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Note della parola chiave

Miracoli di Gesù Cristo

Tema: Miracoli di Gesù Cristo nella EMV · Pagina 3 di 8

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EMR 68.6-7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Chiedetegli qualche miracolo. Egli è potente. Guarisce. Legge nei cuori. Risponde ad ogni perché».

«Digli tu, per me che son malato. L’occhio destro è morto, il sinistro già si secca…».

«Maestro».

«Giuda». Gesù, che accarezzava una bambinella, si volta.

«Maestro, quest’uomo è quasi cieco e vuol vedere. Gli ho detto che Tu puoi».

«Io posso per chi ha fede. Hai tu fede, uomo?».

«Chiedetegli qualche miracolo. Egli è potente. Guarisce. Legge nei cuori. Risponde ad ogni perché».

«Digli tu, per me che son malato. L’occhio destro è morto, il sinistro già si secca…».

«Maestro».

«Giuda». Gesù, che accarezzava una bambinella, si volta.

«Maestro, quest’uomo è quasi cieco e vuol vedere. Gli ho detto che Tu puoi».

«Io posso per chi ha fede. Hai tu fede, uomo?».

«Io credo nel Dio d’Israele. Vengo qui per gettarmi in Betsaida. Ma vi è sempre chi mi precede».

«Puoi credere in Me?».

«Se credo nell’angelo della piscina, non devo credere a Te che il tuo discepolo dice che sei il Messia?».

Gesù sorride. Si bagna il dito con la saliva e sfiora l’occhio malato. «Che vedi?».

«Vedo le cose senza la nebbia di prima. E l’altro non lo guarisci?».

Gesù sorride di nuovo. Ripete l’atto sull’occhio cieco. «Che vedi?», chiede levando il polpastrello dalla palpebra calata.

«Ah! Signore d’Israele! Ci vedo come quando correvo bambino sui prati! Te benedetto in eterno!». L’uomo piange, prostrato ai piedi di Gesù.

«Va’. Sii buono, ora, per riconoscenza a Dio».

68.7 Un levita, che è giunto verso la fine del miracolo, chiede: «Con che potere fai queste cose?».

«Tu me lo chiedi? Pure te lo dico, se mi rispondi ad una domanda. Secondo te è più grande un profeta che profetizza il Messia o il Messia stesso?».

«Che domanda! Il Messia è il più grande: è il Redentore promesso dall’Altissimo!».

«Allora perché i Profeti fecero miracoli? Con qual potere?».

«Col potere che Dio loro dava per provare alle folle che Dio era con loro».

«Ebbene, con lo stesso potere Io faccio miracolo: Dio è con Me, Io sono con Lui. Io provo alle folle che così è, e che il Messia ben può, con maggior ragione e misura, ciò che potevano i Profeti».

Il levita se ne va pensoso e tutto finisce.

Dettaglio

Gesù parla e Giuda incoraggia la gente a chiedergli un miracolo. Gesù ne compie uno e alla fine gli chiedono con quale autorità lo stia facendo.

EMR 72.3-4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

72.3 Mi rattrista solo constatare quanto l’uomo è corrotto da Satana, che gli travia il pensiero. Tutti, sapete? Tutti avete il pensiero turbato da lui! Ma verrà, oh! verrà il giorno in cui avrete in voi la Forza di Dio, la Grazia; avrete la Sapienza col suo Spirito… Allora avrete tutto per giudicare giustamente».

«E giudicheremo tutti giustamente?».

«No, Giuda».

«Ma parli per noi, discepoli, o per tutti gli uomini?».

«Parlo alludendo prima a voi, poi agli altri tutti. Quando sarà l’ora, il Maestro creerà i suoi operai e li manderà per il mondo…».

«Non lo fai già?».

«Per ora non vi uso che per dire: “C’è il Messia. Venite a Lui”. Allora vi farò capaci di predicare in mio nome, di compiere miracoli in mio nome…».

«Oh! anche miracoli?».

«Sì, sui corpi e sulle anime».

«Oh! come saremo ammirati, allora!». Giuda è gongolante a quest’idea.

72.4 «Non saremo più col Maestro allora, però… e io avrò sempre paura di fare quel che è da Dio con capacità di uomo», dice Giovanni e guarda Gesù pensierosamente e un poco triste anche.

«Giovanni, se il Maestro permette, vorrei dirti il mio pensiero», dice Simone.

«Dillo a Giovanni, desidero che vi consigliate a vicenda».

«Sai già che è un consiglio?».

Gesù sorride e tace.

«Ebbene, allora io ti dico, Giovanni, che non devi, non dobbiamo temere. Appoggiamoci alla sua sapienza di Maestro santo e alla sua promessa. Se Egli dice: “Vi manderò”, segno è che sa di poterci mandare senza che noi si nuoccia a Lui e a noi, ossia alla causa di Dio, che tutti abbiamo cara come sposa testé sposata. Se Egli ci promette di vestire la nostra miseria intellettuale e spirituale con i fulgori della potenza che il Padre gli dà per noi, dobbiamo esser certi che lo farà e noi potremo, non per noi, ma per sua misericordia. Certamente però tutto questo avverrà se noi non metteremo orgoglio, desiderio umano nel nostro operare. Io penso che se corromperemo la nostra missione, che è tutta spirituale, con elementi che sono terrestri, allora verrà meno anche la promessa del Cristo. Non per incapacità sua, ma perché noi strozzeremo questa capacità col laccio della superbia.»

Dettaglio

Gli apostoli (Giovanni, Giuda e Simone lo Zelota) discutono dei miracoli e dell'invio dei discepoli quando Gesù non è più con loro.

Gesù disse ai tre apostoli:

EMR 76.4-6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Mi hai detto che vuoi far noto a Isacco che Tu ci sei, ma non entrare in paese?».

«Sì, così voglio».

«Allora è bene separarci. Io andrò da lui, Levi e Giuseppe resteranno col gregge e con voi. Salgo di qui. Farò più presto».

E Elia intraprende a salire su per la costa, verso un biancheggiare di case che splendono al sole là, in alto. Mi pare di seguirlo. Eccolo alle prime case. Prende un vicoletto fra case e orti. Cammina per qualche decina di metri. Poi svolta in una via più larga e da questa entra in una piazza.

Non ho detto che tutto ciò avviene nelle prime ore del mattino. Lo dico ora per spiegare che sulla piazza vi è ancora il mercato, e massaie e venditori vociano intorno alle piante che fanno ombra alla piazza.

Elia va sicuro sino al punto dove la piazza torna ad esser via, una via abbastanza bella. La più bella, forse, del paese. All’angolo vi è una casupola, meglio, una stanza con la porta aperta. Quasi sulla porta un povero letto e, sopra, uno scheletrico infermo, che lamentosamente chiede ad ogni passante un obolo.

Elia entra come un razzo. «Isacco… sono io».

«Tu? Non ti attendevo. Sei venuto la scorsa luna».

«Isacco… Isacco… Sai perché sono venuto?».

«Non so… sei commosso… che avviene?».

«Ho visto Gesù di Nazaret, uomo, rabbi ormai. È venuto a cercarmi… e ci vuole vedere. Oh! Isacco! Stai male?».

Infatti Isacco si è abbandonato come morisse. Ma si riprende: «No. La notizia… Dove è? Come è? Oh! lo potessi vedere!».

«È giù, a valle. Mi manda a dirti così, proprio così: “Vieni, Isacco, ché ti voglio vedere e benedire”. Ora chiamerò qualcuno che mi aiuti e ti porterò giù».

«Così ha detto?».

«Così. Ma che fai?».

«Vado».

Isacco respinge le coperture, muove le gambe inerti, le getta dal pagliericcio, le punta al suolo, si alza, ancora un poco incerto e traballante. Tutto in un attimo, sotto gli occhi sbarrati di Elia… che finalmente capisce e urla…

Si affaccia una donnetta curiosa. Vede l’infermo in piedi che si ammanta, non avendo altro, in una delle coperture, e scappa via urlando come una gallina.

«Andiamo… di qua andiamo, per fare più presto e non avere folla… Presto, Elia».

Ed escono di corsa dalla porticina di un orticello posteriore, spingono la chiusura di rami secchi, sono fuori, filano per un vicoletto miserabile, poi giù per una stradetta fra orti e da questa giù per i prati e i boschetti, sino al torrente.

76.5

«Ecco là Gesù», dice Elia additandolo. «Quello alto, bello, biondo, vestito di bianco, col manto rosso…».

Isacco corre, fende il gregge brucante e con un grido di trionfo, di gioia, di adorazione, si prostra ai piedi di Gesù.

«Alzati, Isacco. Sono venuto. A portarti pace e benedizione. Alzati, che ti conosca il volto».

Ma Isacco non può alzarsi. Troppe emozioni insieme, e sta, col suo felice pianto, contro il suolo.

«Sei subito venuto. Non ti sei chiesto se potevi…».

«Tu mi hai detto di venire… e sono venuto».

«Neppure ha chiuso la porta, né raccolto gli oboli, Maestro».

«Non importa. Gli angeli veglieranno nella sua dimora. Sei contento, Isacco?».

«Oh! Signore!».

«Chiamami Maestro».

«Sì, Signore, Maestro mio. Anche non fossi guarito, sarei stato beato a vederti. Come ho potuto trovare tanta grazia presso Te?».

«Per la tua fede e pazienza, Isacco. So quanto hai soffer­to…».

«Niente, niente! Più niente! Ho trovato Te! Sei vivo! Ci sei! Questo c’è proprio… Il resto, tutto il resto è passato. Ma, Signore e Maestro, ora non te ne vai più, vero?».

«Isacco, ho tutto Israele da evangelizzare. Io vado… Ma se Io non posso restare, tu mi puoi sempre servire e seguire.

76.6

Vuoi esser mio discepolo, Isacco?».

«Oh! Ma non sarò buono!».

«Saprai confessare che Io sono? Contro gli scherni e le minacce confessarlo? E dire che Io ti ho chiamato e sei venuto?».

«Anche se Tu non volessi, direi tutto questo. In questo ti disubbidirei, Maestro. Perdona se lo dico».

Gesù sorride. «E allora, vedi che sei buono di fare il discepolo?».

«Oh! se non è che per fare questo! Credevo fosse più difficile. Che bisognasse andare a scuola dai rabbi per servire Te, Rabbi dei rabbi… e andare a scuola da vecchio…». Infatti l’uomo ha almeno cinquant’anni.

«La scuola l’hai già fatta, Isacco».

«Io? No».

«Tu, sì. Non hai continuato a credere e ad amare, a rispettare e benedire Dio e prossimo, a non avere invidie, a non desiderare ciò che era d’altri e anche ciò che era tuo e che non avevi più, a non dire che il vero anche se ciò ti nuoceva, a non fornicare con Satana facendo peccati? Non hai fatto tutto questo, in questi trent’anni di sventura?».

«Sì, Maestro».

«Tu vedi. La scuola l’hai fatta. Continua così e aggiungi la rivelazione del mio essere nel mondo. Non c’è altro da fare».

«Ti ho già predicato, Signore Gesù. Ai bambini che venivano quando, sciancato, giunsi a questo paese chiedendo un pane e facendo ancora qualche lavoro di tosa e di latticini, e poi che venivano intorno al mio letto quando il male si fece forte e mi perse dalla vita in giù. Di Te parlavo ai bambini di allora e ai bambini di ora, figli di quelli… I bambini sono buoni e credono sempre… Dicevo di quando eri nato… degli angeli… della Stella e dei Maghi… e della Madre tua… Oh! dimmi! È viva?».

«È viva e ti saluta. Sempre parlava di voi».

«Oh! vederla!».

«La vedrai. Verrai nella mia casa un giorno. Maria ti saluterà: amico».

«Maria… Sì. È come avere in bocca il miele a dire quel nome…»

EMR 80.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’Uomo aveva vinto la triplice battaglia. L’Uomo sapeva cosa voleva dire essere uomo e aveva vinto. Era esausto. La lotta era stata più esauriente del lungo digiuno… Ma lo spirito giganteggiava… Io credo che ne hanno trasalito i Cieli a questo mio completamento di creatura dotata di cognizione. Io credo che da quel momento è venuto in Me il potere di miracolo. Ero stato Dio. Ero divenuto l’Uomo. Ora, vincendo l’animale che era connesso alla natura dell’uomo, ecco Io ero l’Uomo-Dio. Lo sono. E come Dio tutto posso. E come Uomo tutto conosco. Fate anche voi come Me, se vorrete fare ciò che Io faccio. E fatelo in memoria di Me.

Dettaglio

Dopo la tentazione di Cristo da parte di Satana nel Vangelo: