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Gesù Cristo nel Vangelo così come mi è stato rivelato

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EMR 169

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù sale sui Corni di Hattin. Lì raggiunge un villaggio dove lo attendono i suoi discepoli e apostoli. Essi gli danno un giudizio sulla loro prima predicazione. Pietro mise in evidenza i suoi due cugini e soprattutto Giovanni; l'amato, da parte sua, disse che Pietro aveva parlato bene.

Dopo averne discusso un po', Gesù disse loro che voleva parlare da solo con loro. Si decise allora di aspettare che la gente fosse andata a casa prima che Cristo insegnasse ai Dodici e agli altri discepoli. Nel frattempo, il Maestro si allontanò per pregare e, quando giunse la sera, si riunirono tutti intorno a lui.

Gesù riprese allora la predicazione degli altri e dichiarò che coloro che avevano dato di più erano quelli che avevano dimenticato di più se stessi, grazie soprattutto alla loro unione con Dio. Altri avevano scrupoli e avevano paura di fare la cosa sbagliata. Così Gesù parla delle condizioni per essere il discepolo perfetto. Spiega che gli apostoli e coloro che lo seguono sono il sale della terra e la luce del mondo. Infine, il Salvatore insegna che la luce di Dio deve risplendere in loro e avverte i sacerdoti che non devono perdere di vista la loro missione. Guai a chi perde la carità, guai a chi rifiuta la Sapienza, guai a chi diventa spiritualmente morto, guai a chi corrompe il piccolo gregge di Cristo.

Il discorso di Gesù termina qui.

EMR 170

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù è sui corni di Hattin. La folla è ormai presente e Cristo inizia a parlare con loro. Gli chiedono che cos'è il Regno di Dio, che cos'è Dio e come conquistare il Paradiso, e Gesù risponde loro pazientemente, invitandoli in particolare a seguire la Legge e ad amare. Gesù parlò poi dei doni che Dio aveva dato ad Adamo ed Eva. In particolare, il Signore parla dell'anima, dei doni naturali della bellezza, dell'integrità, dell'intelligenza e della volontà, nonché dei doni morali e della sottomissione dei sensi e della ragione. Parla poi della grazia santificante, che è la "vita dell'anima": Dio si riflette nella sua creatura e vuole che siamo con lui in cielo. Inoltre, Gesù parla dell'immortalità dell'anima e afferma che cancellerà il peccato originale per restituirci la grazia.

La seconda parte del suo discorso riguarda il modo di conquistare il cielo. Dopo aver ricordato che esiste una Legge, incoraggia le anime a non vedere il cammino verso la santità in termini di minaccia ("guai a me se non faccio questo"), ma in termini di amore ("sarei benedetto se facessi questo"). Poi espone le Beatitudini e le sviluppa una per una, prima di concludere il suo discorso.