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Note della parola chiave

Lo stato di anima-vittima di Maria Valtorta

Tema: Maria Valtorta

Comfort di lettura

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EMR 15.1-4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Dice Gesù:

«Il ciclo è terminato. E con questo, così dolce e soave, il tuo Gesù ti ha portato senza scosse fuori del tumulto di questi giorni. Come un bambino fasciato da morbide lane e posato su soffici cuscini, tu sei stata fasciata da queste beate visioni, perché non sentissi, avendone terrore, la ferocia degli uomini che si odiano[1] invece di amarsi. Non potresti più sopportare certe cose, ed Io non voglio che tu ne muoia, perché ho cura del mio “portavoce”.

15.2

Sta per cessare nel mondo la causa per cui le vittime sono state torturate da tutte le disperazioni. Anche per te, Maria, cessa perciò il tempo del tremendo soffrire per troppe cause, così in contrasto col tuo modo di sentire. Non ti cesserà il soffrire: sei vittima. Ma parte di esso: questa, cessa. Poi verrà il giorno in cui Io ti dirò, come a Maria di Magdala morente[2]: “Riposa. Ora è tempo per te di riposare. Dammi le tue spine. Ora è tempo di rose. Riposa e aspetta. Ti benedico, benedetta”.

Questo ti dicevo, ed era una promessa e tu non l’hai capita, quando veniva il tempo che saresti stata tuffata, rivoltolata, incatenata, empita, fin nelle latebre più fonde, di spine… Questo ti ripeto ora, con una gioia quale solo l’Amore che sono può provare quando può fare cessare un dolore ad un suo diletto. Questo ti dico ora che quel tempo di sacrificio cessa. E Io, che so, ti dico, per il mondo che non sa, per l’Italia, per Viareggio, per questo piccolo paese, in cui tu mi hai portato — medita il senso di queste parole — il grazie che spetta agli olocausti per il loro sacrificio.

15.3

Quando ti ho mostrato Cecilia vergine-sposa, ti ho detto che ella si è impregnata dei miei profumi e dietro ad essi ha trascinato marito, cognato, servi, parenti, amici. Tu hai fatto, e non lo sai, ma Io te lo dico, Io che so, la parte di Cecilia in questo mondo impazzito. Ti sei saturata di Me, della mia parola, hai portato i miei desideri fra le persone, e le migliori hanno compreso e dietro te, vittima, molte e molte ne sono sorte, e se non è la rovina completa della tua patria e dei luoghi che a te sono più cari è perché molte ostie sono state consumate dietro il tuo esempio e il tuo ministero.

Grazie, benedetta. Ma continua ancora. Ho molto bisogno di salvare la Terra. Di ricomprare la Terra. Le monete siete voi, vittime.

15.4

La Sapienza, che ha istruito i santi e istruisce te con un magistero diretto, ti elevi sempre più nel comprendere la Scienza di vita e nel praticarla. Drizza anche te la tua piccola tenda presso la casa del Signore. Ficca, anzi, i pioli della stessa tua dimora nella dimora della Sapienza e dimóravi senza mai uscirne. Riposerai, sotto la protezione del Signore che ti ama, come un uccello fra i rami fioriti, ed Egli ti farà riparo da ogni intemperia spirituale e sarai nella luce della gloria di Dio, da cui scenderanno per te parole di pace e verità.

Va’ in pace. Ti benedico, benedetta».

Dettaglio

Gesù mostrò a Maria il Vangelo e le diede il seguente dettato.

La visione di Maria Maddalena morente si trova nei Cahiers del 1944 (30 marzo 1944). Cécile, la vergine sposa, è vista nelle visioni e nei dettati del 22 e 23 luglio 1944.

EMR 20.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

È difficile dire e far capire quello che provo e quello che è avvenuto dall’11 febbraio, dalla sera che ho visto soffrire Gesù nella sua Passione. È stata una vista che mi ha mutata radicalmente. Morissi ora o fra cent’anni, quella visione rimarrà sempre uguale di intensità e di effetti. Prima pensavo ai dolori di Cristo. Ora li vivo, perché mi basta una parola, un’occhiata su un’immagine, per risoffrire quanto ho sofferto quella sera e inorridire di quei supplizi e angosciarmi di quel desolato suo patire, e anche se nulla lo ricorda, il ricordo spasima in me.

EMR 20.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

20.8 E che tu, figlia, soffra, oltre che per il tuo soffrire, per il soffrire mio e del mio Gesù, è cosa buona. Gradita a Dio e meritoria. Mi è tanto caro il tuo amore compassionevole. Ma mi vuoi baciare? Bacia le piaghe del mio Figlio. Imbalsamale col tuo amore. Io ho sentito spiritualmente lo spasimo dei flagelli e delle spine e la tortura dei chiodi e della croce. Ma ugualmente sento spiritualmente tutte le carezze date al mio Gesù, e sono tanti baci dati a me. E poi vieni. Sono la Regina del Cielo. Ma sono sempre la Mamma…».

E io sono beata.

EMR 29.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ti avevo promesso che Egli sarebbe venuto a portarti la sua pace. La ricordi la pace che era in te nei giorni di Natale? Quando mi vedevi col mio Bambino? Allora era il tuo tempo di pace. Ora è il tuo tempo di pena. Ma tu lo sai, ormai. È nella pena che si conquista la pace e ogni grazia per noi e per il prossimo. Gesù-Uomo tornò Gesù-Dio dopo la tremenda pena della Passione. Tornò Pace. Pace nel Cielo da cui era venuto e dal quale ora effonde la sua pace a coloro che nel mondo lo amano. Ma nelle ore di Passione, Lui, Pace del mondo, fu privato di questa pace. Non avrebbe sofferto se l’avesse avuta. Completamente soffrire.

EMR 154.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato