro?», tutti chiedono, tutti vogliono sapere.

«È stato tradito!… Si è usato il tuo Nome per tradirlo!».

«Che orrore! Ma chi è stato?», urlano tutti.

E Giovanni rabbrividendo, dicendolo piano questo orrore che neppur l’aria dovrebbe udire, confessa: «Da un suo discepolo…».

Il subbuglio è al colmo. Chi maledice, chi piange, chi sbalordito resta in posa di statua.

180.8

Giovanni si attacca al collo di Gesù e grida: «Io ho paura per Te! per Te! per Te! I santi hanno i traditori che per l’oro si vendono, per l’oro e la paura dei grandi, per sete di premio, per… per ubbidienza a Satana. Per mille, mille cose! Oh! Gesù, Gesù, Gesù! Che dolore! Il mio primo maestro! Il mio Giovanni che mi ha dato Te!».

«Buono! Buono! Non mi accadrà nulla per ora».

«Ma poi? Ma poi? Mi guardo… guardo questi… ho paura di tutti, anche di me. Ci sarà fra noi il tuo traditore…».

«Ma sei pazzo? E credi che non lo faremo a pezzi?», urla Pietro.

E l’Iscariota: «Oh! pazzo per davvero! Io non lo sarò mai. Ma, se mi sentissi indebolito al punto di poterlo diventare, mi ucciderei. Meglio così che uccisore di Dio».

Gesù si libera dalla stretta di Giovanni e scuote rudemente l’Iscariota dicendo: «Non bestemmiare! Nulla ti potrà indebolire, se non vuoi. E se ciò fosse, fa’ di piangere, e non avere un delitto oltre al deicidio. Debole diviene chi da sé si svena di Dio».

Dettaglio

Giovanni racconta l'arresto di Giovanni Battista.

EMR 180.9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Sì. Morirà. Egli lo sa come Io lo so. Nulla e nessuno lo salverà questa volta. Quando? Non so. So che vivo non uscirà dalle mani di Erode».

«Sì, di Erode. Senti. Egli è andato verso quella gola da cui noi pure passammo al ritorno in Galilea, fra l’Ebal e il Garizim, perché gli fu detto dal traditore: “Il Messia è morente per un assalto di nemici. Ti vuole vedere per affidarti un segreto”. E lui è andato col traditore e con qualche altro. Nell’ombra del vallone erano gli armati di Erode e lo hanno preso. Gli altri sono fuggiti portando la notizia ai discepoli rimasti presso Ennon. Erano appena venuti quando giunsi io con la Madre. E quello che è orribile è che era uno delle nostre città… e che sono stati[4] i farisei di Cafarnao alla testa del complotto per prenderlo. Erano stati da lui dicendo che Tu eri stato loro ospite e che da lì partivi per la Giudea… Non sarebbe uscito dal suo rifugio altro che per Te…».

Dettaglio

Giovanni Battista è stato appena catturato e Gesù conferma la sua morte imminente.

EMR 180.10 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Un silenzio di tomba succede alla narrazione di Giovanni.

Gesù sembra svenato, cogli occhi di un azzurro cupissimo e come appannati. Sta a capo chino, la mano ancora sulla spalla di Giovanni, e la mano è scossa da un lieve tremito. Nessuno osa parlare.

Gesù rompe il silenzio: «Andremo in Giudea da altra via.

Ma domani devo andare a Cafarnao. Al più presto. Riposate. Io salgo fra gli ulivi. Ho bisogno di essere solo». Ed esce senza aggiungere altro.

«Va certo a piangere», mormora Giacomo d’Alfeo.

«Seguiamolo, fratello», dice Giuda Taddeo.

«No. Lasciatelo piangere. Solo usciamo piano, in ascolto.

Temo insidia da per tutto», risponde lo Zelote.

Dettaglio

Giovanni Battista è appena stato arrestato e Giovanni ne dà notizia al gruppo apostolico.

EMR 181.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Entrano in Corozim che l’aurora è già finita in giorno pieno. Non vi è stelo che non brilli per gemme di rugiada. Gli uccelli cantano per ogni dove. Vi è un’aria pura, fresca, che pare sappia persino di latte, di un latte più vegetale che animale. L’odore dei grani che si formano nelle spighe, dei mandorleti carichi di frutti… un odore che ho sentito nelle fresche mattine nei campi opimi della pianura padana.

La casa di Elia è presto raggiunta. Ma già molti in Corozim sanno che è giunto il Maestro e, mentre Gesù sta per porre piede sulla soglia, una madre accorre gridando: «Gesù, Figlio di Davide, pietà della mia creatura!». Ha sulle braccia una fanciulla di un dieci anni circa, cerea e magrissima. Più che cerea, giallastra.

«Che ha tua figlia?».

«Le febbri. Le ha prese alla pastura lungo il Giordano. Perché siamo i pastori di un ricco. Io sono stata chiamata dal padre presso la bambina ammalata. Egli ora è tornato ai monti.

Ma Tu sai che con questo male non si può passare in luoghi alti. Come posso stare qui? Il padrone mi ha lasciata fino ad ora. Ma io sono alle lane e alle figliate. Viene il tempo del lavoro per noi pastori. Saremo licenziati o divisi se io resto. Vedrò morire la figlia se vado all’Hermon».

«Hai fede che Io possa?».

«Ho parlato con Daniele pastore di Eliseo. Mi ha detto: “Il nostro Bambino guarisce ogni male. Vai dal Messia”. Da oltre Meron sono venuta con questa fra le braccia cercando Te.

Avrei sempre camminato fino a trovarti…».

«Non camminare più altro che per tornare a casa, al lavoro sereno. Tua figlia è guarita perché Io lo voglio. Va’ in pace».

La donna guarda la figlia e guarda Gesù. Forse spera di vedere tornare grassa e colorita la fanciulla all’istante. Anche la fanciulla sgrana i suoi occhi stanchi, che prima teneva chiusi, in volto a Gesù e sorride.

«Non temere, donna. Non ti inganno. La febbre è sparita per sempre. Di giorno in giorno ella tornerà fiorente. Lasciala andare. Non barcollerà più e non sentirà stanchezza».

La madre posa al suolo la fanciulla, che sta ben ritta e sorride sempre più giuliva. Infine trilla con la sua voce argentina:

«Benedici il Signore, mamma! Sono ben guarita! Lo sento», e nella sua semplicità di pastorella e di fanciulla si lancia al collo di Gesù e lo bacia. La madre, riservata come l’età insegna, si prostra e bacia la veste benedicendo il Signore.

«Andate. Ricordatevi del beneficio avuto da Dio e siate buone. La pace sia con voi».

Annotazione

"Che cos'ha sua figlia?". "Febbre. Le ha prese nei pascoli lungo il Giordano". Molto probabilmente si tratta della febbre gialla, o febbre di palude, che ha devastato le popolazioni di tutta l'antichità. A questo proposito, si veda la nota a EMV 177: Le febbri di palude (febbre gialla o malaria) causavano gravi epidemie nell'Antichità. Sono menzionate più volte nell'opera. Per secoli queste febbri sono state attribuite all'aria malsana (aria cattiva, da cui deriva la parola italiana mala aria), senza mai fare il collegamento con le zanzare. Maria Valtorta riporta un'opinione perfettamente in linea con le credenze romane e non legata alle sue conoscenze di infermiera.

Sono stata chiamata dal padre della ragazza malata. Ora è tornato in montagna. Ma lei sa che con questa malattia non si può andare in quota. Questa indicazione medica merita di essere esaminata da persone competenti.

EMR 181.4-5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Nel senso universale la parabola ha questa applicazione: il campo è il mondo. Il buon seme sono i figli del Regno di Dio, seminati da Dio sul mondo in attesa di giungere al loro limite ed essere recisi dalla Falciatrice e portati al Padrone del mondo, perché li riponga nei suoi granai. Il loglio sono i figli del Maligno, sparsi a loro volta sul campo di Dio nell’intento di dare pena al Padrone del mondo e di nuocere anche alle spighe di Dio. Il Nemico di Dio li ha, per un sortilegio, seminati apposta, perché veramente il Diavolo snatura l’uomo fino a farne una sua creatura, e questa semina, per traviare altri che non ha potuto asservire altrimenti. La mietitura, anzi la formazione dei covoni e il trasporto degli stessi ai granai, è la fine del mondo, e coloro che la compiono sono gli angeli. A loro è ordinato di radunare le falciate creature e separare il grano dal loglio e, come nella parabola questo si brucia, così verranno bruciati nel fuoco eterno i dannati, all’Ultimo Giudizio.

Il Figlio dell’uomo manderà a togliere dal suo Regno tutti gli operatori di scandali e di iniquità. Perché allora il Regno sarà e in Terra e in Cielo, e fra i cittadini del Regno sulla Terra saranno mescolati molti figli del Nemico. Questi raggiungeranno, come è detto[1] anche dai Profeti, la perfezione dello scandalo e dell’abominio in ogni ministero della Terra, e daranno fiera noia ai figli dello spirito. Nel Regno di Dio, nei Cieli, già saranno stati espulsi i corrotti, perché corruzione non entra in Cielo. Ora dunque gli angeli del Signore, menando la falce fra le schiere dell’ultimo raccolto, falceranno e separeranno il grano dal loglio e getteranno questo nella fornace ardente dove è pianto e stridor di denti, portando invece i giusti, l’eletto grano, nella Gerusalemme eterna dove essi splenderanno come soli nel Regno del Padre mio e vostro.

Questo nel senso universale.

Dettaglio

Gesù ha appena dato la parabola del grano buono e della zizzania e l'ha spiegata agli apostoli. Il testo del Vangelo è disponibile come annotazione.

Annotazione

Raggiungeranno, come annunciano i profeti, la perfezione dello scandalo e dell'abominio in tutta la loro attività terrena. Come annunciano, ad esempio, Daniele 9, 27; 11, 31.36; 12, 11.

Dan 9, 27: Egli stringerà un'alleanza solida con un gran numero di persone per una settimana; a metà della settimana farà cessare il sacrificio e l'oblazione, e sull'ala delle abominazioni verrà un distruttore, finché la distruzione e ciò che è stato decretato siano riversati sui devastati.

Non abbiamo trovato versetti convincenti negli altri riferimenti indicati.

Dn 11, 31.36: Le truppe da lui inviate si fermeranno là; profaneranno il santuario e la fortezza; porranno fine al sacrificio perpetuo e innalzeranno l'abominio del distruttore.

Dan 12,11: Dal momento in cui sarà cessato il sacrificio quotidiano e sarà innalzato l'abominio del distruttore, passeranno milleduecentonovanta giorni.

Questo è dunque il significato universale: Gesù aveva già commentato il significato della Parabola nella sua catechesi del 27 ottobre 1943.

Vangelo di Matteo 13, 23-30; 36-43

Mt 13, 23-30; Mt 13, 36-43: Chi riceve il seme nel terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende: egli porta frutto al centuplo, o al sessanta per cento, o al trenta per cento. E fece loro un'altra parabola: "Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre la gente dormiva, venne il suo nemico, seminò la zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando lo stelo crebbe e produsse una spiga di grano, apparvero anche le erbacce. I servi del padrone vennero a dirgli: "Signore, non è forse buon grano quello che hai seminato nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?". Egli rispose loro: "È stato un nemico a fare questo". I servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a toglierla?". Rispose: "No, se togliete la zizzania, rischiate di sradicare anche il grano. Lasciateli crescere insieme fino al tempo della mietitura; e al tempo della mietitura dirò ai mietitori: "Prima togliete le erbacce, legatele in fasci per bruciarle; quanto al grano, raccoglietelo per portarlo nel mio granaio"".

Poi lasciò le folle e tornò a casa. I suoi discepoli vennero da lui e gli dissero: "Spiegaci chiaramente la parabola delle erbacce nel campo". Egli rispose loro: "Il Figlio dell'uomo è colui che semina il buon seme; il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del Regno; la zizzania sono i figli del Maligno. Il nemico che ha seminato è il diavolo; il raccolto è la fine del mondo; i mietitori sono gli angeli. Come la zizzania viene portata via e gettata nel fuoco, così sarà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli ed essi toglieranno dal suo regno tutti coloro che sono causa di inciampo e tutti coloro che fanno il male e li getteranno nella fornace, dove ci sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchio ascolti!

EMR 181.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il Figlio dell’uomo manderà a togliere dal suo Regno tutti gli operatori di scandali e di iniquità. Perché allora il Regno sarà e in Terra e in Cielo, e fra i cittadini del Regno sulla Terra saranno mescolati molti figli del Nemico. Questi raggiungeranno, come è detto anche dai Profeti, la perfezione dello scandalo e dell’abominio in ogni ministero della Terra, e daranno fiera noia ai figli dello spirito. Nel Regno di Dio, nei Cieli, già saranno stati espulsi i corrotti, perché corruzione non entra in Cielo. Ora dunque gli angeli del Signore, menando la falce fra le schiere dell’ultimo raccolto, falceranno e separeranno il grano dal loglio e getteranno questo nella fornace ardente dove è pianto e stridor di denti, portando invece i giusti, l’eletto grano, nella Gerusalemme eterna dove essi splenderanno come soli nel Regno del Padre mio e vostro.

Dettaglio

Alla fine del mondo.

Annotazione

Raggiungeranno, come annunciano i profeti, la perfezione dello scandalo e dell'abominio in tutta la loro attività terrena. Come annunciato, ad esempio, da Daniele 9, 27; 11, 31.36; 12, 11.

Dan 9, 27: Egli stringerà un'alleanza solida con un gran numero di persone per una settimana; a metà della settimana farà cessare il sacrificio e l'oblazione, e sull'ala delle abominazioni verrà un distruttore, finché la distruzione e ciò che è stato decretato siano riversati sui devastati.

Non abbiamo trovato versetti convincenti negli altri riferimenti indicati.

Dn 11, 31.36 : Le truppe da lui inviate si fermeranno là; profaneranno il santuario e la fortezza; porranno fine al sacrificio perpetuo e innalzeranno l'abominio del distruttore.

Dan 12:11 : Dal momento in cui sarà interrotto il sacrificio perpetuo e sarà innalzato l'abominio del distruttore, trascorreranno milleduecentonovanta giorni.

EMR 182.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

[Gesù] Va diritto ad accarezzare un pastorello che è verso il centro dell’ammasso lanuto e belante delle pecore. Gli chiede: «Sono tue?». Lo sa bene Gesù che non sono del bambino, ma lo vuole far parlare.

«No, Signore. Io sono con quelli. E le mandre sono di molti padroni. Ci siamo riuniti per i banditi».

«Come ti chiami?».

«Zaccaria, figlio di Isacco. Ma il padre mi è morto ed io servo perché siamo poveri e la mamma ha tre altri più piccoli di me».

«È tanto che ti è morto?».

«Tre anni, Signore… e non ho più riso perché sempre la mamma piange ed io non ho più chi mi carezzi… Io sono il primogenito e la morte del padre mi ha fatto uomo che ero ancora fanciullo… Non devo piangere ma guadagnare… Ma è tanto difficile!». Infatti le lacrime cadono anche ora sul visetto troppo serio per la sua età.

I pastori si sono avvicinati e così gli apostoli. Un gruppo d’uomini in un muoversi di pecore.

«Non sei senza padre, Zaccaria. Un Padre santo ti è nel Cielo e ti ama sempre, se sei buono, e il padre tuo non ha cessato di amarti perché è in grembo ad Abramo. Lo devi credere. E per questa fede essere sempre più buono». Gesù parla dolcemente e carezza il bambino.

Dettaglio

Un caso reale di un bambino che ha perso il padre tre anni fa e ora si occupa di greggi di pecore.